Liquirizia e Glicemia: Effetti, Benefici e Rischi

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.; Fam. Fabaceae) è una pianta medicinale diffusa in diverse regioni dell’Europa e dell’Asia. Nota sin dall’antichità per il gusto forte e le sue proprietà curative, è stata considerata da sempre un bene prezioso, conosciuta anche come “oro nero”. La radice, dal sapore intenso, è principalmente usata in confetteria e per la realizzazione di prodotti dolciari. Tuttavia, la radice di liquirizia possiede anche proprietà medicinali che sono state utilizzate nella medicina tradizionale per secoli.

L'ingrediente principale della liquirizia, radice o fusto della Glycyrrhiza glabra L., è la glicirrizina, molecola che le conferisce il sapore dolce e peculiare, ben sfruttato in pasticceria e dall’industria alimentare. A oggi, infatti, dalla liquirizia è stato isolato un numero enorme di componenti chimici attivi (oltre 20 triterpenoidi e 300 flavonoidi) e molti studi hanno mostrato l'ampia gamma della loro attività farmacologica con effetti antinfiammatori, antiossidanti, antiallergici e antimicrobici, nonché con una serie di azioni che contribuiscono alla protezione e al trattamento dei sistemi cardiovascolare, respiratorio, endocrino, digestivo e nervoso.

Proprietà e Benefici della Liquirizia

La liquirizia si trova in diverse forme: come tronchetti, caramelle, bastoncini e anche in liquore, e ha molte proprietà salutari. Non solo era nota a Greci e Latini, che la impiegavano nella preparazione di farmaci e rimedi, ma risulta ben documentata anche presso gli antichi popoli assiro, egizio, cinese e indiano. Da millenni usata e apprezzata in Oriente come rimedio per mal di stomaco e disturbi del fegato, ma anche per curare la tosse (tanto che la si può trovare in vari infusi e in qualche sciroppo), la liquirizia deve le sue virtù soprattutto alla presenza e alla combinazione di flavonoidi e del suo principio attivo (la glicirrizina, o acido glicirrizico). I benefici della liquirizia si evidenziano anche su fegato, cuore e circolazione.

Effetti sulla Glicemia

È stato dimostrato che i componenti bioattivi della liquirizia hanno un grande potenziale terapeutico anche nel trattamento del diabete mellito. La glicirrizina, in particolare, riduce i livelli di glucosio nel sangue, aumenta i livelli di insulinemia e il numero di cellule delle isole pancreatiche e normalizza i parametri dello stress ossidativo. Inoltre, l’acido glicirrizico, un derivato della glicirrizina, mostra un effetto protettivo endoteliale e si ritiene che questa sua capacità sia importante nella prevenzione e nel trattamento di complicanze vascolari diabetiche.

Se avete bisogno di abbassare i livelli di glicemia nel sangue in maniera naturale, potete optare per un infuso di radice di liquirizia. Infatti, molteplici studi hanno dimostrato come questo infuso sia dotato di proprietà ipoglicemizzanti contribuendo proprio a migliorare i sintomi tipici del diabete di tipo 2. Questo infuso agisce stimolando la produzione di insulina e favorendo anche l’eliminazione di tutto il glucosio in eccesso ma vediamo insieme come fare partendo dagli ingredienti:

Per la preparazione dell’infuso iniziate portando l’acqua ad ebollizione e aggiungendo le radici di liquirizia lasciandole bollire per una decina di minuti circa. A questo punto filtrate questa tisana e lasciatela leggermente raffreddare prima di berla per evitare qualsiasi tipo di ustione. Si consiglia di bere questo infuso la sera, dopo cena e prima di andare a letto e in questo modo potete beneficiare di tutte le proprietà.

Come già detto sopra, il merito di molti benefici dell’infuso di radice di liquirizia è della glicirrizina che ha un grandissimo potenziale terapeutico nel trattamento del diabete mellito.

Una recente scoperta, fatta a Berlino dal team del Max Plank Institute for Molecular Genetics, ha mostrato come possa significativamente ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue, arrestando e addirittura regredendo una delle forme più temute di questa malattia, il diabete di tipo 2. La sostanza si lega ad un recettore nucleare PPRAgamma, che ha un ruolo fondamentale nel metabolismo di glucosio e grassi: attiva infatti molti geni preposti alla riduzione di entrambe le sostanze nel nostro sangue. Abbassando i livelli di glucosio si abbassa anche la resistenza all'insulina, che come si è detto è uno dei problemi fondamentali legati alla gravità di questo tipo di diabete.

Altri Benefici della Liquirizia

  • Attività Antivirale: La glicirrizina ha dimostrato attività contro vari virus, tra cui il virus dell'epatite C e il virus dell'immunodeficienza umana (HIV).
  • Equilibrio Ormonale Femminile: La glicirrizina è stata studiata per la sua capacità di riduzione della produzione di estrogeni. Alcuni studi hanno esaminato gli effetti della liquirizia in donne in post menopausa, scoprendo che può migliorare alcuni sintomi legati alla carenza di estrogeni, come le vampate di calore.
  • Problemi gastrointestinali: La radice di liquirizia è stata tradizionalmente utilizzata per lenire i problemi gastrointestinali. La liquirizia può aumentare la produzione di muco gastrico.
  • Problemi respiratori: La liquirizia è raccomandata in fitoterapia per trattare alcuni problemi respiratori.

Effetti Ipolipemizzanti e Ipotensivi

In uno studio che ha visto per 12 mesi la somministrazione di estratto di radice di liquirizia alla dose di 200 mg/die è stata stimata la sua azione ipolipemizzante: i livelli sierici di colesterolo totale e Ldl sono diminuiti significativamente nel gruppo trattato ma non nel gruppo di controllo. Un altro studio clinico ha confermato gli effetti ipotensivi e ipolipemizzanti della liquirizia in 12 pazienti ipercolesterolemici.

Effetti Collaterali e Controindicazioni

Sebbene la liquirizia possa avere effetti benefici sulla vasodilatazione, uno degli effetti collaterali più noti è l'aumento della pressione sanguigna. Questo effetto è principalmente dovuto alla glicirrizina, dato che può influenzare il metabolismo del sodio e del potassio nei reni. La glicirrizina, viene scissa in acido glicirrizico, che successivamente viene convertito in acido glicirretico dalla microflora intestinale umana. Quest’ultimo inibisce l'enzima 11-beta-idrossisteroide deidrogenasi di tipo 2, che è responsabile della conversione del cortisolo in cortisone. La glicirrizina e l'acido glicirretico tendono ad avere effetti vasocostrittori attraverso l'interazione con i recettori mineralcorticoidi e l'aumento della pressione sanguigna.

Come abbiamo visto in precedenza, la glicirrizina può portare ad un aumento della pressione sanguigna inducendo la ritenzione di sodio e acqua, ed aumentando l’escrezione di potassio, questo determina un aumento della pressione arteriosa.

Un consumo moderato di liquirizia è considerato sicuro; tuttavia, assumerne grandi quantità per più di quattro settimane può essere pericoloso per la salute e portare a effetti collaterali come pressione alta, riduzione dei livelli di potassio, debolezza, stanchezza, mal di testa, ritenzione di sodio e, in casi rari, danni cerebrali.

  • Oltre agli ipertesi, ne è sconsigliato il consumo anche a chi soffre di insufficienza renale, ritenzione idrica, cirrosi epatica e ai diabetici.
  • Studi recenti ci avvertono inoltre che va posta cautela anche nelle donne in gravidanza: la liquirizia assunta in dosi elevate può indurre danni al feto, che una volta nato potrebbe presentare deficit cognitivi e comportamentali.
  • La liquirizia può interferire con l’assunzione del warfarin.
  • Inoltre potrebbe interagire con la digossina, con gli estrogeni, con l’acido etacrinico, con la furosemide, con alcuni farmaci modificati dal fegato, con i medicinali per la pressione alta, con i corticosteroidi e con i diuretici.
  • Livelli elevati di glicirrizina hanno dimostrato di causare un aumento anomalo del cortisolo, l’ormone dello stress.
  • In grandi quantità e con un uso a lungo termine, la radice di liquirizia può causare ipertensione, ritenzione idrica e bassi livelli di potassio, che potrebbero portare a problemi cardiaci e muscolari.
  • Le donne in gravidanza dovrebbero evitare l’uso di radice di liquirizia come integratore, ma anche di assumerne grandi quantità come cibo.

Conclusioni

In conclusione, la liquirizia possiede numerose proprietà benefiche e medicinali, è però cruciale consumarla con moderazione e consapevolezza dei potenziali effetti collaterali.

Riferimenti

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