Cachi e Glicemia: Benefici, Rischi e Consigli

Il cachi è un frutto tipicamente autunnale, delizioso e ricco di benefici per la salute. Questo frutto arancione, noto anche come "Diospyros kaki", è originario della Cina e si è diffuso in molte regioni del mondo grazie al suo sapore dolce e alla sua consistenza succosa. Tra le varietà più comuni ci sono i cachi di tipo "vaniglia" con caratteristiche uniche.

Proprietà Nutrizionali dei Cachi

Dal punto di vista nutrizionale, il cachi è una fonte eccellente di vitamina A, vitamina C e vitamina K. Contiene anche minerali importanti come il potassio e il manganese. Ecco alcune delle loro proprietà nutritive:

  • Vitamina C: utile nel supporto del sistema immunitario, nella produzione di collagene e nel miglioramento dell’assorbimento del ferro; la quantità della vitamina è inversamente proporzionale alla maturità del frutto.
  • Beta-carotene: precursore della vitamina A, importante per la salute della pelle, delle mucose, per una buona visione notturna e per lo sviluppo cellulare in genere. Svolge un ruolo anche nella risposta immunitaria perché aiuta a contrastare le infezioni.
  • Potassio: minerale che conferisce spiccate proprietà diuretiche.
  • Altri sali minerali: calcio, magnesio e fosforo e tracce di selenio e manganese.
  • Fibre: possono aiutare a regolare la digestione, a promuovere il senso di sazietà e a mantenere livelli di zucchero nel sangue stabili.
  • Carboidrati: i cachi sono una fonte di zuccheri semplici.

Conosciuto come pane degli dei per l’etimologia greca del suo nome botanico (Diospyros kaki), il caco è originario della Cina, anche se le prime coltivazioni furono Giapponesi (“mela d’oriente”). Sin dall’antichità la pianta di cachi è stata considerata da molti come “Albero delle sette virtù”, che secondo la leggenda erano: longevità, grande ombra che offrono le sue fronde, mancanza di nidi e di tarli, sapore delizioso dei suoi frutti, resistenza al freddo, creazione di ottimo concime con i frutti caduti e ottima legna da ardere per il camino.

Cachi e Glicemia: Cosa Bisogna Sapere

Ma i cachi sono spesso demonizzati come frutto perché ritenuti ipercalorici. Il motivo risiede nella presenza di fruttosio, lo zucchero della frutta. Si nota subito l’alto contenuto zuccherino dei cachi, che in effetti apportano più zuccheri anche dei fichi (che ne contengono 14 g su 100 g). Non solo, rispetto ai fichi i cachi hanno anche un indice glicemico più alto (pari a 50), e quindi devono essere consumati con particolare attenzione soprattutto da chi soffre di diabete.

Un cachi davvero grande (200 grammi) contiene circa 30 grammi di zuccheri, che sono pochi di più di una confezione media di cracker e la metà di quelli contenuti in un piatto di pasta medio. Quindi il cachi è tra i frutti più zuccherini ed infatti si consiglia di consumarlo al pasto insieme a una quota di proteine (carne, pesce, uova, formaggio, semi oleosi) per ridurne l’impatto sulla glicemia. Dunque, anche chi soffre di diabete o ha problemi nel controllo della glicemia può consumare con parsimonia questo frutto così prezioso.

Come tutta la frutta zuccherina invece, sono indicati ancora una volta per la dieta degli sportivi, al punto da essere considerati dei veri e propri energizzanti naturali. Le fibre di cui sono ricchi, danno ai cachi un alto potere saziante e gli conferiscono proprietà lassative.

Se sono ben adatti alla dieta degli sportivi, ottimi ad esempio anche prima di un allenamento, non altrettanto si può dire per chi deve perder peso o deve tenere a bada la glicemia. In questo caso occhio alle dosi, un piccolo caco e solo occasionalmente e magari abbinato a una fonte proteica.

Benefici Aggiuntivi dei Cachi

Inoltre la fibra ha un effetto di stimolo della salute intestinale e di protezione nei confronti, ad esempio, di patologie neoplastiche dell'ultimo tratto del canale digerente. La concentrazione più alta di antiossidanti dei cachi sta nella buccia: ciò conferisce proprietà antinfiammatorie. Positiva sarebbe anche l'azione a livello cutaneo: la proantocianidina presente nella buccia preserverebbe i fibroblasti dal danno, aiutando a mantenere la salute e la buona consistenza della pelle.

Ma non sono solo gli zuccheri a contraddistinguere queste dolci bacche. Zuccheri, fibre e … moltissime sostanze ad azione antiossidante! Innanzi tutto la vitamina C. I cachi ne contengono 23 mg/100 g. Per fare un confronto, le arance ne contengono tra i 57 e i 40 mg/100 g, le fragole 54. Ma contengono anche ingenti quantità di carotenoidi e in particolare di precursori della vitamina A (siamo dell’ordine dei 237 µg di Vitamina A retinolo equivalenti.

Sono ricchi di licopene (il carotenoide di cui sono ricchi i pomodori e che si trova nella frutta e verdura giallo/arancio), zeaxantina e criptoxantina che ne potenziano l’attività antiossidante e protettiva del cuore, degli occhi, della pelle. Attività potenziata anche da una discreta quantità di vitamina E e dalla presenza di proantocianidine. Tra i minerali invece abbonda il potassio che li rende ottimi depurativi e diuretici, in grado di contribuire al controllo della pressione sanguigna, trasmissione dell’impulso nervoso e contrazione muscolare.

Cachi e Diabete: Consigli

Per chi soffre di diabete, le porzioni chiaramente cambiano, ma non è necessario eliminarli del tutto: “Il profilo zuccherino dei cachi sicuramente necessita di una maggiore attenzione, e non sono particolarmente raccomandati come frutto principale per chi ha il diabete, ma questo non significa che debbano essere totalmente esclusi dalla dieta. Chi soffre di diabete può mangiarli, chiaramente con una maggiore attenzione alle quantità.

“Chi soffre di diabete dovrebbe consumare i cachi saltuariamente, o magari combinati con alimenti che rallentano l’entrata degli zuccheri nel sangue: ad esempio dopo i pasti principali o abbinandoli a cibi come la ricotta, un mix che aiuta a non avere il picco glicemico.

3 Consigli per consumare i cachi in modo appropriato anche in presenza di diabete:

  1. Limitare la quantità e la frequenza di consumo. Un caco potrebbe pesare anche tra i 250 e i 300 g quindi dividerlo in 4 spicchi è già un buon modo per evitare di assumere troppi zuccheri per porzione.
  2. Mangiare i cachi con altri alimenti ricchi di fibre può aiutare a ritardare l’assorbimento degli zuccheri e a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. Ad esempio, si potrebbe aggiungere uno spicchio o metà caco a un’insalata di verdure a foglia verde.
  3. Preferire i cachi freschi ed evitare quelli in scatola o quelli trasformati che possono contenere zuccheri aggiunti.

Caco Mela: Un'Alternativa?

Il caco mela è a tutti gli effetti una tipologia di caco che ha alcune somiglianze con la mela quali croccantezza e proprietà organolettiche. Dal punto di vista nutrizionale, il caco mela è molto simile al caco classico ma si può consumare anche poco maturo, quando il suo contenuto zuccherino è inferiore.

Conclusioni

Nessuna paura dunque nell'utilizzo del cachi la cui potenza antiossidante supera assolutamente in vantaggi il contenuto di zuccheri. Con la sua versatilità in cucina e i numerosi benefici per la salute, il cachi merita di essere incluso nella dieta quotidiana per godere appieno dei suoi vantaggi.

leggi anche: