Il cachi (o Kaki) è un frutto originario dell'Asia, ma che da tempo è entrato nelle nostra tradizione culinaria. Tra le prelibatezze della stagione autunnale ci sono sicuramente i cachi. Così dolci e saporiti, fanno la loro comparsa a partire dal mese di ottobre.
Il cachi (Diospyros kaki) è un frutto autunnale detto anche “mela d’oriente” e il suo nome è la forma abbreviata del termine giapponese kaki no ki. Il Diospyros kaki, il frutto degli dei, è uno dei più antichi alberi da frutto, domesticato in Cina pù di 2000 anni fa. Dal Celeste Impero la coltivazione si è dapprima estesa a tutto l’oriente, in particolar modo il Giappone, paese nel quale il cachi è frutto nazionale, per arrivare quindi in Europa verso la metà dell’800.
L'albero è conosciuto con nomi diversi, caco, loto o kako, e raggiunge anche un'altezza di 15 metri. Per quel che riguarda l'Italia le maggiori coltivazioni si trovano in Sicilia. Il frutto ha un colore arancione acceso e, quando è maturo, è molto morbido al tatto.
Attualmente è ampiamente coltivato in Cina, Giappone, Corea, Stati Uniti e Brasile. Tipico frutto autunnale, il kaki, o cachi, è una nota di colore nel paesaggio novembrino, quando l’albero, perdute tutte le sue foglie, rimane adorno dei frutti di un vivo colore arancione, testardamente abbarbicati alla pianta. Una nota di colore nel paesaggio autunnale: i kaki rimangono testardamente aggrappati ai rami quando tutte le foglie se ne sono andate.
Il kaki appartiene alla famiglia delle Ebanacee, quella dei legni duri e di pregio, ed è l’unico rappresentante a produrre frutti commestibili. L’albero è a foglia caduca e può arrivare ai 15-18 metri di altezza, anche se in genere viene mantenuto molto più basso con frequenti potature.
La pianta consente una coltivazione veramente biologica, infatti grazie alla sua rusticità non necessita di antiparassitari. La pianta fiorisce in primavera, con fiori femminili, singoli e dal color crema, e fiori maschili, spesso in gruppi e dal colore rosa. Nelle forme da frutto i fiori sono in genere soltanto femminili e la fruttificazione può essere sia partenocarpica, sia opera di alberi che portano fiori maschili.
Il frutto è una bacca la cui forma varia da molto piatta a molto allungata, ma la prevalenza di cultivar ha frutti arrotondati, il colore della buccia a maturazione è giallo arancio, tendente al rossastro. Il frutto è una bacca con una buccia sottile, giallastra o verde quando acerba, dal colore vivissimo arancio-rossastro a maturazione. La polpa è astringente all’epoca della raccolta a causa dei tannini presenti, bisogna attendere la sua maturazione (ammezzimento) perché risulti edule, a volte è necessario intervenire con trattamento termico ma si rischia di danneggiare il frutto, che diviene precocemente molle, riducendo i tempi di commercializzazione.
Del gruppo asiatico, il più diffuso dalle nostre parti, la varietà più comune è l‘hachiya. Si tratta di una varietà ricca di tannini, da consumare soltanto a completa maturazione, quando il tenore di tannini si riduce notevolmente e la polpa diventa dolce, morbida e quasi traslucida. L’altra varietà è la fuyu, non contiene tannini e si può consumare quando è ancora soda, proprio come se fosse una mela. Si tratta dello stesso frutto, la differenza intrinseca, sta nel contenuto di tannini (proantocianidine) che è inferiore in quelli mela rispetto a quello della variante comune. Il ridotto contenuto di tannini li rende meno astringenti al palato e permette di consumarli prima che arrivino a totale maturazione. La consistenza è compatta appunto simile a quella della mela.
Quando si acquistano dei kaki non bisogna affidarsi al colore, che è sempre vivo ed acceso e non necessariamente indica una buona maturazione. Bisogna scegliere frutti solidi, con la buccia intatta e un picciolo verde ben fermo. Se il frutto non è giunto a piena maturazione va mantenuto a temperatura ambiente magari in un recipiente, che contenga anche mele o banane, mantenuto ben chiuso. Una volta maturo il frutto deve essere conservato in frigorifero, dove si può mantenere per qualche giorno.
Proprietà Nutrizionali e Benefici dei Cachi
Il frutto, dolce e profumato, ha proprietà nutrizionali interessanti. Per una volta non facciamo riferimento ai soliti 100 grammi, parliamo invece di un tipico frutto intero che mediamente pesa intorno ai 160 grammi. Il contenuto di acqua è elevato, oltre l’80%. L’apporto calorico è di circa 118 kcal. Di queste la maggior parte provengono da carboidrati: sono infatti presenti almeno 20 grammi di zuccheri semplici.
I cachi sono composti essenzialmente da acqua e zuccheri, a cui si aggiungono piccole quantità di proteine e di grassi. È il loro contenuto di zuccheri naturali a dare una sferzata di energia al nostro corpo quando ha bisogno di ricaricarsi.
Le proteine sono poche, 3 grammi, ma hanno una buona composizione in aminoacidi, mentre i grassi sono presenti in quantità molto ridotte, appena 0,3 grammi. Molto elevato il contenuto di fibre, circa 6 grammi, pari al 25% del fabbisogno giornaliero, che probabilemte sono responsabili del blando effetto lassativo del frutto. Rilevantissimo il contenuto di vitamina A, in forma di carotenoidi, pari al 55% del fabbisogno giornaliero, buono anche l’apporto di vitamina C e vitamine del gruppo B. Importante e rilevante il contenuto di sostanze ad azione antiossidante: acidi fenolici, acidi organici, catechine, aminoacidi.
I cachi sono una buona fonte di acqua e sali minerali, inoltre sono una ottima fonte di vitamine, con particolare riferimento alla vitamina C, che contribuisce a rafforzare il nostro organismo e il sistema immunitario per affrontare e prevenire i tipici malanni di stagione. Sono un frutto ricco di antiossidanti, infatti contengono un insieme di sostanze molto importanti per proteggere la pelle, la vista e tutto l’organismo dall’azione dei radicali liberi e dall’invecchiamento precoce.
Il contenuto di queste sostanze varia in funzione della varietà, del terreno di coltivazione e del grado di maturazione del frutto, e conferiscono al cachi un poteniale ruolo nella prevenzione di diverse patologie. Belli rotondi, colorati e succosi: sulla tavola autunnale non possono davvero mancare i cachi, frutto ideali da consumare in questa stagione. L’alto contenuto energetico e di fibre aiuta infatti a combattere la spossatezza, tipica di questo periodo, in cui l’accorciarsi delle giornate e l’umidità dovuta alle piogge più frequenti rischiano di scaricare prima le batterie. A produrre questo frutto è il Diospyros Kaki, della famiglia delle Ebenacee, conosciuto anche come “albero della pace”, in quanto fu l’unica pianta a sopravvivere dopo l’attacco atomico di Nagasaki.
Il cachi è un frutto ricchissimo di composti ad azione antiossidante e nella medicina orientale è stato utilizzato per trattare un gran numero di malattie, dalla tosse all’ipertensione, dall’aterosclerosi all’ictus. Il kaki è un frutto ricchissimo di composti ad azione antiossidante e nella medicina orientale è stato utilizzato per trattare un gran numero di malattie, dalla tosse all’ipertensione, dall’aterosclerosi all’ictus. Alcuni studi hanno dimostrato che flavonoidi presenti nel frutto come isoquercitrina e iperina possono inibire l’accumulo di melanina nei melanociti associato all’invecchiamento, mentre l’insieme dei polifenoli, in particolare delle proantocianidine, sembrano mostrare un positivo effetto sulla riduzione dello stress ossidativo associato all’età e sulla comparsa di rughe, evidenziando un possibile uso nel campo della cosmesi per estratti del frutto, in specie della buccia.
Un interessante studio condotto in doppio cieco, utilizzando estratti del frutto ricchi in tannini, ha mostrato una sensibile riduzione dei livelli di colesterolo, con effetto molto rilevante sul colesterolo LDL, quello “cattivo” per intenderci, senza modificazioni rilevanti per trigliceridi e colesterolo HDL, quello”buono”, suggerendone un possibile uso nel trattamento e nella prevenzione delle iperlipidemie, un uso legato alla capacità dei tannini del frutto di legare i sali biliari facilitando così l’escrezione di colesterolo. Secondo alcuni studi i benefici associati al consumo di cachi sono decisamente superiori a quelli legati al consumo di mele, grazie al ricco bagaglio di vitamine, minerali e antiossidanti che fanno di questo frutto un importante strumento di prevenzione per iperlipidemie e malattie dell’apparato cardiocircolatorio. L’effetto è rilevante ma purtroppo siamo di fronte ad un frutto assolutamente stagionale; per ovviare a questo si sta lavorando a nuove tecniche di estrazione dei contenuti nobili del kaki, che potrebbero essere quindi disponibili tutto l’anno in forma di gradevoli frullati.
Cachi e Colesterolo: Cosa Sapere
I cachi possono contribuire alla riduzione dei livelli di colesterolo, per la presenza di fitosteroli, che ne riducono l'assorbimento. Inoltre, i carotenoidi contenuti in questo frutto riducono i fattori di rischio cardiovascolare (pressione sanguigna e colesterolo).
I cachi sono un toccasana se si vuole abbassare la pressione sanguigna, per via della presenza delle proantocianidine.
Un altro studio ha mostrato una sensibile riduzione dei livelli di colesterolo, con un effetto molto rilevante sul colesterolo LDL (il colesterolo "cattivo"), senza modificazioni rilevanti per trigliceridi e colesterolo HDL (il colesterolo "buono"), suggerendo un possibile uso nel trattamento e nella prevenzione delle iperlipidemie. Questo è legato alla capacità dei tannini del frutto di legare i sali biliari facilitando così l’escrezione di colesterolo.
Controindicazioni e Moderazione
I cachi non presentano particolari controindicazioni, ma il loro consumo andrebbe evitato in coloro che soffrono di diabete, insulino-resistenza e obesità, a causa dell'alto contenuto di zuccheri semplici, in particolare fruttosio. Rare sono le intolleranze e le allergie al cachi. Se mangiato in dosi eccessive, infatti, può favorire picchi glicemici.
Due controindicazioni: trattandosi di un frutto dal non trascurabile contenuto calorico e dal rilevante contenuto in zuccheri il suo consumo deve essere attentamente monitorato in soggetti a dieta ipocalorica o in individui diabetici. Il che non significa che in queste condizioni sia necessario privarsene: sarà sufficiente scegliere un frutto piccolo, sotto i cento grammi.
Il momento ideale per consumare i cachi è la colazione, sia per iniziare la giornata con più sprint che per riavviare fin da subito le funzionalità intestinali. Meglio quindi consumarlo durante la giornata come spuntino o ancor meglio come parte di una sana colazione. Al fine di beneficiare al massimo delle sue proprietà e del suo apporto energetico è consigliato mangiare il caco crudo, sempre ben maturo, con un cucchiaino preferibilmente la mattina, all’interno di una colazione sana, in modo tale da avere il giusto carico energetico a inizio giornata e stimolare la funzionalità intestinale. Sul quando mangiarli un'idea potrebbe essere la colazione o alla fine di un pranzo, per esempio quello della domenica, al posto del dessert.
Il Cachi in Cucina
Il kaki è delizioso quando gustato al naturale, tagliato a metà e consumato con un cucchiaino. Basta avere l’accortezza di scegliere un frutto al giusto punto di maturazione, quando la polpa comincia appena a diventare molle, il contenuto di tannini e di acidi si va riducendo ma rimane comunque percettibile e il tenore di zuccheri sta raggiungendo il suo massimo. Il cachi è molto versatile in cucina e può essere utilizzato per accompagnare arrosti di carne, volatili, formaggi, frutti di mare. Chi l’avrebbe mai detto che i cachi potessero essere usati come guarnizione per arrosti di maiale?
Salutiamoci con un mojito preparato con un frullato filtrato di cachi. Tanto per sottolineare l’etrema versatilità di questo frutto.
leggi anche:
- Cachi: Scopri l'Indice Glicemico e i Valori Nutrizionali Sorprendenti!
- I Cachi e la Glicemia: Scopri Come Influiscono sulla Tua Salute!
- Indice Glicemico e Diabete: Scopri Tutto su Cachi e Controllo della Glicemia!
- Preparazione Risonanza Magnetica Addome (Senza Contrasto): Guida Completa
- Laboratorio Analisi Navacchio: Servizi, Orari e Contatti Utili
