Uretrotomia Endoscopica: Tecnica e Durata

L'uretrotomia interna consiste nel trattamento per via endoscopica dei restringimenti del canale uretrale di diversa eziologia. L’intervento denominato “uretrotomia” consiste nell’allargare il canale uretrale tramite un taglio interno effettuato con un particolare strumento. Viene eseguito per via endoscopica, cioè senza incisione chirurgica, entrando nell’ uretra attraverso il meato uretrale esterno e proseguendo con lo strumento fino al tratto stenotico.

Tecniche di Uretrotomia Endoscopica

Esistono varie tecniche con cui si può provvedere all’incisione per le diverse energie utilizzate. La procedura è eseguita in anestesia spinale o generale.

  • Uretrotomia interna a lama fredda (secondo Sachse): In questa procedura il canale uretrale viene profondamente inciso con una lama alle ore 12, senza impiego di corrente o altre forme di energia.
  • Uretrotomia con laser ad olmio: In questa procedura il canale uretrale viene profondamente inciso con una fibra laser ad olmio. L'incisione avviene "a caldo".

Indicazioni e Procedura

L’uretrotomia endoscopica è indicata per la cura di una stenosi uretrale acquisita o congenita. L'operazione chirurgica, infatti, permette di eliminare il restringimento e aumentare il calibro del canale uretrale, ripristinando così il corretto deflusso dell’urina. L'uretrotomia consiste nell'incidere l'anello o gli anelli stenotici in modo da aprirli.

Dopo l’intervento viene lasciato in situ un catetere vescicale. In assenza di complicazioni la degenza ospedaliera è di 1-2 giorni. Dopo l’intervento viene lasciato “in situ” un catetere vescicale.

Preparazione all'Intervento

Il paziente verrà ricoverato in genere il giorno stesso dell’intervento, e pertanto dovrà rimanere digiuno dalla mezzanotte del giorno prima e consumare una cena leggera la sera precedente e, se possibile, aver provveduto alla depilazione (le creme depilatorie vanno benissimo) dall’ombelico fino alla coscia con particolare riguardo ai peli dell’inguine e dello scroto. Al momento del ricovero, il personale infermieristico controllerà l’adeguatezza delle procedure sopra descritte e l’accompagnerà a letto. Verrà quindi accompagnato in sala operatoria avendo lasciato eventuali protesi dentarie, orologio, gioielli, piercing, ecc.

Dalla sera stessa dell’intervento il paziente potrà riprendere ad alimentarsi con una cena leggera (in caso di anestesia spinale e se le condizioni cliniche lo permettono). Dal giorno successivo all’intervento potrà progressivamente alzarsi dal letto, all’inizio aiutato dal personale infermieristico, e riprendere ad alimentarsi normalmente.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Intervento

Dopo l’intervento, in assenza di complicazioni, il catetere viene rimosso dopo 24 ore. Al momento delle dimissioni è valutata la capacità del paziente di urinare autonomamente con un buon flusso, l’assenza di persistente sanguinamento con l’urina, l’assenza di febbre o di dolore. Per 10-15 giorni possono esservi tracce di sangue nelle urine. Dovrà essere osservato il getto durante la minzione per valutare la sua validità. L’attività sessuale o sportiva potrà essere ripresa dopo circa 15 giorni dalla dimissione.

Nei mesi successivi all’uretrotomia, il Paziente dovrà essere sottoposto a periodici controlli per valutare la validità del flusso urinario e dello svuotamento vescicale: uroflussometria (esame non invasivo che permette di osservare il flusso urinario e le sue funzioni durante la minzione) ed ecografia vescicale.

Rischi e Complicanze

L’emorragia è rara. Possono presentarsi nel 10% dei casi infezioni delle vie urinarie ed epididimiti.

A domicilio in caso di febbre, ritenzione acuta d’urina o di improvvisa emorragia con urine rosse contattare il reparto di urologia. I sintomi peggioreranno progressivamente fino alla Ritenzione Acuta d’Urina (RAU). A quel punto al forte desiderio minzionale si assocerà anche dolore sovrapubico.

Alternative all'Uretrotomia

La chirurgia a cielo aperto (uretroplastica) nelle stenosi dell’uretra anteriore (peniena e bulbare) ottiene risultati positivi a lungo termine nettamente maggiori (90%) rispetto alla uretrotomia interna (30%). Nelle stenosi dell’uretra posteriore (membranosa e prostatica), l’uretrotomia interna fornisce dei risultati migliori rispetto a quella nel tratto uretrale anteriore, ma comunque sempre inferiori alla chirurgia a cielo aperto.

Uretroplastica

L'uretroplastica consiste nella riparazione chirurgica del canale uretrale. In relazione alle caratteristiche della lesione (lunghezza e causa della stenosi, fistola o uretrocele, presenza di calcolo uretrale) e alle condizioni dei tessuti locali, il chirurgo si riserva, durante l’intervento, la possibilità di scegliere da un ventaglio di tecniche diverse la soluzione chirurgica più idonea al caso.

Tipi di Uretroplastica

  • Uretroplastica in tempo unico:
    • Anastomosi termino-terminale: sezione a tutto spessore dell’uretra, resezione del tessuto fibro-sclerotico, causa del restringimento del canale uretrale, e ricongiungimento dei due monconi uretrali.
    • Uretroplastica di Ampliamento del lume uretrale con impiego di trapianti di tessuto cutaneo o mucoso.
  • Uretroplastica in due tempi:
    • Uretroplastica 1° tempo: consiste nell’apertura del canale uretrale (Uretrotomia chirurgica) e nella deviazione delle urine tramite la formazione di un nuovo meato urinario a livello del perineo (Uretrostomia perineale) o lungo la superficie ventrale del pene (Uretrostomia peniena).
    • Uretroplastica 2° tempo: consiste nella chiusura chirurgica della deviazione urinaria suddetta (Uretrostomia perineale o peniena) con conseguente ricostruzione della continuità del lume uretrale.

Optilume DCB

Optilume DCB è stato sviluppato in risposta all’insoddisfazione dei pazienti sottoposti ad interventi endoscopici per la stenosi uretrale, ma anche a quella dei medici legati tutt’ora ad interventi endoscopici ad alto tasso di insuccesso. La tecnologia dell’Optilume combina la dilatazione uretrale e la somministrazione di farmaci direttamente nel canale uretrale. I principali studi sull’efficacia del trattamento con Optilume sono Robust 1 e Robust 3. Quest’ultimo condotto su una popolazione europea ha dimostrato l’83% di libertà da necessità di re-intervento a 395 giorni dalla dilatazione con Optilume, con elevati tassi di aumento in termini di flusso minzionale massimo e di qualità di vita. Optilume rappresenta quindi più che un’importante alternativa per i pazienti che hanno una stenosi uretrale o hanno già subito un’uretrotomia endoscopica o dilatazione interna con visione diretta senza successo.

Tabella Comparativa Trattamenti Stenosi Uretrale

Trattamento Successo a Lungo Termine (Uretra Anteriore) Note
Uretrotomia Interna 30% Procedura endoscopica, meno invasiva ma con risultati meno duraturi.
Uretroplastica 90% Chirurgia a cielo aperto, risultati più duraturi ma più invasiva.
Optilume DCB 83% (a 395giorni) Dilatazione con rilascio di farmaci, alternativa promettente.

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