Convalescenza dopo Uretrotomia Endoscopica: Tempi e Cure

L’uretrotomia è un intervento chirurgico eseguito per risolvere una stenosi uretrale, ossia un restringimento insorto lungo l’uretra, il canale che collega la vescica con l’esterno, permettendo l’espulsione dell’urina.

Viene eseguito per via endoscopica, inserendo i dispositivi necessari attraverso l’orifizio uretrale e facendoli avanzare delicatamente fino a raggiungere la stenosi. Il restringimento viene quindi curato incidendo il canale uretrale in modo da rimuovere l’ostacolo.

L’uretrotomia endoscopica è indicata per la cura di una stenosi uretrale acquisita o congenita. L’operazione chirurgica permette di eliminare il restringimento e aumentare il calibro del canale uretrale, ripristinando così il corretto deflusso dell’urina.

Tipi di Uretrotomia Endoscopica

  • Uretrotomia endoscopica con lama fredda (Sachse): Il dispositivo utilizzato per questa procedura è dotato di una telecamera, collegata ad un monitor presente in sala, e di una sottile lama.
  • Uretrotomia endoscopica laser (Holmio o Tullio): In questo caso, il dispositivo, oltre che della solita telecamera, è dotato di una fibra laser. A differenza della procedura sopra indicata, l’incisione avviene “a caldo”.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Intervento

Il medico al momento della dimissione fornirà le istruzioni necessarie per il riposo, per la guida e la ripresa dell’attività fisica dopo la procedura.

Se uno stent JJ fosse applicato durante la procedura e non venisse rimosso prima della dimissione, sarà il medico a comunicare quando sarà necessario; solitamente il periodo di tempo può variare da parecchi giorni a diverse settimane.

Il paziente potrebbe riscontrare forti sintomi urinari dopo l’operazione, dovuti all’introduzione degli strumenti nel tratto urinario. Questi problemi si risolveranno nel giro di qualche settimana.

I sintomi consistono in:

  • Sensazione di lieve bruciore durante la minzione.
  • Piccole quantità di sangue nelle urine.
  • Lieve fastidio nell’area vescicale e renale durante la minzione.
  • Necessità di urinare più frequentemente o più urgentemente.
  • Dolore dovuto da abrasione interna che richiede tempo per guarire.

Provare a bere spesso ma in piccole quantità. A volte i coaguli sanguigni possono generare dolore (colica). L’urina contiene una sostanza, detta urochinasi, che dissolverà il coagulo.

Se il dolore persiste, nonostante gli antidolorifici, contattare il medico o l’ospedale.

Cosa Fare la Prima Settimana Dopo l’Intervento

  • Provare ad assumere liquidi a sufficienza: un litro e mezzo al giorno (in piccole quantità) per facilitare il flusso urinario e l’espulsione spontanea di piccoli frammenti dei calcoli.
  • Provare a non avere rapporti sessuali nella prima settimana dopo l’intervento per evitare infezioni del tratto urinario.
  • Assumere più verdure e meno carne per rendere più morbide le feci. Qualora si riscontrassero problemi nella defecazione, un controllo contribuirà al processo di guarigione interno.
  • Riposarsi durante la prima settimana dopo l’intervento; sarà permesso sollevare un massimo di 5kg e camminare. Il paziente potrà tornare a svolgere attività fisica e andare in bicicletta dopo questo periodo.

Quando è Necessario Contattare l’Ospedale e il Medico di Base

  • In presenza di febbre superiore a 38.5 °C.
  • In presenza di forte bruciore (non lieve) durante la minzione.
  • In caso di incapacità di minzione autonoma.
  • In presenza di ingenti quantità di sangue nell’urina, che non scompaiono malgrado riposo e idratazione.
  • In presenza di forti dolori al fianco, nonostante gli antidolorifici.

Sarà necessario informare il dottore qualora si presentassero problemi come emorragia, forti dolori, problemi a lungo termine o peggioramenti dopo il rilascio. Il medico potrà prescrivere degli antibiotici per trattare o prevenire un’infezione o anche alleviare il dolore.

Cosa Aspettarsi al Rientro in Casa

In rari casi, il paziente potrà essere dimesso dall'ospedale ancora con il catetere. Esso verrà rimosso successivamente dopo pochi giorni.

Alcuni pazienti lamentano alcuni sintomi urinari dopo l'intervento che svaniranno dopo pochi giorni. Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • Sanguinamento e coaguli di sangue nelle urine
  • Sensazione urgente di urinare
  • Fastidio durante la minzione; alcuni farmaci antidolorifici come il paracetamolo possono alleviare il dolore
  • Stanchezza
  • Perdite d'urina dall'uretra, specialmente se è stata dilatata durante l'inserimento del cistoscopio
  • Sanguinamento visibile, sintomo comune tra I 7 e 14 giorni alla caduta delle escare ("Crosticine") interne
  • In rari casi il paziente potrebbe avere una seconda emorragia causata da un'infezione nella vescica

Quando Tornare in Ospedale o dal Medico

  • Se il bruciore durante la minzione prosegue dopo alcuni giorni
  • Se l'urina contiene molti coaguli
  • Incapacità di urinare autonomamente
  • Febbre piu di 38.5°C

Come Prevenire I Problemi Post Operatori

Vi sono diverse misure preventive per evitare problemi post operatori:

  • Bere molti liquidi. Bere almeno 2 litri di acqua o succo al giorno per 2 o 3 giorni. Questo permetterà di rendere l'urina più diluita riducendo il fastidio durante la minzione e prevenire i coaguli di sangue.
  • Prendere i propri farmaci e quelli prescritti
  • Essere attivi. Non appena ci si sente in grado tornare alla normale attività. Questo aiuterà a velocizzare il recupero. Il paziente potrà notare un maggior bisogno di dormire dopo essere stato dimesso.
  • Non sollevare pesi maggiori ai 2 kg nelle due settimane successive all'intervento
  • Astenersi dall'attività sessuale per due settimane.
  • Evitare si sforzarsi quando si va di corpo. Se necessario utilizzare un lassativo emolliente.
  • Evitare di andare in bicicletta o di fare esercizi faticosi.
  • Evitare le faccende domestiche quali pulire le finestre, passare l'aspirapolvere o il giardinaggio.
  • Astenersi dall'alcool per 24-48 ore.
  • Prestare attenzione al probabile insorgere di un'infezione. Se si sviluppa una febbre al di sopra dei 37.8 °C o se l'urina diventa torbida e densa, potrebbe essere in corso un'infezione. Contattare il medico, affinché egli possa decidere se ci sia bisogno di iniziare una cura antibiotica.
  • Se il paziente trova doloroso espellere per via urinaria I coaguli sanguigni o l'atto stesso di urinare, è necessario contattare immediatamente il proprio medico. Nel caso in cui fosse impossibile reperirlo, è imperativo contattare uno specialista in urologia o il reparto di urologia dell'ospedale locale.

Ulteriori Raccomandazioni

La guida: È responsabilità del paziente valutare se si è nelle condizioni adatte dopo aver subito un intervento chirurgico.

Il fumo: La soluzione ideale sarebbe quella di smettere di fumare prima di ogni intervento. Fumare infatti può causare cancro al tratto urinario, può incoraggiare tumori già esistenti a ripresentarsi o progredire e incrementare il rischio di complicazioni dopo l'operazione.

Dopo l’intervento viene lasciato “in situ” un catetere vescicale.

Nei mesi successivi all’uretrotomia, il Paziente dovrà essere sottoposto a periodici controlli per valutare la validità del flusso urinario e dello svuotamento vescicale: uroflussometria (esame non invasivo che permette di osservare il flusso urinario e le sue funzioni durante la minzione) ed ecografia vescicale.

Alternative all'Uretrotomia

La chirurgia a cielo aperto (uretroplastica) nelle stenosi dell’uretra anteriore (peniena e bulbare) ottiene risultati positivi a lungo termine nettamente maggiori (90%) rispetto alla uretrotomia interna (30%).

Nelle stenosi dell’uretra posteriore (membranosa e prostatica), l’uretrotomia interna fornisce dei risultati migliori rispetto a quella nel tratto uretrale anteriore, ma comunque sempre inferiori alla chirurgia a cielo aperto.

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