È noto come il cancro del colon-retto (CRC) è una delle principali cause di morbilità e mortalità in tutto il mondo. È il secondo tumore più comune negli uomini e il terzo nelle donne, costituisce oltre il 10% di tutti i tumori maligni e l’8% di tutti i decessi per cancro a livello mondiale.
Screening e Prevenzione del Tumore del Colon-Retto
Attualmente, le linee guida raccomandano, per effettuare uno screening, un intervallo di 10 anni dopo una colonscopia risultata normale. Poiché le prove a supporto di questa raccomandazione sono limitate gli Autori di questo lavoro, pubblicato sulla rivista JAMA Intern Med, hanno voluto esaminare i rischi a lungo termine di sviluppare un carcinoma del colon-retto e della morte per cancro del colon-retto dopo una colonscopia negativa, confrontandola con individui non sottoposti a screening.
Gli Autori hanno effettuato uno studio di coorte retrospettivo che comprendeva 4 milioni di persone residenti nella California settentrionale, che ha permesso di arruolare 1.251.318 pazienti idonei per lo screening, con un rischio medio (età 50-75 anni). I risultati sono stati in grado di dimostrare che i pazienti che avevano un risultato negativo alla colonscopia, avevano un rischio ridotto di sviluppare un carcinoma del colon-retto e di morte correlata a questo durante tutto il periodo di follow-up durato più di 12 anni.
Inoltre, anche se la riduzione del rischio è attenuata con l’aumentare degli anni di follow-up, il rischio di cancro colorettale, sempre rispetto ai pazienti non sottoposti a screening, era del 46% più basso ed il rischio di morte correlata dell’88% più basso sulla base delle attuali raccomandazioni di effettuare un nuovo screening ad un intervallo 10 anni. Jeffrey K. Lee, Christopher D. Jensen, Theodore R. JAMA Intern Med.
Grazie allo screening però recenti dati dimostrano come la mortalità per questo tumore abbia iniziato a calare, contrariamente a quanto avviene per il tumore del pancreas e l’adenocarcinoma esofageo.
Intelligenza Artificiale nella Prevenzione
Intelligenza artificiale (Ai) alleata nella prevenzione dei tumori colorettali: i suoi algoritmi permettono infatti una maggiore precisione nell’identificazione di polipi durante la colonscopia, che grazie all’Ai risulta più efficace del 44%, con una riduzione del rischio di errori diagnostici.
Non solo: con l’Ai la colonscopia è anche più sostenibile, con un risparmio economico di 57 dollari a persona se si paragonano sul lungo periodo i costi degli investimenti in tecnologia con quelli necessari ad assistere i malati di cancro.
Obiettivo del progetto - guidato da Alessandro Repici, direttore del Dipartimento di Gastroenterologia di Humanitas e docente Humanitas University, e da Cesare Hassan, docente di Humanitas University, in collaborazione con l’ateneo della capitale norvegese - era studiare il rapporto costo-efficacia delle tecnologie di intelligenza artificiale nell’ambito della colonscopia.
Il tumore del colon è la seconda causa di morte per cancro in Italia e ad oggi lo strumento migliore per la sua corretta diagnosi è la colonscopia. L’Ai Center di Humanitas è il primo centro di ricerca sull’intelligenza artificiale integrato a un ospedale in Italia, evidenziano dall’Irccs.
Altre Applicazioni dell'Intelligenza Artificiale
Oltre alla prevenzione dei tumori del colon e del retto, Humanitas è impegnata nell’applicazione dell’Ai anche in altri contesti. Ad esempio, nel 2021 è stato lanciato il progetto GenoMed4All, finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020 Research & Innovation. Le malattie ematologiche sono considerate rare, per cui il bisogno clinico di nuove conoscenze e strumenti è molto forte.
Terapie Mirate e Prevenzione
Tante novità in arrivo per la cura dei tumori dell’apparato digerente, con terapie sempre più mirate ed efficaci che vanno dritte al bersaglio. Ma la vera arma vincente nei tumori resta la prevenzione attraverso screening mirati ai gruppi a rischio o alla popolazione in generale.
I farmaci a bersaglio molecolare nelle patologie oncologiche dell’apparato digerente sono entrati in una nuova era e, almeno per alcuni bersagli, soprattutto per il fegato, alcuni nuovi farmaci hanno dimostrato la loro efficacia.
Resta comunque il fatto che per tutti i tumori, comunque, dovremo cercare di fare di più dal punto di vista della prevenzione primaria e secondaria.
Per il cancro del colon invece lo screening è previsto anche dalla legge, la copertura è abbastanza omogenea in tutto il territorio italiano, con il test del sangue occulto fecale da farsi al di sopra dei 50 anni o con la colonscopia da farsi in popolazioni a rischio (es. in chi ha un familiare di primo grado con questo tipo di tumore, soprattutto se diagnosticato in un soggetto ancora giovane).
Anche per quanto riguarda l’adenocarcinoma gastrico - circa 13 mila nuovi casi l’anno - vale stesso discorso: si potrebbero identificare categorie a rischio, utilizzare dei biomarcatori che ci consentano di selezionare popolazioni a rischio (soggetti portatori di infezione di Helicobacter pylori e i portatori di una gastrite atrofica, che rientra tra le condizioni precancerose dello stomaco e che quindi richiede una gastroscopia di stadiazione).
Preparazione alla Colonscopia: Plenvu e Clensia
Nel campo della preparazione intestinale per procedure diagnostiche come la colonscopia, Plenvu e Clensia sono due soluzioni comunemente utilizzate. Entrambi i prodotti sono progettati per pulire l’intestino, ma presentano differenze significative in termini di composizione chimica, modalità di somministrazione e tollerabilità da parte dei pazienti.
Plenvu vs Clensia: Differenze Chiave
Plenvu e Clensia sono entrambi lassativi osmotici utilizzati per la preparazione intestinale, ma presentano alcune differenze chiave. Plenvu è un prodotto relativamente nuovo sul mercato e si distingue per il suo regime di somministrazione in due dosi separate, il che può renderlo più facile da tollerare per alcuni pazienti.
Un’altra differenza significativa riguarda il tempo necessario per completare la preparazione. Plenvu è progettato per essere somministrato in due fasi, una la sera prima della procedura e una la mattina stessa. Questo può risultare più conveniente per i pazienti che preferiscono non dover ingerire grandi quantità di liquido in una sola volta.
Infine, la tollerabilità e gli effetti collaterali possono variare tra i due prodotti. Alcuni studi hanno indicato che Plenvu potrebbe essere associato a una minore incidenza di nausea e vomito rispetto a Clensia, rendendolo una scelta preferibile per i pazienti con una sensibilità maggiore.
Composizione Chimica
La composizione chimica di Plenvu e Clensia è un altro aspetto cruciale da considerare. Plenvu contiene macrogol 3350, sodio solfato, sodio cloruro, potassio cloruro, acido ascorbico e sodio ascorbato. Questa combinazione di ingredienti è progettata per creare un forte effetto osmotico che aiuta a pulire l’intestino in modo efficace.
Clensia, invece, contiene macrogol 4000, sodio bicarbonato, sodio cloruro e potassio cloruro. Anche questa combinazione è efficace nel creare un effetto osmotico, ma richiede l’assunzione di un volume maggiore di liquido rispetto a Plenvu.
Modalità di Somministrazione
La modalità di somministrazione differisce notevolmente tra i due prodotti. Plenvu viene somministrato in due dosi separate: la prima dose viene presa la sera prima della procedura, mentre la seconda dose viene presa la mattina stessa. Questo può facilitare la tolleranza del trattamento e migliorare l’aderenza del paziente.
Programma di Assunzione
L'orario di assunzione dei preparati varia in relazione a quello dell'esame; se la colonscopia si esegue al mattino, la procedura lassativa andrà eseguita a partire dal tardo pomeriggio della giornata precedente, riservando eventualmente l'assunzione dell'ultimo litro di preparato al mattino molto presto prima della colonscopia. Se, invece, l'appuntamento è fissato nel pomeriggio, la soluzione purgante andrà equamente suddivisa tra la sera del giorno precedente ed il mattino del giorno stesso.
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