Diagnosi della Miastenia Gravis tramite Esami del Sangue

La Miastenia Gravis (MG) è una patologia autoimmune rara, ma più frequente di quanto si possa pensare. In Italia non esiste un registro di pazienti, ma sappiamo che la prevalenza stimata è di circa 150 per milione. La malattia colpisce allo stesso modo donne e uomini adulti, di ogni età e razza.

Cos'è la Miastenia Gravis?

La Miastenia Gravis è una malattia neuromuscolare autoimmune caratterizzata da debolezza muscolare progressiva e affaticabilità. Si tratta di una condizione che può verificarsi a qualsiasi età, ma si ha maggiore frequenza nelle donne che hanno meno di 40 anni e negli uomini che hanno più di 60 anni.

Nella MG, il sistema immunitario produce anticorpi patogeni che bloccano o danneggiano i recettori dell’acetilcolina sulla giunzione neuromuscolare. A causa di questo danno o blocco dei recettori, i muscoli colpiti ricevono un numero ridotto di stimoli nervosi e sono incapaci di sostenere una contrazione completa.

La patologia è spesso associata ad anomalie del timo, come iperplasia o timoma. La miastenia gravis è una malattia autoimmune multifattoriale, con un'interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali.

Come si manifesta la Miastenia Gravis?

Si manifesta prevalentemente con due sintomi: mancanza di forza ed esauribilità della muscolatura. Questi due disturbi migliorano con il riposo, ma si tratta di una malattia caratterizzata da sintomi di gravità fluttuante, con possibilità di peggioramento acuto (la crisi miastenica). L’affaticabilità muscolare è il tratto distintivo, con peggioramento durante l'attività fisica e miglioramento con il riposo.

Per molte persone, i primi sintomi visibili sono quelli che coinvolgono i muscoli delle palpebre e quelli attorno agli occhi. L’abbassamento di una o entrambe le palpebre (ptosi palpebrale) e la visione doppia (diplopia) sono comuni e tendono a migliorare o si risolvono quando l’occhio viene chiuso.

I sintomi della miastenia gravis sono fluttuanti e possono variare in intensità. I più comuni sono la ptosi palpebrale (abbassamento delle palpebre), la visione doppia (diplopia), l'affaticamento dei muscoli facciali, difficoltà a deglutire, debolezza agli arti e, nei casi più gravi, compromissione della respirazione (crisi miastenica).

Ad essere coinvolti sono anche gli arti: le braccia e le gambe. Va specificato come i sintomi interessino solo ed esclusivamente i muscoli del paziente.

Forme di Miastenia Gravis

I principali tipi di MG sono:

  • Miastenia Gravis generalizzata
  • Miastenia Gravis oculare

Esistono, inoltre, la MG Neonatale Transitoria e la MG Giovanile. Alcuni pazienti presentano anche più di un tipo di MG.

Generalmente la malattia inizia dalla muscolatura degli occhi e in una piccola percentuale dei casi (15%) vi rimane localizzata, prendendo il nome di Miastenia Oculare.

Miastenia Neonatale Transitoria: è causata dal passaggio di auto-anticorpi diretti contro il recettore dell'acetilcolina, dalla madre con Miastenia Gravis o Sindrome Miastenica Congenita, al feto. Si verifica in circa il 20% dei neonati nati da madri affette e causa ipotonia, distress respiratorio e difficoltà alimentari.

Miastenia Gravis Giovanile: è una malattia autoimmune che si manifesta prima dei 19 anni di età. In questo caso gli auto-anticorpi sono diretti contro il recettore dell’acetilcolina (AChR), che di conseguenza non può svolgere il proprio ruolo di neurotrasmettitore.

La forma oculare di miastenia è probabilmente la più nota in Italia, soprattutto perché ad esserne colpito è stato il celebre Rino Gattuso, oggi tecnico del Napoli. In questo caso la malattia causa diplopia (visione doppia) e ptosi (palpebre cadenti).

Quando però la miastenia si presenta con quadri generalizzati lievi e sintomatologia oculare sfumata la diagnosi diventa più difficile. Si tratta infatti di una malattia per la quale il ritardo diagnostico è estremamente comune e possono passare anche anni prima di individuare il problema.

Diagnosi della Miastenia Gravis

La diagnosi della miastenia gravis si basa su una combinazione di criteri clinici, test farmacologici con anticolinesterasici, elettromiografia (EMG) e dosaggio degli anticorpi sierici. La diagnosi di miastenia si basa inizialmente sulla storia clinica dei sintomi del paziente e sulla visita neurologica. Raramente ormai viene utilizzato anche un test farmacologico.

Una volta accertata la diagnosi si può procedere anche a controllare la presenza o meno del timoma con imaging del torace attraverso radiografia, tac o risonanza magnetica.

La visita neurologica può mettere in evidenza la precoce faticabilità, in particolar modo dei muscoli dell’occhio, delle palpebre e dei muscoli di braccia e gambe. Con l’elettromiografia sono inseriti dei piccoli aghi nei nervi, solitamente nervi del braccio.

Esami del sangue

Gli esami del sangue sono utili ai medici per determinare specifici tipi di MG. Gli anticorpi contro i recettori dell’Acetilcolina (AChR) giocano un ruolo centrale nel movimento muscolare. L’80-85% delle persone con MG è positivo al test per gli anticorpi AChR, che aiuta il medico a confermare la diagnosi.

Gli esami sierologici consistono nella ricerca degli autoanticorpi diretti contro i recettori muscolari dell’acetilcolina (anti-AChR) e della tirosin chinasi muscolo-specifica (anti-MuSK). In alcuni casi, se il test per gli anticorpi anti-AchR risulta negativo, si consiglia di eseguire un ulteriore esame per anticorpi anti-MuSK (chinasi muscolo-specifiche). Circa il 6% dei pazienti negativi al test per gli anticorpi anti-AChR risulta positivo al test per gli anticorpi Anti-MuSK.

In caso di Miastenia Gravis è stata riscontrata la presenza dei seguenti anticorpi:

  • Anticorpi anti recettori dell’acetilcolina presenti nell’85% circa dei pazienti affetti da forma generalizzata di Miastenia Gravis e nel 50-60% dei pazienti con la forma esclusivamente oculare.
  • Anticorpi anti Musk: anticorpi diretti contro il recettore chinasico muscolo specifico, sito nei pressi dei recettori dell’acetilcolina. la presenza di questi anticorpi è stata riscontrata nel 50% circa dei pazienti che, pur affetti da Miastenia Gravis, risultavano negativi agli anticorpi anti recettori dell’acetilcolina.
  • Anticorpi anti Titina: la Titina è una proteina elastica che ha la funzione di agevolare il ritorno del sarcomero muscolare allungato alla sua lunghezza originale; inoltre stabilizza la disposizione dei filamenti all’interno del sarcomero con l’aiuto della proteina non elastica Nebulina.
  • Anticorpi anti recettori della Rianodina: i recettori della Rianodina sono una classe speciale di “canali del calcio”, presenti sul reticolo sarcoplasmatico, che, una volta attivati dall’acetilcolina, controllano il rilascio degli ioni calcio dai siti intracellulari di accumulo, favorendo la contrazione muscolare.

Le difficoltà diagnostiche ci sono, perché la miastenia, soprattutto all’esordio, presenta dei sintomi fluttuanti a cui non viene dato troppo peso, rinviando, di conseguenza, il contatto con il medico di famiglia. Talvolta la ricerca di autoanticorpi può risultare negativa, più spesso nelle forme oculari. Queste forme si definiscono sieronegative pur essendo di natura autoimmune.

Altri test diagnostici

Il test del ghiaccio è un modo molto utile di diagnosticare la Miastenia Gravis. Raffreddando i muscoli colpiti dalla malattia, si osserva un temporaneo miglioramento della forza muscolare. Per la Miastenia Gravis oculare, il test è semplice: il medico applica una busta di ghiaccio sugli occhi del paziente. Se gli occhi rispondono e il movimento oculare migliora rapidamente, è più probabile che il paziente soffra di MG piuttosto che di altre patologie.

L’esame neurofisiologico si basa essenzialmente su due metodiche, stimolazioni nervose ripetitive ed esame di singola fibra. Il primo consiste nel somministrare una scarica di stimoli elettrici ad un muscolo bersaglio. Viene quindi effettuata un’analisi quantitativa della risposta motoria del muscolo e si considera significativa per la diagnosi una risposta inferiore del 10% almeno a quella normale. Questo test è più sensibile nelle forme generalizzate di MG. L’ elettromiografia di singola fibra viene invece normalmente praticata sui muscoli che circondano gli occhi ed è particolarmente utile nei pazienti sieronegativi (privi di autoanticorpi).

In genere vengono eseguite TAC e risonanza magnetica del torace per verificare lo stato del timo: se è o meno ingrossato o se è presente un timoma. La radiografia del torace è utile anche per escludere altre condizioni, come ad esempio la Sindrome di Lambert-Eaton, generalmente associata al carcinoma polmonare a piccole cellule.

Trattamento della Miastenia Gravis

Il tipo di trattamento dipende dall’età, dallo stato di salute generale, dai sintomi e dalla severità della patologia.

Ad oggi non esiste una cura definitiva per la Miastenia Gravis e la terapia è per lo più personalizzata, in virtù dell’estrema variabilità della presentazione clinica della malattia.

Ci sono quattro terapie primarie usate per trattare la miastenia:

  • Trattamenti immunomodulanti rapidi in casi di crisi miasteniche o nel caso di sintomi scarsamente responsivi alla terapia medica.
  • Trattamento chirurgico.

Negli ultimi anni la prognosi è sensibilmente migliorata, grazie soprattutto alla terapia immunosoppressiva.

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