La miastenia gravis (MG) è una malattia autoimmune rara, ma più frequente di quanto si possa pensare. In Italia, la prevalenza stimata è di circa 150 per milione. La malattia colpisce allo stesso modo donne e uomini adulti, di ogni età e razza, e si manifesta prevalentemente con due sintomi: mancanza di forza ed esauribilità della muscolatura. Questi due disturbi migliorano con il riposo, ma si tratta di una malattia caratterizzata da sintomi di gravità fluttuante, con possibilità di peggioramento acuto, noto come crisi miastenica.
Sintomi e Manifestazioni della Miastenia Gravis
La miastenia gravis è una malattia autoimmune e rara il cui principale sintomo è una debolezza muscolare generalizzata. Si tratta di una condizione che può verificarsi a qualsiasi età, ma si ha maggiore frequenza nelle donne che hanno meno di 40 anni e negli uomini che hanno più di 60 anni. I pazienti affetti da miastenia gravis sono caratterizzati da debolezza dei muscoli scheletrici, con importanti fluttuazioni nel corso della giornata. Ad essere coinvolti sono anche gli arti: le braccia e le gambe. Va specificato come i sintomi interessino solo ed esclusivamente i muscoli del paziente.
La forma oculare di miastenia è probabilmente la più nota in Italia, soprattutto perché ad esserne colpito è stato il celebre Rino Gattuso. In questo caso la malattia causa diplopia (visione doppia) e ptosi (palpebre cadenti). Quando la malattia si manifesta con sintomi così evocativi è molto probabile che la diagnosi arrivi presto, perché i pazienti si rivolgono in prima battuta all’oculista, specialista quasi sempre in grado di porre il sospetto diagnostico per la patologia. Quando però la miastenia si presenta con quadri generalizzati lievi e sintomatologia oculare sfumata la diagnosi diventa più difficile.
La Sfida del Ritardo Diagnostico
Il ritardo diagnostico è estremamente comune per questa malattia e possono passare anche anni prima di individuare il problema. A volte ci vogliono anni per avere una diagnosi e, in alcuni casi, prima di ottenerla i pazienti passano anche per lo studio dello psichiatra: a volte sono seguiti per depressione o attacchi di panico e, invece, la causa del loro malessere era una miastenia gravis, magari non riconosciuta per tempo oppure sieronegativa, cioè negativa sia agli anticorpi anti-recettore dell’acetilcolina (antiAChR) che agli anticorpi anti MUSK. Esistono purtroppo diversi casi di diagnosi psichiatrica.
Le difficoltà diagnostiche ci sono, perché la miastenia, soprattutto all’esordio, presenta dei sintomi fluttuanti a cui non viene dato troppo peso, rinviando, di conseguenza, il contatto con il medico di famiglia. L’esempio classico è quello degli episodi di debolezza muscolare che si manifestano alla sera e il giorno successivo, dopo il riposo, scompaiono.
Il Percorso Diagnostico della Miastenia Gravis
La diagnosi di miastenia si basa inizialmente sulla storia clinica dei sintomi del paziente e sulla visita neurologica. La visita neurologica può mettere in evidenza la precoce faticabilità, in particolar modo dei muscoli dell’occhio, delle palpebre e dei muscoli di braccia e gambe. Raramente ormai viene utilizzato anche un test farmacologico. Con l’elettromiografia sono inseriti dei piccoli aghi nei nervi, solitamente nervi del braccio. Una volta accertata la diagnosi si può procedere anche a controllare la presenza o meno del timoma con imaging del torace attraverso radiografia, tac o risonanza magnetica.
Esami del Sangue: Un Elemento Chiave nella Diagnosi
Gli esami del sangue sono utili ai medici per determinare specifici tipi di MG. Il test principale per la Miastenia Gravis è un esame del sangue per rilevare i tipi di autoanticorpi specifici della malattia, anche se, come già detto, questi non sono rilevabili in tutte le forme di Miastenia Gravis.
Gli esami sierologici consistono nella ricerca degli autoanticorpi diretti contro i recettori muscolari dell’acetilcolina (anti-AChR) e della tirosin chinasi muscolo-specifica (anti-MuSK). In caso di Miastenia Gravis è stata riscontrata la presenza dei seguenti anticorpi:
- Anticorpi anti recettori dell’acetilcolina: presenti nell’85% circa dei pazienti affetti da forma generalizzata di Miastenia Gravis e nel 50-60% dei pazienti con la forma esclusivamente oculare.
- Anticorpi anti Musk: anticorpi diretti contro il recettore chinasico muscolo specifico, sito nei pressi dei recettori dell’acetilcolina. La presenza di questi anticorpi è stata riscontrata nel 50% circa dei pazienti che, pur affetti da Miastenia Gravis, risultavano negativi agli anticorpi anti recettori dell’acetilcolina.
- Anticorpi anti Titina: la Titina è una proteina elastica che ha la funzione di agevolare il ritorno del sarcomero muscolare allungato alla sua lunghezza originale; inoltre stabilizza la disposizione dei filamenti all’interno del sarcomero con l’aiuto della proteina non elastica Nebulina.
- Anticorpi anti recettori della Rianodina: i recettori della Rianodina sono una classe speciale di “canali del calcio”, presenti sul reticolo sarcoplasmatico, che, una volta attivati dall’acetilcolina, controllano il rilascio degli ioni calcio dai siti intracellulari di accumulo, favorendo la contrazione muscolare.
Circa il 90% delle persone con diagnosi di Miastenia Gravis presenta autoanticorpi che si legano a proteine ben identificate; questo tipo di Miastenia Gravis è noto come Miastenia sieropositiva. Le restanti persone con diagnosi di Miastenia Gravis, circa il 10%, non sembrano avere alcun autoanticorpo identificabile - questo tipo di Miastenia Gravis è chiamato Miastenia (triplo) sieronegativa (ovvero negativa per i 3 auto-anticorpi più frequenti). Talvolta la ricerca di autoanticorpi può risultare negativa, più spesso nelle forme oculari. Queste forme si definiscono sieronegative pur essendo di natura autoimmune.
Altri Test Diagnostici
L’esame neurofisiologico si basa essenzialmente su due metodiche, stimolazioni nervose ripetitive ed esame di singola fibra. Il primo consiste nel somministrare una scarica di stimoli elettrici ad un muscolo bersaglio. Viene quindi effettuata un’analisi quantitativa della risposta motoria del muscolo e si considera significativa per la diagnosi una risposta inferiore del 10% almeno a quella normale. Questo test è più sensibile nelle forme generalizzate di MG. L’ elettromiografia di singola fibra viene invece normalmente praticata sui muscoli che circondano gli occhi ed è particolarmente utile nei pazienti sieronegativi (privi di autoanticorpi). I medici possono anche utilizzare un test chiamato elettromiografia (EMG) per verificare la salute dei muscoli e dei nervi che li controllano. Questo test misura l'attività elettrica dei muscoli quando vengono attivati dai nervi.
In alcuni casi, viene effettuato un test che prevede la somministrazione di un farmaco specifico che inibisce temporaneamente la degradazione dell'acetilcolina, proprio quel neurotrasmettitore essenziale per la contrazione muscolare descritto in precedenza. Se dopo l'iniezione si osserva un miglioramento improvviso ma temporaneo della forza muscolare, è altamente probabile una diagnosi di Miastenia Gravis.
Per verificare la presenza di anomalie nella ghiandola del timo si può ricorrere anche a un esame radiologico del torace, in genere TAC o risonanza magnetica.
La Crisi Miastenica: Riconoscere e Gestire l'Emergenza
La crisi miastenica è definita come un rapido peggioramento clinico della miastenia, che può essere accelerata da una varietà di fattori, molto spesso un’infezione concomitante. Più raramente ne è la prima manifestazione. Ed è una crisi pericolosa per la vita. Quando ciò si traduce in ostruzione delle vie aeree superiori o, grave disfagia con aspirazione, sono necessarie l’intubazione e la ventilazione meccanica. Inoltre, la crisi miastenica può manifestarsi spontaneamente come parte della storia naturale della miastenia grave stessa. Un certo numero di farmaci può, inoltre, aumentare la debolezza nella miastenia.
Trattamento e Gestione della Miastenia Gravis
La miastenia è caratterizzata da un andamento variabile, nel corso del tempo, ed è possibile che non progredisca fino ad una condizione terminale. Può capitare, ad esempio, che alcuni pazienti patiscano esclusivamente sintomi legati alla vista. Ci sono quattro terapie primarie usate per trattare la miastenia: trattamenti immunomodulanti rapidi in casi di crisi miasteniche o nel caso di sintomi scarsamente responsivi alla terapia medica; trattamento chirurgico. Negli ultimi anni la prognosi è sensibilmente migliorata, grazie soprattutto alla terapia immunosoppressiva.
Ad oggi non esiste una cura definitiva per la Miastenia Gravis e la terapia è per lo più personalizzata, in virtù dell’estrema variabilità della presentazione clinica della malattia.
- Anticolinesterasici (Piridostigmina Bromuro): questo farmaco, utilizzato in genere nella fase iniziale della malattia, aumenta i livelli di acetilcolina in corrispondenza dei recettori neuromuscolari e migliora la contrazione dei muscoli. Il farmaco elimina o attenua i sintomi ma non agisce sulle cause alla base della malattia.
- Corticosteroidi (prednisone): agiscono modificando e riducendo l’attività del sistema immunitario.
- Immunosoppressori (azatioprina, metotrexato, ciclosporina): impediscono la produzione degli anticorpi e di conseguenza, anche degli autoanticorpi rivolti verso il recettore dell’acetilcolina. La terapia però ha bisogno di molto tempo per dare risultati e può causare effetti collaterali come stanchezza, perdita di appetito, malessere, maggiore rischio infettivo.
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