La malva è una pianta erbacea biennale o perenne, alta fino a un metro, il cui nome scientifico è Malva silvestris L. (fam. Malvaceae). In Italia, la Malva silvestre è molto comune nei luoghi erbosi e incolti, dalla pianura alla zona montana, fino a 1500 metri di altitudine. La droga è costituita dai fiori e dalle foglie della pianta.
Proprietà e Indicazioni della Malva
Essendo molto ricca di mucillagini, la Malva è emolliente e protettiva delle mucose, blandamente lassativa e bechica. Le principali indicazioni sono infiammazioni del tubo gastroenterico (coliti), infiammazioni delle vie urinarie (cistiti), tosse e bronchite.
La Malva è una pianta usata già in tempi remoti: fin dall'VIII sec. A.C. è stata usata come rimedio medicamentoso e come ortaggio (se ne mangiavano i teneri germogli). Cicerone ne era molto ghiotto; Marziale la usava come cura riparatrice dopo un'orgia. Plinio diceva che una pozione a base di succo di malva evitava malesseri per tutta la giornata. Nel XVI sec. in Italia era chiamata "omnimorbia", cioè rimedio per tutti i mali.
Anche oggi si usa come rimedio per molti disturbi, oltre a quelli già elencati, come ad es. per sciacqui per le gengive infiammate, per le afte della bocca, per rinfrescare e decongestionare gli occhi. Per lenire l'infiammazione di una puntura d'insetto si strofina la foglia fresca, dopo aver tolto il pungiglione.
Questa pianta è un rimedio ben noto nella medicina popolare europea, dove trova utilizzo per il trattamento delle affezioni della bocca, della gola e delle prime vie respiratorie (tonsilliti, bronchiti), ma anche nelle infiammazioni intestinali e vaginali - per via dell’azione emolliente e protettiva nei confronti delle mucose da parte delle mucillagini in essa contenute - e come blando lassativo.
L’utilizzo della Malva risale a tempi molto antichi: in alcuni resti archeologici rinvenuti in Siria sono state trovate tracce di semi di Malva risalenti a 3000 anni prima di Cristo. Greci e Romani le riconoscevano un potere sacro: Pitagora (V sec a.C.) sosteneva dovesse essere assunta ogni giorno per calmare le passioni e purificare la mente, Cicerone (I sec a.C.) pare la consumasse quotidianamente in insalata, Marziale (I sec. d.C.) la usava per calmare i postumi delle sue “notti brave” e il poeta Orazio (I sec.
Altri Probabili Effetti della Malva
- Antimicrobico e antivirale: numerosi test in vitro hanno evidenziato una buona attività antibatterica nei confronti di Staphylococcus Aureus, Escherichia Coli, Pseudomonas aeruginosa ed Helicobacter Pylori. Altri test hanno mostrato altresì una buona efficacia contro l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, un batterio sovente coinvolto nelle parodontiti.
- Antinfiammatorio: alcuni esperimenti condotti su ratti con l’estratto idroalcolico delle foglie di Malva Parviflora ne hanno evidenziato la capacità di contrastare l’infiammazione a livello cerebrale, suggerendone un potenziale impiego nel prevenire o rallentare la progressione dell’Alzheimer.
- Antiossidante: grazie all’elevata presenza di composti fenolici (ma anche vitamina C ed E) nelle foglie e nei fiori.
- Anticancro: la Malva sylvestris ha mostrato effetto antiproliferativo nei confronti di alcune linee tumorali di melanoma e si è dimostrata efficace contro le mucositi (infiammazioni della mucosa di bocca e faringe) e la xerostomia (secchezza delle fauci) indotte da chemio e radioterapia.
Malva e Glicemia: Cosa Sapere
La malva è un alimento a basso indice glicemico, il che significa che non provoca picchi di zucchero nel sangue dopo il consumo. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che la malva può avere effetti ipoglicemizzanti, ovvero può aiutare a ridurre i livelli di glucosio nel sangue. Tuttavia, è importante notare che gli effetti della malva sui livelli di glucosio possono variare da individuo a individuo. Mentre alcuni diabetici possono beneficiare del consumo di malva, altri potrebbero non notare alcun effetto significativo.
Nonostante la malva sia tradizionalmente utilizzata per trattare vari disturbi, la ricerca scientifica sulla sua efficacia nel controllo del diabete è ancora limitata. Uno studio condotto su animali ha mostrato che l’estratto di malva può ridurre i livelli di glucosio nel sangue e migliorare la sensibilità all’insulina. Un altro studio ha rilevato che la malva può inibire l’enzima alfa-glucosidasi, che svolge un ruolo chiave nella digestione degli zuccheri. Tuttavia, questi studi sono stati condotti su animali o in vitro, e non forniscono prove definitive sull’efficacia della malva nel controllo del diabete negli esseri umani.
È fondamentale sottolineare che la malva non è una cura per il diabete, ma può essere un utile coadiuvante nel controllo della glicemia, sempre sotto controllo medico.
Come Integrare la Malva nella Dieta
La malva può essere consumata in varie forme, tra cui tisane, infusi, decotti o integratori alimentari. La tisana di malva è probabilmente la forma più comune e può essere facilmente preparata in casa.
Le foglie si raccolgono all'epoca della fioritura, in luglio-agosto; i fiori devono essere raccolti, senza peduncoli, prima della loro completa apertura. Entrambi si essiccano all'ombra e si conservano in vasi di vetro o porcellana.
Per preparare il decotto si usano le stesse quantità e si lascia bollire 2-3 minuti.
Le foglie di malva sfuse, essiccate e tagliate, sono perfette per preparare un tè lenitivo e dal gusto delicato. Confezione da 250 g adatta a un uso prolungato. La malva possiamo trovarla anche sotto forma di tintura madre analcoolica, ottenuta da foglie e fiori. In formato liquido, ideale per chi cerca un integratore vegano e senza zuccheri, da assumere facilmente in gocce.
Gli integratori di malva sono un’altra opzione per i diabetici che desiderano beneficiare delle proprietà di questa pianta. Tuttavia, è importante scegliere integratori di alta qualità e seguire le istruzioni del produttore per l’uso. Infine, la malva può essere utilizzata come ingrediente in varie ricette. Le sue foglie possono essere aggiunte a insalate, zuppe o stufati, mentre i suoi fiori possono essere utilizzati per decorare dolci o bevande.
Precauzioni e Controindicazioni
Se utilizzati correttamente, la malva, i suoi estratti e i prodotti che li contengono non dovrebbero causare effetti indesiderati. L'assunzione di mucillagini, soprattutto se prolungata e/o eccessiva, può ridurre l'assorbimento di farmaci o altri prodotti contemporaneamente assunti per via orale.
Tuttavia, è bene sapere che la malva non fa bene a tutti:
- Diabete: a causa della sua ricchezza di fibre, i livelli di zucchero possono finire per essere danneggiati, soprattutto se assunti in grandi quantità. Di solito la malva abbassa lo zucchero nel sangue e se l'assunzione non è controllata, si potrebbe avere un calo molto evidente.
- Altri farmaci: è così ricca di fibre che potrebbe modificare il comportamento di altri farmaci. Se assunta in grandi quantità, la fibra potrebbe agire in modo negativo, ma anche le sue proprietà tossiche potrebbero essere concentrate, in modo che i farmaci che vengono ingeriti periodicamente non agiscano come dovrebbero.
Pertanto, i diabetici che desiderano consumare malva dovrebbero farlo con cautela e sotto la supervisione di un medico. Inoltre, la malva non dovrebbe essere utilizzata come sostituto per una dieta equilibrata e varia, o per i farmaci prescritti per il controllo del diabete.
La Malva nella Tradizione Ayurveda
Nell’antica tradizione dell’Ayurveda indiana possiamo trovare splendidi rimedi naturali che favoriscono il recupero delle corrette funzioni del nostro organismo. Le botaniche suggerite dall’Ayurveda, infatti, contribuiscono all’abbassamento dei livelli di glicemia nel sangue e a migliorare l’attività metabolica. Per favorire l’abbassamento dei livelli di glicemia, i consigli dell’Ayurveda sono analoghi a quelli della medicina occidentale: praticare attività fisica regolarmente per almeno 30 minuti quattro volte a settimana e seguire una dieta bilanciata, facendo attenzione al consumo di alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati complessi.
L’Ayurveda indica anche diverse erbe in grado di contrastare l’iperglicemia grazie ai loro principi attivi disintossicanti e riequilibranti. Le erbe consigliate dall’Ayurveda per ridurre i livelli di glicemia nel sangue sono dotate di proprietà ipoglicemizzanti e contribuiscono a migliorare anche i sintomi collaterali del diabete di tipo 2.
Oltre alla malva, altre erbe e spezie utili includono:
- Aglio: Ricco di enzimi digestivi e vitamine del gruppo B, l’Aglio facilita la digestione e favorisce il corretto assorbimento dei nutrienti dopo ogni pasto. In alternativa, possiamo preparare una gustosa tisana all’Aglio inserendo sei spicchi in un pentolino con un litro d’acqua. Dopo aver portato a bollore, basterà aggiungere il succo di mezzo limone e lasciare infondere a fuoco spento per circa 10 minuti.
- Cannella: Grazie al principio attivo dell’acido cinnamico, la Cannella svolge anche un’importante azione ipoglicemizzante e riduce l’assorbimento ematico degli zuccheri alimentari rilasciati dal cibo. Versatile in cucina e adatta a ricette dolci e salate, la Cannella è la botanica perfetta per prevenire i rischi dell’iperglicemia.
- Eleuterococco: Aumentando i livelli di serotonina, l’Eleuterococco contribuisce a combattere ansia, stanchezza cronica e a migliorare le prestazioni fisiche e mentali in situazioni di forte stress. In caso di diabete di tipo 2, l’Eleuterococco può essere aggiunto a una tisana per abbassare la glicemia stimolando la produzione di insulina e l’assorbimento del glucosio da parte dei tessuti muscolari.
- Galega: Grazie al principio attivo della galegina, la Galega è stata riconosciuta come eccellente ipoglicemizzante naturale. Svolgendo un’azione analoga a quella della Metformina, infatti, questa pianta favorisce la secrezione di insulina e il corretto assorbimento degli zuccheri da parte dei tessuti. Alla galegina si associa anche un effetto depurativo su fegato e reni, organi bersaglio dei sintomi più gravi del diabete di tipo 1 e di tipo 2. Nonostante tali qualità benefiche, è bene ricordare che la Galega si comporta come un integratore e il suo principio attivo non sostituisce in alcun modo l’azione dei farmaci ipoglicemizzanti. Inoltre, l’assunzione di Galega in caso di diabete deve essere approvata dal parere del proprio medico o diabetologo di fiducia. Per favorire la riduzione dei livelli di glicemia, possiamo assumere trenta gocce di tintura madre di Galega prima dei tre pasti principali della giornata. In alternativa, possiamo utilizzare le foglie essiccate di Galega per preparare decotti o infusi dal potere depurativo. Infondendo in acqua bollente un cucchiaino e mezzo di foglie di Galega per circa 8 minuti otterremo una tisana dal sapore dolce e gradevole da bere almeno due volte al giorno.
- Ginseng: Per godere delle sue innumerevoli virtù, si consiglia di assumere da 1 a 2 grammi di Ginseng al giorno ed è bene consumarlo lontano dalle ore notturne a causa del suo potere stimolante. Tra i rimedi naturali per il diabete, quella al Ginseng si rivela un’ottima tisana per abbassare la glicemia. Nelle sue radici si concentra un’alta percentuale di sali minerali (Ferro, Magnesio, Fosforo e Zinco) e antiossidanti.
- Maca: Eccellente integratore alimentare per sportivi, la polvere di Maca è anche un’ottima alleata delle persone affette da diabete di tipo 2. Dal particolare sapore piccante e amarognolo, possiamo utilizzare la Maca come sostituto della farina in preparazioni sia dolci che salate o aggiunta a frullati, yogurt e porridge.
- Nigella: Ricca di prostaglandine, questa pianta favorisce l ’abbassamento della pressione sanguigna e stimola l’assorbimento degli zuccheri in eccesso. Dall’intenso sapore balsamico, la Nigella è estremamente versatile in cucina: possiamo utilizzarla per insaporire zuppe, curry e preparazioni a base di pesce o carne.
- Ortica: Grazie a una discreta quantità di creatina, ormone presente nel tratto digestivo, l’Ortica facilita la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. Dal sapore simile a quello degli spinaci, le foglie di Ortica possono essere largamente impiegate in cucina per preparare frittate, risotti o zuppe.
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