Il carciofo è un elemento che contiene numerose proprietà nutritive ed influisce sul benessere della persona. Ma non solo è anche perfetto per limitare l'apporto di colesterolo nel sangue. Come? Il colesterolo viene annientato dall'infuso di carciofo.
Mettete 15 gr di foglie secche di carciofo, prese dal gambo e fatele bollire in acqua calda. Coprite poi il decotto e lasciatelo raffreddare per 15 0 20 minuti. Questo infuso può essere consumato sia caldo sia freddo.
A seconda dell'ingrediente principale con il quale si decide di prepararle è possibile ottenere un effetto diverso. In particolare svolge un'azione antinfiammatoria e migliora la digestione, per questo è particolarmente indicato per le persone che soffrono di inappetenza, cattiva digestione, bruciore di stomaco, nausea, gonfiori o senso di pesantezza generale dopo i pasti. Non meno importanti le sue proprietà depurative e drenanti che stimolano la diuresi.
Le proprietà benefiche del carciofo
Il carciofo contribuisce notevolmente a dissolvere il colesterolo cattivo che è quello responsabile maggiormente delle malattie cardiovascolari. Ma non solo le proprietà curative del carciofo coinvolgono anche i reni. La loro azione è diuretica e purificante per l'organismo e aiutano alla secrezione della bile e a rigenerare le cellule del fegato, tutto grazie ad un principio attivo che si chiama silimarina, una sostanza contenuta anche in altri ortaggi.
Il carciofo è tonico, stimola il fegato è un sedativo della tosse, purifica il sangue, fortifica il cuore e disintossica l'organismo. Sono le foglie a contenere la sostanza che maggiormente cura e purifica il sangue dal colesterolo. Inoltre la presenza di composti vitaminici riduce anche la fragilità capillare.
Le foglie di carciofo hanno infatti azione colagoga, coleretica, diuretica ed epatoprotettiva. L'attività del carciofo è data dalla presenza di numerose sostanze, come la cinarina, un derivato dell'acido caffeico responsabile dell'attività coleretica. Le foglie di carciofo contengono inoltre flavonodi, un principio amaro chiamato cinaropicrina, steroidi, vitamine e minerali.
Tra le piante che lavorano in sinergia con il carciofo troviamo il cardo mariano, la curcuma e la cicoria, erbe che lavorano sul fegato. Poiché la tisana al carciofo ha un sapore amaro, per migliorarne il gusto è possibile aggiungere semi di finocchio, con azione carminativa e sgonfiante, foglie di melissa o radice di liquirizia.
Il carciofo è considerato un rimedio sicuro e ben tollerato. Usato in cucina per preparare primi e contorni, il carciofo è utile anche per fare tisane ed infusi.
I carciofi sono tra i vegetali più ricchi di fibre, molto importanti per la macroflora intestinale e per favorire la digestione. Contengono insulina che previene la stitichezza ed è un modulatore della glicemia: per questo motivo, è spesso consigliato a coloro che soffrono di diabete.
I carciofi rappresentano un ottimo aiuto per l’attività del fegato: lo proteggono alleggerendone il carico di lavoro e favorendo la rigenerazione cellulare. A questo, si aggiungono gli effetti depurativi, utili nelle diete per dimagrire in modo naturale o che è consigliato assumere dopo un periodo di scarsa attenzione alimentare. Un aiuto anche per la pelle: contribuiscono a combattere la formazione di impurità cutanee nelle pelli grasse, quindi anche l’acne.
Il carciofo è il protagonista nella preparazione di tisane dalle formidabili proprietà disintossicanti, capaci di ripulire l’organismo stimolando la diuresi ed eliminando, quindi, le tossine.
Fra le proprietà dei carciofi, non sono da dimenticare quelle disintossicanti e dietetiche. Questo ortaggio presenta un contenuto di calorie estremamente basso: circa 22 kcal per 100 grammi di prodotto.
L'estratto di carciofo e il colesterolo alto
Noto per le sue proprietà protettive nei confronti del fegato, l'estratto di carciofo è anche un efficace alleato contro il colesterolo alto. Ecco come può aiutare a proteggere la salute di cuore e arterie. Il colesterolo alto è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Abbassarlo permette a chi è alle prese con l'aterosclerosi (l'accumulo di colesterolo e altro materiale nella parete delle arterie) di ridurre sia la mortalità per cause cardiovascolari sia l'incidenza di eventi pericolosi come l'infarto.
Nonostante la diffusione e l'ormai nota efficacia di questi farmaci, non tutti amano l'idea di assumerli, anzi, sempre più persone propendono per l'utilizzo di alternative non-farmacologiche. Talvolta il loro desiderio è mosso da una propensione personale a non assumere farmaci, altre volte al fatto di fare già uso di molti altri medicinali. Non manca nemmeno chi riporta la comparsa di spiacevoli effetti collaterali associati all'assunzione delle statine (in particolare, dolori muscolari).
Fino a poco tempo fa, l'alternativa più diffusa era senza dubbio il riso rosso fermentato. Recentemente, però, la possibilità di utilizzare i suoi principi attivi (le monacoline) nella formulazione di integratori alimentari è stato sottoposto a forti restrizioni. Il motivo di tali provvedimenti è semplice: le monacoline, in particolare la monacolina K, sono sostanzialmente delle statine naturali. Non a caso la loro efficacia nella riduzione del colesterolo è fuori di dubbio.
Tutto ciò non significa non avere più a disposizione un'alternativa alle statine, ma puntare su compresse o capsule a base di altri ingredienti dalle comprovate proprietà ipocolesterolemizzanti. Fra le offerte presenti sul mercato spicca senza ombra di dubbio l'estratto di carciofo titolato in acido clorogenico e luteolina.
Le proprietà dell'estratto di carciofo
In effetti, le proprietà benefiche dell'estratto di carciofo sono note ormai da tempo, e numerosi studi hanno confermato quanto supposto in secoli di utilizzo a scopo medicinale di questo rimedio naturale. Gli effetti terapeutici del carciofo (Cynara scolymus) erano già ben noti nel XVII secolo. Il XX secolo ci ha fornito le prove delle sue proprietà stimolanti nei confronti del fegato e della cistifellea, aggiungendo qualche dettaglio in più: il carciofo può anche aiutare ad abbassare la glicemia (il livello di zuccheri nel sangue) e - fatto che interessa maggiormente a chi ha il colesterolo alto - a ridurre sia i livelli di lipidi nel sangue sia lo stress ossidativo.
Un'analisi dei dati presenti nella letteratura scientifica, pubblicata nel 2018 su Pharmacological Research, è giunta alla conclusione che, per quanto riguarda i livelli di lipidi ematici, i principali effetti dell'assunzione dell'estratto di foglie di carciofo sono:
- la riduzione del colesterolo totale;
- la riduzione delle LDL (Low Density Lipoprotein), la forma di colesterolo ematico che aumenta il rischio cardiovascolare se presente in quantità eccessive (per questo comunemente noto come “colesterolo cattivo”);
- la riduzione dei trigliceridi, altri lipidi che, se presenti in eccesso, aumentano il rischio cardiovascolare.
Secondo questa analisi, l'assunzione quotidiana di 2-3 grammi di estratto di foglie di carciofo permette di ridurre le LDL di una quota compresa tra 8 e 49 mg/dL e il colesterolo totale di 12-55 mg/dL. I suoi autori ipotizzano che i responsabili di questi e di altri effetti utili per ridurre il rischio cardiovascolare siano due principi attivi: l'acido clorogenico e la luteolina.
L'efficacia dell'assunzione potrebbe dipendere dalla concentrazione di queste molecole; per questo è particolarmente importante affidarsi a estratti titolati (cioè contenenti concentrazioni note) in queste molecole.
Acido clorogenico e luteolina: come funzionano?
L'acido clorogenico è un composto fenolico presente in diverse varietà di frutta e verdura. I suoi effetti sui livelli di colesterolo dipendono dall'inibizione dell'enzima responsabile della sua sintesi, lo stesso che viene inibito dalle statine (la HMG-CoA reduttasi). Non solo, l'acido clorogenico inibisce anche una serie di altri enzimi coinvolti nella sintesi degli acidi grassi e nella digestione dei grassi di origine alimentare.
Anche la luteina è presente in numerose specie vegetali. Si tratta di un flavonoide cui sono state associate sia la capacità di inibire l'assorbimento del colesterolo a livello intestinale e di ridurne la sintesi, sia proprietà antiossidanti nei confronti delle LDL.
Uno studio pubblicato nel 2019 su Nutrients ha dimostrato la capacità di un estratto di carciofo titolato in acido clorogenico e derivati (10-12%) e luteolina-7-glucoside e derivati (2-4%) di migliorare i parametri cardiometabolici di persone con sindrome metabolica, una condizione che aumenta significativamente il rischio cardiovascolare.
Sulla base di questi risultati, gli autori suggeriscono l'assunzione di un estratto di carciofo contenente il 10-12% di acido clorogenico e derivati e il 2-4% di luteolina-7-glucoside e derivati «come approccio valido e sicuro nella prevenzione e nella gestione delle alterazioni cardiometaboliche».
Lo studio ha previsto che 50 individui con sindrome metabolica assumessero per 6 mesi 150 mg al giorno dell'estratto di carciofo titolato in acido clorogenico e luteolina-7-glucoside e che altri 50 individui, anch'essi con sindrome metabolica, assumessero per lo stesso tempo un placebo. Le analisi condotte hanno dimostrato l'efficacia dell'estratto nella riduzione dei livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL, oltre a miglioramenti in altri importanti fattori di rischio cardiovascolare (inclusi i livelli di trigliceridi nel sangue) e per la salute del fegato. Anche lo spessore intima-media della carotide (un indice di aterosclerosi) è risultato migliorato in seguito all'assunzione dell'estratto.
Effetti collaterali e controindicazioni
L'estratto di carciofo è considerato perlopiù sicuro e privo di effetti collaterali. L'uso tradizionale è al più associato a lieve diarrea con spasi addominali, nausea, bruciore di stomaco e altri fastidi alla bocca dello stomaco.
Solo in alcuni casi la sua assunzione richiede un'attenta valutazione medica; in particolare, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) indica come controindicazioni all'uso tradizionale l'ostruzione dei dotti biliari, la colangite, malattie epatiche e calcoli biliari. Non è invece stata ancora definita alcuna controindicazione certa per l'estratto titolato, che nello studio pubblicato su Nutrients ha scatenato al massimo sintomi gastrointestinali transitori, rilevati addirittura con una maggiore frequenza fra i partecipanti che hanno assunto il placebo.
Una certa attenzione dovrebbe essere posta in caso di allergie a piante appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, come la lattuga: il carciofo è un loro parente stretto.
Un'ultima curiosità: secondo lo studio pubblicato nel 2019 su Nutrients, l'estratto di carciofo potrebbe essere utile anche per dimagrire. La sua assunzione è stata infatti associata anche alla riduzione del girovita e dell'indice di massa corporea. Non tutti gli integratori al carciofo, però potrebbero avere la stessa efficacia: anche in questo caso, meglio prediligere quelli contenenti un estratto titolato in acido clorogenico (10-12%) e luteolina (2-4%).
Come preparare una tisana al carciofo
La preparazione di una tisana al carciofo è piuttosto semplice: è sufficiente lasciare in infusione le foglie essiccate di carciofo in acqua bollente per circa cinque minuti.
Come procurarsi le foglie di carciofo
Come procurarsi le foglie di carciofo? La cosa migliore è chiederle al contadino che non ci mette schifezze nelle sue coltivazioni. In alternativa, il verduraio di fiducia, di foglie di carciofo da buttare via, ne ha molte e te le regalerà. Insieme alle foglie, si possono utilizzare anche gli scarti della pulitura del carciofo. Le foglie di carciofo migliori sono naturalmente quelle di carciofo selvatico. Questa pianta, che abbiamo addomesticato per produrre le attuali varietà orticole, è presente in molte parti dell’Italia centrale e del sud tra marzo e giugno.
Valori nutrizionali del carciofo
Da un punto di vista nutrizionale il carciofo è un ortaggio ricchissimo di acqua e povero di calorie, solo 22 kcal/100g. Abbondano invece, le proteine di origine vegetale, 2.7g/100g e soprattutto, le fibre ben 5.5g/100g. La frazione lipidica invece, è praticamente trascurabile 0.2g/100g. Per quanto riguarda i micronutrienti, il potassio è quello più rappresentato, ben 376 mg/100g.
| Nutriente | Valore per 100g |
|---|---|
| Calorie | 22 kcal |
| Proteine | 2.7g |
| Fibre | 5.5g |
| Lipidi | 0.2g |
| Potassio | 376 mg |
Tali studi prendono in esame l’estratto di carciofo o i cuori di carciofo cotti e vanno ad analizzare i possibili meccanismi d’azione responsabili di tale effetto. Questo meccanismo di conseguenza, porterebbe alla riduzione dei livelli ematici di colesterolo. Appartengono alla classe dei polifenoli, sostanze con azione antiossidante appunto. Ultima ma non per importanza, è l’azione di epatoprotezione.
Il carciofo ha sempre avuto un ruolo importante nella medicina popolare e nella tradizione culinaria dei popoli mediterranei. Soprattutto nel Sud Italia è utilizzatissimo in cucina e non solo. Diverse sono le parti prelibate del carciofo, in particolar modo le foglie, così come il suo gambo e talvolta anche i suoi bellissimi fiori.
Inoltre, il carciofo contiene anche fibre solubili, che aiutano a ridurre l’assorbimento del colesterolo dall’intestino. Nella letteratura scientifica recente possiamo leggere che il consumo regolare di questo ortaggio può ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue fino al 13%. Inoltre, l’azione delle sue proprietà non si limita solo a ridurre il colesterolo cattivo, ma anche aumentare quello buono, proteggendo così il cuore e il sistema cardiovascolare.
Per beneficiare dell’azione del carciofo contro il colesterolo, è consigliabile consumarlo regolarmente, sia cotto che crudo. È possibile aggiungerlo alle insalate, preparare delle tisane o utilizzarlo come ingrediente per zuppe e minestre.
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