Il ricorso a prodotti di origine naturale è un fenomeno sempre più frequente sia nel nostro Paese sia nel resto del mondo.
Alcuni funghi vengono usati nella tradizione medica orientale da secoli per migliorare la salute, per aumentare le difese dell'organismo e come coadiuvanti nella cura di patologie croniche.
Vediamo ora gli effetti dei funghi e la loro correlazione con la glicemia.
Il Selenio e i Funghi
Il selenio è un macronutriente essenziale presente nella maggior parte degli alimenti, in particolare nelle noci (soprattutto le noci brasiliane), nel pesce (merluzzo, salmone, halibut), nei frutti di mare (gamberi), nella carne e nei visceri (rene, fegato).
Anche i cereali, le verdure e altri alimenti vegetali, come anche i funghi, contengono selenio ma la quantità dipende dal tipo di terreno in cui crescono.
Il selenio ha proprietà antiossidanti, ostacola la formazione dei radicali liberi ritardando in tal modo l’invecchiamento cellulare ed è riconosciuto come elemento protettivo per il cuore e contro alcune forme di tumore.
L’aumento del consumo di 30grammi di funghi a settimana, così come una dieta ricca di selenio, sono risultati associati in modo indipendente a un aumento della glicemia a digiuno e della prevalenza di diabete.
Studio sui Funghi e la Glicemia
I partecipanti alla ricerca condotta da George Pounis e colleghi provengono dallo studio Moli-sani, un progetto organizzato dalla regione Molise che prevede la raccolta di informazioni sulla salute e gli stili di vita di un’ampia popolazione sana (25 mila persone), per aumentare i dati disponibili per lo studio dei tumori e delle malattie cardiovascolari.
Oltre 13 mila tra uomini e donne tra i 42-64 anni, senza diabete e una dieta, si sono sottoposti alla misurazione della glicemia a digiuno e a un questionario sulle abitudini alimentari.
Il Ruolo del Microbiota Intestinale
Dalla ricerca è dunque emerso che i funghi sono in grado di nutrire degli specifici microorganismi presenti già in natura nell’intestino.
Margherita T. Cantorna, professoressa di Immunologia Molecolare presso il College of Agricultural Sciences della Penn State, ha spiegato che è in particolare Prevotella, il microbo intestinale capace di originare acidi grassi a catena corta.
A detta della ricercatrice era già nota la funzionalità dei prodotti del batterio, che permette a questi ultimi di cambiare l’espressione dei geni necessari per gestire la produzione del glucosio.
Lo studio, condotto sui topi, ha rilevato un sostanziale aumento di Prevotella, un batterio intestinale coinvolto attivamente nella produzione di zucchero, negli animali alimentati giornalmente con una porzione di champignon bianchi.
L’essere umano, per avere gli stessi benefici dovrebbe assumerne circa 85 grammi.
Glicemia, Insulina e Diabete
Il glucosio è normalmente fornito dal cibo.
L’insulina gioca un ruolo fondamentale nella sua distribuzione, data la sua capacità di trasportare lo zucchero dal sangue alle cellule.
Il diabete si verifica nel momento in cui l’inefficienza o l’assenza dell’insulina determina la presenza di alti livelli di glucosio nel plasma.
Ganoderma Lucidum: Effetti e Rischi
Approvato in Italia dal Ministero della Salute come integratore alimentare, il *G. lucidum* viene pubblicizzato oltre che per i suoi effetti benefici per la salute in generale, anche come agente anticancerogeno.
Studi sperimentali in vitro hanno dimostrato che i polisaccaridi contenuti nel *G. lucidum* modulano il sistema immunitario.
In particolare aumentano l'espressione del complesso maggiore di istocompatibilità in cellule di melanoma, migliorando così la presentazione dell'antigene e promuovendo la risposta immunitaria virale e tumorale.
Tuttavia sono tuttora in corso studi preclinici per valutarne la reale efficacia come antitumorale.
Sono state studiate anche le proprietà ipoglicemizzanti del fungo in modelli sperimentali e si è dimostrato che i triterpeni e i polisaccaridi isolati da *G. lucidum* inibiscono la differenziazione di adipociti e producono effetti benefici, ipoglicemizzanti, sul diabete mellito di tipo 2 in modelli murini.
I risultati di un recente studio sui topi rivelano che *G. lucidum* abbassa la glicemia e che i suoi polisaccaridi a elevato peso molecolare possono essere utilizzati come agenti prebiotici per prevenire dismicrobismi intestinale e disturbi metabolici correlati all'obesità in topi obesi.
Segnalazioni di Reazioni Avverse
Per conoscere e valutare i potenziali rischi associati all’uso dei prodotti naturali è stato predisposto in Italia dal 2002 un sistema di raccolta e sorveglianza delle reazioni avverse a questi prodotti coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.
Il database contiene a oggi 1.284 segnalazioni spontanee di reazioni avverse a prodotti naturali.
Interrogando il database sono risultati cinque casi di eventi avversi dopo utilizzo di prodotti contenenti *G. lucidum* insorti in 4 donne e un uomo.
In due segnalazioni i pazienti hanno riportato un aumento degli enzimi epatici e in entrambi i casi la reazione si è risolta con la sospensione dell’assunzione.
La correlazione tra l'utilizzo del prodotto e la conseguente reazione avversa è stata valutata come probabile.
In letteratura sono anche descritti due casi di epatotossicità nell’uomo dopo aver assunto G.
Una segnalazione è riferita invece a un caso di ipoglicemia in seguito a utilizzo per una settimana di tè verde addizionato con *G. lucidum* da una donna a scopo depurativo e contro la cefalea.
Gli ultimi due casi segnalati riguardano un paziente che ha riportato l’insorgenza di una esofagite acuta dopo soli 4 giorni di assunzione di un prodotto a base di *G. lucidum* risoltasi dopo sospensione dell’assunzione dell’integratore e una paziente che ha assunto tè verde con G.
Rischi dell'Acquisto Online
I prodotti contenenti *G. lucidum* sono, come altri prodotti a base di sostanze naturali, disponibili anche per l’acquisto online, un canale difficilmente controllabile.
Il consumatore acquista senza una reale garanzia riguardo alla qualità del prodotto e senza avvalersi della consulenza di una figura professionale sanitaria.
Questo comporta il rischio di utilizzo per periodi di tempo non conformi alle caratteristiche del prodotto o il rischio di interazioni con farmaci di sintesi assunti in concomitanza a essi.
Inoltre Internet gioca un ruolo importante nella diffusione di informazioni pseudo-scientifiche da parte dei siti che ne propongono anche la vendita.
Rimane quindi necessaria la corretta informazione verso i consumatori i quali, considerando i prodotti di origine “naturale” come sicuri, tendono ad assumerli con ingenuità e inconsapevolezza.
Il Diabete e le Manifestazioni Cutanee
Il diabete è una patologia metabolica cronica che influenza profondamente numerosi sistemi del corpo umano, inclusa la pelle.
In ambito medico-dermatologico, il diabete si rivela particolarmente significativo per i suoi effetti a livello cutaneo e per le implicazioni che comporta nella cura e nella gestione della salute della pelle.
Dal punto di vista dermatologico, il diabete è associato a diverse manifestazioni cutanee, molte delle quali possono fungere da segnale precoce della presenza della malattia stessa.
La pelle rappresenta infatti uno dei principali “organi bersaglio” per le complicazioni diabetiche, poiché è sensibile ai cambiamenti metabolici tipici della patologia.
Tra questi, l’iperglicemia e il danno ai vasi sanguigni e ai nervi periferici (neuropatia e microangiopatia diabetica) hanno un impatto notevole sulle strutture cutanee.
Microangiopatia e Neuropatia Diabetica
La microangiopatia diabetica è una delle conseguenze del diabete che più direttamente influenza la pelle.
I capillari e i vasi sanguigni di piccole dimensioni possono infatti subire danni significativi, con riduzione del flusso sanguigno e dell’apporto di ossigeno e nutrienti alla pelle.
Questo fenomeno può portare a una lenta rigenerazione dei tessuti cutanei, compromettendo la capacità della pelle di ripararsi in seguito a ferite, infezioni o lesioni.
Di conseguenza, i pazienti diabetici sono spesso a rischio di ulcere cutanee croniche, specialmente a livello degli arti inferiori, che possono evolvere in problematiche molto complesse, inclusa l’amputazione in casi gravi.
Anche la neuropatia diabetica ha un impatto rilevante sulla pelle.
Il danno ai nervi periferici, infatti, riduce la sensibilità della pelle, soprattutto a livello dei piedi, rendendo difficile per i pazienti percepire lesioni, pressioni e traumi cutanei.
La perdita di sensibilità aumenta il rischio di infezioni e di ulteriori complicanze, poiché una lesione trascurata può trasformarsi in un’ulcera infetta senza che il paziente se ne renda conto.
In questo contesto, la “cura del piede” assume un ruolo cruciale nella gestione dermatologica dei pazienti diabetici.
Condizioni Cutanee Specifiche
La pelle dei pazienti diabetici può inoltre essere soggetta a condizioni specifiche e caratteristiche, come la xerosi (pelle secca), l’acantosi nigricans e la dermopatia diabetica.
La xerosi, caratterizzata da pelle particolarmente secca e desquamata, è un sintomo comune nei pazienti con diabete e può contribuire all’insorgenza di prurito e a un’aumentata predisposizione alle infezioni cutanee.
Questo è spesso il risultato della ridotta idratazione della pelle dovuta ai cambiamenti nel metabolismo glucidico e lipidico.
L’acantosi nigricans, che si manifesta con aree di pelle ispessita e iperpigmentata, spesso sul collo e nelle pieghe cutanee, è un altro segno dermatologico comune nei pazienti diabetici, correlato all’insulino-resistenza.
Infezioni Cutanee
In ambito medico-dermatologico, il diabete richiede una particolare attenzione anche per quanto riguarda le infezioni cutanee.
La compromissione del sistema immunitario e i livelli elevati di glucosio nel sangue e nei tessuti creano un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, rendendo i pazienti diabetici più suscettibili a infezioni cutanee e micosi.
Tra queste, infezioni come la candidosi, la follicolite e il piede d’atleta sono frequentemente riscontrate in soggetti diabetici.
Queste condizioni possono peggiorare rapidamente e richiedere trattamenti intensivi e un’accurata gestione dermatologica per evitare complicazioni.
Gestione del Paziente Diabetico
Per i dermatologi, la gestione del paziente diabetico implica quindi non solo la cura delle manifestazioni cutanee, ma anche un’approfondita conoscenza delle interazioni tra la pelle e i vari aspetti della malattia diabetica.
È cruciale un approccio preventivo e integrato, che preveda un’attenta igiene cutanea, l’idratazione della pelle e l’uso di creme emollienti per ridurre la xerosi e mantenere intatta la barriera cutanea.
In buona sostanza, il diabete rappresenta una patologia che, oltre a compromettere il metabolismo e il sistema cardiovascolare, ha un impatto significativo sulla salute della pelle, portando a manifestazioni dermatologiche specifiche e a un aumentato rischio di infezioni e ulcere.
Per i professionisti della dermatologia, il riconoscimento precoce di queste manifestazioni e la gestione integrata della salute cutanea dei pazienti diabetici sono fondamentali per migliorare la qualità della vita dei pazienti e prevenire complicanze che possono rivelarsi debilitanti.
Complicazioni del Diabete Non Trattato
Se non adeguatamente trattato, il diabete può portare a numerose complicazioni sia a breve che a lungo termine.
Le complicazioni includono:
- Malattie cardiovascolari: Il diabete aumenta significativamente il rischio di malattie cardiache e ictus.
- Neuropatia diabetica: L’eccesso di zucchero nel sangue può danneggiare i nervi, causando dolore, formicolio o perdita di sensibilità, soprattutto nelle estremità.
- Nefropatia: Il diabete è una delle principali cause di insufficienza renale.
- Retinopatia: L’alto livello di glucosio nel sangue può danneggiare i vasi sanguigni della retina, portando alla perdita della vista.
- Problemi ai piedi: Le ferite o le infezioni ai piedi possono guarire lentamente e, nei casi più gravi, portare ad amputazioni.
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