Ricchi di nutrienti che conferiscono loro proprietà benefiche ad ampio spettro, i funghi medicinali non sono utili solo per ritrovare le energie, contrastare lo stress o supportare le difese, ma possono contribuire ad alleviare alcuni problemi che si sviluppano più facilmente in seguito a uno stile di vita errato, come colesterolo, glicemia o pressione alta.
Mentre da noi in Europa i funghi medicinali sono stati "scoperti" di recente, in Oriente sono usati fin dai tempi antichi come rimedi naturali e, alcuni, anche come alimenti terapeutici. Sono considerati terapeutici perché hanno un ricco fitocomplesso che li rende adatti per trattare e alleviare diversi disturbi di salute. I funghi vantano infatti attività: adattogena, immunomodulante, antiossidante, epatoprotettrici, antinfiammatoria, antivirale e antibatterica. Sono chiamati funghi curativi o anche medicinali proprio perché tutti hanno la caratteristica di avere un fitocomplesso ricchissimo di sostanze benefiche che possono essere utilizzate per diversi disturbi di salute.
Un’altra informazione che dobbiamo sempre tenere a mente è che l’attività del fegato - e dunque il problema del colesterolo - nasce come risposta allo stress, come tentativo di riparare le infiammazioni sulle pareti delle arterie dovute a fattori di stress ossidativo. Non dobbiamo mai dimenticare ciò che già sappiamo a livello scientifico, ossia che a determinare il nostro livello di colesterolo nel sangue è il fegato, che ne produce oltre il 65%.
La Micoterapia: un approccio complementare
In quest'ottica, oltre a seguire le prescrizioni del proprio medico curante che stabilirà, se necessaria, una terapia farmacologica di supporto al migliorato stile di vita, si potrà ricorrere all'ausilio della Micoterapia, la medicina complementare appartenente alla Medicina Tradizionale Cinese, che rappresenta la branca della fitoterapia funzionale che studia ed usa i funghi medicinali a scopo salutistico.
La Micoterapia agisce innanzi tutto sull'azione del sistema immunitario, modulandone la risposta in base alle esigenze peculiari di ciascun organismo, potenziandola o moderandola secondo le necessità individuali. I funghi medicinali contengono particolari sostanze chiamate Betaglucani che svolgono un'azione antinfiammatoria e, seppure con caratteristiche diverse per ciascun fungo che mostra un organo-tropismo specifico, sono capaci di agire sulla Sindrome Metabolica producendo benefici sulla salute dell'individuo che ne è affetto. I funghi medicinali favoriscono i processi di disintossicazione e depurazione dalle tossine, riducono lo stress e i meccanismi alla base della fame nervosa, che possono indurre un incremento di peso e facilitare la comparsa della sindrome metabolica, agiscono inoltre sul metabolismo e stimolano i processi fisiologici che contribuiscono a "bruciare" i grassi, spingendo l'organismo a consumare più calorie, meccanismo che può perciò favorire un dimagrimento.
I funghi medicinali che possiedono tali caratteristiche sono l'Agaricus Blazei Murril (ABM), il Reishi (Ganoderma), il Cordiceps, Il Maitake (Grifola), lo Shiitake (Lentinula), il Coprino e il Pleurotus. Analizziamoli nello specifico, per evidenziarne le analogie e le differenze.
Funghi medicinali specifici per il colesterolo alto
Reishi (Ganoderma lucidum)
Pur non essendo commestibile per il suo gusto amaro e la consistenza legnosa, il Reishi, un fungo parassita del legno, è fra i più noti funghi della Medicina Tradizionale Cinese e Giapponese: chiamato "fungo dell'immortalità", è considerato tradizionalmente un rimedio adattogeno che esercita la sua azione benefica su diversi organi, sistemi ed apparati, in particolare l'apparato circolatorio per la sua azione tonica cardiaca, specifica per tutte le patologie cardiovascolari.
Fra le numerose proprietà salutari del Reishi si annovera la capacità di normalizzare il metabolismo lipidico e glucidico, con riduzione dei livelli glicemici, di colesterolo e trigliceridi. Il miglioramento della composizione lipidica ematica è attribuito agli acidi ganoderici e ganodermici, capaci di ridurre trigliceridi e colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo "cattivo"), miglioramento che è associato alle proprietà antiipertensive, causate sia da fattori metabolici che stressogeni.
Relativamente al colesterolo è stato dimostrato che il Reishi, a differenza della maggior parte degli estratti vegetali, agisce sulla produzione endogena del colesterolo, ovvero quella autoprodotta dal nostro fegato. In alcuni studi clinici è stato somministrato quotidianamente un estratto di Ganoderma Lucidum a un gruppo di pazienti che soffriva di colesterolo alto: i valori del colesterolo di più della metà degli esaminati sono ritornati nella norma, persino tra coloro la cui dieta era tutt’altro che equilibrata. Nel corso del trattamento è aumentato persino il livello del colesterolo buono HDL e si è ridotto considerevolmente il colesterolo cattivo LDL. Degno di menzione è il fatto che i miglioramenti più evidenti sono stati riscontrati tra i pazienti che, all’inizio della cura presentavano valori di colesterolo molto elevati.
Shiitake (Lentinula edodes)
Lo Shiitake è il fungo più consumato al mondo, dopo lo Champignon, per le sue eccellenti qualità organolettiche e il suo sapore gradevole che può accompagnare qualunque preparazione culinaria. Nella Medicina Tradizionale Cinese è utilizzato contro raffreddore, influenza, bronchiti, herpes, micosi, candidosi, dermatite e come tonico di fegato e reni.
Da decenni si conoscono e si sfruttano le proprietà del fungo medicinale Shiitake per intervenire sul colesterolo alto. Il fungo può infatti influire positivamente sul livello di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue grazie alle sostanze attive eritadenina e colina, che favoriscono il trasporto e l’elaborazione degli acidi grassi verso e da parte del fegato proteggendo la circolazione. In forma di estratto del fungo, altamente concentrato e titolato, è l’integratore Shiitake in capsule presentato da Funghi Vitalia.
Oltre a potenziare le difese immunitarie, lo Shiitake costituisce una prevenzione contro l'aterosclerosi poiché il suo contenuto in eritadenina sembra possa ridurre il colesterolo, supportando la salute cardiovascolare e contribuendo a regolare i livelli pressori; inoltre favorisce l'eliminazione degli acidi urici contro la gotta e il reumatismo articolare. Nella prevenzione della Sindrome Metabolica il fungo Shiitake, oltre che per controllare i livelli di colesterolo ematico, è utile anche per prevenire gli elevati livelli di trigliceridi nel sangue, contrastare l'aumento di peso e gli accumuli adiposi viscerali.
Cordyceps sinensis
Il Cordiceps è un fungo particolare che cresce nel corpo di un insetto, agendo da parassita, il cui corpo fruttifero simile a un bastoncino emerge dal corpo dell'insetto, che muore restando "mummificato".
I betaglucani e i terpenoidi contenuti nel Cordiceps agiscono, oltre a che a livello di potenziamento del sistema immunitario, come antinfettivi, antinfiammatori, antiossidanti, tonico-adattogeni per reni e fegato, ottimizzano la produzione di energia e apportano benefici all'apparato respiratorio e muscolare, e sono utili anche in ambito sportivo. I betaglucani e i terpenoidi si comportano come regolatori dell'equilibrio metabolico, come difesa dalle placche aterosclerotiche, con un'azione regolatrice del metabolismo epatico e pancreatico, che influisce beneficamente sui valori della glicemia, dei trigliceridi e del colesterolo, inducendo una riduzione dell'LDL (colesterolo "cattivo"), a vantaggio dell'HDL (colesterolo "buono").
Maitake (Grifola frondosa)
Il Maitake è un fungo commestibile, raro in natura, dalle ottime qualità organolettiche e perciò utilizzato in Giappone come alimento, ma per le sue proprietà medicinali fa parte anche della Medicina Tradizionale del Giappone, per la sua attività biologica antinfettiva, antinfiammatoria, modulatrice del sistema immunitario (immunomodulante), che aiuta l'organismo a resistere più efficacemente agli stimoli ambientali avversi e alle situazioni stressanti, difendendosi più efficacemente dagli attacchi microbici.
Per la sua azione specifica in ambito metabolico, è ritenuto uno dei funghi più importanti per contrastare la Sindrome Metabolica. Per l'alto contenuto di fibre limita l'assorbimento del glucosio, inoltre migliora la sensibilità periferica all'insulina, risultando utile per regolarizzare la glicemia in presenza di diabete di tipo 2. Il contenuto di terpenoidi e betaglucani del Maitake agisce positivamente anche sull'ipertensione, per l'azione sul sistema renina-angiotensina, un meccanismo ormonale che regola la pressione arteriosa. L'azione di questo fungo interviene positivamente anche sulla sintesi dei trigliceridi e sui livelli del colesterolo ematico, senza ridurre il colesterolo "buono" HDL.
Maitake concorre a ridurre i grassi sopratutto perché migliora la funzionalità del fegato e riduce così la produzione epatica di colesterolo “cattivo”.
Altri funghi utili
- Agaricus Blazei Murril (ABM): Riequilibra l'assetto lipidico e glicemico, normalizzando i valori di colesterolo, trigliceridi e glicemia.
- Coprino (Coprinus comatus): Particolarmente indicato per il controllo della glicemia.
- Pleurotus (Pleurotus ostreatus): Utile per ridurre il colesterolo ematico, in virtù del suo contenuto in "lovastatina".
Cos'è la Sindrome Metabolica?
Con l'espressione Sindrome Metabolica si fa riferimento ad una patologia multifattoriale correlata all'alterazione di un insieme di fattori di rischio predisponenti, in particolare l'alterazione dei valori di pressione arteriosa, glicemia, colesterolo, trigliceridi, circonferenza addominale. Se almeno tre fra questi parametri risultano alterati, rispetto ai valori considerati fisiologici, si può parlare di Sindrome Metabolica.
Quando tre o più alterazioni di questi parametri sono presenti contemporaneamente, si ha una condizione clinica ad alto rischio cardio-cerebro-vascolare, che può portare a gravi complicanze dal punto di vista cerebrale e cardiovascolare con un aumentato rischio di circa 4 volte rispetto alle persone sane, specialmente se esse si associano ad un eccessivo peso corporeo, in particolare se la massa adiposa è localizzata a livello addominale, con abbondanza di grasso viscerale.
Allo stato attuale delle moderne conoscenze mediche bisogna considerare come un dato certo che una eccessiva massa adiposa, soprattutto se concentrata a livello della circonferenza addominale, conduca a squilibri del metabolismo lipidico (dei grassi o dislipidemia: elevati livelli di colesterolo e trigliceridi) e di quello glucidico (degli zuccheri), con il rischio di andare incontro più facilmente a malattie quali ictus, infarto, alterazioni del fegato (steatosi epatica), renali e oculari. Tale condizione di rischio può essere aggravata dalla presenza di insulino-resistenza, considerata come il prodromo del diabete di tipo 2.
La probabilità di manifestare la Sindrome Metabolica è imputabile ad una concomitanza di scorrette abitudini, cioè uno scorretto stile di vita, una errata alimentazione accompagnata da scarsa attività fisica, e in taluni casi a predisposizione familiare. Nonostante tale elevato rischio sulla salute, la Sindrome Metabolica è una condizione pre-patologica e non ancora una malattia conclamata, perciò solitamente non produce sintomi apprezzabili, ma spesso rimane silente, pur producendosi nell'organismo un elevato stato infiammatorio generale, salvo scoprire di esserne affetti casualmente in occasione di esami clinici effettuati per altri motivi. Essa è piuttosto diffusa e riguarda circa il 25% della popolazione adulta, e fino al 50% nella popolazione anziana.
Il miglioramento dello stato di salute deve mirare alla correzione dello stile di vita e delle errate scelte alimentari, con una dieta sana ed equilibrata da mantenere nel tempo, e non per brevi periodi, per cercare di raggiungere una costante condizione metabolica fisiologica e un ottimale profilo lipidico e glicemico, che col tempo e in modo graduale condurranno, abbinati ad una regolare attività fisica, a un calo di peso, con la riduzione del tanto dannoso grasso addominale, alla riduzione della resistenza all'insulina e infine alla riduzione del rischio cardio-cerebro-vascolare.
Valori di riferimento del colesterolo
Secondo le linee guida, il valore ideale di colesterolo totale dovrebbe essere al di sotto dei 200 mg/dL. Ancora più importante è il rapporto LDL/HDL. Il rapporto tra colesterolo LDL e HDL si ottiene dividendo il valore del colesterolo LDL per quello del colesterolo HDL. Più questo rapporto è basso, meglio è, perché significa che il colesterolo buono prevale su quello cattivo.
Alimentazione e colesterolo
La prima cosa da fare per ridurre il colesterolo in eccesso, è sistemare la propria alimentazione.
Il dottor Luciano Lozio, farmacologo specializzato in medicina funzionale, immunologia e patologia medica, spiega che il vero responsabile dell’impennata del colesterolo è un ormone, che produciamo in gran quantità quando mangiamo tanti carboidrati. E ciò è ancor più vero se questo viene prodotto nelle ore serali/notturne.
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