Tutti i prodotti lattiero-caseari sono importanti all'interno di un regime alimentare sano ed equilibrato: latte e derivati sono deputati all'apporto di vitamine, proteine nobili, grassi ed elevate quantità di calcio biodisponibile. Tuttavia, a causa delle caratteristiche energetiche e della quota di grassi in essi contenuta, tali prodotti vengono troppo spesso guardati con diffidenza.
Le raccomandazioni nutrizionali contemporanee dei Paesi occidentali danno un particolare peso alla frazione lipidica della dieta, sia in termini di quantità giornaliere che di qualità, oltre che di fonti di grasso: per un apporto bilanciato di questi princìpi nutritivi è necessario rivolgere l'attenzione alle porzioni dei diversi alimenti.
Le abitudini alimentari (unite allo stile di vita) sono un fattore che influenza enormemente il peso corporeo e l'accumulo di grasso in eccesso: il sovrappeso e l'obesità, ad esempio, sono i principali fattori che favoriscono l'insorgere del diabete, una patologia rappresentata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue, alla quale spesso si associano ipertensione arteriosa e problemi cardiovascolari.
Uno studio del 2014 condotto dalla diabetologa Ulrika Ericson, dell'università di Lund in Svezia, ha rilevato che mangiare formaggi e latticini potrebbe avere un effetto preventivo nei confronti del diabete di tipo 2: sembra che il consumo di 8 porzioni al giorno di prodotti lattiero caseari sia associato a una riduzione del 23% del rischio di sviluppo di questa patologia, nella misura in cui i loro grassi influenzano l'insulina e il metabolismo del glucosio.
Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (CG): Cosa Sono?
L’Indice Glicemico (IG) e il Carico Glicemico (CG) sono due indicatori molto importanti per valutare l’influenza che i cibi hanno sulla glicemia durante e dopo un pasto. Vediamo nel dettaglio entrambi gli indici.
Più è alto l’indice glicemico di un alimento, maggiore sarà il suo impatto sulla glicemia, fatto cento lo zucchero bianco da cucina (saccarosio).
Indice Glicemico (IG) di un alimento
L’indice glicemico è un parametro nutrizionale elaborato agli inizi degli anni ’80 dal prof. Per molto tempo in passato si è ritenuto che tutti i carboidrati semplici (zucchero, dolci, bibite, succhi…) fossero uguali e facessero salire rapidamente il glucosio nel sangue; viceversa si riteneva che tutti i carboidrati complessi (farine e cereali, pizza, patate, gnocchi di patate, legumi, verdure, castagne) lo facessero salire lentamente e in modo graduale.
Negli ultimi quindici anni, molti studi scientifici hanno dimostrato direttamente o indirettamente l’interesse dell’indice glicemico nella lotta contro l’obesità ma anche nella prevenzione del diabete e delle malattie cardiovascolari.
Come si misura l’indice glicemico dei vari alimenti?
L’Indice Glicemico (IG) di un alimento è una misura qualitativa che ci dice quanto quell’alimento - rispetto allo zucchero bianco da cucina (che ha valore 100), è capace di far alzare la glicemia. Per il confronto oggi si usa anche il pane bianco (sempre considerando 100 come valore di riferimento).
Esistono delle tabelle di classificazione arbitraria in IG elevato, intermedio e basso che secondo la maggior parte degli autori è fissata nei range di valori indicati nella tabella sottostante. I cibi che fanno salire il glucosio rapidamente hanno un Indice Glicemico alto, quelli che lo fanno salire gradualmente hanno un IG basso.
| Classificazione | Valore IG |
|---|---|
| Alto | Superiore a 70 |
| Intermedio | Tra 56 e 69 |
| Basso | Inferiore a 55 |
I cibi che hanno un alto indice glicemico vengono assorbiti più rapidamente e danno una risposta più rapida rispetto ai cibi a basso IG. Quindi se noi pensiamo a un alimento con alto IG che è 100 è lo zucchero bianco e infatti lo utilizziamo proprio quando vogliamo fare alzare la glicemia - nel corso di una crisi ipoglicemia - perché è quello più efficace nel breve tempo.
Perché è importante l’IG per una persona con diabete?
L’indice glicemico è un indicatore importante per chi soffre di diabete, considerato che deve evitare rapidi innalzamenti della glicemia. Seguire una dieta a base di alimenti con indice glicemico basso, per quanto possa sembrare complicato, può permettere un migliore controllo della propria glicemia. Secondo alcuni Esperti, inoltre, gli alimenti a indice glicemico più basso aiutano a tenere sotto controllo il peso perché provocano sazietà senza bisogno di molte calorie. E sentirsi sazi è importante sia per chi ha il diabete che per chi vuole dimagrire.
Indice glicemico: quali fattori lo influenzano?
Quando consumiamo qualche alimento che contiene carboidrati, questi - grazie all’insulina che funziona come una sorta di “chiave - passano dall’intestino al sangue e così i livelli di glucosio aumentano. L’ammontare di questo aumento dipende da diversi fattori:
- la composizione dell’alimento;
- il luogo di coltivazione e di raccolta;
- il contenuto in amidi, proteine, fibre e grassi;
- la combinazione con altri alimenti;
- il tipo di cottura;
- il grado di maturazione (per es. per la frutta)
Sono tutti fattori che possono influenzare anche notevolmente gli effetti sulla glicemia; inoltre l’IG può presentare forti variazioni da una persona all’altra.
I valori dell’Indice Glicemico pur essendo un parametro utile soprattutto per la qualità della propria dieta, vanno considerati, tuttavia, come valori puramente indicativi perché si riferiscono sempre e solo all’alimento puro, considerano solo gli zuccheri e non gli altri nutrienti (grassi, proteine, fibre che sappiamo influenzare il metabolismo degli zuccheri) presenti nell’alimento, e - limite importante - non considerano la quantità effettivamente consumata di quel determinato alimento (carico glicemico). Rispetto a una dieta classica che fornisce le quantità esatte da consumare, quella dell’IG è necessariamente più imprecisa. Il consiglio quindi è quello di usare l’Indice Glicemico come ausilio complementare ad altri tipi di dieta consultandoti con il tuo medico.
Che cos’è il carico glicemico (CG)?
Il carico glicemico è un secondo indicatore nutrizionale che valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sulle quantità effettivamente consumate. Di conseguenza è un parametro più adatto per calcolare il consumo quotidiano dei vari alimenti.
La formula per calcolare il Carico Glicemico è molto semplice, perché basta calcolare la quantità di alimento che stiamo consumando in gr di carboidrati per il suo Indice Glicemico e poi dividere tutto per 100.
A seconda delle dimensioni della porzione, infatti il carico glicemico di alimenti diversi può risultare simile nonostante l’indice glicemico degli stessi sia molto diverso.
Il Carico Glicemico è quindi un indicatore molto più interessante e utile per l’uso quotidiano perché considera le quantità effettivamente consumate.
Quali sono i formaggi adatti ai diabetici?
Ma esistono dei formaggi che sono adatti ad una dieta per diabetici? La risposta arriva da Assolatte: i formaggi adatti sono quelli magri, «che contengono tra il 10 e il 25% di grasso sulla sostanza secca, e quelli extra magri, che contengono una percentuale di grasso minore del 10%».
Secondo Assolatte i formaggi dati ai diabetici sono: la ricotta, il Quark, il Grana padano e il Parmigiano reggiano. Tra i formaggi più leggeri il posto d’onore spetta alla ricotta che pur non essendo un vero e proprio formaggio è comunque un latticino. Viene prodotta a partire dal siero e non subisce la coagulazione delle caseine presenti nel latte.
Il Quark è originario dell’Europa centro-settentrionale. Si ottiene dal latte scremato pastorizzato a 85°C e acidificato con colture selezionate.
Per il sito «Saninforma» Il dialettico dovrebbe assumere con moderazione latte parzialmente scremato, formaggi mediamente grassi come caciotte fresche, parmigiano e mozzarella e yogurt magro alla frutta. Il diabetico, sempre per lo stesso sito, dovrebbe evitare o da assumere solo occasionalmente il latte intero, la crema, la panna, i formaggi grassi come il mascarpone, il pecorino, il provolone stagionato. Da assumere solo occasionalmente anche lo yogurt intero.
Quali sono i formaggi che non alzano la glicemia? I formaggi, essendo alimenti ricchi di proteine e grassi, hanno un basso indice glicemico (IG), il che significa che non influenzano direttamente i livelli di zucchero nel sangue. Tuttavia, il loro apporto calorico e di grassi saturi può influire sul controllo metabolico generale, quindi è importante scegliere quelli più adatti in caso di diabete o necessità di controllo glicemico.
Ecco i formaggi migliori per chi deve controllare la glicemia:
- Formaggi magri
I formaggi magri contengono meno grassi saturi e calorie, rendendoli più adatti per una dieta bilanciata.- Ricotta magra: Ricca di proteine e povera di grassi. Ottima come base per pasti equilibrati. Porzione consigliata: 100 g.
- Fiocchi di latte (cottage cheese): Poveri di grassi e con un basso apporto calorico. Ricchi di proteine, aiutano a mantenere stabile la glicemia. Porzione consigliata: 100-150 g.
- Formaggi spalmabili light (es. Philadelphia light): Adatti per snack leggeri senza eccesso di grassi saturi. Porzione consigliata: 30-50 g.
- Formaggi freschi
I formaggi freschi, grazie al loro contenuto d’acqua più elevato, hanno un apporto calorico più basso rispetto ai formaggi stagionati.- Mozzarella light: Versione con meno grassi rispetto alla mozzarella tradizionale. Ideale per piatti leggeri. Porzione consigliata: 80-100 g.
- Feta: Povera di carboidrati e con un apporto moderato di grassi. Aggiunge sapore ai piatti senza eccessi calorici. Porzione consigliata: 50-80 g.
- Caprino fresco: Leggero e ricco di proteine. Ottimo per accompagnare verdure e insalate. Porzione consigliata: 30-50 g.
- Formaggi stagionati (da consumare con moderazione)
Anche i formaggi stagionati non alzano direttamente la glicemia, ma sono più calorici e ricchi di grassi saturi. È importante limitarne il consumo.- Grana Padano o Parmigiano Reggiano: Contengono molte proteine e calcio. Adatti in piccole quantità per arricchire i pasti. Porzione consigliata: 20-30 g (per condire o come snack).
- Pecorino: Ricco di sapore, ideale per essere utilizzato in piccole dosi. Porzione consigliata: 15-20 g.
- Formaggi senza lattosio
I formaggi senza lattosio hanno un basso contenuto di zuccheri e possono essere una buona opzione per chi è intollerante o sensibile al lattosio, senza rischi per la glicemia.- Ricotta senza lattosio.
- Mozzarella senza lattosio.
- Parmigiano senza lattosio (che naturalmente ne contiene poco grazie alla stagionatura).
Considerazioni generali
- Indice glicemico e carico glicemico
- La maggior parte dei formaggi ha un indice glicemico pari a 0 o molto basso (perché contengono pochi o nessun carboidrato).
- Il carico glicemico dei formaggi è trascurabile, ma bisogna fare attenzione all’apporto calorico complessivo.
- Porzioni moderate
Anche se non alzano la glicemia direttamente, i formaggi contengono grassi saturi che, in eccesso, possono influire negativamente sul metabolismo e aumentare il rischio di insulino-resistenza.
Consigli per abbinare i formaggi
Per mantenere stabile la glicemia, abbina i formaggi a:
- Verdure crude o cotte: Per aumentare il contenuto di fibre.
- Cereali integrali: Come pane integrale o cracker ricchi di fibre.
- Frutta a basso indice glicemico: Come mele, pere o frutti di bosco.
Evita di combinarli con alimenti ad alto IG (es. pane bianco, marmellata zuccherata) per prevenire picchi glicemici.
Domande frequenti
- Posso mangiare formaggi se sono diabetico?
Sì, con moderazione e scegliendo formaggi magri o freschi, in porzioni controllate. - Quali formaggi devo evitare?
Evita formaggi molto grassi, come gorgonzola, brie, camembert e formaggi a pasta molle molto stagionati. - Quante volte a settimana posso mangiare formaggi?
2-3 volte a settimana è un buon compromesso, inserendoli in una dieta varia e bilanciata. - I formaggi light sono migliori?
Sì, i formaggi light contengono meno grassi e calorie, risultando più adatti per chi deve gestire il peso e il metabolismo.
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