Cachi e Indice Glicemico: Tutto Quello Che Devi Sapere

Il cachi (Diospyros kaki) è un frutto autunnale detto anche “mela d’oriente” e il suo nome è la forma abbreviata del termine giapponese kaki no ki. Appartiene alle Ebenacee, è un albero spogliante originario della zona centrale della Cina, dove è considerato l’albero dalle sette virtù. La pianta consente una coltivazione veramente biologica, infatti grazie alla sua rusticità non necessita di antiparassitari.

Il frutto è una bacca la cui forma varia da molto piatta a molto allungata, ma la prevalenza di cultivar ha frutti arrotondati, il colore della buccia a maturazione è giallo arancio, tendente al rossastro. La polpa è astringente all’epoca della raccolta a causa dei tannini presenti, bisogna attendere la sua maturazione (ammezzimento) perché risulti edule, a volte è necessario intervenire con trattamento termico ma si rischia di danneggiare il frutto, che diviene precocemente molle, riducendo i tempi di commercializzazione.

Proprietà Nutrizionali dei Cachi

I cachi sono composti essenzialmente da acqua e zuccheri, a cui si aggiungono piccole quantità di proteine e di grassi. È il loro contenuto di zuccheri naturali a dare una sferzata di energia al nostro corpo quando ha bisogno di ricaricarsi. I cachi sono una buone fonte di acqua e sali minerali, inoltre sono una ottima fonte di vitamine, con particolare riferimento alla vitamina C, che contribuisce a rafforzare il nostro organismo e il sistema immunitario per affrontare e prevenire i tipici malanni di stagione.

Sono un frutto ricco di antiossidanti, infatti contengono un insieme di sostanze molto importanti per proteggere la pelle, la vista e tutto l’organismo dall’azione dei radicali liberi e dall’invecchiamento precoce. I cachi sono frutti ricchi di fibre che contribuiscono a migliorare la regolarità intestinale. Il momento ideale per consumare i cachi è la colazione, sia per iniziare la giornata con più sprint che per riavviare fin da subito le funzionalità intestinali.

Tuttavia, è risaputo che si tratta di frutti piuttosto zuccherini che non ci possiamo in effetti concedere tanto liberamente. Ma non sono solo gli zuccheri a contraddistinguere queste dolci bacche. Le fibre di cui sono ricchi, danno ai cachi un alto potere saziante e gli conferiscono proprietà lassative. Zuccheri, fibre e … moltissime sostanze ad azione antiossidante! Innanzi tutto la vitamina C. I cachi ne contengono 23 mg/100 g.

Ma contengono anche ingenti quantità di carotenoidi e in particolare di precursori della vitamina A (siamo dell’ordine dei 237 µg di Vitamina A retinolo equivalenti. Sono ricchi di licopene (il carotenoide di cui sono ricchi i pomodori e che si trova nella frutta e verdura giallo/arancio), zeaxantina e criptoxantina che ne potenziano l’attività antiossidante e protettiva del cuore, degli occhi, della pelle. Attività potenziata anche da una discreta quantità di vitamina E e dalla presenza di proantocianidine.

Tra i minerali invece abbonda il potassio che li rende ottimi depurativi e diuretici, in grado di contribuire al controllo della pressione sanguigna, trasmissione dell’impulso nervoso e contrazione muscolare.Se sono ben adatti alla dieta degli sportivi, ottimi ad esempio anche prima di un allenamento, non altrettanto si può dire per chi deve perder peso o deve tenere a bada la glicemia. In questo caso occhio alle dosi, un piccolo caco e solo occasionalmente e magari abbinato a una fonte proteica.

Cachi e Diabete: Cosa Sapere

I cachi non presentano particolari controindicazioni, ma il loro consumo andrebbe evitato in coloro che soffrono di diabete, insulino-resistenza e obesità, a causa dell’alto contenuto di zuccheri semplici, in particolare fruttosio. Rare sono le intolleranze e le allergie al cachi.

È da tanto tempo che si legge e si sente dire che certa frutta sarebbe da evitare o addirittura vietata quando si convive con un diabete di tipo 1. Falso! Ecco la spiegazione: alcuni frutti hanno un contenuto di zuccheri più elevato e un indice glicemico più alto rispetto ad altri. La frutta a basso IG è quella che spesso viene “consigliata”, infatti, essendo meno zuccherina, il consumo provoca solo un piccolo aumento della glicemia.

I cachi, gioia e dolore della stagione autunnale. Tanto buoni si, ma è risaputo che si tratta di frutti piuttosto zuccherini che non ci possiamo in effetti concedere tanto liberamente. Si nota subito l’alto contenuto zuccherino dei cachi, che in effetti apportano più zuccheri anche dei fichi (che ne contengono 14 g su 100 g). Non solo, rispetto ai fichi i cachi hanno anche un indice glicemico più alto (pari a 50), e quindi devono essere consumati con particolare attenzione soprattutto da chi soffre di diabete.

Se sei una persona con il diabete e vuoi mangiare frutta senza provocare un eccessivo aumento della glicemia, è il caso che tu faccia attenzione anche al contenuto di fibre. In effetti, è noto che le fibre alimentari migliorano il controllo della glicemia. Per aiutarti a includere la frutta nella tua alimentazione pur tenendo sotto controllo la glicemia, abbiamo stilato una lista con la frutta più popolare ed il relativo indice glicemico e quantità di zuccheri (in g) per 100 g.

Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc.

Però, sia cracker che pasta non posseggono gli antiossidanti tipici del caco e nemmeno lo stesso quantitativo di vitamine. In aggiunta, pare che il caco abbia effetti benefici anche a livello cardiovascolare, svolgendo un’azione di prevenzione dell’aterosclerosi e salvaguardando la salute delle arterie.

Gli studi sui cachi, inoltre, hanno dimostrato che questo frutto gode di un potenziale positivo a livello sistemico, che comporta un miglioramento del profilo lipidico e, stando ad alcuni studi tenuti su animali, anche ad un miglioramento della sensibilità insulinica. Nel caso in cui i risultati di questi studi fossero confermati anche sugli esseri umani, il caco si rivelerebbe utile in caso di diabete poiché provocherebbe una maggior risposta dell’organismo all’insulina; e l’attenzione a questo frutto dovrebbero averla solo coloro che soffrono di allergia.

Come Consumare i Cachi in Modo Appropriato

Ecco alcuni consigli per consumare i cachi in modo appropriato anche in presenza di diabete:

  1. Limitare la quantità e la frequenza di consumo. Un caco potrebbe pesare anche tra i 250 e i 300 g quindi dividerlo in 4 spicchi è già un buon modo per evitare di assumere troppi zuccheri per porzione.
  2. Mangiare i cachi con altri alimenti ricchi di fibre può aiutare a ritardare l’assorbimento degli zuccheri e a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. Ad esempio, si potrebbe aggiungere uno spicchio o metà caco a un’insalata di verdure a foglia verde.
  3. Preferire i cachi freschi ed evitare quelli in scatola o quelli trasformati che possono contenere zuccheri aggiunti.

Per avere un’idea degli scostamenti dei livelli glicemici che si hanno dopo il consumo di cachi, come per qualsiasi alimento, è possibile monitorare i livelli di glucosio nel sangue. Pratica utile ma che andrebbe attentamente interpretata nel contesto globale di un pasto e dell’intera giornata quindi per la persona con diabete è sempre consigliabile consultare il proprio medico, diabetologo o professionista della nutrizione per avere consigli personalizzati in funzione delle proprie esigenze e del proprio quadro clinico.

Caco Mela: Una Variante da Considerare

Il caco mela è a tutti gli effetti una tipologia di caco che ha alcune somiglianze con la mela quali croccantezza e proprietà organolettiche. Dal punto di vista nutrizionale, il caco mela è molto simile al caco classico ma si può consumare anche poco maturo, quando il suo contenuto zuccherino è inferiore.

Conclusioni

In conclusione, nessun problema per la maggior parte dei soggetti sani, mentre se sei diabetico, tralasciando gli studi condotti su modelli animali o quelli che evidenziano effetti benefici delle foglie di cachi consumate in infuso sulla glicemia (qui ci stiamo concentrando esclusivamente sul frutto), è probabile che il tuo diabetologo non abbia obiezioni a un consumo moderato, preferibilmente a stomaco pieno.

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