Ananas e Glicemia: Un'Analisi Dettagliata

Diabete e frutta: quali sono i rapporti? Partiamo con la definizione di diabete: si tratta di una patologia abbastanza diffusa per la quale l’organismo non produce più insulina o non è più in grado di riconoscerla. Come sappiamo, però, la frutta contiene naturalmente molti zuccheri. E se è vero che la frutta fa bene, non bisognerebbe approfittarne, soprattutto se si soffre della patologia diabetica.

Se siamo seguiti da un medico, ci avrà certamente detto quali frutti siano più indicati, in quali quantità mangiarli e qual è il momento più adatto della giornata. Sentiamo ripetere spesso che la frutta va mangiata lontano dai pasti, magari a merenda o per lo spuntino di metà mattina. Ma quali frutti dobbiamo comprare quando andiamo dal fruttivendolo? Tra i papabili, sicuramente c’è l’ananas.

Ananas: Valori Nutrizionali e Benefici

L’ananas è un frutto ricco d'acqua: circa il 90% del suo peso è costituito di acqua. Se consultiamo la tabella dei suoi valori nutrizionali, scopriamo che ogni 100 grammi di ananas ingeriti introducono nel nostro organismo soltanto 10 grammi di zuccheri. Inoltre, vi sono vitamine, fibre e sali minerali, quali potassio, ferro, calcio e fosforo. Tutte queste sostanze, nel loro insieme, apportano notevoli benefici al nostro organismo.

È un frutto con forti poteri antiossidanti e antiinfiammatori, utile dunque per contrastare l’invecchiamento cellulare e le infiammazioni a carico di stomaco, intestino e prostata. La vitamina C presente nell’ananas è un ottimo stimolante per il nostro sistema immunitario. Aiuta a contrastare i radicali liberi, ossia molecole fortemente instabili che, cercando la via per stabilizzarsi, possono portare gravi conseguenze, come il danneggiamento delle strutture cellulari.

Qualunque prodotto la natura ci offra spontaneamente, possiamo ricavarne diversi benefici. Consideriamo un’alimentazione corretta con la giusta quantità di frutta: il nostro organismo sarà rinforzato e migliorerà le sue funzioni. L’ananas, in particolare, è un toccasana. Grazie alle sostanze contenute, consente di controllare la ritenzione idrica, regola i livelli di zucchero nel sangue, previene le emorroidi, stimola la diuresi, combatte la stitichezza, riduce i sintomi di gastrite, colite e prostatite.

Tuttavia, sono da annoverare anche le possibili controindicazioni. Consumare regolarmente dell’ananas potrebbe essere sconsigliato se si assumono farmaci anticoagulanti, poiché l’ananas stessa ne contiene.

Come Consumare l'Ananas per Massimizzare i Benefici

Certamente consumarlo crudo e fresco è il modo migliore per godere dei benefici dell’ananas. La frutta, così come la verdura, subisce dei processi chimici quando viene cotta, quindi quando aumenta la temperatura, che portano alla perdita di determinate sostanze o alla loro diminuzione. Trattandosi di un frutto esotico, è facilmente reperibile tutto l’anno, non abbiamo la necessità di aspettare mesi specifici per poterlo acquistare. Sarebbero da evitare il consumo di ananas essiccato e l’acquisto di ananas sciroppato.

Al mattino, ad esempio, possiamo iniziare la giornata con dello yogurt e due fette di ananas appena tagliate. La cosa importante è consumare la frutta, integrarla nel nostro menù e fare in modo che il nostro corpo possa attingere e assorbire tutte le sostanze di cui ha bisogno. Che si soffra o meno di patologie, come il diabete, non dovremmo mai smettere di mangiare la frutta, fonte inesauribile di fibre, acqua, vitamine e composti che fanno bene al nostro corpo. Nell’esatto momento in cui staremo bene con noi stessi, allora saremo in grado di stare bene con gli altri.

Ananas: Mito o Realtà?

L’ananas è un frutto di origine sudamericana dove veniva regolarmente assunto delle popolazioni autoctone (Maya, Aztechi ed Inca). È ormai un frutto molto comune nelle nostre tavole e si consuma spesso anche nella versione in scatola e sciroppata. Per il suo alto contenuto in fibre ed acqua il consumo di questo frutto previene la costipazione e il mantenimento di una corretta funzione intestinale.

L’ananas così è un frutto calorico nella media, possiamo mangiarlo tranquillamente, senza comunque esagerare. L’ananas sciroppato è più calorico in media del 50%, ha più zuccheri semplici e meno fibre. L’ananas infatti contiene prevalentemente vitamina C e vitamina A entrambe note per le loro proprietà antiossidanti. Attenzione poi al prodotto in scatola che a causa della conservazione e dei trattamenti subiti perde gran parte della vitamina C presente.

Ananas e Diabete: Cosa Sapere

In generale, l’indicazione che le persone con diabete debbano evitare la frutta rappresenta un falso mito. Il soggetto diabetico può assumere frutta ma in quantità limitate mangiare frutta ma deve limitarne l’assunzione in quanto ricche di carboidrati semplici che influiscono maggiormente sulla glicemia. Considerando che una fetta pesa mediamente poco meno di 100 grammi, due fette sono, approssimando, l’equivalente calorico di una mela medio-grossa.

I soggetti diabetici possono, anzi devono, mangiare frutta fresca come l’ananas che ha un indice glicemico nella media, un alto contenuto d’acqua e fibre, è tuttavia consigliabile assumerla in concomitanza di un pasto in cui si sono presenti proteine e grassi e un quantitativo minore di carboidrati in modo da moderare la risposta glicemica post prandiale. L’ideale è mangiare l’ananas a fine pasto poiché la bromelina, avendo proprietà proteolitiche, può aiutare la digestione; ciò avviene solo se consumato fresco visto che con il calore tale enzima viene degradato, quindi è assente nell’ananas in scatola o cotto.

Bromelina: Proprietà e Benefici

La Bromelina è contenuta, con una composizione leggermente diversa, sia nella polpa che nel gambo ma quella più studiata ed utilizzata merceologicamente è quella del gambo, dove è anche più concentrata. Per motivi non ancora del tutto compresi la bromelina può essere assorbita nell’intestino, bypassando digestione gastrica e duodenale. I potenziali effetti benefici sono, quindi, a due livelli: gastrointestinale e sistemico.

N.B. Non c’è correlazione tra bromelina e lipolisi, tuttavia esiste uno studio, uno solo, in vitro, dove la bromelina attivata si è dimostrata in grado di diminuire l’accumulo di trigliceridi negli adipociti. Interessante, suggestivo, ma lontanissimo da un utilizzo pratico.

Frutta e Diabete: Considerazioni Importanti

Spesso quando si parla di frutta e diabete c’è sempre molta confusione. Come sappiamo la frutta contiene zuccheri (carboidrati), fattore di cui deve tenere conto chi ha la glicemia alta. Mangiare frutta fresca di stagione è molto importante, in quanto contiene nutrienti utili al benessere di tutto il nostro organismo.

Chi soffre di diabete (di tipo 1 o 2) è bene che eviti i picchi glicemici postprandiali (ossia a 2 ore dal pasto). Frutta per diabetici: come comportarsi? Per fare un po’ di ordine mentale va detto che la frutta contiene zuccheri (carboidrati) e alcuni frutti più di altri ma per poter conciliare iperglicemia, prediabete e/o diabete di tipo 2 e consumo di frutta occorre considerare il “carico glicemico” del frutto e del pasto in cui si consuma frutta.

Questo perché la quantità totale di carboidrati ricavati dagli alimenti assunti è spesso più importante dell’indice glicemico. In altre parole possiamo dire che è la porzione a fare la differenza: la frutta più zuccherina non deve essere per forza allontanata dalla tavola ma occorre consumarne una porzione ridotta.

Chi soffre di iperglicemia e diabete di tipo 2 dovrebbe consumare una porzione di frutta che contenga al massimo 15 g di carboidrati/zuccheri. A quanto corrisponda la porzione di frutta non è facile da determinare, dipende innanzitutto dalla quantità di zuccheri presenti nel frutto. Quindi per i frutti più zuccherini la porzione sarà minore rispetto ai frutti con minor contenuto di carboidrati.

Più fibra c’è e minore è il picco glicemico raggiunto dopo la digestione. Nota bene: succhi di frutta e spremute, anche se non hanno zuccheri aggiunti, hanno un indice glicemico più alto del frutto consumato in maniera intera.

Diabete: Posso Mangiare la Frutta Dopo il Pasto?

È importante fare attenzione al consumo di frutta dopo un pasto già ricco di carboidrati. Se si mangia la pizza e poi una coppetta di fragole e dopo il pasto la glicemia risulta alta non è colpa delle fragole ma della grande quantità di carboidrati assunti con la pizza. Stessa cosa se nel pasto si è consumata una porzione generosa di pasta e/o pane. Può capitare che il diabetico verifichi la glicemia alta e che ne attribuisca la causa alla frutta. In realtà è il carico glicemico del pasto ad essere stato eccessivo.

Per le persone con DT1 (e DT2), è generalmente consigliabile mangiare frutta cruda piuttosto che trasformata. Il motivo è semplice: puree, composte, marmellate, succhi, sciroppi, sorbetti, ecc. Il consumo di frutta nelle persone con il diabete è consigliato in ragione di tre porzioni al giorno.

Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc. È da tanto tempo che si legge e si sente dire che certa frutta sarebbe da evitare o addirittura vietata quando si convive con un diabete di tipo 1. Falso! Ecco la spiegazione: alcuni frutti hanno un contenuto di zuccheri più elevato e un indice glicemico più alto rispetto ad altri.

Ananas Brucia Grassi: Realtà o Mito?

C’è un alimento che cammina a metà tra la realtà e la leggenda, stiamo parlando dell’ananas. A questo frutto tropicale vengono attribuite tantissime proprietà benefiche per l’organismo, ma quella che più fa notizia è la sua ipotetica azione di "bruciare i grassi".

Il suo impatto sul corpo umano e sulla glicemia è quindi modesto e ciò permette di inserire senza problemi l’ananas all’interno della propria alimentazione quotidiana. Per i soggetti diabetici che devono controllare la glicemia è consigliato un apporto moderato di questo frutto, di circa 100 g, preferibilmente accompagnato da altri macronutrienti che ne modulano l’impatto glicemico, mentre per il soggetto sano la porzione raccomandata dalle linee guida è di circa 150 g.

La bromelina, naturalmente presente nel frutto e più specificamente nel gambo centrale, fa rompere molto più facilmente le proteine durante il processo digestivo. Per tale ragione assumere ananas o prodotti a base di bromelina dopo i pasti, dovrebbe favorire la digestione di carne, pesce e di tutti gli altri alimenti proteici.

Molti estratti d’ananas vengono proposti anche all’interno di formulazioni drenanti, capaci di agire sui liquidi in eccesso all’interno dell’organismo. La bromelina agendo come blando antinfiammatorio naturale offre sollievo anche a quelle zone del corpo infiammate, dove quasi sempre c’è ristagno di liquidi e edema, ne consegue anche l’attività antiedemigena della molecola.

Torniamo, quindi, al punto di partenza: l’ananas è un alimento "brucia grassi" che aiuta a perdere peso? La risposta è un secco "no". Non c’è alcuna correlazione tra la bromelina e la lipolisi (scissione de grassi).

Il corpo umano permette lo smaltimento dei depositi di grasso solo per effetto di un aumento del consumo calorico (tramite sport e attività fisica) e un deficit calorico realizzato con l’alimentazione. È importante, quindi, stabilire che per perdere massa grassa è necessario improntare un regime dietetico ipocalorico e aumentare l’attività sportiva e il dispendio energetico. Da questo si può comprendere come sia erroneo il concetto di ananas brucia grassi.

leggi anche: