Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, noto anche come glicemia. Il glucosio è la principale fonte di energia per il corpo e viene rilasciato dal fegato quando i livelli di zucchero nel sangue sono bassi. L'insulina, un ormone prodotto dal pancreas, aiuta a far entrare il glucosio nelle cellule per essere utilizzato.
Esistono due tipi principali di diabete: il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune in cui il corpo attacca e distrugge le cellule beta del pancreas, che sono responsabili della produzione di insulina.
Valori Normali della Glicemia per Età
I valori normali della glicemia possono variare in base all'età, alla salute generale e ad altri fattori. I livelli di glucosio nel sangue (glicemia) a digiuno sono di norma al minimo la mattina, prima della colazione, ma aumentano sempre dopo i pasti per un paio di ore circa.
Secondo le raccomandazioni della Pediatric Endocrine Society pubblicate nel 2015, il valore normale della glicemia a digiuno è 70-100 mg/dl, dall’età neonatale all’età adulta. Una glicemia al di sotto di tale range si considera pertanto ipoglicemia spontanea, anche in assenza di sintomi. Al termine del test del digiuno viene invece considerato diagnostico per ipoglicemia un valore inferiore a 50 mg/dl.
Ecco i valori normali di glicemia:
- Glicemia a digiuno: 70-99 mg/dl
- Glicemia dopo un pasto: 130-140 mg/dl
Se i valori di glicemia sono troppo alti o troppo bassi, è necessario consultare un medico.
Diabete di Tipo 1 nei Bambini: Un Approccio Ospedaliero
Nel diabete di tipo 1 in bambini così piccoli, solitamente, si assiste a un esordio acuto, che spesso richiede l’ospedalizzazione. In carenza assoluta di insulina, infatti, non solo le glicemie sono alte, ma iniziano anche a essere prodotti i corpi chetonici, metaboliti acidi che potrebbero portare il bambino a una chetoacidosi, una complicanza molto seria che può arrivare fino al coma se non riconosciuta e trattata per tempo.
Durante l’ospedalizzazione, si approfitta non solo per curare il bambino idratandolo e somministrando insulina, ma anche per iniziare a fornire al piccolo e ai suoi genitori tutte le informazioni necessarie per la gestione della malattia. Come prima cosa, i sanitari, alle volte aiutati da uno psicologo, devono far capire al bambino e alla famiglia l’importanza di non abbattersi.
L’aiuto della famiglia, specialmente per bambini così piccoli, è fondamentale per monitorare e gestire le glicemie con costanza e preparazione. Anche i bambini, però, possono fare molto, ad esempio controllando l’alimentazione: anche se sono troppo piccoli per capire il quantitativo di carboidrati contenuto in tutti i cibi, alcune informazioni semplici e basilari si possono comunque fornire.
Ad esempio, dove si trovano gli zuccheri semplici che hanno un grosso impatto sulla glicemia? Principalmente in dolci, frutta, salse, succhi di frutta, caramelle, cereali per la prima colazione e condimenti. Dove, invece, i carboidrati complessi che mantengono i livelli di glicemia più costanti nel tempo? Pane, pasta, riso e patate.
Misurazione della Glicemia: Metodi e Strumenti
La glicemia può essere misurata mediante un prelievo di sangue, ma lo si può fare anche con automonitoraggio grazie all’aiuto del reflettometro che misura la glicemia nel sangue con una goccia di sangue capillare, prelevata dai polpastrelli delle dita delle mani. La goccia di sangue va versata sulla striscia reattiva e si aspetta qualche momento per il risultato che apparirà sull’apposito display.
Tuttavia, soprattutto per bambini così piccoli, per un monitoraggio costante e senza necessità di continui prelievi di sangue, si consiglia di utilizzare fin da subito un sensore, apparecchio di pochi centimetri che può essere posizionato sul braccio, in grado di monitorare la glicemia h24. I sensori di ultima generazione hanno la possibilità, attraverso una applicazione, di poter valutare le glicemie direttamente sul proprio cellulare. In questo modo i genitori possono sorvegliare a distanza i propri figli.
Come Misurare la Glicemia con un Glucometro
Per misurare la glicemia con un glucometro, è necessario:
- Lavare le mani con acqua e sapone.
- Asciugare le mani con un asciugamano pulito.
- Inserire una lancetta nel pungidito.
- Premere la lancetta contro il polpastrello per prelevare una goccia di sangue.
- Applicare la goccia di sangue sulla striscia reattiva del glucometro.
- Attendere il risultato, che verrà visualizzato sul display del glucometro.
I risultati della misurazione della glicemia devono essere registrati in un diario per tenere traccia dei livelli di zucchero nel sangue nel tempo. Il medico può aiutare a determinare la frequenza con cui è necessario misurare la glicemia.
Quando Misurare la Glicemia
In generale, le persone con diabete dovrebbero misurare la glicemia:
- A digiuno, prima della colazione.
- Prima dei pasti.
- Dopo i pasti, due ore dopo aver iniziato a mangiare.
Oltre a questi controlli di routine, le persone con diabete dovrebbero misurare la glicemia anche se stanno sperimentando sintomi di ipoglicemia o iperglicemia, se stanno assumendo nuovi farmaci o modificando la loro dieta o il loro programma di esercizio fisico, prima di fare esercizio fisico e prima di guidare o svolgere altre attività che richiedono concentrazione.
Gestione dell'Iperglicemia e dell'Ipoglicemia
Se la glicemia è molto alta, e se ne ha la possibilità, bisogna intervenire con una correzione con insulina e far idratare molto il bambino.
Per quanto riguarda l’ipoglicemia, invece, con valori inferiori a 70 mg/dl, i sintomi sono malessere, tachicardia, sudorazioni profuse, senso di fame, fino ad arrivare al coma, complicanza più temuta. Se il bambino è ancora cosciente e in grado di deglutire, si attua la regola del 15: si danno 15 grammi di zuccheri semplici che vengono assorbiti velocemente. 15 grammi di zuccheri semplici corrispondono, ad esempio, a tre bustine di zucchero, a un succo di frutta da 200 ml o mezza lattina di cola da 33 cl. Dopo 15 minuti si ricontrolla la glicemia del bambino, se ha il sensore si può tranquillamente verificare senza pungere di nuovo e, se la glicemia è ancora sotto i 100 mg/dl, si danno altri 15 grammi di zuccheri semplici fino a che la glicemia non si stabilizza al di sopra dei 100 mg/dl.
Nel caso in cui il bambino non sia più cosciente e dunque non in grado di deglutire, e non ci sia un sanitario vicino che possa iniettare in vena glucosio, è fondamentale avere sempre a portata di mano il glucagone. Questo ormone è l’antidoto dell'insulina; fino a un paio di anni fa veniva somministrato solo sottocute, adesso lo si trova sottoforma di spray nasale.
Terapie Insuliniche e Microinfusore
L’insulina viene somministrata, almeno inizialmente, più volte al giorno, mimando l'azione del pancreas. Se le glicemie faticano a essere tenute sotto controllo con le sole punture e, al contempo, bambino e genitori mostrano una buona propensione alla gestione delle tecnologie, si può proporre una tecnologia più avanzata: il microinfusore.
Si tratta di una pompa di insulina che, tramite un aghetto impiantato nel braccio, eroga l’ormone in base alle glicemie rilevate dal sensore. Questo permette di mantenere la glicemia a livelli buoni, in un range compreso tra 70 e 180 mg/dL. Se le glicemie ricadono per più del 70% del tempo in questo range, si considera un buon trattamento del diabete che evita lo sviluppo di complicanze.
Il microinfusore va comunque gestito: non eroga insulina solo secondo le glicemie misurate dal sensore in automatico, ma il bambino o, meglio, il genitore interviene sul microinfusore ai pasti, indicando il quantitativo di carboidrati che si assumono. A quel punto l’apparecchio calcola il bolo di insulina da iniettare. L’intervento umano resta indispensabile: non esiste ancora il pancreas artificiale. In questo caso, invece, farebbero tutto in automatico sensore e microinfusore.
Le insuline vanno caricate e sostituite ogni 3-4 giorni. Il sensore di ultima generazione, invece, dura circa una settimana, mentre sensori più semplici 14 giorni. Le terapie insuliniche sono sartoriali, vanno cioè adattate alla perfezione ad ogni specifico caso, non solo al bambino, ma anche ai genitori il cui grado di capacità di gestione delle diverse tecnologie va accuratamente valutato. Nel caso di scarsa dimestichezza, è preferibile adottare metodi meno tecnologici, ma più semplici.
Monitoraggio Complementare: Glicosuria e Chetonuria
- Glicosuria frazionata: andrebbe effettuata a scadenze fisse (ogni 7-15 giorni) sull’urina raccolta durante la giornata in frazioni temporali corrispondenti a colazione-pranzo, pranzo-cena, cena-colazione.
Il controllo della glicemia e quello della glicosuria sono da considerarsi complementari: il primo fornisce indicazioni sui valori della glicemia al momento del prelievo, il secondo indica se nelle ore precedenti si sono verificati episodi di iperglicemia. L’esame della chetonuria (chetoni nelle urine) va eseguito per valori di glicosuria > 20g/l.
Ipoglicemia: Prevenzione e Terapia
Alcuni dei farmaci usati per la terapia del diabete (insulina, sulfoniluree e biguanidi) sono le cause più frequenti di ipoglicemia. La prevenzione consiste nel coordinare l’assunzione di cibo, la quantità di attività fisica e l’assunzione di farmaci. Alcuni pazienti hanno pochi sintomi premonitori di ipoglicemia; in questi soggetti, è consigliabile eseguire abitualmente misurazioni frequenti.
L’ipoglicemia si previene evitando il digiuno prolungato ed assumendo una dieta iperglucidica.
Fattori che Influenzano la Glicemia
Può risultare complesso mantenere i livelli glicemici nei limiti raccomandati dal proprio medico. Infatti, i fattori che fanno variare la glicemia sono molti, e talvolta improvvisi. Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale. Per quanto possibile, pianificare per ciascun pasto una giusta composizione di amidi, frutta e verdure, proteine e grassi.
L’attività fisica è un’altra componente importante del piano di prevenzione e gestione del diabete. Più intensa è l’attività fisica, più dura l’effetto. Le variazioni ormonali la settimana prima e durante le mestruazioni possono determinare fluttuazioni significative della glicemia. Sotto stress, gli ormoni prodotti dall’organismo in risposta a uno stimolo prolungato possono causare un incremento del livello glicemico. Più si conoscono i fattori che influenzano la propria glicemia, più se ne possono prevedere le fluttuazioni e gestirsi coerentemente.
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