Il prediabete è una condizione intermedia tra il diabete di tipo 2 e lo stato di normalità. Nel prediabete la glicemia (il livello di glucosio nel sangue) è maggiore del normale (iperglicemia), ma non è così alta da permettere di diagnosticare il diabete. Il prediabete è una condizione che è possibile arginare, effettuando modifiche nel proprio stile di vita per ridurre il rischio di sviluppare la malattia e le sue complicanze.
Poiché si ritengono normali i valori di glicemia al di sotto di 100 mg/dl, è implicito che il prediabete copre quella fascia di valori glicemici rilevati a digiuno compresi fra 100 e 125 mg/dl. A questa condizione è stata attribuita la definizione di “anomala glicemia a digiuno” (Impaired fasting glucose o IFG). Valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl, pur non individuando uno stato di diabete, rappresentano comunque una condizione di rischio (cosiddetta alterata glicemia a digiuno) da monitorare.
È diabete ogni condizione caratterizzata da valori di glicemia, misurata a digiuno nel plasma venoso, eguale o superiore a 126 mg/dl o da valori di glicemia, 2 ore dopo un carico di glucosio di 75 g, eguale o superiore a 200 mg/dl. Inoltre valori di glicemia dopo 2 ore da un carico orale di glucosio (c.d. carico di glucosio) superiori a 200 mg/dl, riscontrati in due occasioni, individuano una condizione di diabete. Valori a digiuno superiori o uguali a 126 mg/dl , riscontrati in due occasioni, individuano una condizione di diabete.
Più recentemente, un nuovo criterio è venuto ad aggiungersi a quelli fondati sulla valutazione della glicemia. Secondo l’American Diabetes Association, anche un valore di emoglobina glicata (HbA1c) eguale o superiore al 6,5% è indicativo di una condizione di diabete. L'emoglobina glicata, con un valore pari o superiore a 6,5% (misurata e poi confermata in due differenti circostanze), conferma la diagnosi di diabete.
Prediabete: Una Condizione da Non Sottovalutare
Il prediabete, comunque inteso, più che una entità clinica autonoma, deve essere quindi considerato come uno stadio convenzionale che si colloca lungo un continuum che contrassegna la storia naturale del diabete e che ne lascia prevedere la futura comparsa se non si interviene in maniera preventiva. La transizione dal prediabete al diabete può impiegare diversi anni, ma può essere anche assai rapida. Quel che è certo è che all’incirca il 70% dei prediabetici svilupperà il diabete in un tempo più o meno lungo.
La sindrome metabolica, in quanto tale, può essere definita di per sé una condizione di prediabete. Diabete, prediabete, obesità e sindrome metabolica riconoscono come elementi causali, insieme con indiscussi fattori genetici, un eccesso di introduzione calorica e un difetto di attività fisica. È perciò implicito che le modificazioni dello stile di vita debbano rappresentare lo strumento primario di prevenzione e di cura di tutte le forme di abnorme regolazione del metabolismo del glucosio.
Dimensioni del Fenomeno Prediabete
Dalla International Diabetes Federation (IDF) desumiamo le dimensioni del fenomeno prediabete. Si calcola che, a livello mondiale, vi siano circa 344 milioni di soggetti con IGT, e che nel 2030 questa cifra salirà a 472 milioni, con una prevalenza, nella popolazione di età compresa fra 20 e 79 anni, destinata a variare dal 10,2 all’11%. Includendo anche i pazienti con diabete conclamato, si può calcolare che, per la stessa data (2030), circa un miliardo di soggetti, nel mondo, saranno portatori di una forma più o meno grave di disordine del metabolismo del glucosio.
Studi Clinici sull'Efficacia delle Modifiche dello Stile di Vita
Lo studio di Malmö (Eriksson KF, Lindgard F) è stato uno dei primi a dimostrare come soggetti affetti da IGT vedessero ridurre, in maniera significativa, l’incidenza di diabete, dopo un follow up di 6 anni, con un intervento sullo stile di vita, consistente nella correzione della dieta e nella introduzione di una quota di esercizio fisico, rispetto a un gruppo sottoposto a trattamento standard. La conferma della efficacia delle modificazioni dello stile di vita è venuta poi da una ulteriore serie di studi clinici controllati che si sono succeduti nel tempo.
Nello studio cinese Da Qing, circa 600 soggetti con IGT sono stati suddivisi in quattro gruppi per i quali erano previsti: 1) un trattamento esclusivamente nutrizionale; 2) la sola intensificazione della attività fisica; 3) una combinazione di dieta e movimento; 4) nessun intervento. Sia con la dieta sia con l’esercizio fisico, si è avuta una significativa riduzione della conversione a diabete.
Le maggiori conferme della validità di un approccio preventivo fondato sulle modificazioni dello stile di vita vengono tuttavia da due studi: lo studio finlandese Diabetes Prevention Study (DPS) e lo studio americano Diabetes Prevention Program (DPP). Entrambi hanno seguito un approccio simile, caratterizzato da interventi strutturati individuali di natura nutrizionale, motoria e comportamentale.
I protocolli prevedevano una riduzione del peso corporeo del 5% (DPS) o del 7% (DPP), una correzione della dieta sia per quel che concerne la riduzione dell’apporto calorico sia il contenuto di grassi totali (meno del 30% dell’apporto energetico totale con meno del 5% di grassi saturi) e un aumento dell’apporto di fibre (almeno 15 g/die), e una attività fisica moderata di almeno 30 minuti al giorno (DPS) o di 150 minuti o più la settimana (DPP). Orbene, in entrambi gli studi, si è ottenuta una riduzione dell’incidenza di diabete di ben il 58%, dopo un follow up rispettivamente di 3 (DPS) e di 2,8 anni (DPP). Nel DPP era anche previsto un gruppo trattato con metformina. La metformina è risultata meno efficace dell’intervento sullo stile di vita, con una riduzione dell’incidenza del diabete di solo il 31%.
Rischi e Complicanze del Prediabete
L’incidenza di diabete di tipo 2 è più alta nei soggetti con intolleranza combinata al glucosio (CGI, combined glucose intolerance) rispetto a quelli con IFG o IGT isolata. In realtà, la glicemia rappresenta un fattore di rischio continuo anche nell’ambito dei valori di normalità della glicemia e della HbA1c. Sia l’IFG sia l’IGT, quest’ultima in modo più evidente, rappresentano un fattore di rischio per la comparsa di complicanze cardiovascolari che possono precedere la comparsa del diabete. Anche per quanto riguarda le complicanze cardiovascolari, il rischio è continuo all’interno dell’area considerata normale di glicemia a digiuno e di emoglobina glicata. Il prediabete può associarsi anche allo sviluppo di microangiopatia. Depongono in questo senso i dati desunti dal Diabetes Prevention Program (DPP), secondo cui il 7,9% dei soggetti con IGT presentava segni evidenti di retinopatia.
Diagnosi Differenziale tra IFG e IGT
La diagnosi di prediabete presuppone la valutazione della glicemia a digiuno e/o dopo carico di glucosio. Sebbene IFG e IGT rappresentino entrambi uno stato intermedio tra la normale tolleranza al glucosio e il diabete, il più delle volte non sono contemporaneamente presenti nello stesso individuo. Una intolleranza combinata al glucosio, comprensiva cioè di IFG e di IGT, è infatti presente soltanto nel 15-20% di tutti i soggetti. Il 30-45% dei soggetti con IFG hanno anche IGT, mentre il 20-25% dei soggetti con IGT hanno anche IFG.
Sia IFG sia IGT sono due condizioni di insulinoresistenza ma, mentre nella IFG vi è una resistenza insulinica epatica, ma una normale sensibilità insulinica a livello muscolare, nella IGT avviene il fenomeno contrario. Nei soggetti con intolleranza al glucosio combinata la resistenza insulinica è presente a livello sia epatico sia muscolare, configurandosi così una condizione di maggiore gravità.
Le due condizioni divergono anche per quel che concerne il deficit di secrezione insulinica. Nella IFG vi è una riduzione della fase precoce della risposta insulinica, mentre la fase tardiva di risposta insulinica al carico di glucosio è meglio conservata rispetto ai soggetti con IGT. In questi ultimi vi è invece una maggiore compromissione della secrezione insulinica che interessa sia la fase precoce sia quella tardiva.
Queste diverse caratteristiche metaboliche aiutano a comprendere il diverso profilo glicemico del carico di glucosio osservato nelle due condizioni. Nella IFG il deficit precoce della secrezione insulinica, insieme con la predominante resistenza epatica, determina un incremento della glicemia superiore a quello osservato nei normotolleranti durante i primi 60 minuti dell’OGTT (Oral Glucose Tolerance Test), con successivo ritorno alla normalità dopo 120 minuti, in virtù della conservazione di una normale sensibilità insulinica muscolare e della risposta insulinica tardiva.
Nei soggetti con IGT, invece, a causa della resistenza insulinica muscolare e della deficitaria risposta insulinica tardiva, la glicemia aumenta dopo 60 minuti e rimane elevata dopo 120 minuti.
Ostacoli alle Modifiche dello Stile di Vita e Approcci Innovativi
Gli ostacoli alle modificazioni dello stile di vita sono di vario tipo e facilmente intuibili. Possono risiedere nella mancata elaborazione di linee guida che il medico di medicina generale deve trasmettere al paziente, ma anche e soprattutto in varie difficoltà di ordine culturale, sociale ed economico.
Lo studio americano DPP è stato analizzato anche sotto il profilo economico, giungendo alla conclusione che l’intervento, malgrado i costi derivanti dall’impiego di personale (medici, dietisti, trainer), durante l’intervento attivo e le successive fasi di richiamo, ha un rapporto costo/beneficio positivo. Secondo lo studio, è necessario trattare 7 soggetti portatori di prediabete (IGT) per prevenire un caso di diabete.
L’urgenza del problema è tale che in diversi Paesi sono in atto veri tentativi per tradurre nella pratica clinica gli insegnamenti derivati dagli studi controllati e randomizzati che abbiamo citato. Un modello innovativo è quello realizzato a Perugia nel Centro universitario ricerca interdipartimentale attività motoria (Curiamo). Il centro, convenzionato con l’Azienda sanitaria, si avvale della collaborazione di diverse figure professionali: specialisti in endocrinologia e pediatria, medicina dello sport, psicologia e pedagogia, scienza della alimentazione o dietiste, infermieri e medici esperti in terapia di gruppo e organizzatori di attività all’aperto.
L’intervento, della durata iniziale di tre mesi, consiste in un approccio nutrizionale individuale e di gruppo, nell’implementazione di un esercizio fisico personalizzato e supervisionato, di tipo aerobico e di forza muscolare, in una palestra adeguatamente attrezzata, e in un approccio psicologico motivazionale al cambiamento. Il metodo si avvale inoltre di gruppi pedagogici di supporto al cambiamento, di escursioni in gruppo e di attività di nordic walking.
Anche questa esperienza, al pari di quella derivata dagli studi clinici controllati, induce a privilegiare l’intervento sullo stile di vita rispetto all’impiego dei farmaci nella prevenzione del diabete nei soggetti portatori di IFG o IGT. Tuttavia, nei casi in cui alla anomalia della glicemia a digiuno o alla intolleranza al glucosio si associno anche uno o più fattori di rischio per il diabete, l’American Diabetes Association suggerisce di combinare all’intervento sullo stile di vita la somministrazione di metformina.
Gestione della Glicemia: Consigli Pratici
- Alimentazione: Seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura.
- Attività fisica: Praticare attività fisica regolarmente.
- Farmaci: In caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.
Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura; praticare attività fisica regolarmente; in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.
Cosa Fare in Caso di Prediabete
Il prediabete può essere reversibile attraverso cambiamenti nello stile di vita. È importante adottare un'alimentazione equilibrata, ridurre i carboidrati semplici e zuccheri, aumentare l'attività fisica e mantenere un peso sano. In caso di prediabete, è consigliabile limitare gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati, come dolci, bevande zuccherate e pane bianco. È utile aumentare il consumo di alimenti integrali, verdura, legumi e proteine magre.
Attualmente gli esperti sono convinti che, mangiare sano, aumentare l’attività fisica e perdere peso siano metodi utili per curare l’intolleranza glucidica, più efficaci rispetto ai soli farmaci. Gli esperti consigliano a chi soffre di prediabete di perdere dal 5 al 10 per cento del proprio peso e di fare qualsiasi attività fisica di intensità moderata per mezz’ora al giorno.
Monitoraggio della Glicemia
Per chi soffre di diabete, eseguire un corretto monitoraggio del livello di glicemia nel sangue è prezioso e vitale. L'autocontrollo della glicemia è un elemento fondamentale per il trattamento del diabete di tipo 2.
I controlli possono essere eseguiti a rotazione, il mattino a digiuno,prima dei pasti, dopo due ore dal pasto o prima di andare a letto. In caso di terapia con insulina i controlli vanno ripetuti più volte al giorno (prima dei pasti e due ore dopo cena).
Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).
Tabella Valori Glicemici
| Condizione | Glicemia a Digiuno (mg/dL) | Glicemia 2 ore dopo carico (mg/dL) | Emoglobina Glicata (HbA1c) |
|---|---|---|---|
| Normale | 70-99 | < 140 | < 5.7% |
| Prediabete (IFG) | 100-125 | 140-199 | 5.7% - 6.4% |
| Diabete | ≥ 126 | ≥ 200 | ≥ 6.5% |
È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.
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