L'Azienda Ospedaliera Marche Nord si distingue per l'approccio all'avanguardia nel campo dell'ematologia, con particolare attenzione alle terapie innovative e personalizzate.
Terapie Innovative in Ematologia
Nel panorama nazionale, il numero di farmaci ammessi alla rimborsabilità dall’Agenzia Italiana del Farmaco con il requisito dell’innovatività è in crescita. Le nuove entità terapeutiche con indicazioni innovative coprono ormai quasi il 20% di tutte le nuove molecole introdotte nell’anno, come indicato dal programma PRIME a livello europeo e dal Rapporto OSMED di AIFA.
I sistemi sanitari regionali sono chiamati ad assicurare una pronta disponibilità di queste nuove opzioni terapeutiche, che rispondono a bisogni terapeutici insoddisfatti e apportano un valore terapeutico aggiunto basato sulla qualità delle evidenze scientifiche, nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza.
Per queste nuove opzioni terapeutiche, che secondo i criteri AIFA rispondono a bisogni terapeutici insoddisfatti, apportando un valore terapeutico aggiunto basato sulla qualità delle evidenze scientifiche, i sistemi sanitari regionali sono chiamati ad assicurare una pronta disponibilità nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza.
Il Centro Trapianti di Udine: Un Punto di Riferimento Regionale
Il Centro Trapianti di Udine è il punto di riferimento di una rete con le altre SOC di Ematologia della Regione, in quanto è l’unico centro autorizzato ad eseguire i trapianti allogenici (da donatore) e la terapia cellulare CAR-T nei pazienti adulti. A Udine si eseguono circa 60 trapianti allogenici all’anno, una terapia consolidata soprattutto peri pazienti affetti da leucemia acuta.
Le innovazioni degli ultimi anni hanno riguardato:
- Lo sviluppo di procedure fattibili fino a 75 anni di età.
- La possibilità per quasi tutti i pazienti di trovare un donatore o nel registro internazionale o tra i familiari, anche se solo parzialmente identici.
- L’integrazione nella piattaforma del trapianto, prima e/o dopo la procedura, di farmaci specifici per le alterazioni molecolari e/o genetiche delle cellule leucemiche, con l’obiettivo di ridurre le ricadute.
- Il miglioramento delle terapia immunosoppressiva con l’introduzione della ciclofosfamide post-trapianto nella profilassi o il ruxolitinib nella terapia di salvataggio.
Terapia Cellulare CAR-T
“Negli ultimi 3 anni - ha spiegato Francesca Patriarca, Professore associato di Ematologia DAME, Università di Udine - sono stati approvati diversi tipi di CAR-T per le leucemie acute linfoblastiche e i linfomi B e solo a maggio di quest’anno per il mieloma multiplo. Si tratta di farmaci paziente-specifici che vengono somministrati una volta sola all’interno di un Centro Trapianti autorizzato ed addestrato per gestire alcune complicanze di tipo infiammatorio e neurologico che si possono manifestare nelle prime settimane dopo il trattamento.
Nel Centro Trapianti di Udine sono stati trattati già 43 pazienti con le cellule CAR-T, di cui 25 nel corso nel 2024 ed attualmente sono prossimi all’infusione di CAR-T due pazienti con mieloma multiplo.
Anticorpi Bispecifici
Un altro modo innovativo di attivare il sistema immunitario del paziente contro il suo tumore ematologico sono gli anticorpi cosidetti “bispecifici”, perché da un lato legano le cellule tumorali e dall’altro si ancorano ai linfociti del paziente, che vengono in questo modo diretti sul loro bersaglio.
L'importanza della rete clinica e organizzativa
Per una rete clinica ed organizzativa in cui si valorizzi il ruolo dei clinici, della ricerca e della formazione “per sentirci tutti parte dell’innovazione, della ricerca e della cura”: questo l’invito di Mariagrazia Michieli, Direttore del Centro Trapianti e del Dipartimento di Oncologia medica di Aviano.
“Porto un esempio virtuoso di due gruppi di lavoro, della leucemia e dei mielomi, del Triveneto, una fonte di professionalità e di condivisione, un punto di incontro continuo con le esperienze di altri ospedali e realtà. Indipendentemente da una vera rete, questo è già un modello molto importante a cui ispirarci.
Secondo Chiara Roni, Direttore facente funzione Farmacia Ospedaliera e Territoriale Area Giuliana ASUGI sarebbe utile considerare tre aspetti: il territorio destinatario di terapie innovative, la formazione, l’indicazione a livello centrale delle aree terapeutiche in cui c’è bisogno di innovazione.
“Se il magazzino centralizzato unico dei farmaci gestito da ARCS permette di avere il farmaco nel giro di poco tempo, la parte più complicata è quella di cercare di rendere il più possibile fluido un processo di introduzione di un nuovo farmaco quando non si è potuto testare in via precoce e nel momento in cui arriva sul mercato magari ci sono già tanti pazienti in attesa: in questo caso l’impatto potrebbe essere organizzativamente complicato, ad esempio per i numeri.
La Voce dei Pazienti
Fare rete, formazione, garantire una comunicazione efficace e ascoltare la voce del paziente. Queste le parole chiave secondo Giuseppe Gioffrè, Presidente AIL Udine Gorizia Odv.
Portando la voce dei pazienti, il Presidente ha evidenziato i temi sui quali l’associazione si sta impegnando. “L’accesso alle cure innovative e ai relativi farmaci pone questioni importanti. Ovviamente non si può più prescindere dalla necessità di porre il paziente, e l’eventuale caregiver, al centro di tutto il percorso di cura e di continuare a trattare la patologia con teams multidisciplinari, soprattutto sulla base delle nuove terapie e, in particolare, per le patologie tumorali.
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