La Stenosi Uretrale è il restringimento o ostruzione dell’Uretra, il canale che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno.
La Stenosi dell’Uretra non è una patologia frequente, ma può colpire tutte le età. Le cause possono essere varie.
L’uretrotomia endoscopica è una procedura minimamente invasiva utilizzata per trattare le stenosi uretrali, che sono restringimenti dell’uretra che possono causare difficoltà urinarie e altri sintomi urinari.
Il Dott. Alberto Pansadoro - Direttore S.C. Urologia A. O. afferma che l’Uretrotomia Interna consiste nel trattamento per via endoscopica dei restringimenti del canale uretrale di diversa eziologia.
L’uretrotomia endoscopica ha lo scopo di risolvere l’ostruzione al flusso urinario causata da una stenosi uretrale mediante l’incisione diretta della stenosi effettuata dall’interno del lume uretrale.
Valutazione Pre-Operatoria
Include esami del sangue e delle urine, oltre a una valutazione della funzione urinaria.
Il paziente verrà ricoverato in genere il giorno stesso dell’intervento, e pertanto dovrà rimanere digiuno dalla mezzanotte del giorno prima e consumare una cena leggera la sera precedente e, se possibile, aver provveduto alla depilazione (le creme depilatorie vanno benissimo) dall’ombelico fino alla coscia con particolare riguardo ai peli dell’inguine e dello scroto.
Al momento del ricovero, il personale infermieristico, oltre a provvedere alle formalità burocratiche di ricovero, controllerà l’adeguatezza delle procedure sopra descritte e l’accompagnerà a letto.
Verrà quindi accompagnato in sala operatoria avendo lasciato eventuali protesi dentarie, orologio, gioielli, piercing, ecc.
Il Paziente deve segnalare eventuali patologie a carico delle valvole cardiache, eventuali disturbi della coagulazione noti o alterazione dei tempi di sanguinamento riscontrati in corso di precedenti manovre (per es.
I Pazienti che assumono Sintrom o Coumadin devono sospendere il trattamento 10 giorni prima sostituendolo con Eparina a basso peso molecolare (sotto il controllo del Medico Curante).
Tecnica Chirurgica
Tale intervento viene effettuato per via endoscopica transuretrale. Lo strumento operativo (uretrotomo) viene introdotto attraverso l’uretra fino a visualizzare la stenosi.
L’intervento viene effettuato mediante l’utilizzo dell’uretrotomo a lama fredda, uno strumento endoscopico fornito di lame alla sua estremità, che possono essere manovrate dall’operatore in modo da incidere il tessuto della stenosi.
Viene utilizzato un sistema di irrigazione continua con soluzione fisiologica o glicina.
La stenosi viene sezionata e aperta con l’uso di una lama fredda senza coagulazione che danneggerebbe l’uretra.
L’uretrotomia consiste nell’incidere l’anello o gli anelli stenotici in modo da aprirli. Esistono varie tecniche con cui si può provvedere all’incisione per le diverse energie utilizzate.
L’incisione endoscopica del canale uretrale con una lama “a freddo” può essere effettuata alla cieca (uretrotomia secondo Otis) o sotto visione (uretrotomia secondo Sachse).
La procedura è eseguita in anestesia spinale o generale.
Decorso Post-Operatorio
Il giorno dell’intervento, il paziente tornerà in stanza con il catetere vescicale ed se necessario con una irrigazione continua (cistoclisi), un accesso venoso per l’infusione di liquidi o di terapie necessarie.
Dopo l’intervento, in assenza di complicazioni, il catetere viene rimosso dopo 24 ore.
Dopo l’intervento viene lasciato in situ un catetere vescicale.
Dalla sera stessa dell’intervento il paziente potrà riprendere ad alimentarsi con una cena leggera (in caso di anestesia spinale e se le condizioni cliniche lo permettono).
1° giorno postoperatorio: dovrà alzarsi e mettersi seduto, ma solo con l’aiuto del personale infermieristico di reparto. Cefalee o mancamenti sono assolutamente normali in quanto dovuti all’anestesia e allo stress chirurgico. E’ consentito fare colazione con the, marmellata e fette biscottate. Se avesse nausea o vomito è meglio evitare l’assunzione di alimenti per via orale.
Dal giorno successivo all’intervento potrà progressivamente alzarsi dal letto, all’inizio aiutato dal personale infermieristico, e riprendere ad alimentarsi normalmente.
2° giorno postoperatorio: è assolutamente necessaria la mobilizzazione del paziente. Sempre con l’aiuto del personale infermieristico dovrà iniziare a muovere i primi passi e a camminare.
Se il medico lo riterrà possibile si rimuove il catetere vescicale e si monitorizza la diuresi e il paziente potrà essere dimesso il giorno stesso.
Come potrà notare si verifica una ripresa rapida di tutte le capacità fisiche.
Dopo la dimissione è preferibile evitare sforzi e viaggi in macchina, moto, bicicletta per tre settimane.
Per i rapporti sessuali è necessario attendere almeno 45 giorni.
Nei primi giorni dopo la rimozione del catetere sono frequenti l’aumento del numero delle minzioni e il bruciore urinario.
Se questi sintomi tendessero a peggiorare è consigliabile eseguire l’esame delle urine e l’urinocoltura.
Al momento delle dimissioni è valutata la capacità del paziente di urinare autonomamente con un buon flusso, l’assenza di persistente sanguinamento con l’urina, l’assenza di febbre o di dolore.
Per 10-15 giorni possono esservi tracce di sangue nelle urine. Dovrà essere osservato il getto durante la minzione per valutare la sua validità.
L’attività sessuale o sportiva potrà essere ripresa dopo circa 15 giorni dalla dimissione.
A domicilio in caso di febbre, ritenzione acuta d’urina o di improvvisa emorragia con urine rosse contattare il reparto di urologia.
nel corso dei mesi successivi all’uretrotomia il paziente dovrà effettuare dei periodici controlli per valutare la validità del flusso urinario e dello svuotamento vescicale: uroflussometria ed ecografia vescicale.
Complicanze
L’emorragia è rara. Possono presentarsi nel 10% dei casi infezioni delle vie urinarie ed epididimiti.
Complicanze tardive:
- incontinenza urinaria (2,3%): è per lo più una incontinenza da “stress”, ovvero si evidenzia in occasione di aumenti della pressione endoaddominale (colpi di tosse, starnuti, sollevamento di pesi);
- stenosi uretrale: qualunque manovra endoscopica è soggetta a possibili traumatismi dell’uretra che ne determinano un restringimento.
Potrebbe anche accadere che il catetere non passi attraverso il tratto stenotico con conseguente necessità di posizionare un drenaggio cistostomico sovrapubico (un tubicino collocato nella vescica attraverso la puntura dell’addome appena sopra il pube. Questo tubicino consentirà lo svuotamento della vescica.
I sintomi peggioreranno progressivamente fino alla Ritenzione Acuta d’Urina (RAU). A quel punto al forte desiderio minzionale si assocerà anche dolore sovrapubico.
Svantaggi: bassa percentuale di successo, < 20 %.
Nelle stenosi dell’uretra anteriore (peniena e bulbare) i risultati positivi a lungo termine della uretrotomia interna (30%) sono nettamente inferiori rispetto alla chirurgia a cielo aperto delle uretroplastiche (90%).
Negli ultimi anni, le innovazioni tecnologiche hanno indotto a credere che il taglio della cicatrice dell’uretra stenotica tramite il laser (Uretrotomia laser) potesse garantire dei risultati migliori.
Per doverosa informazione, si ricorda che la visita medica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.
L’uretrotomia endoscopica è un’opzione terapeutica efficace per il trattamento delle stenosi uretrali, offrendo un rapido sollievo dei sintomi con un minimo di invasività.
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