Il timo è un organo fisiologicamente presente nei conigli, posizionato cranialmente e ventralmente al cuore. Nei soggetti adulti, il timo può diventare iperplastico e aumentare di volume anche di 4 volte rispetto alla normale dimensione. Crescendo all’interno del torace, si verifica una compressione dei polmoni e del cuore, che viene spostato all’indietro.
I segni clinici sono molto variabili in base alla grandezza della massa e, purtroppo, la maggior parte delle volte si evidenziano quando la massa ha raggiunto dimensioni notevoli. La diagnosi viene effettuata tramite esame del sangue completo, radiografia toracica ed addominale, ecografia e CT con contrasto. Il trattamento può essere medico o chirurgico.
Il timoma è il secondo tumore più comune riscontrato nel mediastino di cani e gatti. Si tratta di una neoplasia maligna poco comune che origina dalle cellule epiteliali del timo, organo situato nella porzione cranio-ventrale del mediastino, spazio toracico all’interno del quale si trovano cuore, esofago, grossi vasi sanguigni e nervi. Questo tumore può essere diagnosticato ad ogni età, ma è più comunemente riscontrato in animali in età avanzata.
Caratteristiche del Timoma
Generalmente è una neoplasia con un basso tasso metastatico, a crescita tendenzialmente lenta, che si presenta come una massa ben incapsulata o, talvolta, può mostrare caratteristiche infiltranti avvolgendo, per esempio, i grossi vasi sanguigni come la vena cava craniale. Sono inoltre riportate in letteratura metastasi polmonari, ai linfonodi regionali, a diaframma, milza e fegato.
Segni Clinici
Solitamente, gli animali affetti da questa malattia, mostrano segni clinici riconducibili all’effetto massa causato dalla neoformazione (rigurgito, vomito, tosse, tachipnea o dispnea e letargia). Meno comunemente i pazienti possono presentare la cosiddetta sindrome della vena cava craniale, caratterizzata da edema di arti anteriori, testa e collo. Questa sindrome è la conseguenza dell’ostruzione della vena cava craniale da parte della massa e quindi di un mancato drenaggio della zona craniale dell’animale.
Sindrome Paraneoplastica
Le sindromi paraneoplastiche sono comuni nei cani e nei gatti e possono manifestarsi nel 67% dei casi con timoma. Le più comuni includono la miastenia gravis, con conseguente megaesofago, nel cane e dermatite esfoliativa nel gatto. Queste, in particolare, sono considerate sindromi paraneoplastiche che dovrebbero aumentare il sospetto di un possibile timoma quando riscontrate nei pazienti.
Diagnosi
Gli esami diagnostici includono:
- Esame emocromocitometrico: questo esame può rivelare la presenza di un’anemia e di una trombocitopenia, di verosimile natura immuno-mediata.
- Agoaspirazione ecoguidata: della neoformazione timica ed esame di citofluorimetria per la differenziazione tra linfoma e timoma. I corpuscoli di Hassal sono caratteristici del timoma e possono essere d'aiuto nel confermare la diagnosi citologica di timoma.
- L’esame citologico e la citofluorimetria sono utili per poter confermare la diagnosi di timoma ed escludere quindi un linfoma mediastinico o timico.
Trattamento
Quello chirurgico è quello che da risultati migliori poiché viene eliminata completamente la massa ma la percentuale di riuscita dell’intervento è di circa il 50 %. Esistono però diversi protocolli chemioterapici che si possono utilizzare nel caso in cui venga riscontrata questa patologia. I farmaci più utilizzati sono la ciclofosfamide, asparaginasi, vincristina e il prednicortone. Non ci sono purtroppo dati sufficienti per considerare quale sia il trattamento migliore che può variare da caso a caso. Questi farmaci agiscono riducendo la dimensione della massa ma purtroppo hanno degli effetti collaterali molto gravi tra cui anemia, enterite, nefrotossicità, epatotossicità ecc.
Il trattamento d’elezione è la rimozione chirurgica della massa. Questo trattamento non solo può essere curativo, ma può favorire la risoluzione delle eventuali sindromi paraneoplastiche riscontrate durante l’iter diagnostico. In questi casi, i tempi di sopravvivenza possono essere lunghi.
In uno studio retrospettivo, i tempi medi di sopravvivenza (MST) dei pazienti trattati solo con chirurgia è stato di 790 e 1825 giorni, rispettivamente per i cani e per i gatti. In un altro studio ancora, il MST per i cani trattati chirurgicamente è stato di 635 giorni, significativamente migliore rispetto a quelli non trattati chirurgicamente (76 giorni).
Qualora, invece, il paziente non sia un candidato chirurgico per la presenza di un timoma in invasivo, la radioterapia può essere una valida alternativa. Ultimi studi riportano tempi di sopravvivenza di 243 giorni per i cani e 720 giorni per i gatti. La radioterapia, inoltre, può essere considerata qualora si manifestasse una recidiva, o come terapia adiuvante post chirurgia in quelle neoformazioni particolarmente invasive ed aggressive che non vengono rimosse completamente. Il ruolo della chemioterapia, infine, nella gestione dei timomi non è stato definito.
Esami Istologici per Anabolizzanti
Il Ministero della Salute ha istituito un nuovo Centro di referenza nazionale, dedicato alle indagini biologiche sugli anabolizzanti animali. Elena Bozzetta, responsabile del centro, ha messo a punto nuovi metodi di analisi e di diagnosi di sostanze illecite nelle carni bovine.
«Stiamo parlando di tre categorie principali di ormoni: i cortisonici, gli steroidi sessuali e i tireostatici, che agiscono in modo specifico su diversi organi bersaglio, cioè rispettivamente il timo, le ghiandole sessuali secondarie, come la prostata e le ghiandole bulbo-uretrali nel bovino maschio, e la tiroide. Nel nostro laboratorio abbiamo raffinato e standardizzato un metodo istologico per analizzare questi organi». Si tratta di prelevare campioni di organi al macello, allestire dei preparati da osservare al microscopio e verificare se nei tessuti ci sono alterazioni indicative di un trattamento collegabile ad un certa categoria di sostanze.
Il metodo istologico non identifica la singola molecola illecita, ma evidenzia l'esistenza di un trattamento, con il vantaggio di individuare illeciti anche a distanza di tempo, addirittura a 2/3 mesi dalla somministrazione.
La responsabile del Centro aggiunge che "per una lunga e consolidata tradizione, gli esami ufficiali che si eseguono oggi per individuare residui di anabolizzanti sono di tipo chimico", ma questi metodi "hanno due limiti, sono molto costosi e funzionano solo dopo un breve intervallo di tempo da quando è stata somministrata all'animale la sostanza vietata. Se sono trascorsi un paio di giorni dal trattamento, le analisi non sono più in grado di identificare l'illecito».
«Se a livello europeo la media di casi positivi riscontrati con le analisi chimiche è dello 0,2% (ogni 1000 campioni analizzati, 2 risultano trattati con sostanze vietate), i monitoraggi eseguiti in Italia con metodo istologico fanno salire questo dato al 15%».
Al momento il risultato ottenuto con metodo istologico non ha valore ufficiale e legale. «È chiaro però che funziona da deterrente» afferma Bozzetta. «Da un lato, offre indicazioni in più per indirizzare i test chimici ufficiali e dall'altro lancia il segnale che qualcosa sta cambiando nel panorama dei controlli». A fianco di una normativa che è ancora di un certo tipo, sta crescendo il consenso della comunità scientifica internazionale verso i nuovi metodi alternativi. Secondo Bozzetta serviranno almeno 5/6 anni perché questo cambiamento culturale porti a una modifica della normativa.
leggi anche:
- Ecografia del Timo: A Cosa Serve e Come Viene Eseguita
- Esame Istologico del Pancreas: Guida Completa alla Lettura del Vetrino Istologico
- Preparazione di un Vetrino Istologico: Guida Completa e Protocollo Passo per Passo
- Fegato di Vitello: Scopri l'Indice Glicemico e le Sorprendenti Proprietà Nutrizionali!
- Emocromo Citrato: Guida Completa alla Preparazione e Analisi Facile
