Emocromo Citrato: Preparazione e Analisi

La gestione delle provette per campione ematico rappresenta una fase cruciale di tutto il processo di analisi laboratoristica. L'emocromo può essere considerato il principe delle analisi di laboratorio, l'indagine sempre necessaria da cui tutto parte e tutto torna. Esso infatti fornisce numerose importanti informazioni riguardanti le cellule presenti nel sangue circolante.

Prelievo e Preparazione del Campione

Il prelievo ematico consiste nell’acquisizione di un campione di sangue venoso al fine di indagare lo stato di salute del paziente. Per ovviare ad errori di esecuzione, è importante farlo eseguire da personale competente (medico, infermiere, biologo).

I campioni vanno identificati immediatamente prima del prelievo, con nome e cognome, data e luogo di nascita, data del prelievo e reparto di provenienza, possibilmente utilizzando un sistema identificativo barcodizzato e assicurandosi, in ogni caso, che generalità e codici dell’etichetta corrispondano a quelli del paziente, mediante identificazione attiva. Dove disponibile, adottare il sistema di accettazione computerizzata che fornisce la stampa automatica delle etichette, interfacciato con il Servizio Trasfusionale.

La preparazione di tutto il materiale necessario (o accessorio) è un aspetto essenziale per l’attuazione di un prelievo corretto, al fine di ottimizzare la procedura in termini di tempo e qualità.

Siti di Prelievo e Procedura

Le vene centrali dell’avambraccio cubitale e cefalica sono le preferibili; in alternativa, possono essere utilizzate anche la vena basilica e quelle del dorso del braccio. Circa 10 cm al di sopra del sito prescelto, utilizzare una pressione sufficiente a generare una stasi venosa ma non a causare dolore, fastidio od ostacolare la circolazione arteriosa.

La permanenza in sede del laccio emostatico da 1 a 3 minuti è causa di emoconcentrazione e quindi di alterazione di alcuni esami di laboratorio, per effetto dello spostamento (“shift”) di acqua e piccoli analiti al di fuori del vaso e conseguente concentrazione delle molecole di maggiori dimensioni. Far distendere il braccio del paziente in modo che sia rivolto verso il basso. Effettuare la puntura con l’ago a un angolo di 10-20°rispetto alla pelle ed in linea con la vena scelta.

Inserire l’ago 10-15 mm fino a che non raggiunga il lume della vena: un improvviso cedimento indica la penetrazione dell’ago nel lume vasale. Usare la mano libera per inserire la provetta sottovuoto nella camicia spingendo la stessa finché l’ago penetri la parte di gomma del tappo. Allentare il laccio emostatico nel momento in cui si vede del sangue nella provetta. Mantenere una delicata pressione sul fondo della provetta per mantenerla in sede nella camicia.

Miscelazione e Smaltimento

La corretta miscelazione tra sangue ed additivi (anticoagulanti o attivatori della coagulazione) rappresenta uno degli aspetti più critici nella procedura di prelievo. La mancata (o inefficiente) miscelazione comporta infatti un’incompleta anticoagulazione del sangue nei campioni raccolti in provette contenenti EDTA, sodio citrato o eparina (i maggiori problemi si ripercuotono su test di coagulazione ed emocromo), o incompleta attivazione della coagulazione nei campioni raccolti in provette contenenti attivatori della coagulazione (con conseguente rischio di emolisi, scorretto posizionamento del gel separatore o formazione di microcoaguli o frustoli di fibrina che possono interferire con alcuni test di laboratorio).

Si raccomanda pertanto di procedere alla sistematica miscelazione di tutte le provette immediatamente dopo il prelievo, mediante delicata inversione delle stesse per 4-8 volte (5 in media). Al termine della procedura, bisogna eliminare tutto il materiale contaminato dal sangue del paziente, trasferendolo in appositi contenitori di sicurezza idonei. Per nessun motivo l’ago utilizzato per il prelievo deve essere re-incappucciato.

Tipologie di Provette e Additivi

Diverse provette vengono utilizzate a seconda del tipo di analisi da effettuare. Ecco alcune delle principali:

  • Provetta per VES: Contiene una soluzione di citrato di sodio al 3,2% come anticoagulante, con un rapporto diluizione di 1 parte di soluzione di citrato con 4 parti di sangue.
  • Provetta per plasma: La parete interna della provetta per plasma presenta adese 18 U.I. di eparina di litio, eparina di ammonio o eparina di sodio per 1 ml di sangue. Centrifugazione: tra 1300 g - 2000 g x 10 min. Le provette con separatore di eparina contengono inoltre un gel separatore inerte sul fondo della provetta che, dopo la centrifugazione, forma una barriera stabile tra il plasma e le cellule ematiche.
  • Provetta con EDTA: Le provette con acido etilendiamminotetraacetico (EDTA) presentano adeso all’interno della parete della provetta EDTA K2 o EDTA K3 (1,7mg - 2,8 mg per ml di sangue), il quale lega gli ioni di calcio, inibendo in questo modo la cascata coagulativa.
  • Provetta per siero: Le provette per siero con separatore integrato contengono un gel barriera tixotropico nella parte inferiore della provetta. Durante la centrifugazione, inoltre, il gel si muove verso l’alto formando una barriera stabile che separa il siero dalle cellule. Tempo minimo prima della centrifugazione: 30 min. Centrifugazione: tra 1300g - 2000g x 10 min.
  • Provetta per glucosio: Per la determinazione della glicemia esistono tre tipologie di additivo, tutte esercitanti una funzione di contrasto della glicolisi enzimatica e di stabilizzatore dei valori di glucosio e lattato nel sangue: il Sodio Fluoruro, il Monoiodoacetato di Litio e il Sodio Fluoruro/Sodio EDTA, tutti combinati con un anticoagulante. Le provette per glucosio sono adatte per determinare glucosio nel sangue entro le 48 ore.

Centrifugazione e Preparazione del Plasma/Siero

Raccogliere 5 ml di sangue su sodio citrato, utilizzando i vacutainer con tappo celeste. Centrifugare i vacutainer a 2000g (in centrifuga Beckman a 3000 RPM) per 20 minuti a temperatura ambiente. Con una pasteur di plastica prelevare il plasma e trasferirlo in provette di plastica (se possibile fare aliquote da1 ml). Specificare sulla provetta il contenuto (plasma su sodio citrato) e la data del prelievo.

Raccogliere 5 ml di sangue senza anticoagulante (si possono utilizzare i vacutainer per la biochimica). Lasciare il campione di sangue a 37°C per 30 minuti, quindi centrifugare a 2000g (in centrifuga Beckman a3000 RPM) per 20 minuti a temperatura ambiente. Con una pasteur di plastica prelevare il siero e trasferirlo in provette di plastica (se possibile fare aliquote da 1ml). Specificare sulla provetta il contenuto (siero) e la data del prelievo.

L’etichetta deve riportare nome, cognome, data di nascita, data del prelievo. La spedizione deve essere fatta, previo contatto telefonico con il laboratorio, dal lunedì al giovedì tramite corriere o posta celere, allegando la documentazione richiesta.

Analisi dell'Emocromo

L'emocromo è un esame detto emocromocitometrico (CBC) che misura tutte le componenti presenti nel sangue: i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine. Determinare la quantità di queste cellule da un indicazione sullo stato di salute del paziente e può rilevare anche condizioni patologiche come infezioni, anemia o leucemie.

Componenti Cellulari Valutate

Tali linee cellulari sono costituite da:

  • Globuli rossi (o eritrociti o emazie): che contengono l’emoglobina (Hb), una proteina molto complessa al cui interno è presente un atomo di ferro, che trasporta ai vari tessuti del corpo l’ossigeno catturato nei polmoni durante la respirazione scambiandolo con l'anidride carbonica. La riduzione di Hb causa le varie forme di anemia, causate da molteplici malattie che possono determinare un deficit di produzione, una lisi o una perdita emorragica dei globuli rossi. L’utilizzo, ormai universalmente diffuso, di apparecchiature automatiche, permette di ricavare una serie di altre informazioni utili, quali il volume medio dei globuli rossi (MCV), la quantità media (MCH) e la concentrazione media (MCHC) di emoglobina per globulo rosso, la variabilità di dimensione dei globuli rossi (RDW). Un ulteriore indicazione fornita dall'emocromo è l'ematocrito (HCT) che indica il rapporto tra la parte corpuscolata, quindi le cellule, e la parte liquida del sangue. Interpretando nel loro insieme questi dati il medico può indirizzare la diagnosi verso una forma o un altra di anemia.
  • Globuli bianchi (o leucociti): sono divisi in cinque diverse tipologie dette neutrofili, linfociti, moniciti, basofili ed eosinofili; presiedono i meccanismi dell’immunità, tra i quali la difesa dalle infezioni sia batteriche che virali. Per tale motivo il loro numero è relativamente variabile, seppure entro limiti definiti. Il loro rapporto percentuale è espresso dalla “Formula leucocitaria”, valutata dall’analizzatore automatico ma che, quando alterata rispetto alla norma, necessita di un controllo microscopico morfologico da parte dello specialista. Fisiologicamente nella donna in gravidanza e nel bambino abbiamo valori dei globuli bianchi più elevati e, in quest'ultimo, anche una inversione della formula con linfociti più rappresentati dei neutrofili. I globuli bianchi svolgono la funzione di difesa dell'organismo e possiamo averne di diverso tipo tra cui: neutrofili, linfociti, basofili, eosinofili e i monociti, ognuno con un particolare compito.
  • Piastrine: il cui ruolo in numero adeguato è essenziale per il processo della coagulazione del sangue, e pertanto arresto delle emorragie, sia esterne che interne. Il numero delle piastrine è compreso tra 150 e 400 per nl, in effetti l'efficienza della loro azione e tale per cui per avere una condizione di rischio emorragico bisogna scendere ad di sotto dei 15 - 20 piastrine nl. Relativamente frequente, soprattutto nell'anziano, è la condizone di aumento del numero delle piastrine senza che vi sia un aumento del rischio trombotico, vengono infatti valutate come piastrine frammenti citologici che non hanno alcun potere aggregativo. La stessa cosa vale per le piastrine, fondamentali per bloccare il sanguinamento dovuto a danni o ferite. Come suggerito anche dal nome, la conta piastrinica è un esame di laboratorio che permette di determinare il numero di piastrine presenti nel sangue. In condizioni normali all’interno di ogni millimetro cubo di sangue sono presenti tra le 150.000 e le 400.000 piastrine.

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