La spirometria semplice è uno degli esami fondamentali per la valutazione della funzione polmonare. Si tratta di una test non invasivo che misura la quantità di aria che una persona può espirare forzatamente dopo una massima inspirazione e la velocità con cui può farlo.
Cos'è la Spirometria?
La spirometria è un test della funzione respiratoria; viene eseguita da personale sanitario con l’ausilio di uno strumento chiamato spirometro in grado di rilevare il volume d’aria che viene inspirato e quello espirato e l’intensità del flusso di respiro.
Tipologie di Spirometria
A seconda dei quesiti diagnostici la spirometria può essere svolta con modalità ed apparecchiature diverse.
- Spirometria globale con tecnica pletismografica: valuta la funzione polmonare in modo avanzato.
- Test della diffusione del monossido di carbonio (DLCO): valuta il trasferimento di gas nei polmoni. Il paziente respira un piccolo quantitativo di monossido di carbonio, misurando quanto viene assorbito dai polmoni. Il paziente ne respira un piccolo quantitativo e viene chiesta un'apnea di 10 secondi, seguita da una espirazione completa.
- Test di provocazione con metacolina: valuta la reattività delle vie aeree. Valuta la reattività delle vie aeree.
Come si Esegue la Spirometria Semplice
La spirometria semplice è una procedura non invasiva che utilizza uno strumento chiamato spirometro per misurare i volumi e i flussi respiratori. Può essere effettuato presso un qualunque studio medico pneumologico.
Durante il test, il paziente sarà invitato a respirare attraverso un boccaglio monouso, posto tra le labbra e con le narici chiuse da uno stringinaso, collegato allo spirometro. Questo strumento registra la quantità di aria che il paziente è in grado di inspirare ed espirare, sia in condizioni di base sia con la massima forza inspiratoria ed espiratoria, così come la velocità con cui l’aria viene espulsa. Viene applicata una clip morbida sul naso per impedire l'emissione di aria dalle narici ed ottenere il massimo sforzo possibile nell'esecuzione del test.
Tale strumento è connesso ad un computer e ad un pneumotacografo (un misuratore di flusso) che riproduce e stampa le curve flusso-volume, come grafici respiratori (spirogrammi). L’esecuzione dell’esame prevede che il paziente respiri all'interno di un apposito boccaglio monouso, il quale, viene collegato con lo spirometro.
Il paziente si siede nella cabina pletismografica con apposite pareti trasparenti. Dopo l’applicazione di stringinaso e boccaglio, il paziente deve sempre respirare regolarmente e senza aprire le labbra, anche mentre l’operatore chiude una valvola posizionata davanti alla bocca. Alla riapertura della valvola, il paziente deve inspirare profondamente ed espirare più a lungo che può senza inspirare o tossire.
Il paziente respira una miscela contenente elio, consentendo al medico di misurare il rapporto fra concentrazione iniziale del gas e quello rimasto nel dispositivo.
In genere può durare sui 15/30 min. in base al grado di collaborazione del paziente. Ripetizione del Test: il test viene ripetuto più volte per ottenere misurazioni affidabili.
La spirometria semplice vede il paziente, seduto e con il busto eretto, indossare l’apposito stringinaso e il boccaglio monouso connesso allo spirometro.
Valori Misurati Durante la Spirometria
- FEV1 (Volume Espiratorio Forzato in 1 secondo): La quantità di aria che può essere espirata forzatamente nei primi secondi di un’espirazione massimale.
- FVC (Capacità Vitale Forzata): Il volume totale di aria che può essere espirato durante un’espirazione massimale.
- FEV1/FVC (Rapporto FEV1/FVC): La percentuale di aria espirata nel primo secondo rispetto alla capacità vitale forzata totale. Questo rapporto è utile per determinare la presenza di ostruzione delle vie aeree.
- PEF (Flusso Espiratorio Massimo): Il flusso d’aria più alto raggiunto durante un’espirazione forzata.
- Volume residuo (VR): 1,5 L (aria rimanente nei polmoni dopo l’espirazione massima.
- Volume espiratorio massimo nel primo secondo (VEMS o FEV1): volume di aria espirata nel primo secondo di espirazione.
- CVF: la quantità massima di aria che si può espirare con forza dopo aver inspirato il più profondamente possibile.
- VEMS o FVE1: la quantità massima di aria che si può espirare con forza in un secondo.
- PEF: il picco di flusso espiratorio.
- MVV: la massima ventilazione volontaria.
Preparazione all'Esame
Per avere un risultato ottimale bisognerebbe evitare sforzi intensi per almeno 30 minuti prima del test, evitare il fumo di sigaretta per le 24 ore precedenti, evitare di mangiare per le 2 ore precedenti e di bere alcolici per le 4 ore prima dell'esame. È consigliato indossare indumenti larghi che non comprimano la respirazione. È importante sospendere l’assunzione di farmaci inalatori (spray e polveri inalatorie a base di broncodilatatori / cortisonici) ed aerosolterapia nelle 24 ore antecedenti la prova.
La spirometria richiede alcune semplici norme di preparazione:
- astenersi dal fumo nelle 24 ore precedenti il test;
- evitare alcolici, pasti abbondanti e attività fisiche intense nelle quattro ore precedenti;
- indossare abiti comodi, che non ostacolino i movimenti per l’inspirazione e l’espirazione profonde;
- non assumere farmaci broncodilatatori.
A Cosa Serve la Spirometria?
La spirometria è utile per la diagnosi e il monitoraggio di diverse patologie delle vie aeree legate all’asma, al fumo di sigaretta e ad altre cause. L’esame ha lo scopo principale di diagnosticare l’asma bronchiale e per effettuare la diagnosi differenziale con la bronchite cronica ostruttiva. Caratteristica fondamentale che distingue l’asma dalla BPCO è la reversibilità completa o quasi completa dell’ostruzione bronchiale della prima dopo la somministrazione di broncodilatatori per via inalatoria a rapida azione. La spirometria semplice, soprattutto con test di reversibilità (con broncodilatazione), è di fondamentale importanza nella diagnosi e nella valutazione della gravità delle malattie respiratorie.
La spirometria viene inoltre svolta di routine prima di interventi chirurgici, per l’emissione di certificato di idoneità per determinate attività sportive, o nel monitoraggio di determinate malattie. Inoltre, la spirometria può essere richiesta come esame di controllo prima di un intervento chirurgico, per il rilascio del certificato di idoneità all’attività sportiva o come test di screening della funzionalità polmonare per i lavoratori esposti al rischio di malattie respiratorie.
La spirometria può essere richiesta dal medico in caso di sintomi come tosse, affanno, mancanza di respiro. È utile per diagnosticare una patologia polmonare ostruttiva (ovvero che causa un’ostruzione delle vie aeree) o restrittiva (ossia che impedisce la normale espansione del polmone), per verificare l’efficacia di una terapia e per controllare l’andamento di patologie come: asma; polmonite; broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO); fibrosi cistica; fibrosi polmonare.
Una spirometria semplice può essere l’esame preventivo ottimale per chi lavora a continuo contatto con polveri o chi è abituato a fumare. La spirometria, non dolorosa né invasiva, è molto utile nel diagnosticare patologie ostruttive o restrittive, come asma, BPCO, fibrosi polmonare.
Grazie a questa tipologia di visita, è possibile diagnosticare patologie come asma, BPCO, enfisema polmonare, faringite, laringite, fibrosi polmonare, pertosse, pleurite, pneumotorace, sindrome delle apnee ostruttive del sonno, TBC.
Controindicazioni e Rischi
La spirometria non è affatto dolorosa e non comporta alcun pericolo. L'esame è controindicato in caso di precedenti episodi cerebrovascolari, recenti traumi o interventi chirurgici (toracici, addominali, oculari), patologie cardiovascolari instabili (angina, ipertensione non trattata), aneurismi, episodi infettivi polmonari in atto o recenti, presenza di sintomi che potrebbero interferire con l'esame (nausea, vomito). La spirometria è un test molto semplice e non invasivo, che non comporta alcun rischio per la maggior parte delle persone.
La spirometria è controindicata in caso di ipertensione non controllata dai farmaci, angina pectoris e infarto recenti, e quando non siano ancora guarite le ferite per interventi chirurgici a torace, occhi e cranio.
Al termine del test si potrebbe avvertire una sintomatologia lieve e transitoria correlata allo sforzo di espirazione (vertigini, instabilità, stanchezza, dolore al torace, allo stomaco e agli occhi). Lo sforzo richiesto nell’emissione dell’aria in alcuni soggetti può però causare nell’immediato vertigini, tremori, stanchezza, dolore al petto.
Interpretazione dei Risultati
L'interpretazione dei risultati della spirometria semplice deve essere effettuata da un professionista sanitario esperto. La diagnosi può riferirsi ad un quadro normale, ostruttivo, restrittivo e misto (ostruttivo e restrittivo) da interpretare sulla base della raccolta anamnestica.
- Ostruzione: FEV1 ridotto con FVC relativamente normale.
L’interpretazione dei risultati della spirometria è affidata al medico, che valuta i risultati registrati e li mette a confronto con i valori di riferimento in base all’anamnesi del paziente e ai risultati di eventuali altri accertamenti.
I risultati della spirometria aiutano i medici a determinare la gravità della malattia polmonare e a pianificare il trattamento appropriato.
La spirometria semplice non solo aiuta nella diagnosi, ma fornisce anche dati per il monitoraggio e l'adattamento dei trattamenti.
La spirometria semplice è un esame cruciale nel panoramadella medicina respiratoria. Offre una valutazione rapida e precisa della funzione polmonare, supportando diagnosi, monitoraggio e trattamento di numerose condizioni respiratorie.
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