I sorprendenti benefici del sesso per la salute: Abbassa la glicemia e molto altro

L’amore è una cosa meravigliosa, ma anche il sesso non scherza. E c’è chi si è messo a valutarne gli effetti, fisici soprattutto ma non solo, a cominciare addirittura dalle calorie che fa consumare, tipo semplice esercizio ginnico: 85 calorie di media. Se si vuole fare il calcolo preciso in base alla propria durata nell’amplesso, ecco l’unità di misura: 3,6 calorie al minuto.

Il sesso, dunque, fa bene. A patto che sia protetto contro le malattie sessualmente trasmissibili, sembrerebbe, in base a tante e diverse ricerche, che l’attività sessuale sia benefica per il corpo come per la psiche. La rivista Medical News Today ha raggruppato i 10 primi ambiti in cui far l’amore concorre di più a migliorare la salute, richiamando le ricerche scientifiche che li sostengono.

Il decalogo: ecco perché il sesso fa bene alla salute

Migliora la risposta immunitaria

Avere rapporti sessuali una o due volte la settimana sembrerebbe la frequenza ottimale per potenziare il sistema immunitario. Gli scienziati possono verificare quanto sia adeguata la risposta immunitaria misurando i livelli di un anticorpo detto immunoglobulina A (Ig A).

Il docente Carl Charnetski, della Wilkes University in Pennsylvania (Usa), ha scoperto che le persone con questo ritmo di incontri intimi presentano un 30 per cento in più di IgA rispetto a chi faceva l’amore di più o di meno.

Fa bene al cuore

L’attività fisica che stimola il cuore fa bene alla salute e in quest’ambito va compreso anche il sesso. L’eccitazione sessuale fa aumentare il ritmo cardiaco, che raggiunge il massimo dei battiti con l’orgasmo. Gli uomini che hanno una regolare vita sessuale godono del 45 per cento meno possibilità di avere un disturbo cardiaco.

Questo risulta in uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology. Da parte sua l’American Heart Association rassicura chi ha problemi di cuore: amatevi tranquillamente perché gli attacchi di cuore o un forte dolore al petto causato dal cuore raramente si verificano durante un rapporto sessuale, soprattutto se il disturbo è ormai stabilizzato.

Abbassa la pressione del sangue

Stavolta la bella notizia riguarda di più le donne e anche in età avanzata. In uno studio all’Università del Michigan condotto su donne di età compresa tra 57 e 85 anni, è risultato che quante ancora praticavano il sesso e ne traevano piacere difficilmente avevano la pressione alta. L’atto di abbracciarsi, di tenersi stretti teneramente, può aiutare a normalizzare lo stato della pressione arteriosa.

Allevia il dolore

A volte si usa il mal di testa per esimersi da un rapporto sessuale. E, invece, ecco che uno studio condotto dall'università tedesca di Muenster svela il forte potere analgesico di un incontro intimo contro l’emicrania e il mal di testa a grappolo.

I volontari sofferenti di emicrania hanno comunicato un netto miglioramento nel 60 per cento dei casi, mentre le persone sofferenti del mal di testa a grappolo hanno riscontrato una diminuzione del dolore dopo il sesso nel 37 per cento dei casi. E’ stato scritto su Cephalalgia dall’Università tedesca di Muenster che ha indagato su un gruppo di volontari.

Riduce il rischio di tumore della prostata

Il dato emerge da una ricerca pubblicata su Jama. Se un uomo eiacula 21 volte o più al mese, ha un terzo di rischio in meno di sviluppare un tumore alla prostata rispetto a quanti eiaculano 4-7 volte nello stesso tempo.

La ricerca fatta da Michael Leitzmann del National Cancer Institute di Bethesda (Usa) e pubblicata su Jama ha scoperto che se un uomo eiacula 21 volte o più al mese ha un terzo di rischio in meno di sviluppare un tumore alla prostata rispetto a quanti eiaculano 4-7 volte nello stesso tempo. Perché? Due le spiegazioni possibili, secondo il professor Leitzmann e i suoi.

La prima: le eiaculazioni frequenti potrebbero permettere alla ghiandola prostatica di eliminare gli eventuali agenti cancerogeni e altri elementi che potrebbero concorrere a formarli.

Migliora il sonno

Alcune delle sostanze chimiche rilasciate dall’organismo durante il rapporto sessuale possono aiutare ad addormentarsi più facilmente. Nel corso del rapporto sessuale e dell’orgasmo un cocktail di sostanze chimiche inonda il cervello, tra cui l’ossitocina, la dopamina e una massa di endorfine. L’ossitocina facilita il senso di intimità ed aumenta sia negli uomini che nelle donne durante l’amplesso.

Il sonno insufficiente è un problema di salute pubblica, molto esteso, e il sesso potrebbe essere di aiuto per riuscire a dormire le 7-9 ore per notte raccomandate dai medici.

Allenta lo stress

Lo stress può causare parecchi problemi di salute, dal mal di testa, difficoltà nel sonno, tensione muscolare, disturbi di stomaco, a condizioni più importanti, come un indebolimento del sistema immunologico e depressione cronica. Dati pubblicati su Psychosomatic Medicine mostrano che l’intimità fisica o emotiva delle coppie compare associata a ridotti livelli di stress. L'effetto calmante, secondo lo psicologo Stuart Brody (Università di Paisley), potrebbe essere causato dal rilascio di ossitocina.

Potenzia le capacità mentali

Frequenti rapporti sessuali possono migliorare la memoria nelle donne, in particolare verso le parole astratte. L’ipotesi degli studiosi è che il sesso possa potenziare la memoria stimolando la creazione di nuovi neuroni nell’ippocampo, l’area cerebrale coinvolta nei processi dell’apprendimento e del ricordare.

Una ricerca pubblicata su Archives of Sexual Behavior sostiene che frequenti rapporti sessuali possono migliorare la memoria nelle donne, in particolare verso le parole astratte. L’ipotesi degli studiosi è che il sesso possa potenziare la memoria stimolando la creazione di nuovi neuroni nell’ippocampo, l’area cerebrale coinvolta nei processi dell’apprendimento e del ricordare.

Pensare all’amore attiva pensieri dalla prospettiva globale e a lungo termine, che sono la premessa della creatività e interferisce con il pensiero analitico.

Un altro studio compiuto dall’Università di Amsterdam (Olanda) e uscito su Personality and Social Psychology Bulletin, ha constatato che pensare all’amore o pensare al sesso produce effetti diversi nella nostra mente. Pensare all’amore attiva pensieri dalla prospettiva globale e a lungo termine, che è la premessa della creatività e interferisce con il pensiero analitico.

Allunga la vita

Uno studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal è arrivato alla conclusione che l’attività sessuale può avere un effetto protettivo della salute maschile.

Unostudio pubblicato sulla rivista The Bmj è arrivato alla conclusione che l’attività sessuale possa avere un effetto protettivo della salute maschile. Per 10 anni hanno seguito l’andamento della mortalità in 1.000 uomini di età compresa tra 45 e 59 anni e hanno constatato che il rischio di morte era del 50 per cento più basso negli uomini che avevano frequenti orgasmi nei confronti di altri che non eiaculavano regolarmente.

Aumenta l'autostima

Oltre a tutti i benefici per la salute fisica, un’intensa e soddisfacente vita intima migliora anche il benessere emotivo. Una ricerca pubblicata su Social Psychology and Personality Science ha rilevato che tra gli studenti dei college quelli che godevano dei rapporti occasionali dichiaravano livelli di autostima e di benessere più alti rispetto agli studenti che non praticavano il sesso-avventura.

Un’intensa e soddisfacente vita intima migliora anche il benessere emotivo. Una ricerca pubblicata su Social Psychology and Personality Science ha rilevato che tra gli studenti dei college, quelli che godevano dei rapporti occasionali dichiaravano livelli di autostima e di benessere più alti rispetto agli studenti che non praticavano il sesso-avventura.

Diabete e sessualità: Un argomento delicato

Rimini, 24 ottobre 2024 - Il diabete è una malattia che presenta un impatto su molte aree della vita delle persone affette e la vita intima e sessuale non fanno eccezione. “La salute sessuale delle persone è spesso caratterizzata da alterazioni e disfunzioni che devono trovare accoglimento e risposte da parte del team diabetologico” afferma il prof.

Nelle donne con il diabete è doppia la frequenza di disfunzione sessuale femminile (FSD), insieme di condizioni che si può riassumere nella riduzione del desiderio e nell’insoddisfazione del rapporto sessuale.

E’ ormai noto che il diabete possa interferire negativamente sulla sessualità maschile. Problemi analoghi possano insorgere anche nella donna, questione di cui si parla invece troppo poco.

Impatto del diabete sulla sessualità femminile

L’occasione per affrontare l’argomento ci è offerta da una recente indagine, condotta dal Gruppo di studio “Disfunzioni sessuali nel diabete mellito” - Amd Campania, coordinato dal dottor Luciano Improta, direttore del Centro territoriale di diabetologia e malattie del ricambio del distretto 87-88 Asl NA5 (Napoli). La ricerca è significativa perché ha coinvolto un campione piuttosto vasto, quattrocento pazienti diabetiche di tipo 2, in età fertile e post-menopausa, alle quali è stato sottoposto, nel corso del 2007, un questionario nel quale si chiedeva loro se soffrissero di problemi nell’ambito sessuale, cioè: calo della libido, dispareunia (rapporto sessuale doloroso), vaginismo (anomale contrazioni vaginali), anorgasmia (incapacità di raggiungere l’orgasmo). Le risposte hanno dimostrato che, non meno degli uomini, le donne accusano difficoltà nella sfera sessuale strettamente connesse alla condizione diabetica.

“Diversamente da quanto si pensava sino a qualche decennio fa, anche nella donna la componente biologica è essenziale nella sessualità. Almeno tanto quanto nell’uomo: la salute fisica è una condizione necessaria, ancorché non sufficiente, per una vita sessuale soddisfacente. Nella donna questa base biologica è poi fortemente integrata dalla componente psicologica, mentale, affettiva e relazionale. Da questo punto di vista, il diabete ha un solido impatto sulla ‘biologia’ della funzione sessuale. L’entità della ripercussione dipende dall’età di comparsa del diabete, dalla sua durata, dalla gravità e dal grado di controllo della glicemia.

Innanzitutto, il diabete causa alterazioni metaboliche, con tendenza all’aumento di peso, e questo impatta sull’immagine corporea e l’autostima. Inoltre, maggiore è il sovrappeso associato al diabete, maggiore è la produzione di molecole infiammatorie, che causano non solo dolore, ma inondano letteralmente il cervello provocando un abbassamento dell’umore, fino alla depressione, la più potente nemica del desiderio sessuale e dell’eccitazione.

Con l’aumentare della durata del diabete compaiono alterazioni microangiopatiche vascolari, che coinvolgono i piccoli vasi sanguigni, e neuropatiche, sulle terminazioni nervose, che influiscono sul grado di lubrificazione vaginale e sulla congestione sessuale genitale, prerequisiti essenziali per il raggiungimento del piacere e dell’orgasmo. Non solo. Esistono due complicanze specifiche del diabete nella donna: peggiore è il controllo glicemico, maggiore è la probabilità di avere vaginiti ricorrenti da candida, che causano infiammazioni spesso responsabili di dolore sessuale, la dispareunia, all’inizio del rapporto, e cistiti, soprattutto da Escherichia Coli, il cui rischio aumenta di tre volte rispetto alla popolazione non diabetica”.

Un recente studio condotto in Campania dimostra che i problemi dell’Eros riguardano le donne non meno degli uomini. Ma i rimedi ci sono, primo fra tutti il buon compenso glico-metabolico. L’importante è parlarne francamente con il proprio medico.

Disfunzione erettile e diabete

“La disfunzione erettile (DE), che nel maschio viene riconosciuta come l’incapacità di ottenere o mantenere l’erezione per un rapporto sessuale soddisfacente, è riconosciuta come predittore di eventi vascolari severi, anche indipendentemente dal diabete. In qualche circostanza la DE può essere causata dal deficit di testosterone, ovvero dall’ipogonadismo, che si associa molto frequentemente al diabete. Basti pensare che molti dei fattori di rischio per il diabete, come obesità e sindrome metabolica, sono spesso correlati all’ipogonadismo che giova del trattamento con il testosterone nel maschio, nel quale potrebbe sortire effetti metabolicamente favorevoli” sottolinea il prof. Antonio C.

Gli uomini con diabete presentano un rateo più elevato di Disfunzione Erettile correlata, si ipotizza, ad un danno vascolare e alla diminuzione del calibro delle arterie che portano sangue al pene. La DE come evidente segno di una disfunzione endoteliale può essere anche considerata un marker o un predittore di eventi cardiovascolari.

La strana coppia: disfunzione erettile ed eiaculazione precoce - queste due disfunzioni sessuali sono interconnesse, l’una può determinare l’altra. In particolare, l’Eiaculazione Precoce può inizialmente mettere in ombra le difficoltà di erezione.

Consigli per una vita sessuale soddisfacente con il diabete

  • Equilibrio glicemico: Mantenere un buon controllo dei valori della glicemia a lungo termine.
  • Lubrificazione: Utilizzare lubrificanti per alleviare la secchezza vaginale.
  • Esercizi: Eseguire esercizi per rafforzare la muscolatura del perineo.
  • Dialogo: Parlare apertamente con il partner e con il medico dei propri problemi e preoccupazioni.

Sesso e diabete: Gestione dei dispositivi medici

5,4 minuti è la durata media di un rapporto sessuale. Questi 5,4 minuti possono sembrare molto lunghi e stressanti per le persone che convivono con il diabete 1 e 2 e che portano sul corpo un dispositivo di gestione del diabete (un sensore glicemico o una pompa per insulina). Cosa fare con i loro “strumenti” nei momenti di intimità? Il diabete influisce sulla sfera intima di un rapporto di coppia?

Le persone che portano un dispositivo di gestione del diabete a volte si sentono non attraenti o non a proprio agio. Accettare i dispositivi di gestione del diabete sul proprio corpo è una questione di tempo e pratica. Alcune persone temono di poter accidentalmente rimuovere un dispositivo per il diabete di tipo 1 o 2 durante un rapporto sessuale. In realtà, non c’è nulla da temere!

Le persone diabetiche che portano una pompa per insulina con catetere possono scegliere di rimuoverla o meno prima di fare sesso. Con le pompe per insulina “patch” e i dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM), questa opzione non è possibile: rimuoverli determina la fine della sessione in corso e richiede il successivo inserimento di un dispositivo sostitutivo. La maggior parte delle pompe per insulina con catetere possono essere rimosse per un breve periodo di tempo senza causare alcun tipo di malfunzionamento. Un buon motivo per approfittarne durante i rapporti intimi.

Se utilizzate una pompa con catetere, consultate il medico o l’operatore sanitario. Tuttavia, scegliere di rimuovere o meno una pompa per insulina dipende da cosa si ritiene più opportuno. Alcuni pazienti diabetici rimuovono quelle con catetere per evitare incidenti durante i rapporti sessuali, mentre per altri la presenza della pompa non interferisce con l’intimità.

Le persone che soffrono di diabete mellito possono continuare a portare i loro dispositivi durante i rapporti sessuali. La cosa da tenere bene in mente è che si tratta di scelte del tutto personali.

In linea di massima (ma mi raccomando "in linea di massima"), se possible le consiglio di iniziare un rapporto sessuale con una glicemia intorno a 100 - 120 mg/dl.

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