Quando si parla di infertilità maschile, i problemi possono essere dovuti a una ridotta produzione di spermatozoi o a una scarsa motilità degli stessi.
Infertilità maschile: una panoramica
Secondo il Ministero della Salute, l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie. Un uomo e una donna che cercano di avere un figlio vengono definiti infertili quando, dopo un anno di rapporti non protetti, non riescono a concepire. Le cause dell’infertilità di coppia possono essere varie e dovute a fattori diversi, legati a problemi di fertilità sia femminile che maschile.
Quando parliamo di infertilità maschile e patologie relative allo sperma, ci riferiamo a un’alterazione della qualità spermatica, a problemi di emissione, ma anche a una scarsa motilità degli spermatozoi.
Cos'è l'astenospermia?
La ridotta motilità degli spermatozoi viene chiamata scientificamente astenospermia o astenozoospermia. Queste parole di origine greca contengono una “a” privativa, la parola stenos (forza) e la parola speiro (seminare): una traduzione letterale potrebbe essere “mancanza di forza nel seme”. Nel linguaggio medico la parola “astenospermia” indica una anomalia del liquido seminale caratterizzata da una riduzione della motilità degli spermatozoi.
Si tratta di un’anomalia del movimento della coda dello spermatozoo, che permette lo spostamento in avanti nel liquido seminale. Questo aspetto, ovvero la capacità dei gameti maschili di muoversi in modo efficiente attraverso il sistema riproduttivo femminile per raggiungere e fecondare l’ovulo, è particolarmente importante ai fini della fertilità.
Un liquido seminale considerato normale deve contenere almeno il 50% di spermatozoi mobili. Questo parametro deve essere analizzato non solo da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo.
L'astenospermia è un'anomalia caratterizzata dalla ridotta o dall'assente motilità degli spermatozoi nell'eiaculato; per questo motivo, nel linguaggio comune, tale problematica è conosciuta anche come “spermatozoi pigri” o “lenti”. Com'è facilmente intuibile, l'astenospermia può rivelarsi una delle cause di infertilità maschile. L’astenospermia è una delle principali cause di infertilità maschile, poiché la ridotta motilità degli spermatozoi ostacola il loro percorso verso l’ovulo, rendendo più difficile il concepimento naturale. Gli spermatozoi con scarsa motilità non riescono a raggiungere l’ovulo nelle tube di Falloppio, dove avviene la fecondazione.
Con il termine di astenospermia si indica la situazione in cui la percentuale di motilità degli spermatozoi scende al di sotto dei valori di riferimento. Dopo una-due ore dall’eiaculazione, negli uomini non affetti da questa patologia, la percentuale di forme dotate di motilità progressiva veloce, lenta e discinetica deve essere uguale o superiore al 50%. La motilità tipica progressiva (quella veloce più quella lenta) deve invece risultare maggiore o uguale al 25%.
Affinché possano attraversare il muco cervicale per fecondare l’ovulo di una donna, gli spermatozoi devono avere una motilità progressiva di almeno 25 micrometri al secondo. In caso contrario si parla di astenozoospermia.
Cause dell'astenospermia
Le cause dell’astenospermia, dunque della scarsa motilità degli spermatozoi, sono numerose: può essere una condizione conseguente a traumi, infiammazioni o varicocele. Le cause sono molto numerose e vanno dai traumi, alle infiammazioni, al varicocele e all’abuso di farmaci e alcool e molto altro ancora.
L'astenospermia può dipendere da diversi fattori che influenzano la spermatogenesi, alterando i processi di maturazione degli spermatozoi nel testicolo. L'astenospermia può essere dovuta a processi patologici che colpiscono le strutture attraverso cui il liquido seminale viene veicolato all'esterno (epididimo, dotto deferente ecc.); tra queste condizioni rientrano le malformazioni congenite, le infezioni urogenitali (clamidia e gonorrea) e l'interruzione chirurgica volontaria (vasectomia) o conseguente ad altri interventi locali.
La mobilità degli spermatozoi può essere influenzata anche dalla teratozoospermia (cioè dalle anomalie nella forma dei gameti maschili) e dalla presenza di anticorpi contro gli spermatozoi (spesso conseguenza di infezioni locali a lungo trascurate o non diagnosticate).
- Anche l’abuso e l’uso a lungo termine di steroidi anabolizzanti può ridurre il numero e la motilità degli spermatozoi. Lo stesso vale per alcune droghe e rimedi erboristici.
- L'astenospermia può risultare anche dall'assunzione di antibiotici o farmaci citotossici (cimetidina, chemioterapici antitumorali ecc.) e dalla radioterapia locale.
- Altri fattori che agiscono sulla mobilità degli spermatozoi sono l'abuso di alcool, tabacco o sostanze stupefacenti.
- L'astenospermia può dipendere anche dell'età avanzata (la mobilità spermatica tende a diminuire a partire dai 45 anni), dall'esposizione dei testicoli ad elevate temperature (febbre, sauna o stare seduti per lunghi periodi) e dall'azione di sostanze tossiche di varia natura (es. solventi chimici, fertilizzanti ecc.).
- Il fumo, per esempio, è stato collegato alla diminuzione della motilità degli spermatozoi, soprattutto per chi fuma più di 10 sigarette al giorno.
- Uomini che lavorano nelle forze armate o con posti di lavoro che includono la pittura, la guida, o ripetuti traumi alla zona pelvica possono essere a rischio per infertilità lavoro-indotta.
- Non solo: anche essere in sovrappeso con un indice di massa corporea di 25 o più può influire sia sulla qualità che sulla quantità dei gameti.
Diagnosi: lo spermiogramma
Pertanto, quando non si riesce a concepire, uno dei primi esami prescritti all’uomo è lo spermiogramma, per potere stabilire un piano terapeutico e intervenire sul problema. Lo spermiogramma è l’esame principale per valutare la fertilità maschile, analizzando quantità, motilità e morfologia degli spermatozoi.
Uno spermiogramma è un’indagine diagnostica utile a valutare la fertilità maschile: analizza diversi parametri del liquido seminale, fornendo informazioni sulla quantità e la qualità degli spermatozoi presenti. Viene generalmente richiesto in caso di difficoltà di concepimento.
L’esame principale per avere una fotografia attendibile dello stato riproduttivo di una maschio è lo spermiogramma, che permette di vedere quanti spermatozoi ci sono, come si muovono e che forme hanno.
Lo spermiogramma è il test basilare per individuare scarsa motilità e le altre problematiche. Il campione viene solitamente raccolto tramite masturbazione. All’uomo verrà chiesto di astenersi dai rapporti sessuali per un periodo compreso tra 2 e 7 giorni per aumentare il volume dell’eiaculato.
Questo esame, oltre alla motilità degli spermatozoi, indaga anche altri aspetti quali la concentrazione e morfologia degli spermatozoi.
In genere si prendono in considerazione due tipi di motilità: la progressiva e la non progressiva. La prima si riferisce al modo di “nuotare” dei gameti maschili in linea principalmente retta o in grandi cerchi; la seconda è indicativa di altri tipi di movimenti (non in linea retta e cerchi stretti).
Come migliorare la motilità degli spermatozoi
Cosa significa quando da uno spermiogramma risulta una bassa motilità degli spermatozoi? Quali sono i possibili rimedi consigliati dagli esperti?
La motilità degli spermatozoi è un aspetto fondamentale per la fertilità maschile. La motilità degli spermatozoi può essere migliorata adottando uno stile di vita sano.
- Droghe ricreative, steroidi, determinati farmaci, ma anche l’abuso di alcol ed il fumo di sigaretta possono ridurre la motilità degli spermatozoi. Per tale motivo gli esperti consigliano uno stile di vita adeguato, che escluda tali potenziali rischi, soprattutto se si sta cercando di raggiungere il sogno di una paternità.
- Quando si decide di avere un figlio, si devono mettere in atto una serie di cambiamenti nel proprio stile di vita.
Integratori per la fertilità maschile
Gli integratori alimentari e i prodotti fitoterapici apportano all’organismo una serie di sostanze che possono migliorare notevolmente la fertilità maschile.
L’azienda italiana Leonardo Medica ha ideato FertylOr Plus, un prodotto pensato apposta per la fertilità maschile e per le coppie che desiderano avere un figlio.
Terapie mediche e chirurgiche
L’infertilità maschile si cura con terapie mediche oppure chirurgiche.
Esiste poi la terapia ormonale dell’infertilità maschile. Quando si vuole fare una terapia di stimolazione gonadica, si utilizza l’FSH che è un ormone che a livello del testicolo partecipa alla maturazione degli spermatozoi.
I protocolli di stimolazione gonadica con l’FSH sono perlopiù lunghi (durano circa 6 mesi) per lo stesso motivo per cui antiossidanti e attivatori metabolici vengono utilizzati per lungo tempo: lo spermatozoo che inizio a curare oggi è quello che ci sarà nel liquido seminale tra tre mesi, e dal terzo mese in avanti cominceranno ad arrivare tutti gli spermatozoi che sono stati curati.
Il vantaggio dell’utilizzo di FSH sta nel fatto che il paziente che risponde a questa terapia può migliorare tutti i parametri del seminale: numero, motilità e morfologia degli spermatozoi.
Ogni caso è comunque a se stante: è fondamentale in caso di infertilità, ovvero di tentativi senza successo per almeno 12 mesi, rivolgersi ad un centro specializzato.
Non esiste una terapia univoca per questo tipo di problema, pertanto consigliamo di richiedere un appuntamento presso un medico esperto in infertilità che possa consigliarvi al meglio. Per l’astenospermia non è possibile individuare un percorso di cura univoco a causa della possibile pluralità di cause all’origine della condizione.
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