Riso Parboiled e Indice Glicemico: Guida Completa

Il riso è il cereale più consumato al mondo, alla base della cucina asiatica e presente nelle tradizioni gastronomiche di tutto il mondo. Tuttavia, non tutti i tipi di riso hanno lo stesso impatto sulla glicemia. L'indice glicemico (IG) è un parametro utilizzato per misurare la velocità con cui un alimento contenente carboidrati aumenta il livello di glucosio nel sangue.

Questo articolo si concentra sul riso parboiled, analizzando il suo indice glicemico, il processo di parboilizzazione e i benefici per la salute.

Indice Glicemico e Tipi di Riso

L’indice glicemico (IG) è un parametro che classifica i carboidrati in base alla rapidità con cui aumentano i livelli di glucosio nel sangue dopo la loro assunzione. Un alimento con IG elevato provoca un rapido innalzamento della glicemia, stimolando un picco insulinico; al contrario, un alimento a basso IG induce un rilascio più graduale di glucosio nel sangue.

L'indice glicemico del riso può variare notevolmente a seconda della varietà e del metodo di cottura.Ecco una panoramica dell'indice glicemico di diverse varietà di riso:

  • Riso bianco: IG medio-alto (73-89)
  • Riso integrale: IG più basso (50-58)
  • Riso basmati: IG medio (50-58)
  • Riso selvaggio: IG basso (45-53)
  • Riso nero: IG medio-basso (42-50)
  • Riso parboiled: IG più basso (38-53)

Più amilosio c’è e migliore sarà l’indice glicemico, perché più resistente alla digestione.

Riso Parboiled: Cos'è e Come Viene Prodotto

Il termine riso parboiled deriva dalla fusione delle parole inglesi “partially boiled”, che si riferiscono ad un alimento “parzialmente bollito”. Il riso parboiled è un riso precotto, con un indice glicemico che varia tra 38 e 53. Questo tipo di riso subisce un processo di parboilizzazione che consiste in una precottura a vapore prima della macinazione.

Il riso parboiled è solitamente un riso coltivato in Italia, di tipo Ribe (lungo A), che viene sottoposto ad un processo di precottura, detto appunto parboilizzazione, modificando la struttura dell’amido. Questo processo permette di mantenere gran parte dei nutrienti presenti nel germe e nella crusca, che altrimenti andrebbero persi durante la macinazione.

Ecco le fasi principali del processo di parboilizzazione:

  1. Fase di ammollo: i chicchi di riso vengono lasciati per alcune ore all’interno di vasche di acqua calda. Questo processo serve a idratare i chicchi, preparandoli per il successivo trattamento termico.
  2. Trattamento a vapore: il riso ammollato viene sottoposto ad un trattamento a vapore ad altissima pressione. Questo passaggio fa in modo che le sostanze nutritive si fissino all’interno del chicco.
  3. Essiccazione e lucidatura: il riso viene essiccato per ridurre la quantità di acqua contenuta e poi sottoposto alla sbramatura e successive eventuali raffinazioni. Dopo la cottura il riso viene essiccato per ridurre la quantità di acqua contenuta. Una volta asciutto viene sottoposto alla sbramatura e successive eventuali raffinazioni.

Il risultato finale è un riso più ricco di micronutrienti anche se dovessi scegliere per le varietà raffinate al posto di quelle integrali, che rimangono comunque sempre decisamente preferibili, e che cuoce in modo più rapido rispetto a quello tradizionale.

Benefici del Riso Parboiled

Consumare riso a basso indice glicemico può avere diversi benefici per la salute.

  • Controllo della glicemia: il riso parboiled, grazie al suo basso indice glicemico, aiuta a mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue, prevenendo picchi glicemici.
  • Sazietà: gli alimenti a basso indice glicemico tendono a essere più sazianti, il che può aiutare a controllare l’appetito e a prevenire l’aumento di peso.
  • Riduzione del rischio di malattie croniche: il consumo di riso a basso indice glicemico può contribuire a ridurre il rischio di malattie croniche come le malattie cardiache e il diabete di tipo 2.
  • Miglioramento della digestione: Le fibre contenute all’interno del riso parboiled sono maggiori rispetto a quelle del riso bianco. Ciò permette di migliorare il senso di sazietà, facilitare i processi digestivi e di transito intestinale, ma anche di combattere la stitichezza.

Il parboiling sembra avere la capacità di convogliare parzialmente le molecole nutrizionali dalla crusca fino all'endosperma (soprattutto la vitamina B1 o tiamina), rendendo il suo spettro nutrizionale molto più simile al riso integrale (ovviamente, con meno fibre).

Come Utilizzare il Riso Parboiled in Cucina

Il riso parboiled è una varietà molto versatile di riso, che si presta a numerose ricette. Per la sua comodità in cucina è proposto per varie preparazione, alcune adatte, altre meno.Il riso che non si attacca è proprio il parboiled! Lo stesso motivo che lo rende perfetto per le insalate lo rende assolutamente inadatto al risotto, che richiede invece rilascio di amido in cottura per creare la naturale cremosità del piatto.

Ecco alcune idee per utilizzare il riso parboiled:

  • Insalate di riso: cuocere il riso parboiled, scolarlo e lasciarlo raffreddare. Mescolare poi con verdure fresche, formaggi, legumi o carne.
  • Piatti unici: preparare il riso e unirlo con pollo grigliato, avocado, mais, fagioli neri e cipolla rossa.
  • Contorni: far cuocere il riso parboiled e metterlo da parte per farlo raffreddare. In una padella, far soffriggere l’aglio in olio d’oliva, aggiungere i funghi affettati e cuocere fino a che sono teneri. Aggiungere gli spinaci e cuocere fino a che sono appassiti.

La risposta è netta e, infatti, il riso parboiled non è adatto per la preparazione dei risotti! Bisogna che il riso crei una consistenza cremosa e densa, che il parboiled non è in grado di offrire. Inoltre, trovandosi con una superficie molto liscia, questo tipo di riso non è in grado di trattenere salse, sughi e condimenti sulla sua superficie.

Riso Parboiled e Diabete

Considerando il contesto in cui sto scrivendo, non posso esimermi dal sottolineare che il riso è uno degli alimenti che più fa salire la glicemia a chi ha il diabete. Il riso parboiled presentando un indice glicemico più basso rispetto al riso bianco, quindi è una scelta migliore per chi ha il diabete.

Al di là del drammatico impoverimento dell’alimento (in termini di, ad esempio, magnesio, ferro, zinco e vitamine del gruppo B, compreso l’acido folico), di cui oggi non parliamo, ti basti sapere che il consumo di riso bianco è stato associato a un rischio più elevato di sviluppo di diabete di tipo 2, mentre il consumo di riso integrale, al contrario, è stato associato a un rischio diminuito.

Un nuovo studio dell’università di Pavia ha valutato la risposta glicemica in 10 individui sani e normopeso ed i risultati hanno dimostrato che all’aumentare del contenuto di amilosio (una particolare proteina contenuta all’interno del riso, diversa a seconda della varietà), diminuisce l’indice glicemico.

Importante in ogni caso, in presenza di diabete, è fondamentale costruirsi un’esperienza sull’impatto di questo e tutti gli altri alimenti sulla glicemia. Significa misurare prima e due ore dopo averlo mangiato. Possibilmente più di una volta per avere informazione più affidabile. Se l’incremento glicemico è contenuto [inferiore a 50 mg] si può mettere un “bollino verde” su quel tipo di alimento.

Tabella Comparativa dei Valori Nutrizionali (per 100g di riso crudo)

Tipo di Riso Carboidrati (g) Indice Glicemico (IG)
Riso Bianco Circa 80 Circa 70
Riso Basmati Circa 80 Circa 45
Riso Integrale Circa 80 Circa 55
Riso Parboiled Circa 80 Circa 50

Non ci sono grandi differenze nel contenuto in carboidrati dei vari tipi di riso. In media siamo intorno a 80 g per 100 g di alimento crudo.

Ricorda: Anche se il riso parboiled ha un IG inferiore, è essenziale non trascurare l’importanza di una visione olistica della propria dieta e del proprio stile di vita. Una corretta nutrizione non si riduce alla scelta di singoli alimenti, ma è piuttosto il risultato di un insieme di abitudini alimentari e di stili di vita.

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