I ritmi frenetici della vita moderna rendono sempre più frequente la scelta dei cosiddetti “cibi spazzatura”, pronti all’uso ma anche ricchi di grassi, favorendo l’aumento del colesterolo nel sangue e quindi l’insorgenza di patologie cardiovascolari.
Se le analisi del sangue hanno evidenziato livelli di colesterolo troppo alti, cosa si può fare per ridurre i danni? Prima di tutto, è opportuno cambiare stile alimentare. Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e contribuiscono ad abbassare i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale.
Un corretto stile alimentare e di vita può essere di grande aiuto nel mantenere i valori di colesterolo LDL entro i limiti di norma. Occorre normalizzare il peso corporeo e la circonferenza addominale. Nelle forme più lievi o più responsive può essere sufficiente il solo approccio nutrizionale.
Il Riso e il Colesterolo: Quale Scegliere?
Il riso non è solo il cereale più consumato al mondo: associato a proteine d’origine vegetale, si trasforma nell’alimento perfetto per chi soffre di ipertensione e iper colesterolemia, dato che ha un bassissimo apporto di sodio; inoltre è adatto ai celiaci per la quasi totale assenza di glutine ed è un toccasana per gli intestini particolarmente “capricciosi”.
In caso di colesterolo alto è opportuno dunque consumare porzioni normali di cereali, optando per quelli integrali piuttosto che per quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Pertanto, tra i cereali si consigliano pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.
Per questa ragione sempre più spesso un’attenta alimentazione prevede l’uso di riso integrale, sia per la presenza nella crusca di riso di fibre assai salutari, ma soprattutto per abbassare l’indice glicemico che potrebbe fare di questo cereale, oltre un certo dosaggio, un alimento ingrassante. I risi tradizionalmente commercializzati, cioè quelli raffinati e bianchi, sono dunque i meno indicati.
Nelle versioni “grezze”, la presenza di vitamine del gruppo B rende il riso particolarmente indicato nelle convalescenze e in tutte quelle patologie nervose, spesso favorite da lunghi periodi di affaticamento mentale. Ad aumentare il valore dei suoi nutrienti ci sono buone dosi di fosforo, magnesio, calcio, selenio, zinco, rame e ferro, che sostengono il cervello e rallentano l’invecchiamento cellulare: rame e ferro prevengono e combattono gli stati anemici, il calcio e il potassio migliorano l’efficienza muscolare e in generale la conduzione nervosa.
Il riso possiede inoltre, cosa rara per un cereale, un aminoacido essenziale per la funzione muscolare, la lisina, che lo rende un cereale molto adatto agli sportivi. Recentemente l’analisi di alcuni tipi di riso prodotto in Val Padana ha confermato la presenza di una imprevista dose di vitamina E, cioè di tocoferolo, di cui in qualche modo, nel mondo moderno siamo un po’ tutti carenti. Questo rende il riso anche molto interessante come alimento anti colesterolo oltre che di sostegno in gravidanza e in tutte quelle diete che vorrebbero favorire la fertilità.
Riso Rosso Fermentato: Un Alleato Contro il Colesterolo Alto?
Per prevenire queste patologie, in molti ricorrono all’uso di integratori a base di riso rosso fermentato, come soluzione naturale “abbassa colesterolo”. Ma quali sono i benefici del riso rosso fermentato? È davvero sicuro?
Il riso rosso fermentato (o red yeast rice) è un alimento di origine asiatica ottenuto dalla fermentazione del riso bianco (Oryza sativa) con un particolare lievito, la Monascus purpureus. Da anni oggetto di interesse scientifico e nutraceutico, il riso rosso viene usato in integratori alimentari per il controllo del colesterolo alto, come potenziale alternativa naturale alle statine di sintesi.
Quello che va sotto il nome di riso rosso fermentato è ottenuto dalla lavorazione del comune riso da cucina con un lievito particolare che dà la colorazione caratteristica al riso. Il procedimento inizia creando una miscela di riso comune, vino rosso di riso, acqua e succo naturale di Polygonum cuspidatum, che viene poi fatta bollire. Al termine della cottura, il riso viene ricoperto con l’ingrediente fondamentale, il lievito Monascus purpureus, e lasciato quindi a fermentare per i nove giorni successivi.
Il riso rosso fermentato è un cereale ricavato per fermentazione del comune riso da cucina ad opera del lievito Monascus purpureus. Questo arricchisce il prodotto finale di sostanze simili ai farmaci più utilizzati per combattere il colesterolo alto, le statine, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo.
Usato da molto tempo nella fitoterapia cinese, il Monascus è diventato famoso anche in Occidente perché contiene le monacoline, in particolare la monacolina K, sostanza in grado di ridurre la produzione di uno degli enzimi chiave per la sintesi di colesterolo nel sangue. La monacolina K ha la stessa struttura chimica e l’azione farmacologica della lovastatina, un farmaco del gruppo delle statine, comunemente usate per combattere il colesterolo alto e i trigliceridi.
Fermentando, il lievito produce la Monacolina K, sostanza in grado di abbassare i livelli del colesterolo fino al 20-25%, e che presenta una struttura simile a quella della lovastatina, una statina che appartiene alla classe di farmaci più utilizzati per contrastare l’ipercolesterolemia. L’azione è la stessa: viene diminuita la sintesi del colesterolo da parte del fegato.
Il riso rosso fermentato è uno dei prodotti naturali più utilizzati per il controllo dei livelli di colesterolo.
Quando e Come Assumere il Riso Rosso Fermentato
Si consiglia l’assunzione di riso rosso nelle ore serali, in quanto la sintesi endogena del colesterolo è più attiva durante la notte.
La durata della terapia con riso rosso dipende dai livelli di colesterolo iniziali e dalla risposta individuale.
Precauzioni e Controindicazioni
Va ricordato che si tratta di una sostanza attiva simile ai farmaci, non di un semplice alimento, e va assunta con le dovute precauzioni.
Essendo classificato come nutraceutico, il riso rosso fermentato può essere acquistato in farmacia o al supermercato senza bisogno della prescrizione del medico, a carico del paziente. Tuttavia, trattandosi comunque di una statina a basso dosaggio, è meglio attenersi ai consigli del medico, per evitare interazione con altri farmaci e anche per minimizzarne gli effetti collaterali. Seppur minimi, infatti, possono essere presenti effetti avversi soprattutto nei confronti di fegato e muscoli; dopo somministrazione del nutraceutico a base di riso rosso fermentato, che va preso con costanza, l’indicazione è quella di monitorare non solo la riduzione del colesterolo, ma anche i possibili effetti collaterali, esattamente come per le statine.
Inoltre, non dimentichiamo che il processo di fermentazione può portare alla formazione della citrinina, sostanza nefrotossica che può avere effetti negativi sui reni, oltre alla Monacolina K che, per questo, deve essere ben purificata. Per quanto riguarda i residui di citrinina, questi possono essere più frequenti nelle preparazioni sottoposte a pochi controlli sanitari, soprattutto se provenienti da paesi extra europei.
Il riso rosso fermentato può causare interazioni con altri farmaci, in quanto inibisce alcuni enzimi epatici.
Riso Rosso Fermentato: Alternativa alle Statine?
Il riso rosso fermentato è una valida opzione per il controllo del colesterolo alto, soprattutto nei soggetti con livelli moderatamente elevati o intolleranti alle statine.
Per stabilire se il riso rosso fermentato rappresenti una valida alternativa ai farmaci, è necessaria una valutazione approfondita del rischio cardiovascolare complessivo del paziente da parte del medico. Il riso rosso fermentato, ad esempio, può rappresentare un primo approccio per soggetti giovani, under 40, con valori di colesterolo leggermente elevati, un rischio cardiovascolare basso o moderato e uno stile di vita sano, privo di fumo con svolgimento regolare attività fisica. Meglio evitare il riso rosso fermentato e ricorrere, invece, alle statine tradizionali o ad altri farmaci per chi ha un rischio cardiovascolare medio/alto, una forma di ipercolesterolemia familiare, ha già avuto un precedente problema cardiaco o presenta delle placche arteriose.
Il Riso Rosso e il Colesterolo: Quando è Consigliato?
Per abbassare il livello di colesterolo ‘cattivo’, il riso rosso può essere consigliato nei pazienti a basso rischio cardiovascolare, in prevenzione primaria, ovvero nelle persone che non hanno avuto problemi cardiaci. Non può invece sostituire i farmaci nei pazienti che hanno già avuto un evento - un infarto, un’aritmia - quindi in prevenzione secondaria. E nemmeno nei pazienti in cui il rischio cardiovascolare è elevato, come i diabetici, le persone con insufficienza renale o le persone ipertese.
Questo alimento si può consigliare in pazienti giovani, in donne senza altri fattori di rischio, magari con lieve ipercolesterolemia perché ingrassate.
Riso Rosso e Rischio di Infarto: Cosa Dice la Scienza?
Il riso rosso contiene una monacolina che è molto simile alla lovastatina, molto vicina quindi a una statina. Ci sono prove scientifiche chiare che questo alimento riduca il colesterolo. Mentre non è così sicuro che riduca il rischio d’infarto.
Quindi dire che il riso rosso riduce i livelli di colesterolo non significa che riduce l’infarto.
Consigli Alimentari per il Controllo del Colesterolo
Se le analisi del sangue hanno messo in evidenza livelli di colesterolo troppo alti, cosa si può fare per limitare i danni? Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale.
In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.
Il pesce è il benvenuto: il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare.
Poco olio e di quello buono. I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo. Si può consumare la carne, sia rossa che bianca. Vanno preferiti, però, i tagli magri.
Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo.
Alimenti consigliati:
- Cereali integrali: orzo, farro, avena, miglio, sorgo, kamut, grano, boulgur, segale.
- Carne bianca: pollo, tacchino, coniglio.
Alimenti da evitare:
- Carne rossa: vanno evitate le carni grasse come agnello, oca, anatra, frattaglie. Evitare tutte le evidenti parti grasse delle carni.
- Grassi saturi di origine animale
- Insaccati, formaggi e uova in quantità elevate
Metodi di cottura consigliati: Al vapore, in pentola a pressione, al forno, al salto.
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