Rimozione dei Calcoli Renali: La Tecnica Laparoscopica

La calcolosi renale è la presenza di calcoli nell’apparato urinario che, se trascurati, possono compromettere la funzionalità del rene. I calcoli sono piccole formazioni simili a sassolini rotondeggianti che si formano all’interno del rene per l’eccessiva concentrazione di sali normalmente presenti nelle urine, talvolta, invece, possono avere un aspetto ramificato "a stampo".

Una dieta squilibrata e la scarsa assunzione di liquidi sono altre importanti, possibili cause che possono facilitare l’insorgenza di calcoli. Se i calcoli restano localizzati nel rene, possono rimanere silenti per anni, se, invece, si muovono e scendono verso l’uretere provocano la cosiddetta colica renale.

Tecniche di Trattamento Mini-Invasive

Oggi la maggior parte delle patologie urologiche sia di tipo oncologico che non oncologico, possono essere trattate con un approccio Chirurgico Mini-Invasivo. Questo si può attuare o con la tecnica Video-Endoscopica trans-uretrale, per mezzo della quale si accede all’interno del corpo umano utilizzando l’accesso naturale alle vie urinarie (meato uretrale esterno) oppure con la tecnica Video-Laparoscopica HD-3D, dove inserendo attraverso brevi incisioni cutanee delle piccole cannule (trocar) di alcuni mm di diametro, viene introdotto un gas innocuo all’interno del corpo creando in questo modo uno spazio operatorio “virtuale” che permette di raggiungere e operare gli organi urinari.

Al termine della procedura Video-Laparoscopica HD-3D, se necessario, la parte ammalata viene estratta dal corpo tramite un sacchetto (endobag).

Litotrissia Extracorporea e Endoscopica

Diversamente la metodica di trattamento più utilizzata è la litotrissia extracorporea a onde d’urto che vengono focalizzate sul calcolo e lo polverizzano in piccoli frammenti, poi eliminati con le urine. Spesso sono necessarie più sedute per risolvere la calcolosi.

Per il trattamento dei calcoli ureterali di dimensioni maggiori a 1 cm, si utilizza la litotrissia endoscopica ureteroscopica. Viene introdotto attraverso l’uretere (tubicino che collega rene e vescica e trasporta l’urina), l’ureteroscopio, un sottile e lungo strumento, con telecamera e laser a fibre ottiche che viene orientato verso il calcolo per rimuoverlo o frantumarlo.

Ureterorenoscopia (URS) e Retrograde Intrarenal Surgery (RIRS)

L’ureterorenoscopia (URS) è una tecnica endourologica che consiste nell’introduzione per via retrograda dell’ ureterorenoscopio nell’uretere per esplorarlo. Mediante la tecnica di ureterorenoscopia l’uretere viene visualizzato in tutta la sua lunghezza, consentendo un’accurata esplorazione della superficie mucosa dell’organo e del suo contenuto (calcoli).

Questa tecnica endourologica consente la frammentazione dei calcoli mediante energia balistica, elettroidraulica, ad ultrasuoni o laser. L’asportazione dei calcoli o dei conseguenti frammenti avviene in genere mediante pinza o cestelli, che inglobano nelle fibre metalliche il calcolo consentendone l’estrazione. L’intervento viene condotto in anestesia generale o spinale ed ha una durata media di 30-60 minuti. Il catetere vescicale è rimosso in I-IIa giornata post-operatoria.

La RIRS, Retrograde Intrarenal Surgery, (Chirurgia Intra Renale Retrograda) è una tecnica endoscopica con la quale si esegue una ureterorenoscopia flessibile (risalita con uno strumento lungo l’uretere fino dentro il rene) con l’obiettivo di eseguire atti operatori terapeutici all’interno del rene (asportazione di calcoli renali fino a 2 cm di diametro). La RIRS è l’evoluzione della uretroscopia e rappresenta l’ultima frontiera dell’endourologia.

Lo strumento necessario per eseguire questa tecnica è l’ureterorenoscopio flessibile, uno strumento in grado di flettersi e di adattarsi alla disposizione anatomica complessa delle cavità renali. Con questo modo tutte la cavità renali possono essere raggiunte per via retrograda.

I tempi di convalescenza sono molto rapidi dal momento che non ci sono ferite chirurgiche. Nel giro di un paio di giorni il paziente può tranquillamente tornare alle abitudini di vita normale. Per qualche giorno potrebbe essere presente sangue nelle urine, condizione non pericolosa che non richiede ulteriori trattamenti nella maggior parte dei casi. Qualche distrubo minzionale può essere presente, come la stranguria o la pollachiuria, a causa di una lieve irritazione delle basse vie urinarie, sede di ingresso degli strumenti.

Nefrolitotrissia Percutanea (PCNL)

La Nefrolitotrissia Percutanea (PCNL) è una tecnica endourologica che permette di accedere alle cavità renali attraverso un tragitto percutaneo. Esso è eseguito con una piccola incisione di 1cm con lo scopo di frammentare ed estrarre i calcoli ivi contenuti. La PCNL ha percentuali di asportazione completa di un calcolo renale (stone free) che variano dall’75% al 90%.

È un intervento chirurgico endoscopico che prevede la creazione di un tramite tra la cute del dorso e le cavità renali, consentendo l’introduzione di uno strumento endoscopico a fibre ottiche (nefroscopio) all’interno del rene. L’intervento inizia con la puntura del rene con un apposito ago; questo avviene con l’aiuto dei raggi X (radiografia) o degli ultrasuoni (ecografia) che permettono l’esatta localizzazione delle strutture del rene e la scelta della migliore via d’accesso all’interno del rene stesso; attraverso un sistema di dilatazione progressiva si può introdurre il nefroscopio (il cui calibro è paragonabile a quello di un pennarello) in maniera atraumatica.

Si effettua preferibilmente in anestesia generale; è un intervento dedicato ai calcoli più grossi (diametro oltre 2 cm), situati nelle cavità intrarenali. A seconda delle dimensioni, del numero e della durezza del calcolo, può durare da una a due ore; al termine dell’intervento si lascia un drenaggio che fuoriesce dal fianco del Paziente e/o un catetere interno (stent) che collega il rene con la vescica e favorisce il normale deflusso dell’urina.

Vantaggi della Chirurgia Mini-Invasiva

  • minor tempo di degenza nella struttura sanitaria.
  • più breve convalescenza con un recupero più rapido delle funzioni corporee e di conseguenza un più rapido ritorno alla vita quotidiana lavorativa e famigliare.
  • una tecnica chirurgica assolutamente più precisa e meticolosa (nella pratica una micro-chirurgia), grazie alla telecamera ad alta definizione (HD) che proietta su un monitor immagini del campo chirurgico che sono oltre venti-trenta volte più grandi e dettagliate rispetto alla normale vista umana e grazie alla ricostruzione visiva tridimensionale (3D) che permette di operare utilizzando i tre piani spazio-visivi.
  • un dolore postoperatorio ridotto o molto spesso assente, con minor utilizzo di analgesici.
  • assenza di ampie cicatrici chirurgiche e quindi un rischio praticamente quasi nullo di cedimenti della ferita con formazioni di ernie (laparoceli o lomboceli).
  • un più basso rischio di sanguinamento durante l’intervento e nel decorso postoperatorio, con una netta riduzione della necessità di emotrasfusioni.
  • un rischio quasi nullo di infezioni essendo una chirurgia effettuata al “chiuso” cioè senza ampie incisioni chirurgiche di apertura.
  • una più bassa percentuale statistica nell’incidenza delle complicanze intra operatorie e post operatorie rispetto alla chirurgia tradizionale aperta (open).

Tabella Comparativa delle Tecniche

Tecnica Indicazioni Invasività Tempo di Recupero
Litotrissia Extracorporea Calcoli di piccole dimensioni Non invasiva Breve
Ureteroscopia (URS) Calcoli ureterali di medie dimensioni Mini-invasiva Medio
Retrograde Intrarenal Surgery (RIRS) Calcoli renali fino a 2 cm Mini-invasiva Breve
Nefrolitotrissia Percutanea (PCNL) Calcoli renali di grandi dimensioni Mini-invasiva Medio

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