Solo il 24% dei soggetti diabetici conosce le basi di una alimentazione adeguata alla patologia e il 30% degli intervistati non è interessato alla corretta compliance terapeutica (il grado con cui il paziente segue le prescrizioni del medico).
Un ottimo esempio di alimentazione sana, variata e vicina alle nostre preferenze è la dieta mediterranea non a caso iscritta dall’Unesco tra i Patrimoni culturali immateriali dell’umanità. È un’alimentazione ricca di fibre provenienti da ortaggi, frutta e cereali non raffinati e povera di grassi di origine animale, privilegia l’uso dell’olio d’oliva rispetto a burro.
L'Importanza dell'Alimentazione per il Controllo Glicemico
La qualità e la quantità dell’apporto alimentare determina, in tutte le persone, la risposta ormonale insulinica per controllare l’aumento della glicemia post-prandiale, così come influenza il fabbisogno insulinico nei pazienti trattati con insulina. Una alimentazione con le caratteristiche della dieta mediterranea e una attività fisica giornaliera sono fondamentali non solo per prevenire l’insorgenza del diabete, ma utili a contrastarne l’evoluzione delle complicanze.
Pertanto bisogna mangiare ogni giorno principalmente tre porzioni di verdura e ortaggi e uno-due frutti, e durante la settimana consumare più volte legumi, pesce e cereali (come pasta e pane) integrali in quantità moderata.
L’ingestione di alimenti non glucidici migliora la risposta glicemica acuta (2-3h) ad un successivo carico orale di glucosio (OGTT) attivando diversi meccanismi fisiologici tra cui il rallentamento dello svuotamento gastrico.
Importante per il contenimento dei picchi di glicemia post-prandiali è non solo la quantità e la qualità dei carboidrati (ad alto o a basso indice glicemico), ma anche il tipo di condimento utilizzato.
Il Ruolo dei Pomodori nella Dieta per il Diabete
Via libera a frutta e verdura, soprattutto verdura a foglia (bieta, spinaci, broccoletti e cicorie, compresi i radicchi) e ortaggi a radice (carote, barbabietole, rape), ma anche pomodori e carciofi, veri e propri alimenti nutraceutici.
Il licopene è un carotenoide responsabile del colore rosso di molta frutta e verdura. Particolarmente abbondante nel pomodoro e nei suoi derivati, è per esempio presente anche nell’anguria, nel pompelmo rosa e nelle albicocche.
Un altro alimento a ridotto contenuto di zuccheri che normalizza i livelli di glucosio nel sangue è il pomodoro, un antiossidante alcalinizzante ricco di licopene.
Un altro ‘plus’ della dieta mediterranea è quello di ‘spegnere’ l’infiammazione in maniera durevole.
Gli alimenti che abbassano la glicemia sono molti. Il più indicato è l’avocado, che possiede al suo interno un elevato contenuto di grassi che favoriscono la tolleranza al glucosio e riducono l’insulino-resistenza.
I Benefici del Licopene
Nuove recenti review hanno riconfermato che il licopene, un carotenoide presente nei pomodori maturi protegge dallo stress ossidativo e dal rischio cardiovascolare e ipertensivo che risulta aumentato nella persona con diabete di tipo 2 e sovrappeso / obesità.
Il licopene è presente nei pomodori in quantità variabili da 0.5 a 5 mg/100 ml e ha un picco di crescita vertiginosa durante la fase di maturazione. Numerosi studi e metanalisi hanno documentato che il licopene ha effetti benefici nel contrastare lo stress ossidativo e il rischio cardiovascolare che risulta aumentato nella persona con diabete di tipo 2 e sovrappeso/obesità.
Come Integrare i Pomodori nella Dieta Quotidiana
I pomodori sono apprezzati non solo per il loro gusto delizioso, ma anche per i loro benefici per la salute. Mangiato crudo ci dà il massimo, soprattutto quando condito in modo semplice con un filo d’olio extravergine di oliva.
Per la colazione, i pomodori possono essere incorporati in frittate o omelette insieme ad altre verdure o formaggi, offrendo un modo nutriente per iniziare la giornata.
Il pomodoro, come tutti gli ortaggi ha un contenuto abbastanza ridotto di carboidrati, quindi può essere consumato anche da chi ha la glicemia alta. Un etto di pomodori maturi forniscono mediamente 3,5 grammi di glucidi. Naturalmente più il pomodoro viene lavorato più questi valori aumentano.
Il pomodoro contiene anche altri composti attivi, vale a dire neoxantina, luteina, α-criptoxantina, α-carotene, β-carotene, ciclopoli e β-carotene 5,6-epossido. Questi componenti forniscono un effetto sinergico protettivo, ma hanno ancora bisogno di ulteriori delucidazioni da parte dei ricercatori.
In una dieta sana ed equilibrata vanno bene entrambi. La cottura aumenta uno dei carotenoidi presenti nel pomodoro, chiamato licopene. Studi condotti sui topi hanno dimostrato che il licopene, combinato con la metformina (il farmaco usato per abbassare i livelli di glucosio nei diabetici), potrebbe migliorare il controllo della glicemia postprandiale.
Per quanto riguarda la glicemia e il consumo di pomodori, è importante considerare alcuni aspetti. Il pomodoro come tutti gli ortaggi ha un contenuto abbastanza ridotto di carboidrati, quindi può essere consumato anche da chi ha la glicemia alta. Un etto di pomodori maturi forniscono mediamente 3,5 grammi di glucidi.
Meglio consumare pesce, in particolar modo quello azzurro ricco di grassi insaturi e omega 3. Anche i condimenti sono importanti: l’alimento da prediligere è l’olio extravergine di oliva, in alternativa va bene un uso ragionevole di Grana Padano. Bisogna fare particolare attenzione anche alla carne. Il pollame, in particolare, è un toccasana per la prevenzione del diabete mellito di tipo 2 ed è associato a un rischio minore di sovrappeso, obesità e patologie cardiovascolari.
Consigli Aggiuntivi
- Prediligi le varietà di pomodori locali: l’ideale è a km 0, o comunque che abbiano viaggiato poco; ciò significa pomodori più freschi sulla nostra tavola, minori costi e minori emissioni ambientali.
- Sapere è salute: informarsi è il miglior punto di partenza. Se potete, andate a trovare i produttori, o le aziende agricole. Fatevi raccontare il loro lavoro e chiedete consiglio sui pomodori (ma vale anche per tante altre verdure) più adatti in base all’uso che vorrete farne.
Un accorgimento importante in caso di glicemia importante è quello di mantenere sempre il corpo ben idratato. La raccomandazione per una persone adulta è quella di bere almeno 2-3 litri di acqua al giorno.
Esistono alimenti che per loro natura sono in grado di abbassare i livelli di glicemia nel sangue. Anche il limone abbassa la glicemia, come il lime.
L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che viene detto ipoglicemizzante, ovvero che spinge all’abbassamento del valore della glicemia.
Questo non vuol dire che bisogna bere tre litri di liquidi, ma che in generale bisogna assumere liquidi in queste quantità (attraverso brodo, acqua, frutta e verdura).
Un altro fattore importante da tenere presente è la maturazione dei pomodori. Più sono maturi e minore è il contenuto di solanina.
Naturalmente bisogna scegliere i frutti e le verdure a basso contenuto glicemico: in caso contrario (alimenti ad alto contenuti glicemico) è necessario ridurre le porzioni.
Per abbassare la glicemia, in linea di massima, è necessario ridurre il consumo di grassi perché hanno un effetto negativo sul benessere del nostro cuore.
Diventa fondamentale quindi avere una alimentazione corretta e spalmata in 4/5 parti durante la giornata. Questo aiuta l’organismo a regolare la glicemia.
Studio sugli effetti antinfiammatori della dieta mediterranea
Dopo un anno di osservazione, la PCR risultava diminuita del 37% e l’adiponectina aumentata del 43% nel gruppo dieta mediterranea, mentre entrambi i parametri non hanno mostrato variazioni nel gruppo dieta a basso tenore di grassi.
La variazione delle frazioni di adiponectina (ad elevato e a basso peso molecolare) ha mostrato andamento simile a quello dell’adiponectina totale.
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