Nuovi Farmaci per Trigliceridi Alti: Una Panoramica Completa

L'ipertrigliceridemia è una forma di dislipidemia, una condizione patologica in cui i livelli sierici di trigliceridi in un individuo sono significativamente più elevati rispetto alla norma. In un uomo adulto, si parla di trigliceridi alti quando la loro concentrazione nel sangue è compresa tra i 200 e i 499 mg/dl; valori superiori indicano una condizione di estrema gravità. Numerosi sono i casi di ipertrigliceridemia familiare, dipendente da un difetto genetico, in cui i trigliceridi alti non sono correlati all'ipercolesterolemia. L'ipertrigliceridemia è spesso inquadrata nel contesto della sindrome metabolica, contraddistinta da diabete, ipertensione e obesità, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari come angina pectoris, aterosclerosi, coronaropatie, infarto e trombosi.

L'obiettivo del trattamento è il controllo delle condizioni patologiche associate all'ipertrigliceridemia. Spesso, i trigliceridi alti sono accompagnati da alterazioni della pressione sanguigna, dei livelli di colesterolo, obesità, dieta squilibrata e sedentarietà. La correzione dei fattori predisponenti rientra sia tra le regole di prevenzione primaria dell'ipertrigliceridemia, sia tra le misure profilattiche per contenere il rischio cardiovascolare.

Terapie Farmacologiche per l'Ipertrigliceridemia

La terapia farmacologica è spesso indispensabile per mantenere i livelli di trigliceridi all'interno del range fisiologico. I fibrati sono i farmaci più utilizzati, efficaci anche per l'ipertrigliceridemia familiare. Tuttavia, anche le statine (indicate per abbassare il colesterolo cattivo), i derivati dell'acido nicotinico, gli acidi omega-3 e i sequestranti degli acidi biliari possono essere utilizzati.

Fibrati

I fibrati sono farmaci d'elezione per il trattamento dell'ipertrigliceridemia, specialmente quando i trigliceridi superano il valore di 885 mg/dl. Questi farmaci possono avere effetti terapeutici variabili anche sui livelli di colesterolo cattivo. In caso di resistenza alle statine, si raccomanda di scegliere un fibrato.

  • Fenofibrato
  • Gemfibrozil (es. LOPID, Genlip, Gemfibrozil DOC): la posologia raccomandata è di 600 mg di attivo per via orale, frazionati in tre dosi giornaliere, preferibilmente 30 minuti prima di colazione e cena.

Statine

Le statine sono utilizzate principalmente per ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, ma risultano efficaci anche nel trattamento dell'ipertrigliceridemia lieve. Questi farmaci inibiscono l'enzima 3-idrossi-3-metilglutaril coenzima A (HMG CoA) reduttasi, implicato nella sintesi del colesterolo nel fegato.

  • Atorvastatina (es. Totalip, Torvast, Xarator): la dose iniziale varia dai 10 ai 40 mg al dì, da assumere per via orale. La dose di mantenimento prevede l'assunzione di 10-80 mg al dì. Per i bambini affetti da ipertrigliceridemia familiare, si raccomanda di assumere 10 mg al giorno (max 20 mg).
  • Simvastatina (es. Zocor, Simvastat, Omistat, Quibus, Setorilin): la dose iniziale è variabile dai 10 ai 20 mg, da assumere per via orale, una volta al giorno. La dose di mantenimento prevede di assumere 5-40 mg al dì (una volta al giorno, la sera). Talvolta il farmaco è formulato con altri principi attivi, come Sitagliptin (es. Juvisync) o Ezetimibe (es. Vytorin). Per la cura dell'ipertrigliceridemia familiare, si consiglia una dose di 10 mg per i ragazzi tra i 10 e i 17 anni, modulando la dose ogni 4 settimane. Per i bambini inferiori ai 5 anni, ridurre la dose iniziale a 5 mg al giorno, per poi aumentarla gradualmente sino a 10mg/dì, ogni 4 settimane.
  • Pravastatina (es. Selectin, Langiprav, Sanaprav): la posologia indicativa è di 10-40 mg, per via orale, una volta al giorno. Per la dose di mantenimento, è possibile assumere 40-80 mg al giorno (l'aumento della dose può essere effettuato ogni 4 settimane).

Derivati dell'Acido Nicotinico

L'acido nicotinico, in monoterapia, non è molto utilizzato a causa dei suoi effetti collaterali. Tuttavia, alla posologia di 1,5-3 mg al giorno, inibisce la sintesi di trigliceridi e colesterolo, abbassandone i livelli sierici.

  • Acipomix (es. Olbetam): derivato dell'acido nicotinico, utilizzato alla posologia di 500-750 mg al giorno, frazionati in più dosi giornaliere. È meno efficace dell'acido nicotinico, ma provoca meno effetti collaterali.

Composti degli Acidi Omega-3

La somministrazione dei composti degli acidi omega-3 risulta utilissima per prevenire le complicanze.

  • Omega-3 (es. Esapent, Seacor, Eskim): indicativamente, assumere 4 grammi di farmaco al giorno, in un'unica dose o in due dosi frazionate.

Sequestranti degli Acidi Biliari

Sono indicati esclusivamente in caso di resistenza alle statine nel contesto dell'ipertrigliceridemia. Sono più indicati per la cura del colesterolo alto, e in alcuni pazienti possono persino peggiorare l'ipertrigliceridemia se somministrati in monoterapia.

  • Colestipolo
  • Colestiramina
  • Coleselvam

Nuovi Approcci Terapeutici

Le terapie per controllare i disordini del colesterolo e dei trigliceridi stanno aumentando rapidamente.

Volanesorsen

Uno studio internazionale ha dimostrato che il volanesorsen, un farmaco innovativo, riduce il rischio di pancreatite acuta nei pazienti con alti livelli di trigliceridi a causa della sindrome iperchilomicronemica. Questo farmaco permette una significativa riduzione della trigliceridemia bloccando l'espressione genica di una proteina che ostacola il metabolismo dei trigliceridi.

Inclisiran

L'AIFA ha dato il via libera alla rimborsabilità per inclisiran, un farmaco a base di piccoli RNA (siRNA) che agisce con il meccanismo di "RNA silencing". Questo farmaco riduce i livelli di colesterolo LDL, principale causa dell'aterosclerosi. Inclisiran ha un'elevata affinità per il fegato e agisce direttamente a livello degli epatociti, dove dirige la scomposizione catalitica dell'mRNA di PCSK9 e incrementa l'espressione del recettore LDL-C sulla superficie cellulare. Inclisiran viene somministrato con due iniezioni all'anno, per via sottocutanea.

Olezarsen

Studi epidemiologici, clinici e genetici hanno dimostrato che elevati livelli di trigliceridi e di lipoproteine ricche di trigliceridi (TRL) si associano ad un rischio aumentato di sviluppare malattia cardiovascolare. L’olezarsen è un nucleotide coniugato con una molecola di N-acetil-galattosamina in grado di interagire con l’mRNA epatico APOC3 inibendo la produzione di apoC-III. Uno studio ha mostrato che l'inibizione dell'apoC-III mediata dall'olezarsen in pazienti con malattia cardiovascolare o con elevato rischio si associa ad una riduzione del 60% nei livelli dei trigliceridi, con circa il 90% dei pazienti che raggiunge livelli di trigliceridi < 150 mg/dl.

In conclusione, la disponibilità di nuovi farmaci con meccanismi d'azione diversi permette di scegliere per ogni paziente una terapia personalizzata, anche in base alle sue caratteristiche genetiche, consentendogli di vivere più a lungo in buona salute.

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