Ricchi di polifenoli con potente effetto antiossidante e antinfiammatorio, i mirtilli stanno catturando l’attenzione dei ricercatori in diversi ambiti clinici. Il mirtillo nero selvatico, “Vaccinium myrtillus”, è un piccolo frutto ricco di proprietà benefiche per il nostro organismo. Cresce spontaneamente nei boschi e negli ambienti montani, lontano da inquinamento e coltivazioni intensive, e rappresenta una delle fonti naturali più preziose di nutrienti e antiossidanti.
Proprietà e benefici del mirtillo nero selvatico
Il mirtillo nero selvatico è naturalmente biologico, grazie alla sua crescita spontanea in ambienti incontaminati. Questo piccolo frutto si distingue per la sua composizione unica, che lo rende un alimento funzionale per eccellenza. Il consumo regolare di mirtillo nero selvatico o del suo estratto puro può offrire numerosi vantaggi per la salute.
- Grazie agli antociani, il mirtillo nero contrasta l'azione dei radicali liberi, responsabilità dello stress ossidativo e dell'invecchiamento cellulare.
- Le vitamine ei nutrienti presenti nel mirtillo nero migliorano la microcircolazione nella retina, favorendo una visione più nitida, specialmente in condizioni di scarsa luminosità.
- Gli antociani ei polifenoli presenti nel mirtillo nero contribuiscono a migliorare l'elasticità dei vasi sanguigni, a ridurre la pressione arteriosa e abbassare i livelli di colesterolo “cattivo” LDL.
- Questo frutto è utile per chi cerca di mantenere un peso corporeo equilibrato o per chi si trova a dover gestire squilibri connessi con il diabete di tipo 2.
Il mirtillo nero è una delle più ricche fonti di antocianine, sostanze a cui è riconosciuta una importante azione antiossidante che risulta utile nella prevenzione delle malattie metaboliche e cardiovascolari.
Mirtilli e Diabete: Evidenze Scientifiche
Secondo una nuova ricerca britannica, la presenza di mirtilli ai pasti potrebbe ridurre i livelli di zuccheri nel sangue e di insulina anche dopo un menu abbondante. Diversi esperimenti hanno finora dimostrato come l’impiego di questi composti nei topi diabetici aumenti la captazione di glucosio dal torrente circolatorio e il successivo utilizzo da parte del tessuto adiposo e del muscolo scheletrico. Ma non solo: l’azione dei flavonoidi si è dimostrata a più riprese efficace sulle cellule chiamate a rispondere all’input dell’insulina. A uscirne vincitori, ancora una volta, sono mirtilli, uva e mele.
Uno studio ha dimostrato che i pazienti con diabete mellito di tipo 2 che avevano ingerito una singola dose orale di estratto di mirtillo (standardizzato al 36% di antocianine), mostravano livelli di insulina e glucosio nel sangue postprandiale più bassi rispetto al gruppo placebo. Un altro studio, in cui i pazienti avevano aggiunto 400 g di mirtilli freschi alla loro dieta per 8 settimane, ha mostrato una correlazione inversa tra l'assunzione alimentare di mirtilli e il livello di glucosio plasmatico a digiuno, ma la sensibilità all'insulina è rimasta invariata.
Tuttavia, altri studi clinici hanno indicato che non vi erano state differenze significative nel glucosio plasmatico a digiuno tra il gruppo trattamento e il gruppo di controllo dopo l'integrazione alimentare con 320 mg di antocianine da mirtillo nero al giorno per 12 settimane (120 pazienti con dislipidemia), o dopo aver ingerito 400 g di mirtilli freschi al giorno per 2 mesi (37 soggetti con sindrome metabolica).
Anche le foglie di mirtillo nero sono un rimedio popolare utilizzato in molti paesi nel trattamento del diabete. Le foglie sono diuretiche, ipoglicemizzanti, antisettiche delle vie urinarie, contribuiscono a ridurre gli acidi urici.
Metanalisi sugli effetti dei mirtilli sulla glicemia
Nello specifico, si tratta di una revisione sistematica e metanalisi effettuata attingendo alle sette principali banche dati della letteratura (PubMed, Lilacs, Scielo, Scopus, Web of science, Cochrane ed Embase), arrivando a comprendere pubblicazioni fino a maggio 2021. Nella revisione sono stati inclusi gli studi clinici randomizzati (RCT) che mettevano a confronto gli effetti del mirtillo nero e rosso sui parametri del diabete di tipo 2 (glicemia a digiuno, insulinoresistenza ed emoglobina glicata).
“Nella metanalisi sono stati considerati 22 studi comprendenti 993 pazienti non diabetici, diabetici, con sindrome metabolica, in sovrappeso, con steatosi epatica, obesi o con cardiopatia ischemica. Quindi, come tutte le metanalisi, sono stati uniti vari studi con differenti caratteristiche dei pazienti.
Le conclusioni finali, indicano come nei diabetici il consumo di mirtillo o mirtillo rosso abbia dimostrato di ridurre significativamente la glicemia a digiuno (-17,72 mg/dl) e l’emoglobina glicata (-0,32%) rispetto al placebo, mentre per l'insulino-resistenza gli effetti sono risultati nulli.
“I nostri risultati confermano che, rispetto al placebo, il consumo di mirtillo o mirtillo rosso è in grado di ridurre la glicemia a digiuno, la resistenza all'insulina e l'emoglobina glicata. I risultati, però, si rivelano statisticamente significativi soltanto nella popolazione diabetica, non in quella sana.
Secondo i ricercatori, invece, gli effetti benefici di taluni singoli frutti potrebbero essere dovuti alla presenza di alcune particolari molecole. Precedenti studi avevano infatti collegato gli antociani presenti nelle bacche e nell’uva alla riduzione del rischio di infarto del miocardio.
Tabella: Effetti del consumo di mirtillo su parametri glicemici in pazienti diabetici (vs placebo)
| Parametro | Riduzione |
|---|---|
| Glicemia a digiuno | -17,72 mg/dl |
| Emoglobina glicata | -0,32% |
| Insulino-resistenza | Nessun effetto significativo |
Uso e sicurezza
L’uso del mirtillo nero e dei suoi preparati è generalmente considerato sicuro e privo di effetti collaterali. È stato riconosciuto come erba di classe 1 dall'American Herbal Products Association, il che significa che è considerato sicuro da consumare se usato in modo appropriato. Negli studi clinici non è stato riportato nessun effetto avverso noto.
A causa dell'attività antiaggregante piastrinica del mirtillo nero, i soggetti che ne assumono una dose elevata e per lunghi periodi in combinazione con farmaci antiaggreganti devono essere monitorati per i possibili disturbi emorragici.
Nella monografia dell’EMA la dose singola raccomandata di estratto secco titolato al 36% in antocianosidi, corrispondenti al 25 di antocianidine, è di 80-180 mg, per un massimo di dose giornaliera fino a 160-540 mg.
I frutti di mirtillo nero sono ricchi di antociani, sostanze che hanno dimostrato importanti attività antiossidanti e antinfiammatorie, che sono particolarmente utili nei disturbi associati alla sindrome metabolica e in quelli della circolazione, l’EMA ne indica infatti l’utilizzo proprio per questi ultimi.
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