I mirtilli (Vaccinium spp.) sono tra i frutti con il più alto contenuto di antociani, una particolare classe di polifenoli (antiossidanti). Che il consumo regolare di frutta sia protettivo nei confronti del diabete o che il consumo a fine pasto di frutti ricchi di antociani come quelli di bosco possa esercitare un effetto sul rialzo glicemico sono acquisizioni abbastanza recenti della ricerca scientifica.
Secondo una nuova ricerca britannica, la presenza di mirtilli ai pasti potrebbe ridurre i livelli di zuccheri nel sangue e di insulina anche dopo un menu abbondante. E che mostrano un effetto benefico sul controllo degli zuccheri nel sangue a prescindere dall’indice glicemico dei diversi frutti.
Studio Clinico sui Mirtilli e la Sindrome Metabolica
Lo studio in questione deriva da una ricerca principale già dedicata agli effetti a lungo termine su una popolazione di adulti con sindrome metabolica (il consumo di una tazza di mirtilli al giorno dopo sei mesi aveva mostrato dei miglioramenti clinicamente rilevanti sulla salute cardiovascolare). Tornando allo studio appena pubblicato, del tipo randomizzato e controllato in doppio cieco, i ricercatori hanno reclutato 45 partecipanti, tutti con sindrome metabolica, ossia un insieme di fattori di rischio (come obesità, ipertensione, insulino-resistenza, colesterolo ldl alto) di andare incontro a malattie cardiovascolari e diabete.
I volontati sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi. Al primo è stata data una bevanda sostitutiva del pasto simile a un frappè molto calorico (con quasi 1000 calorie e simile come profilo nutrizionale a un menu da fast food a base di hamburger e patatine fritte) con l’aggiunta di 26 g di mirtilli in polvere (equivalenti a una tazza di mirtilli freschi). Prima e durante il test sono stati effettuati numerosi prelievi di sangue, fino alle 24 ore dopo il consumo del frullato, valutando così i livelli di glucosio, insulina, lipidi e lipoproteine.
I risultati hanno mostrato che nel “gruppo dei mirtilli” si è verificata una riduzione dei livelli sia della glicemia che dell’insulinemia, un abbassamento del colesterolo totale e un miglioramento del cosiddetto colesterolo buono (hdl) nelle 24 ore successive al pasto.
"Questo è il primo studio del suo genere condotto in una popolazione a rischio, adulti con sindrome metabolica, una condizione che colpisce quasi il 40% degli americani e un adulto su quattro in Gran Bretagna", ha affermato Aedin Cassidy, l’autore principale dello studio.
Mirtilli e Rischio di Diabete di Tipo 2
Mangiare frutta intera - in particolare mirtilli, uva e mele - riduce sensibilmente il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, tra le piaghe del nuovo millennio. Discorso esattamente opposto per gli assidui consumatori di succhi di frutta. L'indice glicemico elevato dei succhi di frutta è una delle chiavi di lettura che permette di spiegare la correlazione rischiosa tra il consumo di succo di frutta e un aumento del rischio diabete 2.
Secondo i ricercatori, invece, gli effetti benefici di taluni singoli frutti potrebbero essere dovuti alla presenza di alcune particolari molecole. Precedenti studi avevano infatti collegato gli antociani presenti nelle bacche e nell’uva alla riduzione del rischio di infarto del miocardio.
Benefici degli Antociani
Diversi esperimenti hanno finora dimostrato come l’impiego di questi composti nei topi diabetici aumenti la captazione di glucosio dal torrente circolatorio e il successivo utilizzo da parte del tessuto adiposo e del muscolo scheletrico. Ma non solo: l’azione dei flavonoidi si è dimostrata a più riprese efficace sulle cellule chiamate a rispondere all’input dell’insulina. A uscirne vincitori, ancora una volta, sono mirtilli, uva e mele.
Mirtillo Nero: Proprietà e Benefici
Appartenente alla famiglia delle Ericaceae e al genere Vaccinium, cresce spontaneamente nelle aree montane e boschive dell’Europa e del Nord America. Il mirtillo nero è noto per il suo elevato contenuto di flavonoidi, in particolare antociani, che gli conferiscono il tipico colore scuro e molte delle sue proprietà salutari.
- Gli antociani presenti nel mirtillo nero aiutano a contrastare lo stress ossidativo e a proteggere le cellule dai danni provocati dai radicali liberi.
- Il mirtillo nero è indicato per migliorare la funzionalità del microcircolo.
- Il contenuto di fibre contribuisce alla salute intestinale, migliorando la regolarità e supportando una flora batterica equilibrata.
Dose Giornaliera Raccomandata
Non esiste un limite preciso, ma una porzione consigliata si aggira intorno ai 100-150 grammi di mirtilli al giorno. Questa quantità consente di beneficiare delle proprietà del frutto senza eccedere con gli zuccheri naturali.
Frutta e Diabete: Sfatare i Miti
È da tanto tempo che si legge e si sente dire che certa frutta sarebbe da evitare o addirittura vietata quando si convive con un diabete di tipo 1. Falso! Ecco la spiegazione: alcuni frutti hanno un contenuto di zuccheri più elevato e un indice glicemico più alto rispetto ad altri. La frutta a basso IG è quella che spesso viene “consigliata”, infatti, essendo meno zuccherina, il consumo provoca solo un piccolo aumento della glicemia.
Se sei una persona con il diabete e vuoi mangiare frutta senza provocare un eccessivo aumento della glicemia, è il caso che tu faccia attenzione anche al contenuto di fibre. In effetti, è noto che le fibre alimentari migliorano il controllo della glicemia.
Per le persone con DT1 (e DT2), è generalmente consigliabile mangiare frutta cruda piuttosto che trasformata. Il motivo è semplice: puree, composte, marmellate, succhi, sciroppi, sorbetti, ecc. Il consumo di frutta nelle persone con il diabete è consigliato in ragione di tre porzioni al giorno.
Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc.
Buono a sapersi: più un frutto è maturo e più è alto il suo contenuto di zuccheri, soprattutto nel caso delle banane.
Mirtilli Secchi e Glicemia
Per chi soffre di diabete di tipo 2 consumare mirtilli secchi o disidratati può essere un buon modo per assumere fibre e zuccheri ottenendo una risposta glicemica positiva.
Secondo i ricercatori il consumo di mirtilli secchi addolciti ha prodotto un picco d’insulina del 15%, contro un picco del 10% dei mirtilli non addolciti (al naturale) e il 22% del normale pane. Inoltre si è notato che il picco dei livelli di zucchero nel sangue è durato 175 minuti per i mirtilli dolci e il pane e 127 minuti per i mirtilli grezzi.
Dai risultati è emerso che la risposta glicemica è stata migliore nei casi d’assunzione dei mirtilli a basso contenuto di zuccheri che non rispetto all’assunzione di pane bianco, anche se i risultati migliori si sono ottenuti con i mirtilli al naturale che, tuttavia, a un test gustativo sono risultati meno appetibili.
A motivo di ciò, i ricercatori concludono che assumere mirtilli a basso contenuto di zuccheri, che influiscono moderatamente sui picchi glicemici, è un buon modo per assumere al contempo della fibra la quale, tra gli altri, rallenta l’assorbimento del glucosio.
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