Mandorle e Colesterolo: Un'Alleanza per la Salute Cardiovascolare

Quante volte hai sentito parlare del binomio frutta secca e colesterolo? A differenza di quanto si possa pensare è una coppia vincente, a condizione che vengano scelti prodotti di prima qualità. Le mandorle, semi del mandorlo (Prunus dulcis), sono semi oleosi ricchi di vitamine e sali minerali.

Aiutano a mantenere in buona salute il cuore, le arterie e le ossa e rappresentano anche un valido rimedio naturale contro l'anemia. Approfondiamo il legame tra mandorle e colesterolo, esplorando i benefici specifici e come integrarle in una dieta equilibrata.

Origine e Proprietà Nutrizionali delle Mandorle

Semi oleosi ricchi di proprietà benefiche, le mandorle sono il seme commestibile del Mandorlo, pianta alta all’incirca cinque metri. Originario dell’Asia, il Mandorlo fu poi importato in Sicilia prima e in tutto il Mediterraneo poi dai Fenici.

Costituite per il 50% da grassi monoinsaturi e polinsaturi, le mandorle sono una preziosa fonte di energia e hanno un potere calorico elevato (100 grammi di mandorle contengono 600 kcal): per questo motivo vanno consumate con moderazione. Preziose fonti di vitamina E e di sali minerali (magnesio, ferro e calcio), le mandorle vantano il più alto contenuto di fibre.

Principali Nutrienti delle Mandorle

  • Grassi monoinsaturi e polinsaturi
  • Vitamina E
  • Magnesio
  • Ferro
  • Calcio
  • Fibre

Di fatto, sono conosciute anche come le “regine” della frutta secca: grazie alle loro proprietà, sono considerate un toccasana e un valido alleato per combattere e prevenire numerose patologie. Sono anche un potente antiossidante naturale: preservano la giovinezza, la bellezza della pelle e il benessere dei capelli. Inoltre, grazie alle elevate quantità di ferro, costituiscono un rimedio efficace contro l’anemia. Il calcio, invece, le rende preziose per la salute delle ossa.

Benefici delle Mandorle sul Colesterolo

La proprietà più importante delle mandorle, sicuramente, è quella legata al loro alto livello di contrasto al colesterolo. Recenti studi hanno dimostrato che dopo aver mangiato delle mandorle, nel sangue di un gruppo di volontari risultavano ridotti i parametri che indicano i danni da radicali liberi, questo probabilmente grazie all’elevata dose di antiossidanti presenti nella pelle di questa frutta secca.

Il merito è tutto dei loro grassi monoinsaturi e polinsaturi che sono in grado di ridurre il colesterolo cattivo LDL. E ciò spiegherebbe anche perché le mandorle diminuiscano il rischio di problemi coronarici. Ma c’è di più. Si è visto che aiutano a stabilizzare la glicemia.

Mangiare mandorle fa diminuire il colesterolo. Per la prima volta, però, uno studio condotto da enti di ricerca canadesi e californiani, pubblicato sul Journal of Nutrition, ne ha confermato gli effetti benefici su persone con elevati livelli di colesterolo. Un ulteriore studio ha dimostrato come un consumo abituale di questo alimento abbassi i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi.

Secondo un report del Consorzio della Mandorla di Avola, il consumo regolare di mandorle è associato a una significativa riduzione del colesterolo LDL (“cattivo”) e a un aumento del colesterolo HDL (“buono”). Questo accade perché il frutto contiene vitamina E, fibre e grassi monoinsaturi in quantità concentrate tali da aiutare a mantenere i livelli di colesterolo sotto controllo.

Mandorle di Avola vs Altre Mandorle: Differenze Qualitative

Analogamente è opportuno sottolineare come non tutta la frutta secca sia uguale: in particolare, se si prendono in analisi le mandorle - frutta essiccata tra le più apprezzate - è evidente come la produzione italiana ne preservi ed esalti le proprietà nutrizionali e salutistiche. Di seguito una tabella esplicativa che confronta i valori nutrizionali della mandorla di Avola con le altre mandorle.

Differenze qualitative (mg/100gr) Mandorla d’Avola Altre mandorle
Potassio 674,89 464,18
Magnesio 195,13 103,89
Calcio 267,76 90,31
Fosforo 469,84 320,68
Vitamina E 25,88 21,05
% Oli 52% 40%

Fonte : Studio Laboratori Asca Regione Siciliana

Altri Benefici delle Mandorle

Le mandorle, poi, sarebbero di sicuro un ottimo alleato per le neomamme, in quanto aiutano ad eliminare le smagliature post gravidanza e permettono di mantenere alto il livello di zuccheri nel sangue. L’olio di mandorle, inoltre, usato anche per frizionare il corpo e la pelle, può rappresentare un ottimo rimedio contro lo stress. Ma anche contro il freddo. Il suo elevato contenuto vitaminico rende infatti l’olio di questo seme un importante alleato in caso di cali di temperatura, così come per quelli di ferro. Mangiare mandorle quando ci sono carenze di ferro, insomma, fa bene.

E proprio per il suo alto valore nutritivo di ferro e vitamine, in particolare quelle del gruppo B, le mandorle, inoltre, aiutando a combattere l’anemia.

L'olio di mandorle, usato con costanza, previene le smagliature della gravidanza. Inoltre, combatte la forfora, previene la caduta dei capelli e anche l’arrivo precoce di quelli bianchi.

Il latte di mandorle, invece, secondo alcune ricerche sarebbe anche un ottimo alleato per il nostro buon umore. Bevanda energetica e rinfrescante, vanta proprietà antidepressive e antinfiammatorie, ma non solo. Il latte di mandorle consente all’organismo umano di ottenere un grande apporto di calorie, tanto che un solo bicchiere che contiene praticamente le stesso di mezzo etto di banane.

Come Integrare le Mandorle nella Dieta

Adatte in qualsiasi momento della giornata, le mandorle, dunque, fanno bene. Così come i suoi derivati. Secondo uno studio americano, la dose giornaliera consigliata per vivere meglio è di 45 grammi di mandorle tostate.

Per queste ragioni il metodo NutriSalus prevede e consiglia di mangiare 3/5 mandorle alla fine di ogni pasto. Dopo colazione, pranzo e cena sono un toccasana. Possono anche essere usate come snack “spezza fame” durante la giornata. Tenetene sempre un pò a vostra disposizione.

Molti esimi esperti del settore consigliano di evitare la frutta secca durante un regime di dieta per perdere o mantenere il peso. Un errore. Diffidate da chi dice che la frutta secca è altamente calorica (cosa vera per altro) per cui è meglio evitarla nella dieta, ma è talmente ricca di principi naturali ed influisce su certi metabolismi che dovrebbe essere inclusa nella nostra dieta già dall’infanzia. Non è la frutta secca che ingrassa. Anzi. Cominciate a pensare ad un regime dietetico che vi sganci dalla conta calorica.

Consigli per un Consumo Consapevole

  • Consumarla come spuntino nutriente tra i pasti, contribuendo a mantenere il senso di sazietà.
  • Utilizzarla come ingrediente in diverse ricette, ad esempio aggiungendola a insalate, yogurt, cereali, o piatti principali per aumentare l’apporto di nutrienti.
  • Limitare la porzione giornaliera a circa 30 grammi, l’equivalente di una piccola manciata, poiché la frutta secca, seppur benefica, è molto calorica e un consumo eccessivo potrebbe portare a un surplus calorico indesiderato.

Mandorle e Metabolismo del Ferro

La carenza di ferro è molto più diffusa di quanto si creda e deve essere sospettata anche in assenza di anemia evidente. In caso di carenza l’organismo prende il ferro dai depositi di ferritina, poi lo capta dalla transferrina, poi dagli enzimi contenenti il ferro e solo in ultimo manca il ferro per la sintesi dell’emoglobina. Quindi un’anemia sarà preceduta da una carenza del ferro a livello dei tessuti. Una delle cause del depauperamento delle scorte di ferro è il ciclo mestruale. In questo particolare momento, molte donne accusano carenza di ferro, soprattutto in caso di ipermenorrea (mestruazioni troppo abbondanti).

Il sistema NutriSalus previene e cura questi effetti con una dieta che assicuri quotidianamente all’organismo alimenti ricchi di ferro (rosso d’uovo, carne, pesce, spinaci, frutta secca). Per i vegetariani dieta ricca di legumi, cavoli, broccoli (e in generale in tutte le crucifere), spinaci, cereali integrali e frutta secca. Il Ferro contenuto nei vegetali, anche maggiore in quantità assoluta, è in forma non-eme, che risulta avere un assorbimento inferiore rispetto al Ferro in forma eme, contenuta nei cibi di origine animale.

Il sistema NutriSalus prevede l’assunzione, in contemporanea con i cibi ricchi in ferro, di cibi ricchi in vitamina C (prugne secche, peperoni, agrumi, broccoli, etc.) vitamina che incrementa notevolmente l’assorbimento del ferro non-eme a livello intestinale, nei due giorni precedenti e nei due giorni seguenti l’apparizione del ciclo mestruale. Vino rosso, cioccolato, caffè e tè, invece, a causa del loro contenuto in tannino, riducono l’assimilabilità del Ferro: è pertanto preferibile assumere questi alimenti lontano dai pasti.

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