La Mela e il Colesterolo: Un Legame Salutare

Il consumo quotidiano di frutta e verdura è ormai da tempo associato a un minor rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. Spesso, per ridimensionare il colesterolo, si fa uso di farmaci di sintesi o di origine naturale ma, in alcuni casi, potrebbe essere sufficiente agire a livello alimentare consumando cibi in grado di ridurre gli accumuli di grasso a livello del sangue o di far assorbire in misura minore queste sostanze a livello intestinale. In linea di massima, seguire una dieta ricca di verdura, legumi, frutta e cereali integrali dovrebbe aiutare a mantenere i livelli di colesterolo sotto controllo.

Una mela al giorno toglie il medico di torno, in tutti i sensi, riducendo anche il colesterolo. Le mele sono davvero un toccasana per la salute e, secondo alcune ricerche condotte nel Regno Unito, mangiare una mela al giorno ridurrebbe le morti dovute al rischio cardiovascolare proprio come assumere una statina al giorno, ma senza effetti collaterali. Le statine sono farmaci che vengono prescritti proprio per abbassare il colesterolo.

Studi Scientifici sull'Effetto delle Mele sul Colesterolo

Due mele al giorno riducono i livelli di colesterolo ‘cattivo’ nel sangue e l’incidenza delle malattie cardiovascolari. È quanto emerge da uno studio clinico appena pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition. I ricercatori inglesi hanno reclutato 43 individui sani - 25 donne e 18 uomini, in età compresa tra 29 e 69 anni - con lieve ipercolesterolemia. I volontari sono stati sottoposti a un periodo preliminare di dieta, per standardizzare il campione.

La ricerca, condotta dai ricercatori dell’Università di Reading in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, ha voluto saggiare l’ipotesi che il consumo quotidiano di 2 mele per 8 settimane su 40 soggetti lievemente ipercolesterolemici potesse influenzare positivamente i livelli di colesterolo nel sangue e svolgere un effetto benefico sulla salute dell’apparato cardiovascolare. Il gruppo sperimentale ha assunto mele di varietà Renetta Canada (coltivate in Val di Non - Trentino), ricche di proantocianidine e diidrocalconi, oltre ad aver dimostrato di possedere effetti positivi sulla composizione e l’attività del microbiota intestinale.

In conclusione, lo studio ha evidenziato che nel gruppo che aveva consumato le mele il colesterolo è diminuito quasi del 4% rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, che avevano bevuto succo di mela. Tra le mele e le bevande a base di frutta corre un abisso nutrizionale, che lo studio in esame ben riassume. Le due renette consumate dai volontari forniscono 8,5g di fibra, contro gli 0,5g della bevanda con succo. Quanto ai polifenoli, le mele impiegate nello studio ne forniscono 990mg, la bevanda 2,5mg. Interessante sarebbe stato il confronto con mele renette biologiche.

Il tema è stato approfondito da uno studio di intervento randomizzato, controllato, crossover in volontari sani moderatamente ipercolesterolemici (23 donne, 17 uomini), con BMI 25,3 ± 3,7 kg / m 2 e età 51 ± 11 anni, che hanno consumato 2 mele / giorno o un bevanda di controllo con stesso zucchero ed energia per 8 settimane ciascuna, separate da un periodo di wash out di 4 settimane. Sullo stesso tema, una revisione sistematica ha rilevato una riduzione dell’IMC con l’assunzione di mele o pere negli RCT, che però non hanno mostrato una variazione statisticamente significativa dei fattori di rischio per CVD / CMD.

Studi epidemiologici suggeriscono che un’assunzione frequente di mele è inversamente associata a sindrome coronarica acuta, mortalità da patologia cardiovascolare totale e mortalità per qualsiasi causa.

  • Hansen L., Dragsted L., Olsen A., Christensen J., Tjønneland A., Schmidt E., & Overvad K. (2010). Fruit and vegetable intake and risk of acute coronary syndrome. British Journal of Nutrition, 104(2), 248-255.
  • Hodgson J., Prince R., Woodman R., Bondonno C., Ivey K., Bondonno N., Lewis J. (2016). Apple intake is inversely associated with all-cause and disease-specific mortality in elderly women. British Journal of Nutrition, 115(5), 860-867.

Questi risultati supportano l'idea che includere mele intere (non succhi o estratti) nella dieta quotidiana sia una strategia semplice e naturale per prevenire le malattie del cuore.

La Mela Annurca e le sue Proprietà Uniche

All’Università Federico II di Napoli, un gruppo di lavoro coordinato dal preside della facoltà di Farmacia, Ettore Novellino, ha messo in luce le proprietà uniche della mela Annurca nel contrastare alti livelli di colesterolo, scoprendone poi ulteriori e sorprendenti potenzialità.

«Tutto nasce - afferma Ettore Novellino - dalla pubblicazione sul British Medical Journal di una ricerca osservazionale su due coorti da 10 mila soggetti l’una, datata al dicembre 2013. Entrambi i gruppi erano formati da soggetti con elevati livelli di colesterolo plasmatico e dagli identici indicatori di mortalità. «Per dare scientificità al proverbio - ha detto Novellino - sono state selezionate e confrontate diverse specie di mele trentine, quali Granny Smith, Red Delicious, Golden Delicious e Fuji, e la mela Annurca che è un prodotto tipico della Campania. L’analisi dei suoi componenti è seguita all’osservazione di carattere generale e ha permesso di evidenziare come il frutto campano possedesse porzioni più abbondanti di procianidine, antiossidanti naturali a protezione da funghi e parassiti. «Questo deriva direttamente dalle modalità di raccolta e maturazione - ha detto Novellino - che per la mela Annurca prevedono la deposizione a terra su uno strato di paglia per un mese.

Avendo indagato e compreso il meccanismo di azione dell’estratto di mela in relazione ai singoli componenti si è dato vita a uno studio clinico su 250 soggetti, dai 18 ai 83 anni di età, i cui valori di colesterolo plasmatico oscillavano tra i 200-250 mg/dl, cioè al di sopra della norma, ma non con valori tali da determinare un reale rischio cardiovascolare. A tutti i partecipanti è stato suggerito di non modificare né il loro regime alimentare né lo stile di vita, ma di assumere due volte al giorno una mela, di qualsiasi specie, dalle trentine alla mala Annurca.

«Perché si potessero conseguire risultati analoghi a quelli delle statine - ha osservato Novellino - l’abbassamento del colesterolo totale doveva essere del 25% con punte del 35% sulle LDL e questo avrebbe significato il ricorso a ben sei mele ogni giorno, ma con risvolti sicuramente negativi sulla glicemia e la trigliceridemia. Per ovviare al’inconveniente, ma ottenere lo stesso una riduzione significativa dei livelli di colesterolo, si è deciso di estrarre il fitocomplesso procianidinico della Melannurca Campana IGP, e utilizzarlo direttamente, realizzando un nutraceutico. Le sue capsule, opportunamente dosate, contengono ciascuna una quantità di estratto equivalente a quello presente in tre mele.

Un successivo trial su una popolazione di soggetti moderatamente ipercolesterolemici (214-254 mg/dl), tra i 18 e gli 83 anni, ha mostrato che dopo 60 giorni di assunzione, il colesterolo totale era diminuito in media del 25% e le LDL del 37%. Quelle ad alta densità o HDL erano incrementate del 45%, con esiti migliori di quelli delle statine, specie riguardo al colesterolo buono HDL.

Altri Benefici della Mela Annurca

È stata in parte dovuta al caso la scoperta di un’altra proprietà di interesse della mela Annurca: la sua capacità di influire beneficamente sulla ricrescita e il rinfoltimento dei capelli. Un maggiore infoltimento e una più frequente necessità di taglio era stata registrata da quasi tutti i partecipanti alle sperimentazioni della Federico II, che con grande sorpresa osservavano come la loro chioma assumesse progressivamente spessore e vigore, migliorando nell’aspetto.

È accaduto allo stesso professor Novellino il quale, da scienziato, ha tracciato ben presto una correlazione con gli studi in corso e ha voluto approntare apposite prove in vitro. «Una porzione dell’estratto e più in particolare proprio uno dei componenti già utilizzati in chiave anti-colesterolo - ha detto Novellino - ha mostrato la capacità di incrementare la fase anagen, cioè di crescita del bulbo pilifero, inibendo la fase catagen responsabile della caduta. Ora l’intenzione è mettere a punto un nutraceutico adatto sia a chi soffra di alopecia, sia a chi ne sia interessato perché sottoposto a chemioterapie anti-tumorali, in genere fortemente alopecizzanti.

Allo scopo, e tenendo conto del fatto che «le osservazioni preliminari hanno dato risultati interessanti», è stato istituito un protocollo sperimentale in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS- Fondazione G.

Valore Nutrizionale della Mela

Ogni mela contiene solo 64,5 calorie ed è formata all’incirca per il 4% di proteine, per il 2% di lipidi e per il 94% di carboidrati. Dal punto di vista nutrizionale mangiare mele intere è una scelta migliore rispetto a berne il succo; i suoi micronutrienti si concentrano infatti soprattutto nella buccia, e il frutto intero è più ricco di fibre e probabilmente anche di polifenoli, molecole benefiche in termini di protezione della salute. Il succo di mela potrebbe ridurre l’assorbimento di alcuni farmaci, come la fexofenadina.

Il basso apporto calorico e il limitato apporto di grassi e sodio rendono la mela ideale per la salute del sistema cardiovascolare. I principali benefici del consumo di mele derivano però dai loro fitonutrienti e dalle loro fibre. Queste ultime, in particolare quelle solubili come la pectina, aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e a normalizzare quelli di zuccheri e di insulina; inoltre la pectina può essere utile in caso di diarrea. Accanto alla pectina, gli antiossidanti naturali delle mele - soprattutto i flavonoidi - aiutano a prevenire l'ossidazione delle lipoproteine LDL, un passaggio chiave nello sviluppo dell'aterosclerosi.

Altre Considerazioni

Ad oggi non sono disponibili studi clinici che abbiano dimostrato la validità di questi consigli, ma i risultati di studi epidemiologici portano a ipotizzare che il consumo di almeno una mela al giorno possa aiutare a prevenire alcune forme tumorali (in particolare da quelli del colon retto e ai polmoni). Ricerche preliminari suggeriscono inoltre che il consumo di questi frutti aiuti a proteggere la salute dai fattori di rischio cardiovascolare (aterosclerosi, ipercolesterolemia, obesità e diabete) e da disturbi respiratori (in particolare l’asma).

La principale controindicazione al consumo di mele è costituita dall’allergia. Fra le sue possibili manifestazioni sono inclusi la sindrome orale allergica, l’orticaria e l’asma indotta dall’esercizio.

Va sottolineato che le mele non sono un "farmaco naturale" né possono sostituire un'alimentazione complessivamente sana. Il famoso detto "una mela al giorno toglie il medico di torno" trova oggi una solida base scientifica, almeno per quanto riguarda la salute cardiovascolare. Infine, è bene ricordare che nessun alimento da solo è sufficiente per garantire la salute.

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