Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di diabete, che si verifica quando il pancreas non riesce a produrre abbastanza insulina, l'ormone che favorisce l'assorbimento del glucosio dal sangue alle cellule dell'organismo, mantenendo i normali livelli ematici di zucchero. Oppure, l'insulina che viene prodotta non funziona correttamente. Il sovrappeso e l'obesità sono i principali fattori di rischio e, per questo motivo, l'incidenza di diabete di tipo 2 è destinata ad aumentare.
Le linee guida dietetiche esistenti per la prevenzione del diabete di tipo 2 raccomandano di consumare alimenti specifici a base vegetale, come cereali integrali, verdura, frutta, legumi e olio d'oliva. Consigliano, invece, di limitare il consumo della maggior parte dei prodotti animali. Non tutte le fonti di proteine animali, però, sono uguali dal punto di vista nutrizionale. Sapere in che modo i diversi prodotti animali sono associati al rischio di diabete consentirebbe di aggiornare le linee guida, permettendo alle persone di scegliere gli alimenti migliori.
La Ricerca sui Cibi di Origine Animale e il Diabete
Per questo motivo risulta di particolare importanza la revisione, recentemente condotta da ricercatori dell'Università Federico II di Napoli, di 13 meta-analisi esistenti sul legame tra sviluppo del diabete e consumo di dodici diversi prodotti di origine animale. La ricerca è stata presentata al meeting annuale dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) da Annalisa Giosuè, nutrizionista all’Università Federico II di Napoli e ha l’obiettivo di colmare una lacuna.
Carni Rosse e Lavorate: Un Rischio Maggiore
Le carni rosse e lavorate sono collegate a un rischio più elevato di diabete di tipo 2 e, al loro posto, sarebbe preferibile consumare quantità moderate di pesce e uova che, invece, non sembrano influenzare il rischio di diabete. È stato riscontrato un aumento del 20% del rischio di diabete di tipo 2 con il consumo di 100 grammi di carne totale al giorno e del 22% con il consumo di 100 grammi di carne rossa assunta quotidianamente. Il rischio è ancora maggiore, si parla del 30% in più, se si consumano 50 grammi al giorno di carni lavorate.
Sono stati riscontrati aumenti significativi del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 per il consumo di 100 g/giorno di carne totale (RR 1,20; aumento del 20%) e carne rossa (1,22, aumento del 22%) e con 50 g/giorno di carni lavorate (1,30, aumento del 30%). È stato osservato anche un aumento borderline del rischio per 50 g/giorno di carne bianca (1,04, aumento del 4%).
Le carni rosse, ovvero carne di manzo, agnello e maiale, e le carni lavorate come pancetta, salsicce e salumi sono fonte di acidi grassi saturi, colesterolo e ferro ematico. Tutti questi componenti sono noti per promuovere l'infiammazione cronica e lo stress ossidativo, in grado di ridurre la sensibilità delle cellule all'insulina. Le carni lavorate contengono anche nitrati, nitriti e sodio che, tra gli altri effetti negativi, possono danneggiare le cellule del pancreas che producono insulina.
Alternative alla Carne Rossa
Lo studio ha fornito indicazioni utili anche sulle possibili alternative al consumo di carne. Risulta infatti che sostituendo una porzione di carne rossa processata, carne rossa non processata, o una combinazione delle due con una porzione di frutta secca o di legumi, il rischio di sviluppare il diabete si riduce rispettivamente del 30%, 41% e 29%. Un rischio ridotto è associato anche alla sostituzione della carne rossa con una porzione di latticini. Sostituire la carne con fonti proteiche di origine vegetale, come noci o legumi, ma anche con modeste quantità di latticini potrebbe invece ridurre il rischio di sviluppare la malattia metabolica.
I ricercatori, successivamente, hanno stimato gli effetti della sostituzione della carne con una fonte proteica di origine vegetale e hanno evidenziato come con una porzione di noci e legumi si corresse un rischio inferiore del 30% di sviluppare diabete di tipo 2, mentre con una porzione di latticini il rischio si riduceva del 22%.
Il Ruolo dei Grassi
Tra i possibili fattori biologici che potrebbero avere un ruolo nell’associazione rilevata, possono essere considerati l’alto livello di grassi saturi o il basso livello di grassi polinsaturi, ferro eme, o la quantità di nitrati presenti nelle carni processate.
Latticini: Un Effetto Protettivo?
I latticini in quantità moderate, invece, sembravano correlati a un rischio più basso di diabete di tipo 2 o, in ogni caso, avere un rapporto neutro con lo sviluppo della patologia. Il consumo di 200 grammi di latte al giorno è stato associato con una riduzione del rischio del 10%. I latticini totali, invece, sempre nella quantità di 200 g al giorno, riducono il rischio del 5%. Minore è invece la riduzione del rischio data dal consumo di latticini a basso contenuto di grassi, pari al 3%. Il consumo di 100 grammi di yogurt al giorno è stato associato a una riduzione del rischio del 6%.
Con un’assunzione di 200 g/die di latticini totali si ha una lieve riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 (RR 0,95, 5% di riduzione), così come con latticini a basso contenuto di grassi (RR 0,96, 4% di riduzione), latte (RR 0,90, 10% di riduzione) e per 100 g/giorno di yogurt (RR 0,94, 6% di riduzione). Sono stati riscontrati effetti non significativi per 200 g/giorno di latticini interi (0,98) e per 30 g/giorno di formaggio (0,97).
I prodotti lattiero-caseari sono ricchi di sostanze nutritive, vitamine e altri composti bioattivi che possono influenzare favorevolmente il metabolismo del glucosio. Le proteine del siero del latte, ad esempio, sono note per modulare l'aumento dei livelli di zucchero nel sangue dopo il pasto.
Giosuè ha osservato che i latticini contengono numerosi nutrienti, vitamine e altri componenti, come calcio e vitamina D, che hanno potenziali effetti benefici sul metabolismo del glucosio. In particolare, ha affermato:le proteine del siero di latte hanno un noto effetto benefico sulla regolazione dell’aumento dei livelli di glucosio nel sangue dopo i pasti, e anche sul controllo dell’appetito e del peso corporeo”.Inoltre, i probiotici presenti nello yogurt sono stati collegati agli effetti protettivi contro l’aumento di peso e l’obesità.
Latticini Interi o Magri?
Sebbene i risultati suggeriscano che i prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi siano più benefici di quelli a pieno contenuto di grassi nel ridurre il rischio di diabete di tipo 2, saranno necessarie ulteriori ricerche per raggiungere prove certe, necessarie a fornire raccomandazioni preventive solide.
Altri Fattori da Considerare
Va precisato che coloro che consumavano più carne rossa avevano mediamente indice di massa corporea (BMI) più elevato, un apporto energetico totale più elevato ed erano più probabilmente fumatori. Erano, inoltre, più sedentari e con inferiori probabilità di assumere multivitaminici.
I ricercatori ipotizzano che la relazione tra consumo di carne rossa e diabete possa essere mediata dal BMI.
Metodi di Cottura e Qualità della Carne
Gli studiosi hanno inoltre evidenziato quanto il metodo di preparazione della carne abbia un ruolo fondamentale nel provocare danni alla salute: l'eccesso di cottura aumenta infatti l'infiammazione degli organi e lo stress ossidativo. Queste condizioni, a loro volta, provocano un'elevata produzione di glucosio da parte del fegato e una minore capacità della massa muscolare di utilizzarlo. In una simile situazione, l'organismo reagisce e attiva l'insulino-resistenza.
In pratica, se proprio una volta ogni tanto si desidera un piatto di carne, meglio magrissima, biologica e cruda. Ma attenzione, sotto accusa non è tanto il prodotto acquistato in macelleria quanto la carne processata, cioè trasformata dall'industria. Sono pertanto da evitare tutti gli insaccati, i precotti, le preparazioni che sono state affumicate, salate, conservate, come per esempio le carni in scatola.
È stato osservato che modificare una dieta “carnivora” a favore di legumi, frutta e verdura fresche può migliorare la salute di alcune cellule molto importanti nella malattia diabetica. Si tratta delle cellule beta e alfa pancreatiche, responsabili dell'emissione di insulina e glucagone. Livelli elevati e costanti di grassi di origine animale nel sangue, infatti, ne provocano il deterioramento e, a lungo andare, la morte.
Una recente ampia metanalisi ha indagato l’associazione fra uso di carne rossa processata, non processata e di pollami e il rischio di diabete tipo 2. Risultato? Il consumo di carne rossa processata e non processata è stato associato a una maggiore incidenza di malattia, soprattutto nelle aree europee, del Pacifico occidentale, dell’Asia orientale e del Nordamerica; l’associazione con l’uso di pollami, seppure positiva, è risultata meno forte.
Il consumo di carne può condizionare il rischio di diabete tipo 2 attraverso diversi meccanismi che peggiorano la sensibilità all’azione dell’insulina e la funzione delle beta-cellule pancreatiche.
Tabella Riepilogativa del Rischio di Diabete in Relazione al Consumo di Carne e Latticini
| Alimento | Quantità | Variazione del Rischio di Diabete Tipo 2 |
|---|---|---|
| Carne Totale | 100 g/giorno | Aumento del 20% |
| Carne Rossa | 100 g/giorno | Aumento del 22% |
| Carni Lavorate | 50 g/giorno | Aumento del 30% |
| Latticini Totali | 200 g/giorno | Riduzione del 5% |
| Latticini a Basso Contenuto di Grassi | 200 g/giorno | Riduzione del 4% |
| Latte | 200 g/giorno | Riduzione del 10% |
| Yogurt | 100 g/giorno | Riduzione del 6% |
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