Carne Rossa e Glicemia: Effetti sul Rischio di Diabete di Tipo 2

Numerose ricerche hanno esplorato il legame tra alimentazione e rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Le raccomandazioni dietetiche per la prevenzione del diabete di tipo 2 si basano principalmente sul consumo appropriato di alimenti vegetali, quantità elevate di quelli ricchi di fibre e basso consumo di quelli raffinati, così come di quelli ricchi di zuccheri liberi.

Questo articolo approfondisce in particolare gli effetti del consumo di carne rossa sulla glicemia e il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2, basandosi su studi recenti e meta-analisi.

L'Associazione tra Consumo di Carne Rossa e Diabete

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition e condotto su tre coorti di individui ha rilevato il legame tra consumo di carne rossa e aumento del rischio di diabete: pari al 40% per le carni non processate e al 51% per quelle processate.

I risultati della nuova review su rischio di diabete e alimenti di origine animale Le 13 meta-analisi esaminate nello studio includevano 175 rapporti di rischio (RR) per l’incidenza del diabete di tipo 2 in relazione al consumo di carne totale, carne rossa, carne bianca, carni lavorate, pesce, latticini totali, latticini interi, latticini magri, latte, formaggio, yogurt o uova.

In tutti i tre gruppi, sia analizzati separatamente che congiuntamente, è stato rilevato il legame tra consumo di carne rossa e aumento del rischio di diabete: pari al 40% per le carni non processate e al 51% per quelle processate.

In una recente ampia metanalisi ha indagato l’associazione fra uso di carne rossa processata, non processata e di pollami e il rischio di diabete tipo 2. Risultato? Il consumo di carne rossa processata e non processata è stato associato a una maggiore incidenza di malattia, soprattutto nelle aree europee, del Pacifico occidentale, dell’Asia orientale e del Nordamerica; l’associazione con l’uso di pollami, seppure positiva, è risultata meno forte.

Secondo un nuovo e ampio studio USA, le persone che mangiano due porzioni di carne rossa alla settimana presentano il 62% in più del rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

I partecipanti hanno risposto a questionari sulle abitudini alimentari - ogni due/quattro anni- e hanno fornito informazioni sull’insorgenza di malattie e altri aspetti legati alla salute, ogni due anni.

Va precisato che coloro che consumavano più carne rossa avevano mediamente indice di massa corporea (BMI) più elevato, un apporto energetico totale più elevato ed erano più probabilmente fumatori.

Risultati Specifici

  • È stato riscontrato un aumento del 20% del rischio di diabete di tipo 2 con il consumo di 100 grammi di carne totale al giorno e del 22% con il consumo di 100 grammi di carne rossa assunta quotidianamente.
  • Il rischio è ancora maggiore, si parla del 30% in più, se si consumano 50 grammi al giorno di carni lavorate.
  • Una porzione aggiuntiva al giorno di carne rossa processata è risultata associata a un rischio di diabete 1,46 volte maggiore; nel caso della carne non lavorata lo stesso era 1,24 volte maggiore e, per quanto riguarda il rischio associato al consumo combinato, questo era di 1,28 volte maggiore.
  • È stato osservato anche un aumento borderline del rischio per 50 g/giorno di carne bianca (1,04, aumento del 4%).

Perché la Carne Rossa Aumenta il Rischio di Diabete?

Tra i possibili fattori biologici che potrebbero avere un ruolo nell’associazione rilevata, possono essere considerati l’alto livello di grassi saturi o il basso livello di grassi polinsaturi, ferro eme, o la quantità di nitrati presenti nelle carni processate.

Le carni rosse, ovvero carne di manzo, agnello e maiale, e le carni lavorate come pancetta, salsicce e salumi sono fonte di acidi grassi saturi, colesterolo e ferro ematico. Tutti questi componenti sono noti per promuovere l'infiammazione cronica e lo stress ossidativo, in grado di ridurre la sensibilità delle cellule all'insulina.

Le carni lavorate contengono anche nitrati, nitriti e sodio che, tra gli altri effetti negativi, possono danneggiare le cellule del pancreas che producono insulina. Le carni lavorate contengono anche nitrati, nitriti e sodio che possono contribuire al danno delle cellule pancreatiche e alla disfunzione vascolare, influenzando così la sensibilità all’insulina”.

Inoltre, l'eccesso di cottura aumenta infatti l'infiammazione degli organi e lo stress ossidativo. Queste condizioni, a loro volta, provocano un'elevata produzione di glucosio da parte del fegato e una minore capacità della massa muscolare di utilizzarlo. In una simile situazione, l'organismo reagisce e attiva l'insulino-resistenza.

Alternative al Consumo di Carne Rossa

Lo studio ha fornito indicazioni utili anche sulle possibili alternative al consumo di carne, risulta infatti che sostituendo una porzione di carne rossa processata, carne rossa non processata, o una combinazione delle due con una porzione di frutta secca o di legumi, il rischio di sviluppare il diabete si riduce rispettivamente del 30%, 41% e 29%.

Un rischio ridotto è associato anche alla sostituzione della carne rossa con una porzione di latticini. Sostituire la carne con fonti proteiche di origine vegetale, come noci o legumi, ma anche con modeste quantità di latticini potrebbe invece ridurre il rischio di sviluppare la malattia metabolica.

È stato osservato che modificare una dieta “carnivora” a favore di legumi, frutta e verdura fresche può migliorare la salute di alcune cellule molto importanti nella malattia diabetica. Si tratta delle cellule beta e alfa pancreatiche, responsabili dell'emissione di insulina e glucagone.

Il Ruolo dei Latticini

Con un’assunzione di 200 g/die di latticini totali si ha una lieve riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 (RR 0,95, 5% di riduzione), così come con latticini a basso contenuto di grassi (RR 0,96, 4% di riduzione), latte (RR 0,90, 10% di riduzione) e per 100 g/giorno di yogurt (RR 0,94, 6% di riduzione). Sono stati riscontrati effetti non significativi per 200 g/giorno di latticini interi (0,98) e per 30 g/giorno di formaggio (0,97).

Il consumo di 200 grammi di latte al giorno è stato associato con una riduzione del rischio del 10%. I latticini totali, invece, sempre nella quantità di 200 g al giorno, riducono il rischio del 5%. Minore è invece la riduzione del rischio data dal consumo di latticini a basso contenuto di grassi, pari al 3%. Il consumo di 100 grammi di yogurt al giorno è stato associato a una riduzione del rischio del 6%.

I prodotti lattiero-caseari sono ricchi di sostanze nutritive, vitamine e altri composti bioattivi che possono influenzare favorevolmente il metabolismo del glucosio. Le proteine del siero del latte, ad esempio, sono note per modulare l'aumento dei livelli di zucchero nel sangue dopo il pasto.

I latticini contengono numerosi nutrienti, vitamine e altri componenti, come calcio e vitamina D, che hanno potenziali effetti benefici sul metabolismo del glucosio. Le proteine del siero di latte hanno un noto effetto benefico sulla regolazione dell’aumento dei livelli di glucosio nel sangue dopo i pasti, e anche sul controllo dell’appetito e del peso corporeo”.

Inoltre, i probiotici presenti nello yogurt sono stati collegati agli effetti protettivi contro l’aumento di peso e l’obesità.

Tabella Riepilogativa: Effetti del Consumo di Alimenti sul Rischio di Diabete di Tipo 2

Alimento Quantità Effetto sul Rischio
Carne Totale 100 g/giorno Aumento del 20%
Carne Rossa 100 g/giorno Aumento del 22%
Carni Lavorate 50 g/giorno Aumento del 30%
Carne Bianca 50 g/giorno Aumento del 4% (borderline)
Latticini Totali 200 g/giorno Riduzione del 5%
Latticini Magri 200 g/giorno Riduzione del 4%
Latte 200 g/giorno Riduzione del 10%
Yogurt 100 g/giorno Riduzione del 6%
Pesce 100 g/giorno Nessun effetto significativo
Uova 1 uovo/giorno Nessun effetto significativo

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