L'iridologia, o iridodiagnosi, è una tecnica diagnostica di medicina alternativa, fondata sull'idea che sia possibile valutare lo stato di salute di una persona, in base alle caratteristiche dell'iride, alle sue anomalie e ai suoi mutamenti.
Gli iridologi - ossia i cultori dell'iridologia - basano le proprie teorie e affermazioni sull'idea che a determinate zone dell'iride di destra e dell'iride di sinistra corrispondano ben precisi organi, articolazioni, strutture ossee e ghiandole del corpo umano.
Origini e storia dell'iridologia
La prima esplicita descrizione del potere diagnostico dell'osservazione dell'iride si trova in un testo pubblicato nel 1665 e intitolato Chiromatica Medica. Per gli iridologi, i padri dell'iridologia sono due: un ungherese di nome Ignaz von Peczely e uno svedese di nome Nils Liljequist, entrambi vissuti nel diciannovesimo secolo. Un altro iridologo del passato, che merita una citazione particolare, è il tedesco Pastor Emanuel Felke.
La diffusione e la notorietà dell'iridologia moderna nel Mondo si deve al già citato Bernard Jensen e ai suoi collaboratori P. Johannes Thiel, Eduard Lahn e J. Haskell Kritzer. In Italia l'iridologia si è diffusa ad opera di diversi ricercatori; molti di loro si sono formati nelle scuole tedesche ma altri, hanno apportato novità e nuovi campi di applicazione a questa tecnica. Il modo di intendere l’iridologia in Italia viene considerato abbastanza completo. In francia, in Inghilterra, negli Stati Univiti viene ugualmente riconosciuta e praticata.
La leggenda racconta che Von Peczely, all’età di 11 anni, trovò un gufo caduto da un albero con una zampa rotta, lo raccolse e lo portò a casa, lo curò e si è accorse della presenza di una macchia su un occhio del gufo. Si chiese quindi se la macchia potesse essere comparsa in seguito alla frattura e per verificare la sua ipotesi, ruppe anche l’altra zampa del gufo! Questo fu il punto di partenza delle sue ricerche che lo portarono a scrivere un libro, pubblicato nel 1880, intitolato: “Scoperta nel seno della Natura e nell’Arte della Guarigione” il primo testo moderno di iridologia, che venne riveduto nel 1887 da Emil Schlegel e pubblicato nel suo trattato “La diagnosi oculare secondo il metodo di I.V. Peczely”.
Come funziona l'iridologia
Secondo l’iridologia, l’occhio è come un piccolo database che contiene tutte le informazioni che riguardano lo stato di salute della persona. La lettura delle macchie e delle modificazioni che compaiono sull’iride permette agli esperti della disciplina di rilevare eventuali alterazioni organiche passate o presenti. Lungi dall'essere un'arte divinatoria, l'iridologia fonda il suo principio sul fatto che ogni settore dell'iride corrisponde ad un organo del corpo umano.
Secondo gli iridologi, guardando l’iride di una persona si potrebbe determinare l’esistenza di un problema non solo relativo all’iride stessa, ma anche ad altri organi del corpo, e perfino alle capacità mentali e psicologiche della persona. Secondo l’iridologia, infatti, l’iride sarebbe una sorta di carta topografica che riprodurrebbe tutta la mappa del corpo umano: a ciascuna area del corpo corrisponderebbe una parte di iride.
A determinati punti dell’iride corrispondono organi del corpo. Gli esperti iridologi hanno creato una vera e propria mappa dell’iride. L’anello centrale corrisponde allo stomaco, seguono gli anelli corrispondenti a intestino, cuore, ghiandole surrenali, muscoli e scheletro ed epidermide. L’analisi dell’occhio destro, infine, permette di mappare lo stato di salute della parte destra del corpo.
Secondo questo punto di vista, lo stato di salute e di malattia di una persona può essere diagnosticato dal colore, dalla consistenza e dalla posizione delle varie macchie di pigmento negli occhi e alcuni affermano anche di riuscire a individuare la storia completa di malattie passate e trattamenti precedenti.
L'indagine iridologica non è né invasiva né dolorosa e viene effettuata mediante un apposito strumento non elettromedicale, l'iridoscopio, che, dotato di particolari ottiche, consente di esaminare l'iride fin nei suoi più microscopici dettagli. Detto questo, l’indagine iridologica non è invasiva né dolorosa e viene effettuata mediante uno strumento detto iridoscopio, una lente con una forte capacità di ingrandimento che consente di esaminare l’iride fin nei suoi più piccoli dettagli.
L'iridologo indaga gli aspetti fisici e psichici dell'uomo attraverso l'osservazione dell'Iride, arrivando a determinare le malattie a cui è predisposto, il grado di intossicazione di un organo e anche il tipo di comportamento e carattere del soggetto. Secondo gli operatori in Iridologia, i dettagli nell'Iride riflettono i cambiamenti nei tessuti dei corrispondenti organi corporei e come spiegato anche dall'Iridologo Bernard Jensen: "Le fibre nervose nell'Iride rispondono ai cambiamenti nei tessuti corporei, manifestando una fisiologia riflessa che corrisponde a specifici cambiamenti e posizioni dei tessuti".
Le mappe dell’iridologia
Nei secoli sono state redatte numerose mappe che localizzano i vari organi del corpo a livello dell'Iride, così da individuare con precisione quali organi sono colpiti da problemi. I cambiamenti del pigmento in precisi punti dell’Iride determina infatti la zona del corpo che presenta precise alterazioni dovute a un carico energetico negativo, causate ad esempio da tossine presenti a livello dell'organo oppure da eventuali carenze di minerali. Con l'Iridologia e la lettura delle mappe è quindi possibile fare un'analisi dello stato di salute della persona, arrivando a conoscerne la costituzione organica, la vitalità, la capacità di reagire sia da un punto di vista fisico che psichico.
La mappa di Jensen
Tra tutte le mappe attualmente a disposizione dell’operatore olistico specializzato in Iridologia, viene analizzata la mappa di Bernand Jensen, che individuò nella sua mappa di Iridologia ben 166 aree, di cui 80 nell'Iride destra e 86 in quella sinistra. Immaginando l’Iride simile al quadrante di un orologio, la mappa iridologica di Jensen colloca l’area corrispondente al cervello in alto, tra le 11 e le 13, la zona polmonare a destra, intorno alle 15 e le gambe alle 18. Vi è un’ulteriore suddivisione in sette zone, per aiutare la localizzazione dei segni iridologici.
Cosa si scopre con l’iridologia
Dalla analisi dell’Iride si può dedurre lo stato di benessere del corpo, ossia si può vedere il grado di tossine accumulate negli anni e le eventuali predisposizioni all’accumulo di acidi e sostanze che gli organi, predisposti al drenaggio, non riescono a smaltire. Si osserva poi il livello energetico degli organi, dall’intestino ai polmoni fino al fegato, ai reni e a tutto il resto del corpo.
Anche le carenze minerali sono visibile nelle mappe analizzate dall’Iridologo: si può vedere infatti se la persona ha una carenza di oligo-elementi e minerali, importanti per il buon funzionamento enzimatico. Con l’Iridologia si riesce poi capire lo stato emotivo della persona, ossia si possono notare molti aspetti relativi al carattere, alla personalità e ai traumi emotivi avuti nel tempo (in merito a questo vi è uno studio svedese, pubblicato sulla rivista Biological Psychology, che conferma la connessione tra l’Iride e il carattere delle persone).
Efficacia e validità scientifica
L'iridologia è una pratica priva di qualsiasi fondamento scientifico. Nessuno studio condotto finora, infatti, ha provato l'effettiva efficacia diagnostica dell'iridologia. Molte critiche sono state mosse all’iridologia e alle sue tecniche diagnostiche; molti la classificano come una pseudo-scienza o come una diagnosi di poco valore.
Uno dei primi studi che dimostrò l'inefficacia dell'osservazione dell'iride, come strumento diagnostico, risale al 1957. L'esperimento in questione consistette nel far osservare a Jensen e colleghi le iridi di 143 potenziali malati di rene e chiedere loro di individuare le persone malate. Al termine delle loro osservazioni, i 3 iridologi non riuscirono a individuare correttamente i malati e il numero di malati.
In occasione di uno studio analogo al precedente, un team di ricercatori selezionò 39 individui che, per la presenza di calcoli biliari, si sarebbero dovuti sottoporre, il giorno seguente, alla rimozione chirurgica della cistifellea. L'esito fu che i 5 iridologi non riuscirono a individuare correttamente le persone malate, confermando tutti i dubbi riguardanti il reale potere diagnostico dell'iridologia.
Per questo test, i ricercatori selezionarono 110 soggetti, di cui 68 malati di cancro e 42 privi di qualsiasi affezione tumorale. Quindi, interpellarono un iridologo professionista, che non sapeva nulla della storia clinica dei 110 individui selezionati, e gli chiesero di stilare una diagnosi in base all'osservazione dell'iride. Per la precisione, lo invitarono a indicare chi era malato e chi no e quale tipo di tumore avevano i malati.
Nel 1979 Bernard Jensen e altri due sostenitori fallirono un test scientifico in cui esaminarono le fotografie degli occhi di 143 persone nel tentativo di determinare quali avessero disfunzioni renali, ma nessuno dei tre fu in grado di individuare quali pazienti presentassero malattie renali e quali no. Nel 2005 è stato condotto uno studio per verificare se l’iridologia potesse essere utile nella diagnosi di forme comuni di cancro. Un praticante esperto ha esaminato gli occhi di 68 persone con cancro al seno, ovaio, utero, prostata o colon retto e di 42 persone sane. Al praticante, che non era a conoscenza dei dettagli medici, è stato chiesto di suggerire fino a cinque diagnosi per ogni persona e ha diagnosticato correttamente il cancro solo in 3 dei 68 casi.
Rischi e considerazioni
Se infatti una persona accusa dei disturbi, si reca da un iridologo che sbaglia la diagnosi e successivamente si dovesse riscontrare che questa persona ha una malattia grave, si sarebbe perso tempo prezioso per il trattamento. Oltre a un grande spreco di denaro e di tempo, arrivò alla conclusione che la possibilità di diagnosi erronee potesse portare a danni molto gravi.
Va sottolineato che, come tutte le terapie alternative, l’iridologia non può essere considerata come sostitutiva delle tecniche diagnostiche ufficiali, piuttosto come una loro integrazione. L'iridologia rappresenta un fattore di prevenzione, più che un elemento di cura a posteriori. Con l’iridologia si può optare con una strategia preventiva, grazie alla quale l’individuo diventa consapevole delle potenziali difficoltà e prendere così delle contromisure preventive per evitare i problemi.
L'iridologia è in genere indicata per ogni persona che voglia andare più a fondo riguardo la conoscenza di sè e della propria salute, comprendere squilibri momentanei e predisposizioni individuali.
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