La prostata risente notevolmente delle abitudini di vita di un uomo e con il passare dell’età richiede sempre più attenzione. L’adozione di un corretto stile di vita entra a far parte a pieno titolo di un percorso di controllo della prostata in cui si consiglia anche l’effettuazione di una visita periodica con il proprio urologo e l’esecuzione di esami di routine.
Cos'è la Risonanza Magnetica Multiparametrica della Prostata?
La risonanza magnetica multiparametrica (RMmp) è un esame diagnostico radiologico non invasivo, in quanto si basa sul principio della radiofrequenza e non contempla l’utilizzo di radiazioni ionizzanti. Viene definita “multiparametrica” poiché si avvale dell’impiego di parametri multipli, rappresentati dalla morfologia della ghiandola, dalla vascolarizzazione (grazie all’uso del mezzo di contrasto) e dalla densità delle molecole d’acqua contenute nel tessuto normale e patologico.
La risonanza multiparametrica è una risonanza magnetica che viene effettuata utilizzando magneti ad alta intensità di campo magnetico (1.5 Tesla o 3 Tesla), che consente una precisione diagnostica tale da identificare i tumori della prostata anche di piccole dimensioni, che non risultano visibili con altri esami. È anche possibile distinguere tra i tumori confinati all’organo (malattia locale) e quelli che si estendono oltre la prostata (pertanto in uno stadio più elevato).
La risonanza magnetica della prostata multiparametrica (abbreviata in RMmp) è una tecnica di imaging che utilizza un potente campo magnetico e onde radio per creare immagini di alta qualità della prostata e dei tessuti circostanti. La RMmp si distingue per la sua capacità di combinare valutare la ghiandola grazie a diversi parametri, come: morfologia; perfusione ematica; densità cellulare; metabolismo. Questo approccio multiparametrico fornisce, dunque, informazioni essenziali sulla struttura, la vascolarizzazione e la funzionalità della prostata, rendendola particolarmente efficace nell’identificazione e nella caratterizzazione di anomalie prostatiche.
Si tratta di un esame multiplanare: la prostata viene quindi esaminata nei tre piani dello spazio, ciò consente il più accurato studio della sua morfologia.
In pratica una risonanza magnetica multiparametrica prostatica nel cui referto è indicato un PI-RADS 1 o 2 va considerata negativa. In alcuni casi di referti negativi il PI-RADS non viene nemmeno riportato. In presenza di lesioni PI-RADS 4 o 5, al contrario, l’esame va considerato positivo.
Quando si esegue?
La Risonanza Magnetica Multiparametrica è indicata per eseguire la mappatura della prostata, l’identificazione di eventuali noduli sospetti e la biopsia mirata (biopsia prostatica fusion) sulla zona sospetta, evitando di sottoporre il paziente a procedure invasive non necessarie. È indicata in tutti i pazienti con PSA alterato, sostituendo l’Ecografia Prostatica Transrettale, e nei pazienti con diagnosi di carcinoma prostatico, per valutarne l’estensione e programmare il trattamento terapeutico.
Le indicazioni alla risonanza magnetica della prostata comprendono una varietà di situazioni cliniche dove è necessaria una valutazione dettagliata della ghiandola. Questo esame è particolarmente indicato in caso di:
- Sospetto tumore alla prostata, soprattutto quando i livelli di PSA (antigene prostatico specifico) nel sangue sono elevati o in presenza di risultati anomali all’esame rettale digitale.
- Stadiazione del cancro prostatico, ossia per determinare l’estensione del tumore all’interno o fuori della prostata.
- Monitoraggio di pazienti con diagnosi pregressa di cancro prostatico, sia per valutare la risposta al trattamento sia per rilevare eventuali recidive.
- Indagine di anomalie trovate in altri esami di imaging, come l’ecografia transrettale, per una diagnosi più precisa.
- Guida per biopsie prostatiche mirate, nel caso in cui sia necessario prelevare campioni di tessuto per analisi istologiche.
In queste situazioni, la RM della prostata fornisce informazioni vitali che aiutano a guidare la gestione clinica e le decisioni terapeutiche.
Gli scopi della RM PM sono:
- Differenziare tra lesioni tumorali e infiammazione.
- Individuare esattamente il tumore e permettere di effettuare una biopsia prostatica mirata.
- Quando la biopsia prostatica porta alla diagnosi di Ca a basso rischio, si effettua l’esame per risparmiare al paziente ogni tipo di trattamento, monitorando con attenzione i parametri clinici del tumore ed essendo, quindi, pronti ad intervenire qualora gli stessi diventassero sfavorevoli (la cosiddetta Sorveglianza attiva).
Come si effettua l’esame?
La RM Multiparametrica Della Prostata prevede l’uso di apparecchiature di ultima generazione ad alto campo (1.5 Tesla), in grado di garantire un’ elevata qualità delle immagini, nonché una particolare dotazione a livello di hardware e software con l’intento di ottenere il miglior dettaglio auspicabile. Questo tipo di macchinario attenua gli artefatti dati dal movimento naturale dell’organismo umano limitando il rischio di dover ripetere una sequenza d’esame.
La risonanza multiparametrica della prostata si esegue come una normale risonanza magnetica e prevede l’utilizzo di mezzo di contrasto con iniezione endovenosa. Grazie allo sviluppo attuale dei macchinari più moderni non risulta più necessario utilizzare le sonde rettali utilizzate in precedenza.
L’elaborazione da parte di software computerizzati avanzati di questi parametri contestualmente consente di raggiungere un elevato dettaglio diagnostico e di identificare quelle lesioni che vengono classificate con un punteggio universalmente riconosciuto dai radiologi chiamato PI-RADS Score (versione 2).
In pazienti che hanno già avuto una diagnosi di tumore prostatico a basso rischio (Gleason 2-6), la risonanza multiparametrica prostatica è in grado di intercettare piccoli tumori di alto grado (Gleason 8-10) nascosti nella parte anteriore della prostata.
Come si fa la risonanza magnetica
L’esecuzione della risonanza magnetica della prostata prevede:
- Posizionamento del paziente, che viene fatto sdraiare supino sul lettino dello scanner RM, con le gambe leggermente sollevate, spesso usando un supporto sotto le ginocchia per maggiore comfort.
- Scansione, durante la quale il paziente deve rimanere immobile per evitare sfocature nelle immagini.
- Utilizzo del mezzo di contrasto, generalmente per via endovenosa.
- Monitoraggio del paziente.
L’apparecchio di RM emette rumori ronzanti o pulsanti, per cui può essere fornita una protezione per le orecchie.
Il paziente deve soltanto restare disteso e immobile sul lettino in posizione supina e respirare regolarmente.
L'apparecchiatura è dotata di un tunnel ad ampio diametro di ben 70 cm in grado di far accomodare il paziente in maniera molto confortevole, riducendo o azzerando del tutto la sensazione di oppressione durante lo svolgimento. L’esame non è né doloroso né rischioso essendo assolutamente innocuo, poiché non utilizza radiazioni ionizzanti.
Ad oggi la risonanza magnetica multiparametrica rappresenta la metodica di diagnostica per immagini più affidabile tra quelle disponibili per la diagnosi del tumore prostatico. questo significa che solo 1 paziente su 10 affetto da tumore risulta falsamente negativo. In caso di risonanza multiparametrica positiva il paziente dovrà invece essere avviato all’esecuzione della biopsia prostatica.
Questo tipo di biopsia prevede infatti una guida ecografica con immagini “potenziate” dai dati ottenuti dalla risonanza magnetica, in modo da poter mirare con estrema precisione le aree sospette evitando prelievi bioptici inutili.
La durata della risonanza magnetica per la prostata
La durata della risonanza multiparametrica della prostata è generalmente compresa tra i 20 e i 40 minuti.
E’ una metodica di imaging non invasiva della durata di circa 20 minuti, durante i quali il paziente è comodamente sdraiato sul lettino, e prevede l’utilizzo di mezzo di contrasto per via endovenosa.
La durata della procedura, che è assolutamente indolore, è di circa 30 minuti.
La preparazione alla risonanza magnetica per la prostata
La preparazione per una risonanza magnetica della prostata richiede alcuni passaggi specifici per assicurare la migliore qualità delle immagini possibili. Le indicazioni possono variare leggermente a seconda delle linee guida del centro diagnostico, ma generalmente includono:
- Rimozione di tutti gli oggetti metallici, come gioielli, orologi e dispositivi elettronici.
- Indossare un abbigliamento comodo e privo di componenti metalliche (generalmente fornito dal centro diagnostico).
- In alcuni casi, potrebbe essere richiesto di eseguire un clistere qualche ora prima dell’esame, per svuotare l’intestino e migliorare la visualizzazione della prostata.
L’esame richiede una blanda pulizia intestinale il giorno dell’esame e il paziente è inoltre invitato ad astenersi dall’attività sessuale nei due giorni che precedono l’esame. Prima di eseguire l’esame con mezzo di contrasto è necessario portare in visione al Medico Radiologo il risultato di Creatinina e Creatinina Stimata eseguiti su prelievo di sangue.
Si sconsiglia di procedere con la risonanza magnetica se il paziente è affetto da insufficienza renale oppure è portatore di pace-maker, clip vascolari metalliche, pompe per il rilascio di chemioterapici, protesi del cristallino o dell’orecchio interno.
Zone della prostata
La zona centrale (identificata con il termine di “zona di transizione”): è la porzione della ghiandola che si trova intorno all’uretra e rappresenta la sede tipica dove si sviluppa l’iperplasia prostatica benigna (“IPB” o “adenoma” prostatico), una patologia molto comune che determina il progressivo ingrossamento della prostata. La zona periferica: è la porzione che si trova intorno alla zona di transizione e si sviluppa tra questa e la capsula prostatica.
Classificazione PI-RADS
La classificazione PI-RADS si basa su una scala di valori da 1 a 5, e permette di assegnare un valore crescente di probabilità ad ogni reperto individuato in risonanza magnetica. Nella zona di transizione, al contrario, la sequenza dominante per l’assegnazione del PI-RADS è rappresentata dallo studio morfologico in T2.
Vantaggi
La risonanza magnetica prostatica multiparametrica è un esame diagnostico radiologico non invasivo, in quanto si basa sul principio della radiofrequenza e non contempla l’utilizzo di radiazioni ionizzanti. Permette una valutazione secondo molteplici parametri quali morfologia, perfusione ematica, densità cellulare e metabolismo, migliorando le performance dell’esame tradizionale.
Ma non solo: anche in seguito a una biopsia negativa dopo la quale persista però il sospetto diagnostico a causa di un livello elevato di PSA, si può rivalutare il paziente tramite risonanza magnetica prostatica multiparametrica, che, nel caso rilevi la presenza di un tumore, permette di valutarne l’estensione e di conseguenza studiare la forma di trattamento più opportuna.
Infine, la RM multiparametrica si rivela estremamente utile anche dopo l’eventuale intervento chirurgico, radioterapico o farmacologico: nel caso in cui il livello di PSA si alzasse di nuovo, questo esame potrebbe contribuire all’individuazione di eventuali recidive.
Il risultato è una vera e propria mappatura della prostata, che consente di ottenere perfino le immagini di tumori di dimensioni inferiori a 1 centimetro e di conseguenza il più completo quadro della situazione. Subito dopo il termine dell’esame è possibile cibarsi e svolgere le proprie attività, senza particolari tempi di attesa.
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