La carne di pollo è considerata uno degli alimenti di origine animale più magri e salutari, ma come per tutti gli altri alimenti ricavati dalla macellazione, anche nella carne di pollo la presenza di grassi è variabile.
Il Pollo: Un Alimento Versatile e Diffuso
La carne di pollo è tra le più importanti nel commercio della carne, ciò è dovuto fondamentalmente a due aspetti di natura totalmente diversa: il primo riguarda il prezzo (contenuto e sostenibile anche dalle fasce di reddito medio - basse), il secondo interessa l'aspetto salutistico (enfatizzato dal contenuto irrisorio di trigliceridi). Va poi rammentato che la carne di pollo, più precisamente il PETTO, rappresenta l'alimento di maggior consumo nei regimi dietetici per la nutrizione clinica ed in quelli finalizzati alla cultura estetica o allo sport.
È anche fondamentale ricordare che la carne di pollo rientra tra i pochi cibi definiti IPOALLERGENICI, per questo utilizzati anche nelle diete elementari dopo il divezzamento dei lattanti.
Composizione e Valori Nutrizionali del Pollo
La funzione della carne di pollo è quella di apportare proteine ad alto valore biologico nella dieta. Come le altre proteine animali, infatti, anche quelle di pollo possiedono tutti gli amminoacidi essenziali in quantità più che soddisfacenti. L'amminoacido considerato "limitante" è il triptofano, mentre i 3 più presenti sono: acido glutammico, acido aspartico e lisina.
L'apporto proteico della carne di pollo è in media compreso tra 19,0 e 19,4g/100g di parte edibile, mentre il taglio più ricco di peptidi è senza dubbio il petto, con più di 23g/100g.
La carne di pollo non contiene carboidrati e l'apporto calorico è determinato prevalentemente dalle proteine e dai grassi. Anche sotto questo aspetto, esistono differenze significative tra i vari tagli ma, in media, quello con pelle crudo apporta 171kcal/100g e l'altro (senza pelle crudo) 110kcal/100g. E' deducibile che, essendo più magro, il taglio con il minor apporto calorico della carne di pollo sia proprio il petto crudo senza pelle: 100kcal/100g.
Per quel che concerne i sali minerali, la carne di pollo non è tra le più pregiate. Di solito, con l'introduzione di carne si intende favorire l'apporto di ferro biodisponibile, ricco in questo genere di alimenti. Tuttavia, in questo caso si evince una media di circa 0,6-0,7mg di ferro per 100g di parte edibile e, nel famoso petto, solo 0,4mg/100g. Il potassio ed il fosforo sono invece presenti in quantità soddisfacenti.
In effetti non c'è molto da dire, se non che quelle contenute in porzioni "interessati" nella carne di pollo sono: la Niacina (vit. PP), con 5,00-5,80 mg/100g di parte edibile (con e senza pelle), e la cianocobalamina (vit. B12).
Il Pollo e i Grassi: Cosa Sapere
La carne di pollo è considerata tra le più magre presenti in commercio; in realtà, si tratta di una convinzione solo parzialmente condivisibile. Anzitutto, precisiamo che la porzione anatomica più ricca di trigliceridi del pollo è costituita dalla pelle.
In questo animale, infatti, buona parte del tessuto adiposo è concentrata nell'apparato tegumentario ed è facilmente scorporabile con la spellatura e la cottura. Per quel che concerne la carne di pollo propriamente detta (quindi priva di pelle), con le dovute differenze attribuibili al taglio, è possibile osservare come la quantità di lipidi intramuscolari sia decisamente moderata rispetto ai tessuti di altri animali.
Più in particolare, si osservano variazioni che oscillano da <1g/100g a >6g/100g di lipidi nella carne senza pelle cruda, con una media di 3,6g/100g. Considerando i tagli di carne con pelle crudi, invece, emergono fluttuazioni che spaziano da <6g/100g a >14g/100g (dell'ala), con una media di 10,6g/100g.
Anche in merito al colesterolo, tra i tagli senza pelle e quelli con pelle si notano differenze significative, pari a circa 15/mg su 100g di parte edibile. La media del colesterolo nel pollo con pelle crudo è infatti di 93mg/100g, mentre nel pollo senza pelle crudo è di 75mg/100g. In linea generale, la carne di pollo (anche se con pelle) non supera mai i 100mg/100g di prodotto (FRATTAGLIE ESCLUSE!!!).
La ripartizione degli acidi grassi è a favore dei saturi rispetto ai polinsaturi e ai monoinsaturi presi singolarmente; tuttavia, sommando questi ultimi due, si nota una prevalenza degli insaturi complessivi sui saturi.
Tabella dei Valori Nutrizionali del Pollo (per 100g)
| Nutriente | Pollo con pelle (crudo) | Pollo senza pelle (crudo) |
|---|---|---|
| Lipidi | 10,6g | 3,6g |
| Colesterolo | 93mg | 75mg |
| Calorie | 171kcal | 110kcal |
| Proteine | Circa 19g | |
| Ferro | Circa 0,6-0,7mg | |
Il Petto di Pollo: Un Alleato per la Dieta
Alla brace, alla piastra o in padella, ma anche bollito oppure cotto al vapore. Sono tanti i modi in cui si può preparare un buon petto di pollo mantenendo inalterati i suoi più importanti valori nutrizionali. Ricco di proteine, con un bassissimo quantitativo di grassi e praticamente privo di carboidrati, il petto di pollo è non a caso un alimento consigliato per chi si deve attenere ad un regime alimentare ipocalorico.
Si tratta di un tipo di carne con un discreto contenuto di vitamine del gruppo B, niacina in particolare, ovvero vitamina B3. Importanti, però, sono pure le quantità di vitamine B1, B2, B5 e B6, detta anche piridossina e indicata soprattutto, in ambito terapeutico, contro il vomito.
Il petto di pollo contiene inoltre ferro, fosforo, zinco, sodio e piccole quantità di selenio, indispensabile per contrastare l'invecchiamento e utile per l’equilibrio della funzionalità tiroidea. Praticamente assenti nel petto di pollo, invece, zuccheri e fibre, mentre il colesterolo riveste un ruolo quasi marginale, con i suoi 60 mg ogni 100 grammi. Mantenendo però la pelle l'aumento di colesterolo totale nel petto di pollo è di circa il 30%.
Meglio senza pelle
Al supermercato, infatti, non è raro trovarlo confezionato con la pelle, appunto, soprattutto quando venduto intero. Per conservare la sua funzione dietetica e benefica per il nostro organismo è importante rimuovere la pelle prima della cottura: la differenza sta nell’eliminazione della componente lipidica in essa contenuta. In altre parole, mangiare petto di pollo con pelle comporta un aumento notevole di trigliceridi, cioè di grassi che, se presenti in valori alti nel sangue, rappresentano un rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari e sovrappeso.
Senza pelle, invece, il petto di pollo mantiene la sua proverbiale magrezza. Questo procedimento, ad ogni modo, è necessario sempre, salvo quando si prepara l’alimento in questione alla griglia, in quanto il grasso, in questo caso, viene separato dalla carne per caduta.
Per dimagrire e non solo
Grazie alle sue virtù e ai suoi valori nutrizionali alleati della salute, il petto di pollo è uno di cibi più utilizzati anche nelle diete finalizzate al dimagrimento, oltre ad essere frequentemente impiegato nei regimi alimentari tipici del culturismo, sia in fase di massa che in quella di definizione. L’importante, al di là dello scopo per il quale si consuma, è non consumarlo crudo.
Carne Bianca vs Carne Rossa: Cosa Dice la Scienza
Carne bianca o carne rossa? La scelta, se dettata dalla necessità di limitare l’aumento del colesterolo nel sangue, potrebbe essere indifferente. In maniera un po’ inaspettata rispetto a quanto ritenuto finora, l’impatto di un petto di pollo o di una bistecca di manzo sui valori ematici di un grasso tanto fondamentale per l’organismo quanto (oltre certi limiti) in grado di determinare un aumento del rischio cardiovascolare potrebbe essere analogo.
Per mantenere i livelli di colesterolo nel sangue entro i limiti di normalità a partire dalla tavola, ideale è la limitazione del consumo di grassi saturi (contenuti prevalentemente nei prodotti animali) e trans (talvolta presenti in prodotti industriali e nelle fritture). L'impatto dell'attività fisica è parimenti rilevante, anche se spesso ancora sottovalutato.
A queste conclusioni i ricercatori sono giunti dopo aver suddiviso poco più di cento uomini e donne (21-65 anni) in due gruppi, a cui è stato chiesto di volta in volta seguire tre tipi di diete calibrate (di durata mensile). Gli schemi alimentari proposti prevedevano un ridotto apporto di carboidrati (circa il 40 per cento dell'apporto calorico giornaliero), compensato da un aumento delle proteine (25 per cento) e con una percentuale di grassi totali entro i limiti raccomandati (35 per cento). La prima dieta considerava la carne rossa come unica fonte di approvvigionamento di proteine (più uova e formaggi), la seconda soltanto la carne bianca (al posto della rossa) e la terza esclusivamente fonti vegetali.
Indipendentemente dalla quantità di questi ultimi, la tipologia di carni scelte non ha determinato un differente impatto sul profilo lipidico di ogni individuo. I risultati smentirebbero un'opinione piuttosto diffusa: le carni bianche sarebbero più indicate per prevenire le malattie cardiovascolari.
Quello che si può dire è che un'incremento dei livelli di lipoproteine a bassa densità (Ldl) - come osservato nello studio - contribuisce all'insorgenza dell'aterosclerosi. Questa, a sua volta, è associata allo sviluppo di malattie cardiovascolari.
«Questi risultati confermano che uno schema alimentare con un elevato contenuto di grassi saturi, indipendentemente dalla fonte alimentare, influisce sull’aumento dei livelli di colesterolo Ldl. La novità sarebbe che, con entrambe le categorie di carni, le concentrazioni di Ldl risultano superiori a quelle derivanti da diete con fonti proteiche vegetali. Aumentare queste è un'ottima strategia, se abbinate a un consumo abbondante di verdure, cereali integrali, olio extravergine di oliva, frutta a guscio e pesce. Tutto ciò, assieme all’attività fisica quotidiana, può permettere di controllare i livelli di colesterolo.
Consigli per un'Alimentazione Equilibrata
- Limitare il consumo di grassi saturi e trans.
- Preferire tagli magri di carne, come il petto di pollo senza pelle.
- Aumentare il consumo di frutta, verdura e cereali integrali.
- Scegliere fonti proteiche vegetali.
- Praticare attività fisica regolare.
Alternative al Consumo di Carne
Il consumo di 5 o più porzioni giornaliere di alimenti di origine vegetale come frutta e verdura, naturalmente privi di colesterolo, assicura un elevato apporto di nutrienti (vitamine e minerali), di sostanze antiossidanti ad azione protettiva e di fibre e uno scarso apporto calorico.
Gli oli vegetali (per esempio olio extravergine d’oliva, ricco di acidi grassi insaturi) sono grassi di qualità; se assunti con moderazione, possono essere consumati regolarmente. Acidi grassi insaturi sono presenti anche in alcuni tipi di frutta secca come le noci, nell’avocado e nel salmone.
Rischi e Considerazioni sull'Allevamento
Tuttavia, la carne di pollo NON è priva di rischi o di aspetti negativi. Anche questo animale è soggetto a infestazioni parassitarie e ad infezioni virali o batteriche, oltre ad essere oggetto di allevamenti intensivi ed abusi farmacologici.
La carne di pollo allevato in maniera intensiva e convenzionale è spesso posta sotto accusa; tale imputazione non deriva tanto dai mangimi, la cui composizione ricalca più o meno fedelmente l'apporto nutrizionale di un pollo selvatico, quanto dall'utilizzo intensivo di farmaci. Ciò significa che molto spesso gli accorgimenti per la prevenzione delle malattie dei polli allevati (rispetto del vuoto biologico, disinfezioni e disinfestazioni ordinarie ecc.) non sono comunque sufficienti, il che lascia sorgere NON pochi DUBBI!
I polli da carne POSSONO essere sottoposti ai trattamenti farmacologici (inclusi i vaccini) purché tali azioni siano registrate e comunicate ai macelli di lavorazione che li ricevono. Ciò è necessario in quanto tutti i farmaci e i principi attivi con attività farmacologica possono lasciare residui indesiderati nelle carni. Si tratta di molecole potenzialmente nocive per l'induzione a tumori, malattie cardio-vascolari, tossicità per il feto ecc. e, come se non bastasse, favoriscono l'induzione all'antibiotico resistenza ANCHE nell'uomo.
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