È quindi la qualità più ancora della quantità dei grassi a condizionare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. In particolare, è soprattutto il consumo di alimenti ricchi in acidi grassi saturi e di grassi trans (o “idrogenati”) ad aumentare il rischio di diabete di tipo 2. I grassi “idrogenati” sono molto dannosi e non solo perché favoriscono il diabete di tipo 2: sono anche associati a un maggior rischio di malattie cardiovascolari.
Un’esposizione cronica a elevati livelli di acidi grassi saturi porta ad alterazioni della funzionalità o addirittura morte delle cellule beta pancreatiche, quelle che producono insulina, e questo può favorire la comparsa del diabete di tipo 2. Non basta: i grassi in eccesso, in particolare i grassi saturi, possono accumularsi anche nel fegato portando al cosiddetto “fegato grasso”, la steatosi epatica non alcolica o NAFLD. Gli acidi grassi saturi, in particolare il palmitato dell’olio di palma che pur essendo un grasso vegetale è di fatto un grasso saturo, possono passare attraverso la membrana delle cellule beta del pancreas oppure legarsi a un recettore specifico sulla membrana.
Il Burro: Non Demonizzarlo, Ma Neanche Esaltarlo
«Nel complesso, i nostri risultati suggeriscono che il burro non dev'essere demonizzato, né considerato 'una scelta salutare' - afferma Dariush Mozaffarian, che ha coordinato l'indagine -. Servono ulteriori ricerche per comprendere meglio l'associazione tra il burro e il minor rischio di sviluppare il diabete, che è stata individuata precedentemente anche in altri studi sui grassi contenuti nei prodotti lattiero-caseari. Questo effetto potrebbe essere vero, o potrebbe essere dovuto ad altri fattori connessi al consumo di burro».
Il Burro nel Caffè: Una Strategia Dietetica?
Secondo l'americano Dave Asprey, aggiungere burro al caffè sarebbe un buon stratagemma dietetico al fine di perdere qualche chilo di troppo. Il burro nel caffè aumenterebbe la capacità del metabolismo di bruciare le calorie, eliminando il grasso corporeo in eccesso e offrendo un senso di sazietà fino all'ora di pranzo.
La dieta “bulletproof” (a prova di proiettile) si basa sul principio della chetosi, ovvero un processo metabolico che si innesca nel momento in cui l'organismo è in deficit di zuccheri e comincia perciò a utilizzare le riserve di grasso immagazzinate.
Come Preparare il Caffè con Burro
Tuttavia, non basta aprire il frigo e immergere un pezzo di burro nel caffè, c'è una vera e propria ricetta da seguire. La base è una tazza di acqua bollente, a cui si aggiungono due cucchiai e mezzo di chicchi di caffè da macinare, un cucchiaio di olio a base di grassi altamente digeribili e un cucchiaio di burro non salato e prodotto a partire da animali allevati a pascolo.
Per la sua Bulletproof, Asprey si è ispirato alle abitudini dei tibetani, che usano bere un tè arricchito da burro di yak prima di affrontare una scalata. Nel resto della giornata, Asprey consiglia di consumare pietanze a base di proteine animali e verdure condite con il burro, mentre si devono evitare gli alimenti che contengono glutine, la frutta più dolce, i cereali, gli additivi, i coloranti e l'aspartame.
Naturalmente scettici i nutrizionisti. Joan Salge Blake della Boston University spiega: «A fornire energia al cervello non sono i grassi ma i carboidrati. Le persone continuano a bere il caffè al burro perché a loro piace, ma che aiuti a controllare il peso nel tempo è tutto da dimostrare».
La Colazione: Pane, Burro e Marmellata?
Pane, burro e marmellata, con l’aggiunta di frutta secca: ecco pochi e semplici ingredienti per una colazione energetica, completa e a basso indice glicemico. Come è ormai noto, il primo pasto del mattino è quello che dovrebbe fornire il 25-30% delle energie quotidiane. Di conseguenza è fondamentale cominciare bene la giornata, evitando alimenti che contengano additivi e nutrienti artificiali e nocivi.
Secondo i nutrizionisti, non c’è menu più sano e genuino della classica “colazione della nonna” italiana: pane, burro e marmellata. Meglio ancora se si aggiungono frutta secca o semi. La colazione migliore, dunque, è quella che prevede pochi sani ingredienti naturali, a ridotto impatto glicemico.
Benefici della Colazione Tradizionale
La ricerca scientifica ha rivalutato l’importanza di pane, burro e marmellata a colazione, un trio in grado di apportare benefici sia per il sistema immunitario che per quello cardiovascolare. Ecco i tre motivi principali per cui scegliere una colazione tradizionale:
- Ha un basso indice glicemico, che aiuta a tenere sotto controllo gli zuccheri. La combinazione di pane, burro e marmellata esalta le caratteristiche positive dei tre ingredienti. Le proteine e i lipidi contenuti nel burro rallentano l’assorbimento degli zuccheri presenti nella frutta, abbassando così l’indice glicemico. L’aggiunta di frutta secca in guscio minimizza ancora di più la sollecitazione dell’insulina. Burro a colazione, quindi? Sì, in abbinamento al pane (meglio se pane nero, arricchito con semi) e a una confettura possibilmente senza zuccheri aggiunti, il tutto accompagnato da una manciata di mandorle.
- È un valido nutrimento per muscoli e cervello e aiuta l’intestino. Un consumo corretto di burro a colazione (10 grammi al giorno) fornisce acidi grassi a catena corta che possono essere direttamente utilizzati dal tessuto muscolare e dal cervello durante l’intera giornata. Il burro, inoltre, contiene vitamina A che svolge un ruolo fondamentale per il sistema immunitario: 10 grammi garantiscono un sesto della vitamina A di cui il nostro organismo ha bisogno ogni giorno. Il burro a colazione consumato a crudo, per esempio spalmato sul pane, è altamente digeribile e rapidamente assimilabile perché i suoi acidi grassi a catena corta (come l’acido butirrico) si sciolgono a una temperatura di circa 30°C, inferiore a quella corporea. Il buon apporto di grassi “amici” aiuta anche l’apparato digerente. L’acido butirrico, infatti, protegge le cellule del colon e dell’intestino tenue, contribuendo al benessere del nostro “secondo cervello”.
- È genuina, naturale, tradizionale e conveniente. Pane fresco, un panetto di burro e un vasetto di marmellata: sono alimenti tradizionali della cucina italiana, ancora oggi prodotti come in passato, con ingredienti naturali (latte, frutta, cereali), senza conservanti, coloranti o altri additivi.
Consigli Generali per il Controllo Glicemico
Per non sbagliare conviene innanzitutto partire col piede giusto, come dimostra uno studio firmato da Emanuele Filice e colleghi del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa che dimostra come gli antipasti ricchi a base di proteine e lipidi (ad esempio un pezzetto di parmigiano o un uovo sodo) aiutano a controllare meglio la glicemia dopo un pasto a base di carboidrati.
Importante per il contenimento dei picchi di glicemia post-prandiali è non solo la quantità e la qualità dei carboidrati (ad alto o a basso indice glicemico), ma anche il tipo di condimento utilizzato. “La dieta - prosegue Sesti - non significa sempre privazione di gusto o dieta fortemente ipocalorica. Un ottimo esempio di alimentazione sana, variata e vicina alle nostre preferenze è la dieta mediterranea non a caso iscritta dall’Unesco tra i Patrimoni culturali immateriali dell’umanità. È un’alimentazione ricca di fibre provenienti da ortaggi, frutta e cereali non raffinati e povera di grassi di origine animale, privilegia l’uso dell’olio d’oliva rispetto a burro.
Il Ruolo dell'Olio d'Oliva
Il consumo di olio d’oliva in un pasto ad alto indice glicemico abolisce il picco glicemico postprandiale osservato invece con il burro o nei pasti a basso contenuto di grassi. (L'olio extra-vergine di oliva riduce la risposta glicemica a pasti ad alto indice glicemico in pazienti con diabete tipo 1 L. Bozzetto1 A. Alderisio1 M. Giorgini1 F. Barone1 A. Giacco1 G. Riccardi1 A. A. Rivellese1 G.
Alimenti Consigliati e Sostituzioni Utili
Migliorare la qualità della propria alimentazione si può. A tutte le età e in qualsiasi condizione fisio-patologica. Aumentare il consumo di fibre, ridurre l’apporto di zucchero e sale, aumentare il consumo di vitamine e minerali è possibile sostituendo alcuni alimenti di uso comune con alimenti più salutari. Modificando alcune scelte a tavola e non commettendo sempre gli stessi errori sarà più facile controllare il peso, la glicemia, i livelli ormonali, fornendo all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno.
Introducendo nuovi e diversi alimenti nella dieta quotidiana, inoltre, si rispetta una regola fondamentale: variare spesso le scelte a tavola.
Esempi di Sostituzioni Alimentari
- Latte: Bevanda a base di soia, bevanda a base di cereali (riso, avena, kamut, orzo), bevanda a base di avena, bevanda a base di frutta secca (noci, nocciole, mandorle), bevanda a base di semi di canapa.
- Yogurt Classico: Yogurt vegetale a base di soia o riso, crema di mandorle o di nocciole, burro d’arachidi, crema di semi di sesamo.
- Farina Tipo 0 e Tipo 00: Farina di frumento integrale, farina integrale di altri cereali (riso, kamut, mais, avena, orzo, grano saraceno, quinoa, miglio, amaranto, etc.), farina di legumi (ceci, piselli, fave, soia, fagioli, lenticchie), farina di mandorle, farina di nocciole, farina di polpa di carrube.
- Latticini e Formaggi: Tofu, formaggio di riso, formaggi vegetali (ricotta di soia, crescenza di soia, etc.).
- Pasta di Semola di Grano Duro: Pasta integrale di avena, farro, riso, grano saraceno, etc., spaghetti di soia, pasta di semola integrale.
- Riso (Varietà Arborio, Carnaroli, Ribe, Parboiled): Riso integrale, riso Venere, analoghi alimenti preparati con farine di legumi, riso Basmati, riso Thai.
- Pane, Pizza, Focaccia, Crackers, Biscotti e Altri Prodotti da Forno: Analoghi alimenti preparati con farina integrale, analoghi alimenti preparati con farine integrali alternative di cereali, farinata di ceci, cecina toscana.
- Cereali per la Prima Colazione: Cereali integrali, bastoncini di crusca, frutta secca a guscio.
- Uova: Legumi, frittata di farina di ceci, falafel, farina di ceci come addensante invece delle uova.
- Carne: Legumi, alimenti derivati dalla soia ed altri legumi, seitan, muscolo di grano.
- Burro, Panna, Margarina: Olio extravergine d’oliva, olio di semi di lino, olio di semi vari, oli vegetali in genere eccetto olio di palma e olio di cocco, panna di soia, yogurt magro, yogurt di soia, burro di soia, polpa di avocado, crema di mandorle o di nocciole, burro d’arachidi, crema di semi di sesamo.
Il Burro di Arachidi e la Glicemia
L’equivalente di due cucchiai da tavola di burro di arachidi (32 g, pari a 190 calorie, 16 g di grassi insaturi, 8 g di proteine vegetali, 6 g di carboidrati e 2 g di fibre) è stato aggiunto a una prima colazione composta da due fette di pane bianco e 250 mL di succo di mela (per un totale di 60 g di carboidrati, 4 g di proteine e meno di 2 g di fibre, pari a 256 calorie). Il confronto è stato fatto con una prima colazione senza aggiunta di burro di arachidi.
The spike in BG was significantly lower on the treatment versus control day (35.8 ± 16.4 vs.
Valido ingrediente anche come spuntino prima di iniziare un allenamento. Da sempre contestato sia dai “fanatici” della linea sia da quelli che lo annoverano tra gli alimenti potenzialmente nocivi per la nostra salute, e quindi, da evitare. Demonizzato perché considerato un cibo non sano.
A scanso di equivoci, uno studio della Friedman School of Nutrition Science della Tufts University sostiene che il burro non fa male al cuore e protegge dal diabete. «Un alimento più salutare di zuccheri e amidi» è quanto sostengono i ricercatori della Tufts University.
L'Acido Butirrico: Un Alleato?
L’acido butirrico, a cui sono stati attribuiti diversi ruoli fisiologici, è quello, tra gli acidi a catena corta, sui cui più si è concentrata la ricerca. «L'acido butirrico è un acido grasso saturo, non essenziale, che si trova principalmente nel latte dei ruminanti (2-4%), e solo in tracce in quello di donna» spiega Christian Orlando, biologo.
Difatti, evidenze scientifiche hanno dimostrato che l’acido butirrico regola il trasporto di fluidi, protegge i colonociti dallo stress ossidativo, influenza la motilità lungo il tratto gastrointestinale, modula la proliferazione cellulare e il differenziamento cellulare, regola inoltre, l’espressione genica.
La produzione di acido butirrico svolge dunque un ruolo cruciale per la nostra salute. Considerati i notevoli stimoli a cui è continuamente esposto il colon, infatti, dalla maggiore produzione di butirrato, potrebbe scaturire una resistenza più incisiva contro stimoli tossici migliorando così la funzione della barriera intestinale.
Secondo quanto mostrato dall’indagine della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University, pubblicata sulla rivista specializzata Plos One, non esisterebbe alcuna prova scientifica secondo cui assumere burro possa aumentare i rischi per la salute dell'organismo, al contrario, avrebbe un effetto protettivo contro patologie come il diabete.
Per giungere a questa conclusione, gli studiosi della Tufts University hanno imposto a 636 mila persone un cucchiaio di burro giornaliero, circa 14 grammi al giorno. Nel corso della sperimentazione si sono verificati circa 28 mila decessi, quasi 10 mila patologie cardiovascolari e sono stati diagnosticati qualcosa come 24 mila casi di diabete: ma in nessuno di questi casi i ricercatori hanno trovato un legame tra il consumo di burro e le cause di morte.
E poi, il burro è anche fonte di vitamina A, D, E e K indispensabili per il nostro organismo ed è anche una delle poche fonti di vitamina D, preziosa per la salute delle ossa e del nostro sistema immunitario. Salutare e digeribile come l’olio. Il burro è un grasso animale ricco di colesterolo e acidi grassi a catena corta che forniscono energia immediata all’organismo.
I motivi per mangiare burro? «L’acido butirrico sembra avere ottime proprietà antinfiammatorie grazie alla capacità di sopprimere l’attività di alcune proteine che scatenano l’infiammazione, in particolare aiuta a controllare la risposta immunitaria regolando l’attività dei linfociti T. Le cellule T, attraverso un complesso meccanismo che si avvale di marcatori chiamati MHC, sono in grado di riconoscere e distruggere le cellule patogene risparmiando quelle sane; se però non funzionano correttamente il sistema immunitario può arrivare ad attaccare organi come il pancreas (diabete di tipo 1) o la tiroide» spiega Christian Orlando, biologo.
«Altri studi hanno evidenziato che l’acido butirrico - continua il biologo - aiuta a tenere sotto controllo il peso corporeo stimolando gli ormoni dell’intestino e aumentando la sintesi di leptina (importante nella regolazione dell’appetito). L’acido butirrico è risultato promettente anche nella lotta contro l’insulino-resistenza. Gli acidi grassi a catena corta prodotti dai batteri intestinali, in particolare l’acido butirrico, sono essenziali per mantenere l’intestino in salute, proteggendolo così da infiammazioni e prevenendo l’insorgenza persino dei tumori.
Inoltre, il microbiota mantiene il sistema immunitario costantemente attivo. Questo avviene poiché, un microbiota ricco di batteri capaci di digerire e fermentare i flavonoidi contenuti nella frutta e nella verdura promuove la produzione di sostanze che hanno effetti protettivi sulla salute cardiovascolare. Difatti, alimenti ricchi di acidi grassi saturi e cibi eccessivamente calorici stimolano, invece, la proliferazione di ceppi di batteri che promuovono l’infiammazione.
Inoltre, alcune sostanze prodotte dal microbiota intestinale sembrerebbero addirittura coinvolte nella regolazione non solo dell’appetito, ma anche dell’aumento di peso. «Gli acidi grassi a catena corta, come quelli del burro appunto, forniscono energia alle cellule intestinali. Proprio a livello intestinale avviene l’assorbimento dei nutrienti. Le cellule che partecipano a questo processo di assorbimento hanno bisogno di energia per funzionare adeguatamente. Il burro, come gli altri grassi saturi, aiuta il buon funzionamento dell’intestino. Con questo, però, non bisogna certo esagerare.
I grassi devono ricoprire solo il 30 per cento dell’apporto calorico giornaliero. Ed è importante scegliere acidi grassi monoinsaturi nella maggior parte di questa quota. Ma un 10 per cento di questa parte dovrebbe arrivare dai grassi saturi. «Il burro - precisa la biologa - è un grasso saturo animale prodotto dal latte. Contiene però poco lattosio per via della sua preparazione, e di conseguenza è ben tollerato da chi soffre di intolleranza. E’ costituito per l’80 per cento da grasso. Il resto è acqua, un po’ di proteine e pochi zuccheri. Rispetto ad un olio, che è 100 per cento grasso, fornisce un po’ meno calorie: sono circa 750 kcal per 100 grammi.
«Il burro è ricco di vitamina D - chiarisce la nutrizionista - , che migliora l’assorbimento del calcio sia per le ossa sia per la contrazione muscolare. Contiene anche vitamina A o retinolo, antiossidante molto importante per la vista oltre che per lo sviluppo di ossa e denti e per una buona risposta immunitaria, e vitamina E, che favorisce il rinnovo cellulare e combatte i radicali liberi».
E poi, il burro è essenziale per tutti gli sportivi: «Di mangiarlo, ovviamente senza esagerare. Vivo in Salute "Il burro: I Benefici Del Burro per la salute.
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