Piselli e Glicemia: Un Approfondimento

Nella cura del diabete, l’obiettivo principale è tenere sotto controllo la glicemia, perché una concentrazione di glucosio nel sangue costantemente elevata è la maggior causa dei danni a tutti i principali organi legati alla malattia. Tra gli alimenti più utili e sani da inserire regolarmente in una dieta equilibrata ci sono i legumi.

L'Indice Glicemico (IG) e i Piselli

L’indice glicemico (IG) di un alimento indica l’incremento glicemico indotto dall’ingestione di una porzione di quell’alimento rispetto a uno di riferimento (glucosio o pane bianco), a parità di contenuto di carboidrati. L’indice glicemico è espresso in termini percentuali: un alimento con un indice glicemico di 50% determina un innalzamento della glicemia pari alla metà di quello indotto dal glucosio oppure dal pane bianco.

I piselli, infatti, sono un vero toccasana per chi soffre di diabete, grazie a un basso indice glicemico. Un alimento con un alto IG viene digerito e assorbito molto rapidamente dall’organismo, provocando un rapido aumento dei livelli glicemici. Gli alimenti con basso indice glicemico, invece, aumentano in modo molto graduale le quantità di zuccheri nel sangue.

Come è stato specificato, i piselli hanno un indice glicemico molto basso, intorno al 22. Inoltre, hanno uno scarso contenuto di grassi saturi e colesterolo. Inoltre, i piselli sono ricchissimi di proteine.

Benefici dei Piselli per la Glicemia

  • Stabilità della glicemia: Per la loro capacità di favorire la stabilità della glicemia i legumi aiutano a prevenire anche le crisi ipoglicemiche, ovvero l’eccessivo abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue tra un pasto e l’altro.
  • Controllo del colesterolo: Il consumo abituale di legumi contribuisce anche a far diminuire il colesterolo e i grassi (trigliceridi) e a prevenire quindi disturbi cardiovascolari.
  • Prevenzione delle complicanze vascolari: Questo effetto di “contenimento” sulla glicemia è particolarmente importante perché proprio i picchi iperglicemici ripetuti possono condurre allo sviluppo di complicanze vascolari e circolatorie in particolar modo nel diabete di tipo 2, quello che si sviluppa per stili di vita poco salutari.

Come Integrare i Piselli nella Dieta

Se vi state chiedendo se è il caso di aggiungere alla propria dieta i piselli e siete diabetici, la risposta è certamente sì. Meglio evitare i piselli in scatola, perché contengono molto sodio e tanti conservanti. In mancanza di piselli freschi, è possibile ricorrere a quelli surgelati.

Sfruttare la stagionalità dei piselli può essere di grande aiuto, specialmente per i soggetti che hanno davvero bisogno di mantenere sempre l’indice glicemico basso. Se siete tra quelli che li vedono solo come un saporito contorno, vi sbagliate di grosso, perché i legumi possono essere una buona fonte di proteine di origine vegetale.

Consigli per il Consumo

  • Abbinamenti: I piselli, come tutti i legumi, devono essere considerati carboidrati quindi vanno mangiati insieme a verdura e proteine per evitare il picco glicemico. L'abbinamento tra legumi e pasta in tutte le sue forme è eccellente dal punto di vista nutrizionale.
  • Porzioni: Nello specifico le persone con diabete dovrebbero solo fare attenzione alle porzioni relative in modo tale da non caricare troppo il pasto di carboidrati. Rallentando l’assorbimento dei carboidrati, la glicemia avrà un rialzo più lento e moderato.
  • Frequenza: Secondo le indicazioni della Società italiana di diabetologia è opportuno consumare questi cibi almeno tre volte la settimana.

Considerazioni Importanti

È normale che i valori di glicemia aumentino dopo il pasto mentre non va bene se i valori sono sempre alti. Giacchè contengono comunque una quota di carboidrati (anche se minima e poco assorbibile) vanno consumati sempre in proporzione rispetto alla quota di carboidrati principali (tipo pane pasta o riso).

I piselli (come tutti i legumi) contengono sia carboidrati, che proteine. Sono indicati nel diabete in quanto contengono anche molta fibra, che permette un rallentamento dell'assorbimento degli zuccheri e il conseguente picco glicemico. In caso di diabete, però, è necessario tenere conto del quantitativo di carboidrati contenuto in essi per il conteggio totale del pasto.

Attenzione: Nel web si trovano informazioni molto confusionarie l'ideale è rivolgersi ad un professionista diabetologo, o nutrizionista.

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