Glicemia a Digiuno a 110: Cause e Rimedi

La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue, principale fonte energetica per l’organismo, in particolare per il cervello.

Cos'è l'alterata glicemia a digiuno (IFG)?

L'alterata glicemia a digiuno o IFG (acronimo di Impaired Fasting Glucose) è una condizione in cui i livelli di glucosio nel sangue, rilevati a digiuno da almeno otto ore, superano per eccesso il limite di normalità pur rimanendo al di sotto dei valori che sanciscono lo stato diabetico.

Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.

Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito.

Perché è importante monitorare la glicemia a digiuno?

L'alterata glicemia a digiuno è un monito importante, poiché il diabete mellito di tipo II non colpisce all'improvviso, ma passa per una condizione reversibile che dura anni. Questa condizione, identificabile nell'alterata glicemia a digiuno, non dà sintomi particolari, motivo per cui dopo il quarantacinquesimo compleanno, specie in presenza di sovrappeso e familiarità per la patologia, è necessario sorvegliare con una certa attenzione la propria glicemia.

Inoltre, nella fase di prediabete si possono già prevenire le possibili complicanze del diabete, che sono il vero problema di questa malattia.

Prediabete: Un campanello d'allarme

Il prediabete è una condizione che rappresenta un potenziale campanello d'allarme per l'insorgenza di diabete di tipo 2. Nel prediabete la glicemia è maggiore del normale, ma non così alta da permettere di diagnosticare il diabete.

Generalmente il prediabete non si manifesta con particolari sintomi. I più comuni segnali che una persona può riscontrare sono aumento della sete, minzione frequente, fatica e visione offuscata.

Il prediabete è una condizione che si può facilmente arginare, effettuando modifiche nel proprio stile di vita per ridurre il rischio di sviluppare la malattia e le sue complicanze.

Cause dell'alterata glicemia a digiuno

L’alterata glicemia a digiuno si associa quasi sempre ad altre entità cliniche patologiche come la sindrome da insulino-resistenza e l’aumento del rischio cardiovascolare; la sindrome da insulino-resistenza è una condizione in cui si osserva una diminuzione della capacità di risposta all’azione dell’insulina, ormone responsabile del controllo della glicemia nel sangue.

Esclusi i casi in cui viene diagnosticato il diabete, esistono diverse altre condizioni che portano all’iperglicemia. Una condizione ricorrente è l’iperglicemia a digiuno (glicemia elevata al risveglio), anche in persone che hanno valori normali durante il giorno.

Quali sono i fattori che possono alterare la glicemia a digiuno? Assunzione di alcuni farmaci (es.).

Fenomeni fisiologici che influenzano la glicemia al mattino

  1. È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
  2. Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Diagnosi

L’alterata glicemia a digiuno ha una diagnosi ovviamente basata su un campione di sangue venoso prelevato dopo un digiuno di almeno otto ore.

Test di tolleranza al glucosio

L'alterata glicemia a digiuno (IFG) non va confusa con l'alterata tolleranza al glucosio (IGT), anche se le due condizioni possono coesistere. La diagnosi di IGT viene posta attraverso il cosiddetto carico orale di glucosio, in cui si registra nel tempo la risposta glicemica del paziente all'ingestione di 75 grammi di glucosio sciolti in acqua; se dopo due ore i livelli di glucosio nel sangue sono superiori a determinati valori soglia (>140 mg/dL ma inferiori a 200 mg/dL), si parla di IGT.

Nel test da carico di glucosio orale il medico dà da bere, al soggetto che deve sottoporsi al test, una soluzione con 75 grammi di glucosio. In un soggetto normale il glucosio oscilla su valori standard tra i 90 mg/dL e i 100 mg/dL e dopo questo test, il picco di glicemia non supera i 150 mg/dL.

Valori di riferimento

Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

La glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl indica diabete, mentre valori tra 100 e 125 mg/dl sono indicativi di prediabete.

Sintomi dell'iperglicemia

I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori. La glicemia alta è causata, nella maggior parte dei casi, dal Diabete di tipo 2, detto anche Diabete dell’adulto: è una patologia cronica non trasmissibile, dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina.

I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione.

La caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre è asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente, privo di segni e sintomi obiettivabili.

La glicemia a digiuno elevata può essere asintomatica nelle fasi iniziali. La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico.

Cosa fare se la glicemia a digiuno è alta

In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. Inoltre, attualmente gli esperti sono convinti che, mangiare sano, aumentare l’attività fisica e perdere peso siano metodi utili per curare l’intolleranza glucidica, più efficaci rispetto ai soli farmaci.

Il prediabete è reversibile? Il prediabete può essere reversibile attraverso cambiamenti nello stile di vita.

1. Alimentazione equilibrata

  • In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure.
  • Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali.
  • Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce.
  • Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici.
  • Eliminare dolci e bibite zuccherate.
  • Sostituire tutte le fonti di cereali raffinati con gli equivalenti integrali (pane, pasta, riso, ...).
  • Ridurre il consumo di grassi, soprattutto quelli di origine animale.
  • Consumare abbondanti quantità di verdura ad ogni pasto.
  • In caso di prediabete, è consigliabile limitare gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati, come dolci, bevande zuccherate e pane bianco. È utile aumentare il consumo di alimenti integrali, verdura, legumi e proteine magre.

2. Attività fisica regolare

  • È opportuno praticare regolarmente attività fisica, almeno 30 minuti al giorno per 3 o 4 volte a settimana con attività adeguata all’età e alle possibilità del soggetto per evitare che la stessa non provochi alcun danno.
  • In alcuni pazienti è fondamentale un controllo cardiologico prima di intraprendere qualsiasi tipo di attività fisica.
  • L’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina e favorisce la riduzione della glicemia.
  • Gli esperti consigliano a chi soffre di prediabete di fare qualsiasi attività fisica di intensità moderata per mezz’ora al giorno.

3. Controllo del peso

  • Stile di vita: l’obesità e il sovrappeso sono i primi fattori di rischio da correggere. La riduzione del peso migliora notevolmente la sensibilità dell’organismo all’azione dell’insulina.
  • L’obesità può essere trattata anche farmacologicamente con farmaci inibitori dell’assorbimento (Orlistat).
  • Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità.
  • Gli esperti consigliano a chi soffre di prediabete di perdere dal 5 al 10 per cento del proprio peso.

4. Gestione dello stress

  • Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

5. Idratazione

  • Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.

Altri fattori da considerare

  • La quantità di lipidi deve essere ridotta a livelli il più possibile vicino alla normalità (colesterolo totale inferiore ai 200 mg/dL), soprattutto nei pazienti con anamnesi indicativa di patologia cardiovascolare.

Glicemia e insulinemia

Mentre la glicemia misura quanto glucosio c’è nel sangue, l’insulinemia misura quanta insulina viene prodotta dal pancreas per tenere sotto controllo quel glucosio. Un valore di glicemia normale può nascondere un’insulinemia elevata, segno precoce di resistenza insulinica.

Importanza della diagnosi precoce

Il Diabete inizia a mostrare i primi sintomi in modo subdolo, poco riconoscibile, per questo spesso viene diagnosticato tardivamente. È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.

Va ricordato che tale test da carico andrebbe fatto periodicamente anche in soggetti con altri fattori di rischio noti per il diabete (per es.

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