Glicemia a Digiuno: Cause e Conseguenze

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dall’incapacità dell’organismo di produrre o di utilizzare in maniera efficace l’insulina per controllare la glicemia, ovvero i livelli di glucosio nel sangue. La glicemia alta è causata, nella maggior parte dei casi, dal Diabete di tipo 2, detto anche Diabete dell’adulto: è una patologia cronica non trasmissibile, dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina.

Definizione e Diagnosi

L'alterata glicemia a digiuno o IFG (acronimo di Impaired Fasting Glucose) è una condizione in cui i livelli di glucosio nel sangue, rilevati a digiuno da almeno otto ore, superano per eccesso il limite di normalità pur rimanendo al di sotto dei valori che sanciscono lo stato diabetico. La caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre è asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente, privo di segni e sintomi obiettivabili.

La diagnosi di alterata glicemia a digiuno si basa su un campione di sangue venoso prelevato dopo un digiuno di almeno otto ore. I valori di glicemia a digiuno e di emoglobina glicata sono fondamentali per la diagnosi di diabete e prediabete. La glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl indica diabete, mentre valori tra 100 e 125 mg/dl sono indicativi di prediabete. L'emoglobina glicata, con un valore pari o superiore a 6,5% (misurata e poi confermata in due differenti circostanze), conferma la diagnosi di diabete.

Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

Test di Tolleranza al Glucosio

Nel test da carico di glucosio orale il medico dà da bere, al soggetto che deve sottoporsi al test, una soluzione con 75 grammi di glucosio. In un soggetto normale il glucosio oscilla su valori standard tra i 90 mg/dL e i 100 mg/dL e dopo questo test, il picco di glicemia non supera i 150 mg/dL.

Cause dell'Iperglicemia

Esclusi i casi in cui viene diagnosticato il diabete, esistono diverse altre condizioni che portano all’iperglicemia. L'alterata glicemia a digiuno si associa quasi sempre ad altre entità cliniche patologiche come la sindrome da insulino-resistenza e l’aumento del rischio cardiovascolare; la sindrome da insulino-resistenza è una condizione in cui si osserva una diminuzione della capacità di risposta all’azione dell’insulina, ormone responsabile del controllo della glicemia nel sangue.

I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori. I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. Le persone spesso sono affette da diabete, ma possono esserne completamente all'oscuro. La ragione principale di ciò è che i sintomi, possono sembrare innocui.

Fattori di rischio per il diabete di tipo 2 includono:

  • Età avanzata (oltre i 40 anni per i bianchi, oltre i 25 per altre etnie)
  • Diabete in famiglia
  • Sovrappeso e inattività
  • Problemi cardiovascolari (ictus, ipertensione, attacchi di cuore)
  • Diabete gestazionale pregresso

Conseguenze e Complicazioni del Diabete

Il diabete può determinare complicanze acute o croniche. Le complicanze a lungo termine potrebbero essere le malattie cardiovascolari, danni alla retina, insufficienza renale cronica, ipertensione, cecità, danni al sistema nervoso, disfunzione erettile, scarsa o lenta guarigione delle ferite, cancrena del piede, che può portare all'amputazione. Così come questo tipo di diabete può portare al coma una persona che ne è affetta, se non adeguatamente curata.

L'alterata glicemia a digiuno è un monito che ci ricorda due cose molto importanti. La prima è che il diabete mellito di tipo II non colpisce all'improvviso, ma nella maggior parte dei casi, se non sempre, passa per una condizione reversibile e non propriamente patologica che dura degli anni. Questa condizione, che possiamo identificare nell'alterata glicemia a digiuno, non dà sintomi particolari, motivo per cui dopo il quarantacinquesimo compleanno, specie in presenza di sovrappeso e familiarità per la patologia, è necessario sorvegliare con una certa attenzione la propria glicemia.

Tabella: Valori di Glicemia e Diagnosi

Condizione Glicemia a Digiuno (mg/dl) Emoglobina Glicata (HbA1c)
Normale 70-99 < 5.7%
Prediabete 100-125 5.7% - 6.4%
Diabete ≥ 126 ≥ 6.5%

Gestione e Prevenzione

Il prediabete è una condizione che è possibile arginare, effettuando modifiche nel proprio stile di vita per ridurre il rischio di sviluppare la malattia e le sue complicanze. È importante adottare un'alimentazione equilibrata, ridurre i carboidrati semplici e zuccheri, aumentare l'attività fisica e mantenere un peso sano. In caso di prediabete, è consigliabile limitare gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati, come dolci, bevande zuccherate e pane bianco. È utile aumentare il consumo di alimenti integrali, verdura, legumi e proteine magre.

In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce. Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici.

Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.

Stile di Vita e Attività Fisica

Stile di vita: l’obesità e il sovrappeso sono i primi fattori di rischio da correggere. La riduzione del peso migliora notevolmente la sensibilità dell’organismo all’azione dell’insulina. Attività fisica: è opportuno praticare regolarmente attività fisica, almeno 30 minuti al giorno per 3 o 4 volte a settimana con attività adeguata all’età e alle possibilità del soggetto per evitare che la stessa non provochi alcun danno. In alcuni pazienti è fondamentale un controllo cardiologico prima di intraprendere qualsiasi tipo di attività fisica.

Prima di iniziare qualunque attività fisica è opportuno consultare il medico e accertarsi che sia consenziente. Si dovrebbe cercare di fare almeno 30 minuti di esercizio o di attività fisica ogni giorno. L'attività fisica ideale è sicuramente il jogging. L’esercizio fisico aiuterà a migliorare la circolazione, contribuendo a rendere sana la parte inferiore del corpo: gambe e piedi, che sono sempre molto più a rischio nei diabetici.

Linee Guida Dietetiche

  • Eliminare dolci e bibite zuccherate.
  • Sostituire tutte le fonti di cereali raffinati con gli equivalenti integrali (pane, pasta, riso, ...).
  • Ridurre il consumo di grassi, soprattutto quelli di origine animale.
  • Consumare abbondanti quantità di verdura ad ogni pasto.

Importanza del Monitoraggio Periodico

Il Diabete, come spiegato poc’anzi, inizia a mostrare i primi sintomi in modo subdolo, poco riconoscibile, per questo spesso viene diagnosticato tardivamente. È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico. Inoltre, nella fase di prediabete si possono già prevenire le possibili complicanze del diabete, che sono il vero problema di questa malattia.

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