Glicemia a Digiuno: Cosa Fare Quando i Valori sono Alti

La glicemia a digiuno è un parametro importante per valutare il metabolismo degli zuccheri nel nostro corpo. Un valore alterato può essere un campanello d'allarme per condizioni come l'insulino-resistenza o il pre-diabete. Vediamo cosa significa avere la glicemia a digiuno alta e quali sono le strategie per gestirla.

Cos'è l'Alterata Glicemia a Digiuno?

L’alterata glicemia a digiuno si associa quasi sempre ad altre entità cliniche patologiche come la sindrome da insulino-resistenza e l’aumento del rischio cardiovascolare. La sindrome da insulino-resistenza è una condizione in cui si osserva una diminuzione della capacità di risposta all’azione dell’insulina, ormone responsabile del controllo della glicemia nel sangue. La caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre è asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente, privo di segni e sintomi obiettivabili.

Il diabete è invece una malattia cronica caratterizzata dall’incapacità dell’organismo di produrre o di utilizzare in maniera efficace l’insulina per controllare la glicemia, ovvero i livelli di glucosio nel sangue.

Diagnosi

L’alterata glicemia a digiuno ha una diagnosi ovviamente basata su un campione di sangue venoso prelevato dopo un digiuno di almeno otto ore. L'esame obiettivo permette il riconoscimento da parte del medico dei segni oggettivi e dei sintomi soggettivi presentati dal paziente, tuttavia la caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre risulta essere asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente senza dare segni e sintomi obiettivabili.

Valori di riferimento

Le linee guida nazionali (ultima AMD-SID 2018) ed internazionali (ADA) indicano ormai da tempo come valori normali di riferimento a digiuno 70-100 mg/dL. Pertanto, un valore a digiuno compreso tra 100 e 125 mg/dL è indicativo di alterata glicemia a digiuno. Si parla di diabete quando a digiuno è maggiore o uguale a 126 mg/dL o ad un prelievo random è superiore a 200 mg/dL.

Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 100-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.

Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

Test di tolleranza al glucosio

Un valore di alterata glicemia a digiuno però va indagato ulteriormente con una curva da carico orale del glucosio (sempre secondo linee guida a 2 ore). Nel test da carico di glucosio orale il medico dà da bere, al soggetto che deve sottoporsi al test, una soluzione con 75 grammi di glucosio. In un soggetto normale il glucosio oscilla su valori standard tra i 70 mg/dL e i 100 mg/dL e dopo questo test, il picco di glicemia non supera i 150 mg/dL.

Cosa Fare? Stile di Vita e Alimentazione

In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.

Dieta

  • In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure.
  • Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali.
  • Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce.
  • Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici.

Attività fisica

È opportuno praticare regolarmente attività fisica, almeno 30 minuti al giorno per 3 o 4 volte a settimana con attività adeguata all’età e alle possibilità del soggetto per evitare che la stessa non provochi alcun danno. In alcuni pazienti è fondamentale un controllo cardiologico prima di intraprendere qualsiasi tipo di attività fisica.

Stile di vita: l’obesità e il sovrappeso sono i primi fattori di rischio da correggere. La riduzione del peso migliora notevolmente la sensibilità dell’organismo all’azione dell’insulina. L’obesità può essere trattata anche farmacologicamente con farmaci inibitori dell’assorbimento (Orlistat). La quantità di lipidi deve essere ridotta a livelli il più possibile vicino alla normalità (colesterolo totale inferiore ai 200 mg/dL), soprattutto nei pazienti con anamnesi indicativa di patologia cardiovascolare.

Prevenzione

Il Diabete, come spiegato poc’anzi, inizia a mostrare i primi sintomi in modo subdolo, poco riconoscibile, per questo spesso viene diagnosticato tardivamente. È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.

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