Negli ultimi anni, l'interesse scientifico verso il processo di glicazione è cresciuto notevolmente, data la sua influenza sullo sviluppo di malattie e il suo ruolo attivo nell'invecchiamento cellulare. Questo articolo si propone di esplorare a fondo la relazione tra AGE (Advanced Glycation End Products), colesterolo e salute, fornendo consigli pratici su dieta e prevenzione.
Cosa sono gli AGE (Advanced Glycation End Products)?
Gli AGE (Advanced Glycation End Products) sono composti che si formano quando le proteine o certi tipi di grassi reagiscono con degli zuccheri. In un processo chiamato glicazione, una molecola di zucchero si lega a certi amminoacidi di proteine o grassi (lipidi), o al DNA. I composti appena glicati subiscono poi trasformazioni per formare i prodotti della glicazione avanzata (AGE), che consistono in proteine o lipidi modificati.
Gli AGE si originano sia all’interno dell’organismo (produzione endogena), dai nostri stessi zuccheri e proteine o grassi, sia all’esterno (produzione esogena), da zuccheri, proteine e grassi presenti nei cibi. Ci sono letteralmente centinaia di tipi differenti di AGE nell’organismo e nel cibo. Alcuni sono innocui, ma altri sono potenti ossidanti che rilasciano radicali liberi e aumentano l’infiammazione nell’organismo.
Gli AGE sono noti anche come glicossidanti, dato che agiscono come ossidanti. La formazione dei prodotti di glicazione avanzata segue solitamente un processo complesso, costituito da differenti reazioni solo in parte reversibili. Questa comprende una serie di reazioni non enzimatiche con cinetica lenta, che portano alla costituzione di aggregati nei quali i gruppi riducenti di zuccheri ridotti, come il glucosio, il galattosio o il fruttosio, reagiscono con aminoacidi presenti nelle proteine o in altre strutture biologiche.
Formazione degli AGE
La formazione dei prodotti di glicazione avanzata è tipica delle cotture ad alte temperature, come la cottura alla griglia o la frittura. Le alte temperature, tipiche delle cotture alla griglia o alla piastra, degli arrosti e dei fritti in olio profondo, formano dei composti tossici chiamati «prodotti di glicazione avanzata» o AGE, che possono portare a diabete, Alzheimer, obesità, invecchiamento precoce e altre malattie croniche.
Differenti studi hanno correlato l’eccessiva introduzione di questi dAGEs (dietary AGEs) con l’aumento dello stress ossidativo e con la persistenza di patologie infiammatorie, nonché con un’aumentata incidenza di patologie cardiovascolari e dismetaboliche. Al contrario, differenti gruppi di ricerca sembrano concordare nell’utilità di una dieta povera in dAGEs, essendo questa potenzialmente efficace nel garantire un miglioramento della salute generale.
Impatto degli AGEs sulla Salute
Gli AGEs hanno la capacità di alterare le proprietà chimiche di lipidi, proteine e DNA. Nel momento in cui si legano ai RAGEs agiscono come segnale cellulare promotore di una serie di eventi a cascata di tipo ossidativo. La conseguenza è la generazione di una quantità elevata di radicali liberi, circa 50 volte maggiore al normale.
L’accumulo di AGEs è stato correlato non solo al processo di invecchiamento precoce, ma anche a una serie particolarmente lunga di condizioni patologiche età-correlate. Alla base di tali condizioni vi sarebbe da un lato il danno a carico del collagene, in particolare la formazione di reticoli complessi, e dall’altro l’incremento dello stato infiammatorio e ossidativo locale.
Le persone che hanno livelli elevati di zucchero nel sangue, come quelle con diabete, hanno un rischio maggiore di produrre troppi AGEs e subirne le conseguenze negative. Tra le complicanze legate al diabete sono implicati una serie di prodotti finali della glicazione avanzata (AGEs). Prove crescenti dimostrano il ruolo importante dei prodotti finali derivanti dalla glicazione avanzata (gli AGEs) derivati dallo zucchero e che si formano all’interno o all’esterno delle cellule in base alla concentrazione di glucosio.
La Relazione tra AGE e Colesterolo
È importante sottolineare che gli AGEs si formano anche a seguito dell’ossidazione di zuccheri, lipidi e amminoacidi. Questo processo può influenzare il metabolismo del colesterolo, contribuendo all'aterosclerosi e aumentando il rischio cardiovascolare.
Colesterolo: HDL, LDL e AGE
Le proteine e i lipidi possono coesistere, per esempio, nelle lipoproteine che trasportano il colesterolo nell’organismo. Le LDL sono dei particolari trasportatori dei grassi nel sangue, che portano i lipidi dal fegato verso le periferie. Se in eccesso, il colesterolo periferico tenda a depositarsi nelle arterie partecipando all'aterosclerosi.
Strategie per Controllare gli AGE e Migliorare il Colesterolo
Diversi studi hanno indagato sull’efficacia di uno stile di vita sano sulla formazione di AGEs. I fattori che sicuramente svolgono un ruolo attivo nel prevenire o al contrario favorire questo processo sono essenzialmente legati allo stile di vita condotto, come l’abitudine al fumo o un eccessivo stress psicosociale.
L'articolo pubblicato da Experimental Dermatology delinea gli interventi antiaging e di prevenzione delle malattie correlate attraverso il contenimento dei livelli di AGEs:
- Inibire le reazioni di glicazione, alla base della sintesi degli AGEs. In questo senso risultano attivi vitamina C, E, polifenoli ecc.
- Mantenere normali i livelli di glicemia. A questo obiettivo contribuiscono l’esercizio fisico, l’alimentazione, oltre a cure appropriate nei soggetti con sindrome metabolica o diabete.
- Adottare un’alimentazione a basso contenuto di zuccheri.
- Assumere specifici antiossidanti efficaci per combattere lo stress ossidativo, l’infiammazione e gli alti livelli di AGEs.
Alimentazione e Cottura
Oltre ad una vita attiva, un rimedio fondamentale per controllare il processo di glicazione è la cura della nostra alimentazione. Si consiglia di evitare pasti che possano causare picchi glicemici, cercando di limitare il consumo di alimenti con alto contenuto di zuccheri e di carboidrati raffinati.
La formazione di AGEs negli alimenti viene impedita dalla presenza dell’inibitore aminoguanidina e ulteriormente limitata dalla modalità di cottura a basse temperature, utilizzando come condimenti succo di limone e aceto. La dieta povera di AGEs dovrebbe prevedere un consumo di carne per 2 volte a settimana, preferendo metodi di cottura al forno, al vapore, alla piastra o bollitura.
Limitare il consumo di tutti i prodotti da forno specialmente confezionati, mantenere un adeguato apporto di vitamine, minerali ed altri micronutrienti, fondamentali nel controllo della formazione di AGEs. Mantenere inoltre un adeguato apporto idrico favorisce l’escrezione urinaria di questi (ed altri) prodotti dannosi.
Le cotture pro-AGEs (che aumentano la loro generazione) includono: grigliare, dorare, arrostire, cuocere al forno, friggere, soffriggere, scottare e tostare. Al contrario, le cotture in umido o al vapore o la bollitura sembrano decisamente più sicure rispetto le prime. Nota positiva è derivata anche dalla cottura in micro-onde.
Antiossidanti
Gli antiossidanti di origine alimentare e/o assunti con gli integratori aiutano a ridurre la formazione ed i danni provocati dagli AGEs. Esempi di antiossidanti utili sono: resveratrolo, acido alfa lipoico, L-carnitina, vitamine (es.: C, D, E), curcumina, silimarina, acidi ellagico e gallico, urolitina. Anche carotenoidi, flavonoidi, fitosteroli, polifenoli, sulfurafano, e terpeni dimostrano benefici contro l’invecchiamento cutaneo.
Omega 3 e Omega 6
I cibi ricchi di omega 3 migliorano il metabolismo di tutti i lipidi trasportati nel sangue, dal colesterolo (anche se gli specifici effetti sono stati confermati e smentiti varie volte nei molti studi a riguardo) ai trigliceridi; inoltre, contribuiscono a ridurre il rischio cardiovascolare anche grazie alla loro funzione anti-trombotica, anti-infiammatoria ed ipotensiva.
Anche i cibi ricchi di omega 6 migliorano il metabolismo del colesterolo endogeno; gli acidi grassi omega 6 hanno la capacità di ridurre il colesterolo totale ma senza discriminazione tra LDL e HDL. Tutti gli acidi grassi polinsaturi essenziali omega 6 sono contenuti prevalentemente nei semi e nella frutta secca (noci, mandorle, nocciole, semi di girasole, arachidi, pistacchi, semi di zucca ecc), negli oli di semi, negli oli di frutta secca e nei legumi.
Tra gli effetti degli omega 6 c'è anche un miglioramento della colesterolemia. Si osserva soprattutto la riduzione del colesterolo totale, per diminuzione di quello cattivo o LDL (Low Density Lipoprotein). In realtà, non esiste un vero e proprio colesterolo malvagio; il colesterolo è "più o meno" tutto uguale (tralasciamo i dettagli di natura prettamente chimica).
L'assunzione di omega 6 non riduce la produzione di colesterolo da parte del fegato, bensì la sintesi delle LDL. Le LDL sono dei particolari trasportatori dei grassi nel sangue, che portano i lipidi dal fegato verso le periferie. Inoltre, come vedremo più avanti, è fondamentale rispettare il "vincolo calorico complessivo".
Apporti alimentari raccomandati di omega 6: L'apporto dietetico di omega 6 per la prevenzione del rischio cardiovascolare dovrebbe essere nell'ordine del 5-10% delle calorie totali giornaliere.
Favorire l'aumento percentuale dei grassi insaturi, soprattutto polinsaturi essenziali omega 3 e omega 6 (derivanti prevalentemente dal pesce, dai semi oleosi e dai relativi oli).NB. Ottimizzare il rapporto tra omega 6 e omega 3 (che nella dieta occidentale raggiunge un rapporto superiore a 10:1) ed evitare l'eccesso di omega 6: come abbiamo già detto, troppi omega 6 compromettono il metabolismo degli omega 3. Inoltre, apportando troppo AA si può ottenere un effetto negativo sull'infiammazione e sul rischio cardiovascolare.
Altri Accorgimenti
Un alimento particolarmente indicato nel controllo del colesterolo è la crusca di avena; se consumata tutti i giorni, essendo ricca sia di fibra solubile (15,4 g per 100 g di prodotto), sia di acidi grassi polinsaturi (2,8 g per 100 g di prodotto), interviene efficacemente nella riduzione della colesterolemia LDL.
I cibi ricchi di omega 9 intervengono selettivamente sulla colesterolemia riducendo solo le LDL e i trigliceridi (VLDL), mantenendo intatta o addirittura aumentando la porzione di HDL circolanti; gli acidi grassi omega 9 (PUFA non essenziali) sono contenuti prevalentemente nelle olive e nell'olio vergine di oliva.
In caso di sovrappeso, nulla più del dimagrimento è in grado di migliorare il colesterolo nel sangue; sia nella sua quantità, sia nella sua ripartizione. Peraltro, la strategia ideale per ridurre il colesterolo (pur trattandosi di un lipide) non è un regime alimentare IPOlipidico.
La fibra consente di ridurre l'assorbimento del colesterolo alimentare e anche il riassorbimento degli acidi biliari riversati dalla cistifellea (a loro volta ricchi di colesterolo endogeno); in definitiva, aumentando semplicemente la quota di fibra alimentare è possibile ridurre la colesterolemia totale.
Se l'ipercolesterolemia è provocata da una condizione momentanea di eccessi alimentari, sarà sufficiente stare "a stecchetto" una settimana, sia per ciò che riguarda le calorie totali, sia per quanto concerne la scelta alimentare.
Tabella: Esempi di Alimenti e Contenuto di AGE
| Alimento | Note |
|---|---|
| Manzo, hamburger (McDonald’s Corp.) | Alto contenuto di AGE |
| Salmone dell’Atlantico, d’allevamento, precotto | Moderato contenuto di AGE |
| Birra Budwiser (Anheuser-Busch, St. Louis, MO) | Contenuto variabile di AGE |
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