Mangiare i gamberi non solo rende felice il nostro palato, ma è anche sano. Tra l’altro i gamberi sono poco calorici e hanno buone proteine.
In effetti una porzione di gamberi contiene 189 milligrammi di colesterolo, che corrisponde al 60% della razione giornaliera raccomandata. Proprio questo dato spingeva i dottori a credere che fossero negativi per la salute del cuore.
Il Legame tra Colesterolo e Crostacei
Tra colesterolo e crostacei (come fra colesterolo e molluschi) esiste, in effetti, uno stretto legame. Il legame tra colesterolo alto e crostacei è stato a lungo additato come pericoloso per chi soffre di ipercolesterolemia. Infatti, i crostacei sono alimenti che contengono una buona percentuale di colesterolo.
Sapevi che in 25g di gamberi freschi ci sono quasi 38 mg di colesterolo, mentre nella stessa quantità di Grana Padano DOP ce ne sono 27?
Un eccesso di colesterolo nel sangue, in particolare LDL (quello “cattivo”), è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e perciò, specialmente se vai in vacanza al mare, cerca di non esagerare con crostacei e molluschi, come gamberi, aragoste, cozze, vongole, ostriche ecc.
Per capire quanto è importante considerare questa relazione vale la pena ricordare alcuni rischi associati al colesterolo alto: problemi alle coronarie, infarti e ictus. Dato il legame tra colesterolo e crostacei è bene non esagerare con il loro consumo (né con quello dei molluschi).
Bisogna stare attenti, però, perché come capita spesso con i crostacei, provocano allergia in diverse persone.
Non tutti i grassi sono uguali
Non tutti i grassi sono uguali. Possiamo distinguere due tipologie di grassi: saturi e insaturi. Le evidenze scientifiche suggeriscono che i grassi saturi siano più pericolosi per l’aumento del colesterolo LDL, considerato il colesterolo “cattivo”, rispetto al colesterolo HDL o “colesterolo buono”. I crostacei sono ricchi di grassi, ma insaturi. Ciò significa che loro impatto sull’aumento dell’LDL è ridotto rispetto a quello di burro, latticini, carni rosse ecc. Questo non significa però che chi soffre di ipercolesterolemia possa abusare di crostacei.
Come Preparare i Gamberi in Modo Salutare
Piuttosto dobbiamo concentrarci su come li prepariamo. Sono sani se li prepariamo al forno, bolliti, alla griglia o anche in padella con un filo di olio. Da evitare la frittura, oppure farli saltare in padella con il burro.
Benefici Nutrizionali dei Gamberi
Oltre alla preziosa vitamina B12 sono anche una fonte di selenio, che aiuta a rallentare l’invecchiamento delle cellule cerebrali, fosforo che facilita l’eliminazione delle tossine e promuove la riparazione dei tessuti. Introdurre gamberi nella propria alimentazione aiuta a rifornire l’organismo di proteine di buona qualità, di nutrienti importanti per il buon funzionamento del metabolismo (in particolare vitamine del gruppo B e zinco), per la salute delle ossa e dei denti (calcio e fosforo), per il trasporto di ossigeno (il ferro) e per le difese antiossidanti (selenio).
Consigli Dietetici e Nuove Raccomandazioni
Anche in estate il principio da seguire è garantirsi un’alimentazione varia senza pensare che esistano cibi “cattivi” in assoluto e senza concentrarsi solamente sul legame tra colesterolo e crostacei.
Chi soffre di ipercolesterolemia dovrebbe sostituire quindi i crostacei con il pesce azzurro, dal momento che contiene i già citati Omega 3. Si tratta di grassi essenziali, indispensabili per il funzionamento del nostro organismo e che tuttavia siamo in grado di procurarci solo attraverso l’alimentazione. Queste sostanze hanno molti benefici: combattono le infiammazioni, favoriscono il buon funzionamento del muscolo cardiaco, proteggono il sistema nervoso, aiutano lo sviluppo fetale in gravidanza e sono importanti per la salute di mamma e bambino durante l’allattamento. Tuttavia, pur essendo grassi, hanno una funzione positiva sulla riduzione del colesterolo nel sangue.
Ad aver liquidato ogni divieto sono le nuove raccomandazioni della Società italiana di nutrizione umana (Sinu): a distanza di 10 anni dall’ultima edizione e dopo l’esame dei dati della letteratura scientifica da parte di 150 esperti, è arrivata la revisione dei Larn: i Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana, cioè le quantità consigliate di cibi, carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali.
Via i limiti
Si legge che a tavola «è stato eliminato il limite di 300 milligrammi al giorno per il colesterolo, alla luce degli studi e delle relative meta-analisi che hanno evidenziato la scarsa importanza relativa dell’assunzione di colesterolo rispetto a quella dei grassi saturi, cui è strettamente legato».
Il colesterolo assimilato attraverso alimenti come le uova e i gamberi concorre per una quota di circa un quinto ai livelli totali nel sangue, mentre i quattro quinti sono prodotti dal corpo stesso.
I grassi cattivi
La dieta: non esagerare con i cibi ricchi di grassi saturi, come carne rossa, formaggi grassi e stagionati, salumi, burro, patatine fritte e alcuni alimenti ultra-processati è il primo consiglio. L’altro è comporre pranzo e cena per tre quarti con fonti vegetali, dai cereali integrali alle verdure, dai legumi alla frutta.
Uova e colesterolo
Si dice uova, si pensa colesterolo. È un’associazione legittima ma incompleta. Le uova, infatti, hanno tante altre proprietà essendo ricche anche di grassi buoni, specialmente acido oleico, leucina, colina, essenziale per le membrane cellulari, di due potenti antiossidanti, la luteina e la zeaxantina e di vitamine quali la A e la B1. Tutte qualità che rendono l’uovo un alimento molto nutriente. Peccato che l’alone di incertezza, determinato dall’associazione colesterolo e rischio cardiovascolare, non sia del tutto scomparso. Difatti una risposta definitiva ancora non è stata data, specialmente per quegli individui che già presentano elevate concentrazioni di colesterolo nel sangue.
Tuttavia, sembra ormai appurato che l’indicazione classica che limita il consumo di uova a due sole per settimana sia obsoleta, e non trova riscontro nelle indicazioni delle più prestigiose istituzioni al mondo, come l’Harvard School of Public Health’s.
La ricerca si è data da fare e ha dimostrato, con due ampi studi prospettici di coorte (su quasi 40 000 uomini e oltre 80 000 donne), che mangiare fino a un uovo al giorno non provoca, in soggetti sani, alcun aumento del rischio di incorrere in malattie cardiache. Più cautela invece è raccomandata da parte di coloro che soffrono di patologie cardiovascolari e diabete.
In conclusione, basandosi sulle evidenze epidemiologiche, non c’è ragione di pensare che una dieta sana nel suo complesso non debba includere uova e crostacei. Le uova possono essere incluse in una sana alimentazione, nella porzione di 1 uovo, da 1 a 4 volte a settimana.
Uova e crostacei non rappresentano un rischio per la salute ma attenzione a non esagerare.
In sintesi
- Non c’è relazione tra consumo di uova e incidenza di malattie cardiovascolari.
- Non risultano interazioni fra il consumo di gamberi e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.
La stagione dei gamberi varia da specie a specie. In Finlandia, per esempio, la stagione inizia a giugno e termina a ottobre.
Disclaimer: Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
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