Formaggi che Abbassano il Colesterolo: Guida alla Scelta

Quando le analisi del sangue rivelano un'alta percentuale di grassi nel fegato, ossia di trigliceridi, si deve necessariamente modificare il tipo di alimentazione. Allo stesso modo la presenza di placche di grasso nel sangue affatica il cuore che non riesce a pompare bene a causa dell’ispessimento delle pareti arteriose. Se i livelli di colesterolo totale superano di molto i 200mg/dl si tende a puntare il dito contro alcuni specifici alimenti. In modo particolare si trascinano sul banco degli imputati anzitutto i formaggi e le uova ritenendoli i maggiori responsabili dell’ipercolesterolemia.

Con ciò non si intende affatto dichiarare che un consumo eccessivo di uova o formaggi soprattutto stagionati non abbia alcuna incidenza sui livelli di colesterolo. Piuttosto occorre sottolineare che le uova al pari dei formaggi più magri contengono sostanze nutritive altamente benefiche e che sarebbe sbagliato eliminarle dalla dieta alimentare. Forse non tutti sanno ad esempio che “Colesterolo e pressione si abbassano con 30 grammi al giorno di questo formaggio”.

Prima di fare una lista, chiariamo un punto importante: non è solo il colesterolo presente negli alimenti a far salire quello nel sangue. Il nostro corpo produce colesterolo in modo autonomo, il problema è quando se ne produce troppo e un eccesso può comportare tutta una serie di problemi tra cui l’aumento del rischio di sviluppare alcune patologie cardiovascolari. Come mai il nostro corpo inizia a produrre troppo colesterolo?

Comprendere il Colesterolo e l'Alimentazione

Il colesterolo è un grasso fondamentale per la salute dell'organismo: ad esempio, è un costituente delle membrane cellulari ed è utilizzato per produrre sostanze utili all’organismo come la vitamina D, il testosterone e gli estrogeni. Tuttavia, se il livello di colesterolo totale, rilevato con un semplice esame del sangue, è superiore a 240 mg/dl, si ha una condizione definita ipercolesterolemia, un fattore di rischio per problemi cardiovascolari come infarto e ictus.

Il nostro corpo può sintetizzare tutto il colesterolo di cui necessita. Infatti, ogni giorno l’organismo produce un quantitativo di colesterolo (endogeno) che va da 600 a 1000 mg, grazie al lavoro del fegato e dell’intestino. In effetti, il colesterolo viene spesso suddiviso in due categorie: “colesterolo buono” e “colesterolo cattivo”.

Questa distinzione dipende dalle proteine che lo trasportano nel sistema sanguigno. Infatti, i grassi non possono viaggiare liberamente nel sangue, costituito prevalentemente da acqua: come l’olio nell’acqua, non resta in sospensione. Quindi, il colesterolo è trasportato da delle proteine (lipoproteine). LDL (lipoproteine a bassa densità) trasportano il colesterolo sintetizzato dal fegato (definito colesterolo LDL) al resto del corpo. HDL (lipoproteine ad alta densità) rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano nuovamente al fegato, che lo eliminerà.

Quando il livello di grassi nel sangue è troppo alto (iperlipidemia) l’organismo può andare incontro a problemi rilevanti. Infatti, si può accumulare sulla parete delle arterie, infiammandole e provocando l’indurimento delle arterie (aterosclerosi) e la formazione di incrostazioni all’interno di esse (ateroma), con la possibilità di formazione di trombi che compromettono il normale flusso sanguigno. Se un’arteria si chiude, la parte del corpo che riceve sangue da essa può morire: se è una coronaria (arteria del cuore), non ricevono ossigeno le cellule cardiache, per cui si può avere un infarto del miocardio; se l’arteria porta sangue al cervello, si può avere un ictus.

In particolare, sono le proteine LDL ossidate a contribuire a questo processo. Livelli troppo bassi di grassi nel sangue (colesterolo totale inferiore a 120 mg/decilitro o colesterolo LDL inferiore a 50 mg/dl) provocano problemi molto raramente. L’ipercolesterolemia è la condizione in cui il colesterolo totale (LDL e HDL insieme) è troppo alto. Si può individuare grazie all’esame del sangue noto come colesterolemia, profilo lipidico o pannello lipidico, che misura i livelli di colesterolo ematico.

Colesterolo totale: fino a 200 mg/dl (sotto i 17 anni, fino a 170 mg/dl). Nel leggere i risultati dell’analisi del sangue, è importante considerare che i livelli di colesterolo nel sangue possono variare anche del 10% da un giorno all’altro. Il rapporto tra la concentrazione dei due tipi di colesterolo. Presenza o meno di altre malattie (es. Farmaci (es. Età. Il colesterolo LDL aumenta con l’età, soprattutto tra le donne.

Come Abbassare il Colesterolo con l'Alimentazione

La prevenzione è la strategia principale per mantenere la colesterolemia entro i livelli consigliati. In particolare, è utile tenere d’occhio il girovita. In media, sono ideali valori inferiori a 80 cm per la donna e a 94 cm per gli uomini. Evitare il fumo. Evitare gli alcolici. Nelle forme lievi, la correzione dello stile di vita può essere risolutiva.

Su suggerimento dei medici, può rendersi necessario un intervento farmacologico: esistono diverse categorie di farmaci in grado di ridurre la colesterolemia. Un’alimentazione varia ed equilibrata è raccomandata per tutte le persone, in ogni fascia d’età. Gli elementi chiave sono i vegetali e pochi grassi, in particolare quelli saturi.

  • Acidi grassi insaturi, presenti soprattutto negli oli vegetali.
  • Acidi grassi saturi, che innalzano la colesterolemia, quindi il rischio cardiovascolare.

Si trovano soprattutto in grassi da condimento di origine animale (come strutto, burro e panna), ma anche in alcuni oli vegetali (come quelli di cocco e di palma). Quindi, la dicitura “grassi vegetali” in etichetta può riferirsi anche ai grassi saturi di cocco, palma e altri oli ricchi di grassi saturi. Ridurre gli alimenti ricchi di grassi saturi e di grassi trans e preferire i grassi insaturi al loro posto. Assumere entrambi in quantità può portare a un'alimentazione troppo ricca di grassi e calorie, vanificando l'effetto protettivo di questi ultimi sul rischio cardiovascolare.

Aumentare l’apporto di vegetali, mangiando molta frutta, verdura e legumi. Infatti, i vegetali sono definiti gli alimenti amici del cuore perché sono ricchi di fibre, steroli vegetali e sostanze antiossidanti, che riducono i livelli di colesterolo nel sangue. Le fibre creano una sorta di barriera nel tratto digerente, riducendo così l’assorbimento dei grassi a livello intestinale. Gli steroli sono grassi vegetali che chimicamente assomigliano al colesterolo animale e possono essere assorbiti al suo posto.

  • Legumi e frutta a guscio.
  • Verdura e frutta.
  • Il giusto condimento.
  • Pesce.
  • Carne bianca.
  • Il giusto modo di cucinare.
  • Antiossidanti.

Anche i formaggi possono essere consumati, anche se con moderazione. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che sono poche le evidenze dei benefici degli integratori. Le diete vegetariane e vegane equilibrate aiutano ad abbassare il colesterolo.

Per mantenere sotto controllo il colesterolo, gli esperti suggeriscono di limitare soprattutto i grassi animali presenti nei. Infatti, influiscono molto sui livelli di colesterolo nel sangue. Alimenti ricchi di grassi saturi, in particolare condimenti derivanti da grassi animali (come condimenti come burro, lardo, strutto, panna), carni rosse (soprattutto se processate) e formaggi (pecorino, formaggio spalmabile e parmigiano). Frattaglie (fegato, cervello, reni) e insaccati ad elevato tenore in grassi saturi. Gli insaccati e le carni conservate in generale andrebbero consumate il meno possibile non solo in ottica di prevenzione cardiovascolare, ma anche per la prevenzione dei tumori.

Bevande alcoliche, soprattutto nei casi di ipercolesterolemia associata a ipertrigliceridemia. Zuccheri semplici come glucosio, saccarosio e fruttosio, soprattutto da bevande zuccherate. Questi carboidrati dovrebbero costituire al massimo il 10% dell’energia giornaliera (equivalenti a meno di 50 grammi di zucchero al giorno). Sale. Anche in questo caso è importante tenere d’occhio le etichette.

Quali sono i formaggi con meno colesterolo

Quindi: dobbiamo guardare non solo il colesterolo presente in un alimento, ma anche alla quantità e al tipo di grassi. E purtroppo i formaggi e i latticini tendono ad avere troppi grassi saturi, ma non tutti sono da evitare. Vediamo insieme quali sono i più leggeri e adatti anche in una dieta più attenta.

  1. Yogurt greco o al naturale: Che sia magro 0% grassi o no l’importante che non abbia zuccheri aggiunti, come faccio a capire se ha zuccheri aggiunti?
  2. Ricotta vaccina: Ok anche questo è un latticino ma molto simile al formaggio con la sua morbidezza, in più è versatile e perfetto sia per piatti salati sia dolci. La ricotta vaccina contiene circa 11-13 gr di grassi totali, solo 7-8 gr di saturi, colesterolo basso (circa 50 mg/100gr).
  3. Fiocchi di latte (cottage cheese): I fiocchi di latte sono ottimi a colazione, negli spuntini o con le verdure. Contengono veramente pochi grassi per essere un latticino, solo 4-5 gr di grassi di cui saturi 2-3 gr.
  4. Formaggi spalmabili light: Versioni alleggerite: meno grassi e calorie, gusto delicato. Anche qua ci assestiamo sui 10-15 gr di grassi al contrario delle versioni classiche che possono superare i 20 gr.

E tutti gli altri formaggi? Vanno aboliti? Ovviamente no, tutto dipende dalle dosi e frequenze. Esempio se mangi tutta la settimana in modo equilibrato non sarà di certo del parmigiano sulla pasta 2-3 volte a settimana o la pizza 4 formaggi che ti mangi il sabato sera a sballarti la dieta e il colesterolo. Questo per dirti che va bene controllare quali latticini sono più magri e leggerne l'etichetta, ma non privarti di qualcosa che ti piace, perché il segreto per tenere sotto controllo il colesterolo è un’alimentazione equilibrata e la giusta attività fisica. E ricorda: se hai davvero problemi di colesterolo, non basta cambiare formaggio, fatti seguire da un medico.

I 5 formaggi che hanno un basso contenuto di colesterolo

Più basso è il grado di stagionatura di un formaggio, minore è anche la sua quantità di grasso. Nel processo di caseificazione si concentrano i principali componenti del latte. Ciò accade, principalmente, perché le diverse fasi consistono nel sottrarre il liquido al latte. Dapprima si separa il siero dalla cagliata e, con quest’ultima, si fa il formaggio. Il tempo e le condizioni in cui è consentita la stagionatura determineranno il tipo di formaggio: magro o grasso. I formaggi a lunga stagionatura sono quelli meno ricchi di acqua, ma più ricchi di proteine, grassi e carboidrati per ogni 100 grammi di alimento. Di conseguenza, il valore energetico dei formaggi stagionati sarà superiore a quello dei formaggi freschi. I formaggi meno grassi sono, quindi, quelli che hanno subito una stagionatura più breve o, addirittura, non sono stati stagionati. La perdita d’acqua di un formaggio fresco rispetto a un bicchiere di latte si aggira intorno al 20%.

  1. Ricotta: A differenza di altri formaggi, che sono fatti con la cagliata di latte, la ricotta è fatta con il siero di latte. Questo liquido viene sottoposto a un processo di fermentazione con i batteri lactobacillus e quindi riscaldato fino al raggiungimento della sua caratteristica consistenza. Contiene il 14% di grassi e la percentuale di proteine è di circa il 10%. Anche il contenuto di vitamina B12 è alto. Infatti, una singola porzione di ricotta contribuisce per quasi un terzo al fabbisogno giornaliero di questo componente. Se scegliamo la ricotta light, il contenuto di grassi si riduce sino al 6%. Quindi per chi ha alti valori di colesterolo e trigliceridi, meglio optare per quest’ultima.
  2. Burgos: Il Burgos è un formaggio a bassa percentuale di grassi, l’11%. Il metodo tradizionale per produrre questo formaggio consiste nell’aggiungere fermenti lattici al latte o addirittura il caglio. È un formaggio con poche calorie, nello specifico 198 per 100 grammi di prodotto. Nel suo contenuto spicca la presenza di fosforo che, con una porzione, raggiunge il 50% della quantità giornaliera consigliata di questo minerale. Inoltre, ha un buon contenuto di calcio e vitamina B12.
  3. Mozzarella: La mozzarella ha un 16% di grassi. Questo dato è particolarmente rilevante perché questo formaggio è prodotto con latte di bufala, che è più calorico del latte vaccino o ovino. Il valore energetico della mozzarella è compreso tra 220 e 250 calorie per 100 grammi di prodotto. Fino al 60% di questo formaggio è acqua. Nella sua composizione spicca inoltre il suo contenuto in minerali come calcio, fosforo e selenio, e la presenza di vitamine del gruppo B e A. La mozzarella light ha ancora meno grassi, solo il 9%. Quindi, sicuramente chi ha alti livelli di colesterolo è bene scegliere questa opzione.
  4. Quark: È un formaggio fresco, ma dalla pasta cremosa. È uno di quelli con meno calorie: 160 per ogni 100 grammi di questo prodotto. Il contenuto di grassi in questo formaggio è del 11%. Si distingue per essere un formaggio a bassissimo contenuto di colesterolo. Tuttavia, ha anche un basso apporto di calcio e sodio.
  5. Formaggi freschi spalmabili light: I formaggi freschi spalmabili non vanno incontro al processo di stagionatura, quindi hanno un bassissimo contenuto di grassi che può variare dal 3% sino al 13%. Ce ne sono tantissimi, la philadephia light e proteic, exquisa della Fitline e fiocchi di latte. Questi sono perfetti per chi segue una dieta a basso contenuto di grassi e colesterolo.

Il Ruolo dei Formaggi di Capra

I formaggi di capra sono, almeno in Italia, un alimento consumato da una piccola parte della popolazione, probabilmente perché poco conosciuti e soprattutto poco apprezzati per il forte sapore che li caratterizza: invece, in paesi vicino al nostro come la Francia, i formaggi caprini sono tra i formaggi più consumati sul territorio nazionale. I formaggi caprini sono prodotti con il latte di capra, o con un misto di latte vaccino e caprino (ma deve essere chiaramente indicato in etichetta) e ciò che li contraddistingue a parte il gusto intenso e deciso dai formaggi di latte vaccino, sono le loro grandi proprietà benefiche.

Tra le tante ragioni per cui si consuma il formaggio caprino ci sono sicuramente la sua alta digeribilità, per cui è particolarmente consigliato a chi soffre di intolleranza al lattosio, ma anche la bassa percentuale di grassi, per cui è invece consigliato a chi soffre di ipercolesterolemia. Nonostante le calorie del latte di capra siano più alte rispetto a quelle contenute nel latte vaccino, nel dettaglio i suoi grassi sono migliori, perché sono di dimensioni minori e quindi più facilmente digeribili; inoltre, ha un contenuto minore di colesterolo, e la sua particolare composizione fa sì che non si verifichi un innalzamento di quest’ultimo nel sangue.

Ciò è possibile perché il latte di capra contiene degli acidi grassi a catena corta, che inibiscono l’accumulo del colesterolo e ne favoriscono invece la mobilizzazione dai depositi. Il formaggio di capra con la più bassa concentrazione di colesterolo è il Caprino fresco. Questo formaggio, stagionato per meno di 24 ore, è povero di calorie, che si attestano sulle 230-250 per 100 grammi di prodotto. Un altro formaggio fresco di capra a basso contenuto di colesterolo è lo Stracchino o la Crescenza caprina. La Feta è invece un formaggio semigrasso a base di latte di capra. Questa viene prodotta da tradizione in Grecia, ma grazie alle esportazioni è possibile trovarla anche in Italia in tutti i supermercati. Ha un basso contenuto energetico, sulle 260 kcal per 100 grammi di prodotto. Tra i latticini freschi di capra a basso contenuto di colesterolo c’è la Ricotta. Questa viene prodotta solo a livello locale, e ha un valore energetico che si attesta sulle 170 calorie ogni 100 grammi di prodotto.

Consigli Aggiuntivi per una Dieta Sana

Se le analisi del sangue hanno messo in evidenza livelli di colesterolo troppo alti, cosa si può fare per limitare i danni? Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana.

Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo. Il pesce è il benvenuto: il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare. Poco olio e di quello buono. I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo.

Si può consumare la carne, sia rossa che bianca. Vanno preferiti, però, i tagli magri. Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo.

Includi nella tua dieta gli alimenti che abbassano il colesterolo!

Quindi, ricapitolando per chi già soffre di trigliceridi e colesterolo alti meglio optare per formaggi con la dicitura “light”, molto meno ricchi di grassi rispetto ai prodotti lattiero caseari normali. Per chi invece si trova al limite può scegliere di consumare i prodotti lattiero caseari a pasta molle anche senza la dicitura light, ma senza esagerare con le porzioni.

Oltre a scegliere il consumo di determinati formaggi, è sempre bene seguire una dieta con alimenti che aiutano a tenere basso il colesterolo e rivolgersi al proprio medico per un trattamento appropriato.

Chi adotta uno stile sedentario e passa dal letto alla sedia e dalla poltrona dell’ufficio al divano purtroppo accelera di molto il processo di invecchiamento. Non saranno infatti 100 grammi di ricotta o di feta a infliggere colpi al benessere psicofisico quanto la mancanza di esercizio fisico.

In un soggetto sano la sintesi endogena del colesterolo si sintonizza con quella della dieta alimentare e aumenta o diminuisce al diminuire o all’aumentare di questa. Il colesterolo si ritrova nel sangue sotto forma di "colesterolo buono" (HDL) e “colesterolo cattivo” (LDL).

La forma d’intolleranza al lattosio più comune è quella borderline: nonostante il declino genetico progressivo dell’attività enzimatica, solo nel 50 per cento dei casi si evidenziano i sintomi tipici (gonfiore, dolore addominale e diarrea). Per alcune persone spesso basta una tazza di latte o una fetta di formaggio fresco per creare gonfiore e crampi addominali. Se l’intolleranza al lattosio è stata diagnosticata correttamente, l’alternativa più semplice è utilizzare latte e latticini senza lattosio.

Colesterolo alto? La prima cosa che tutti dicono è: ‘Niente più formaggi!’ Ma è davvero così? E soprattutto, esistono formaggi che si possono mangiare anche con colesterolo alto? In realtà esistono formaggi e latticini più leggeri e con meno grassi saturi, adatti anche a chi deve tenere sotto controllo i valori.

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