Pasta, pane, pizza e prodotti da forno in generale: le farine sono alla base di una molteplicità di cibi che consumiamo quotidianamente, diventando così l’origine primaria dell’approvvigionamento dei carboidrati, fonte di energia per il nostro organismo. Nonostante siano spesso demonizzati, non devono mai mancare in un’alimentazione varia che, insieme al classico stile di vita sano, contribuisce all’ottimizzazione dello stato di salute in generale.
I carboidrati, però, possono essere un problema per chi soffre di iperglicemia e diabete. Più che evitarli, scegliere la forma adatta alle proprie esigenze è il modo più corretto per apportare i loro benefici. Farina di ceci, di segale e di farro vengono in aiuto, in quanto sono tipologie a basso indice glicemico.
Indice Glicemico e Carboidrati: Una Relazione Importante
Carboidrati e indice glicemico (IG) sono strettamente collegati, in quanto è la loro assunzione attraverso i cibi a causare l’aumento di glucosio (zucchero) nel sangue, che va a determinare l’innalzamento della glicemia. Più l’assorbimento è rapido, più il picco sarà alto. È importante tenere in considerazione anche un altro parametro, quello del carico glicemico, che riguarda la porzione di carboidrati ingerita: gli effetti cambiano se si assumono 60 gr di spaghetti o 100.
La classificazione scientifica vede gli alimenti divisi in tre gruppi: quelli a basso, medio e alto indice glicemico (con scala da 0 a 100), con una predilezione (ça va sans dire) da parte dei nutrizionisti per gli ultimi due. Il motivo è presto detto: l’iperglicemia che si protrae per lunghi periodi può diventare pericolosa, con rischio di sviluppare diabete, danni al cuore, ai reni e al sistema nervoso.
Le farine a basso indice glicemico sono quelle ottenute da cereali integrali, pseudo-cereali e legumi. Rispetto alle raffinate, come la 00, conservano un maggior quantitativo di macro e micronutrienti presenti negli alimenti di partenza, in particolare fibra, che contribuisce a ridurre il livello di zuccheri.
La comune farina bianca ha un alto IG di 85: quella di frumento integrale è a quota 60 e la semi-integrale (tipo 1) 65, una via di mezzo. In commercio si possono trovare farine di grano tenero realizzate appositamente con l’obiettivo di essere a basso indice glicemico, mantenendo le caratteristiche tipiche di quelle raffinate (soprattutto la forza, importante in panificazione, data dal glutine), ma arricchite in proteine e fibre, facilmente metabolizzate dall’organismo.
Tra gli ingredienti più usati nella loro realizzazione c’è l’amido resistente - presente in diversi cibi come banane verdi, legumi, avena - che non viene digerito nell'intestino tenue ed è quindi assorbito più lentamente, contribuendo a un rilascio graduale del glucosio nel sangue.
Vantaggi delle Farine a Basso Indice Glicemico
Gli alimenti a basso indice glicemico si rivelano importanti per mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue, evitando così eccessivi picchi glicemici che possono essere causa di seri problemi di salute come l'obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari. Inoltre, nel corso della giornata, forniscono energia in modo costante e contribuiscono a un maggiore senso di sazietà, favorendo una dieta regolare ed equilibrata, evitando le porzioni troppo abbondanti e i pasti fuori orario per far passare la fame.
Non fanno eccezione le farine a ridotto IG: anch’esse prevengono il rischio di sviluppare patologie legate all’iperglicemia. Provenendo perlopiù da prodotti integrali e legumi, risultano più nutrienti rispetto a quelle raffinate, conservando una maggiore quantità di vitamine, minerali e antiossidanti, senza dimenticare l’apporto fondamentale di fibre, che aiutano il corretto funzionamento dell’intestino e il mantenimento del peso corporeo.
C’è da dire che da sole non bastano a controllare la glicemia, ma vanno inserite all’interno di un regime alimentare bilanciato.
Esempi di Farine a Basso Indice Glicemico
Farina FiberPasta
La Farina FiberPasta è un preparato di farina di grano con il 15% di fibre (mix di fibre insolubili e solubili), è ideale per realizzare prodotti da forno (pane, pizza, dolci.. ) e pasta fresca. Non contenendo la lignina della crusca, ha lo stesso colore delle farine tradizionali. Inoltre, è una farina con un basso contenuto di nichel (<0,2mg/kg) in quanto non contiene crusca (la componente delle farine di grano integrali dove invece si concentra la presenza di nichel).
- Confezioni: sacchetti da 1 Kg
- Codice a barre (EAN): 8008647000690
- Ingredienti: farina di grano tenero 0, fibre alimentari 14% (fibra di grano, amido resistente*, inulina*). *l’amido resistente e l’inulina rientrano nella categoria delle fibre alimentari. Essi non vengono digeriti né assorbiti dall’intestino. La sostituzione di amidi digeribili con amido resistente in un pasto contribuisce alla riduzione dell’aumento del glucosio ematico post-prandiale (reg. Ue 432/2012).
L’alimentazione a basso indice glicemico è utile nelle diete dei diabetici, diete per il controllo del peso e nelle diete degli sportivi. Preparato a base di farina di tipo “1” e amido resistente, a basso indice glicemico. Un prodotto ricco di fibre e ricco di proteine, adatto a diverse tipologie di alimentazione dedicata, poiché la sostituzione di amidi digeribili con amido resistente, contribuisce alla riduzione della glicemia dopo il pasto.
Ideale per coloro che devono tenere sotto controllo i picchi glicemici post-prandiali, per gli sportivi e per chi vuole mantenersi semplicemente in forma seguendo un’alimentazione sana ed è attento al proprio benessere senza rinunciare al gusto, nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata, basata sui principi della dieta mediterranea e di uno stile di vita sano.
Farina VitaMill
Un’alimentazione varia ed equilibrata è alla base di una vita in salute, ma non è sempre facile mantenere costante uno stile di vita sano. È qui che arriva in aiuto la farina VitaMill (marchio registrato) a Basso Indice Glicemico. Appartenente alla linea salutistica funzionale di Grandi Molini Italiani, questa farina è ottenuta dalla sola macinazione di una particolare varietà di frumento, appositamente selezionata per garantire un elevato contenuto di amilosio.
L’amilosio, insieme all’amilopectina, forma l’amido, che a sua volta costituisce una delle frazioni che compongono l’endosperma del chicco di grano. Uno studio condotto in collaborazione con l’Università di Pavia ha dimostrato che una percentuale più elevata di amilosio nel frumento migliora le caratteristiche funzionali della farina: un pane realizzato con la farina VitaMill a Basso Indice Glicemico, infatti, comporta un innalzamento della glicemia notevolmente inferiore a un pane comune, il cui picco massimo della curva glicemica è molto vicino a quello creato dal glucosio.
Un’altra peculiarità di questo prodotto è il suo essere 100% naturale, risultato della pura macinazione del frumento ad alto contenuto di amilosio: da questo dettaglio nasce una farina tipo 1, priva di parti cruscali ma con le caratteristiche di una integrale. Ne conseguono prodotti da forno caratterizzati da una notevole presenza di fibre, che contribuiscono all’accelerazione del transito intestinale e dall’elevato valore nutrizionale.
Farinacei: Una Categoria Ampia e Diversificata
A livello globale, i farinacei rappresentano ormai da millenni l'alimento base della specie umana. Data l'estrema variabilità degli alimenti da cui si ottengono farine ricche di amido, è difficile delineare le caratteristiche nutritive generali dei farinacei, così come troppo generica e semplicistica appare la diffusa raccomandazione di moderarne il consumo. Infatti, alla categoria dei farinacei appartengono, ad esempio, anche i legumi, le cui caratteristiche nutritive sono ben diverse da quelle delle patate o dei derivati del frumento. Anche all'interno della famiglia dei cereali esistono differenze nutrizionali significative; ad esempio l'avena ha un indice glicemico inferiore rispetto a riso e frumento.
Va detto, comunque, che nel linguaggio comune gli Italiani utilizzano il termine farinacei riferendosi soprattutto ai cereali ed ai loro derivati. La raccomandazione di ridurre, o comunque moderare, il consumo di farinacei viene solitamente rivolta alle persone diabetiche o in sovrappeso. Se l'obiettivo è quello di dimagrire, bisogna porre particolare attenzione a non consumare i farinacei in un pasto molto ricco di lipidi. Se l'obiettivo è quello di tenere sotto controllo la glicemia, in genere si consiglia di consumare farinacei integrali.
La parsimonia nel consumo di farinacei dovrebbe essere tanto più rigorosa quanto maggiore è il loro grado di raffinazione e cottura; il riso bianco (brillato) stracotto, per esempio, aumenta la glicemia in misura nettamente maggiore rispetto ad un'analoga quantità di riso integrale al dente.
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