L’esame delle urine è un test fondamentale per inquadrare un paziente da un punto di vista clinico-patologico, assieme agli esami ematobiochimici. Rispetto all’esame delle feci, l’esame delle urine può risultare più laborioso nella raccolta dei campioni.
Come raccogliere il campione di urina
Per i cani maschi, è utile avere sempre con sé un raccoglitore sterile per le urine (il classico barattolino che si compra in farmacia). Più complessa è la raccolta delle urine di cagne e gatti. Per prelevare le urine si può utilizzare un piccolo contenitore sterile nell’atto della minzione evitando che le urine si possano contaminare con agenti microbici esterni.
Le tre fasi dell'esame delle urine
Il test delle urine si realizza attraverso l’analisi di tre aspetti: l’esame fisico, l’esame chimico e l’esame dei sedimenti urinari. Per ognuno di questi aspetti, si valutano delle specificità che possono diventare indicatori di disturbi in atto nel cane o nel gatto.
Esame fisico
Il COLORE delle urine può dire molto. Normalmente le urine sono giallo chiaro per i cani, leggermente aranciate per i gatti. L’ASPETTO delle urine è un altro indicatore importante. In controluce, dovrebbero essere trasparenti e limpide.
Esame chimico
- Il PESO SPECIFICO e la DENSITÁ indicano la capacità dei reni dell’animale di concentrare e diluire le urine.
- Il pH indica il livello di equilibrio acido-basico dell’organismo. Alcalosi in caso di vomito ripetuto, cistiti, infezioni urinarie, iperventilazione polmonare. Il pH dell’urina varia con la dieta e l’equilibrio acido-basico.
- Il GLUCOSIO non dovrebbe essere presente nelle urine. La soglia renale è di 180 mg/dl nel cane e 300 mg/dl nel gatto. Valori superiori si osservano in caso di iperglicemia e glicosuria, diabete mellito, ipertiroidismo e altri disturbi.
- Il SANGUE: non dovrebbe essere presente nelle urine. La presenza di sangue (emazie) nelle urine può essere indicativa di varie problematiche: calcoli e cristalli, cistiti infiammatorie.
- Le PROTEINE normalmente sono presenti nelle urine in piccole quantità. La proteinuria indica la presenza nell’urina sia di albumine che di globuline. Si possono avere falsi positivi nelle urine molto alcaline o in presenza di composti di ammonio quaternario usati come disinfettanti.
- La BILIRUBINA, quando presente nelle urine, può indicare problemi epatici oppure un’anemia emolitica. Se presente può indicare epatiti, intossicazioni, cirrosi epatica, neoplasie, leptospirosi, ostruzione da calcoli. Falsi negativi si verificano spesso per l’ossidazione della bilirubina dopo una lunga conservazione delle urine e per la presenza nell’urina di acido ascorbico.
- I CORPI CHETONICI vengono prodotti durante la scomposizione dei grassi. Servono a riconoscere uno stato di scompenso metabolico come quello che si manifesta nella chetoacidosi diabetica, aggravamento del diabete felino. Possono inoltre indicare digiuno prolungato o diete povere di zuccheri e ricche di proteine (diete dimagranti), danno epatico, iperemesi gravidica.
Esame dei sedimenti urinari
- La presenza degli ERITROCITI, cioè dei globuli rossi, è in correlazione con il peso specifico o un pH alcalino.
- I CILINDRI sono di diversi tipi e possono indicare la presenza di infiammazione del tratto urinario. Cilindri: si dissolvono nell’urina neutra o alcalina. La loro presenza indica una patologia renale acuta, se i cilindri sono numerosi, cronica se i cilindri sono pochi per diluizione dell’urina.
- I CRISTALLI sono di diversi tipi e variano a seconda che le urine siano acide o basiche. Cristalli: spesso sono composti da normali costituenti dell’urina o dalla somministrazione di alcuni farmaci. In caso di urine basiche con PH superiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di struvite, di fosfato di calcio o carbonato di calcio. In urine acide con Ph inferiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di ossalato di calcio o urati amorfi.
Il peso specifico urinario (PS)
Il peso specifico urinario è un parametro usato in medicina veterinaria per valutare la funzione renale in relazione al bilancio idrico di un paziente. Il peso specifico può essere utile nell’iter diagnostico di poliuria del cane e del gatto. Il peso specifico urinario (PS) serve a valutare la capacità di concentrare le urine da parte dei tubuli renali e per valutare lo stato di idratazione di un soggetto. Un basso Peso Specifico indica la presenza di insufficienza renale cronica, di ipercorticosurrenalismo, a seguito di somministrazione di cortisonici.
In un cane o un gatto normalmente idratati, ed in assenza di malattia renale, malattie metaboliche e disordini elettrolitici, i valori di peso specifico urinario si aggirano tipicamente tra 1030 e 1035 nel cane e 1035 e 1060 nel gatto. Ovviamente, qualsiasi valore di peso specifico urinario può essere giudicato “normale” in relazione allo stato idrico del paziente ed a eventuali disordini elettrolitici. Ad esempio, un paziente sovraidratato e con funzionalità renale normale, tenderà ad avere un peso specifico urinario inferiore, dovendo eliminare acqua libera per riportare l’organismo in una situazione di omeostasi.
- Urine concentrate: peso specifico >1.030 (cane) o >1.035 (gatto). Le urine con questo peso specifico hanno subito una significativa modificazione dell’ultrafiltrato glomerulare (che si assesta su valori di 1008-1012) ad opera di processi di riassorbimento attivo a livello dei tubuli renali. In presenza di urine concentrate, il riscontro di iperazotemia potrà essere più facilmente riconducibile ad una problematica pre-renale, che determini una ridotta perfusione d’organo.
- Urine moderatamente concentrate: peso specifico 1.013-1.029 (cane) o 1013-1.034 (gatto): pesi specifici urinari all’interno di questi valori sono spesso associati a una funzionalità renale conservata, benchè questi valori possano anche essere rilevati in pazienti con malattia renale così come in presenza di altri fattori che inibiscono la capacità di trattenere acqua, come una deficienza parziale o un’inibizione della risposta tubulare all’ADH. È importante sottolineare che, in caso di disidratazione clinicamente evidente, urine moderatamente concentrate possono essere definite come “inappropriate”, suggerendo di investigarne la causa sottostante. Se, al contrario, lo stato di idratazione è normale, e non vi sono altri rilievi clinici compatibili con malattia renale, può essere il caso di ripetere il peso specifico urinario in diverse occasioni prima di procedere con l’iter diagnostico. Nel caso in cui il paziente normoazotemico non producesse urine adeguatamente concentrate, l’iter diagnostico iniziale prevede valutazione dell’SDMA, ecografia addominale con particolare attenzione allo studio dell’apparato urinario.
In letteratura, è riportato che il PS può fluttuare nel corso della giornata e che può variare ad esempio in base alla quantità e qualità di cibo e alla quantità di acqua assunti; in genere si consiglia di raccogliere le prime urine del mattino poiché si presume siano quelle che riflettano meglio la capacità di concentrare le urine. Un ultimo aspetto degno di nota è rappresentato dalla giornaliera fluttuazione del peso specifico urinario riportata in letteratura e che può variare in base alla quantità e qualità di cibo e alla quantità di acqua assunti. Per questo motivo, solitamente si consiglia di raccogliere le prime urine del mattino, poiché sono quelle che riflettono meglio la capacità di concentrazione del paziente.
L’interpretazione di un singolo risultato di PS può non essere sempre facile per il fatto che non è possibile sapere se il valore ottenuto sia da considerarsi patologico oppure semplicemente un valore “estremo” della fisiologica variabilità biologica di un singolo individuo. Un singolo risultato può non essere semplice da interpretare; il valore di peso specifico rilevato potrebbe infatti essere “patologico”, non potendo sapere se il rilievo sia da considerarsi patologico oppure un valore “estremo” nell’ambito della variabilità fisiologica giornaliera.
Uno studio recente ha valutato la variabilità del peso specifico urinario in 103 cani considerati “clinicamente sani”, non in terapia farmacologica e senza manifestato segni clinici riconducibili a malattia nei sei mesi precedenti all’inclusione. I proprietari dei cani arruolati hanno raccolto le urine del mattino, per minzione spontanea e per 3 giorni consecutivi, per due settimane consecutive (per un totale di 6 campioni dello stesso paziente). I risultati dello studio hanno dimostrato che la differenza media tra il valore più basso e il valore più alto di peso specifico urinario nello stesso paziente e nell’arco delle due settimane è di 0.015; lo stesso paziente potrà quindi avere, in media, una mattina 1030 e la mattina successiva 1015.
I risultati di questo studio dimostrano che la differenza media tra il valore più basso e il valore più alto di PS nello stesso individuo nell’arco delle due settimane è di 0.015; ciò significa che lo stesso soggetto può avere, in media, una mattina 1030 e la mattina successiva 1015. Si tratta di una differenzia media, per cui sono previste differenze sia minori che maggiori di questo valore.
I limiti più importanti di questo studio sono rappresentati dai criteri utilizzati per considerarli “clinicamente sani” (non hanno effettuato altri esami di laboratorio ed indagini oltre ad una visita clinica e raccolta anamnestica di dati) e quindi non è possibile escludere la presenza di malattie occulte che possano aver influenzato i risultati ottenuti. I limiti di questo studio sono che son state analizzate urine di soggetti clinicamente sani ma non valutati da un punto di vista clinico-patologico (non hanno effettuato altri esami di laboratorio) e quindi non si ha la certezza di aver escluso patologie occulte soprattutto nei soggetti più anziani; inoltre non sono state indagate urine di soggetti con poliuria e polidipsia per valutare se questa stessa variabilità può essere valida anche all’interno di un quadro patologico.
Lo studio permette in ogni caso di sottolineare l’importanza della variabilità individuale, che deve essere tenuta in considerazione quando si interpreta un singolo rilievo di peso specifico urinario e prima di classificarlo come normale o patologico. Questa importante variabilità individuale deve essere tenuta in considerazione quando si interpreta un singolo valore di PS prima di attribuire ad esso un significato di normalità oppure patologico. Valutare nell’insieme più valori ottenuti da diversi campioni può essere di aiuto al clinico per meglio inquadrare il paziente e decidere di conseguenza di intraprendere iter diagnostici e terapeutici.
Rapporto PU/CU: proteinuria e creatinuria
Rapporto PU/CU: ovvero tra proteinuria e creatinuria. Serve a valutare la presenza di un danno renale in caso di infezioni alle vie urinarie o di un’alterata funzionalità renale riscontrate con esame del sangue.
Il metodo migliore per la valutazione dell’escrezione quantitativa di un soluto qualsiasi nelle urine, sarebbe quello di quantificarla nelle 24 ore. Tuttavia questa procedura richiederebbe la raccolta di tutte le urine nell’arco della giornata, poco praticabile in medicina veterinaria. La misurazione del rapporto tra la quantità di proteine e quello della creatinina in un campione urinario random, è stato dimostrato essere correlato in maniera accettabile con la raccolta nelle 24 ore. La misurazione del rapporto PU/CU nel paziente nefropatico permette di determinare la gravità della proteinuria.
In accordo con le linee guida IRIS, cani con valori di PUCU >0.5 e gatti con PUCU >0.4 sono considerati proteinurici e necessitano di trattamento specifico mentre, per entrambe le specie, un PU/CU <0.2 è ritenuto fisiologico. Il PU/CU correla con la gravità del danno renale sia glomerulare che tubulo-interstiziale. Solo nelle fasi terminali il PU/CU tende a ridursi nonostante la gravità della patologia, per la drammatica riduzione di glomeruli e tubuli funzionali dai quali le proteine possono essere perse nelle urine.
Il PU/CU >2.0 è suggestivo di danno glomerulare e, nel cane, i valori più alti sono descritti nelle glomerulopatie da immunocomplessi (PU/CU medio di circa 9.0) e nella amiloidosi (PU/CU medio circa 7.0). L’entità della proteinuria fornisce anche informazioni prognostiche: nel cane con nefropatia cronica un PU/CU >1.0 è associato ad un rischio di crisi uremica 3 volte maggiore rispetto ai cani con PU/CU <1.0.
È importante quantificare periodicamente la proteinuria nei pazienti nefropatici per due motivi principali. In primo luogo perché i metodi analitici di chimica liquida utilizzati per misurare le proteine totali urinarie (quali il rosso pirogallolo, blu coomassie e benzetonio cloruro) sono più accurati rispetto ai metodi semiquantitativi (dipstick e acido solfosalicilico), soprattutto nelle fasi inziali della proteinuria e in caso di peso specifico urinario ridotto. Inoltre, è fondamentale avere un valore basale con il quale confrontare i successivi PU/CU e poter valutare eventuali progressioni della proteinuria.
Riguardo quest’ultimo aspetto, nel cane è stato proposto uno schema (riportato nella tabella sottostante) con il quale è possibile determinare se la variazione del PU/CU nel tempo sia l’esito dell’evoluzione della proteinuria o se sia da attribuirsi alla normale variabilità giornaliera, dato che anche nei pazienti stabili il PU/CU può oscillare. Visto che la variabilità giornaliera del PU/CU aumenta, in valore assoluto, all’aumentare della proteinuria, è stato proposto di utilizzare la media artimetica ottenuta da più campioni raccolti in giorni consecutivi, in modo da avere un valore più prossimo al reale. Ciò è necessario per PU/CU >6.0: in particolare, per PU/CU compresi tra 6.0 e 8.0 sono necessari 2 campioni, 3 campioni se tra 8.0 e 10.0, 4 campioni tra 10.0 e 12.0 e 5 campioni per PU/CU >12.0. Per evitare eccessive spese per il proprietario, è possibile determinare un unico PU/CU su pool di surnatante urinario, avendo cura di refrigerare o congelare i campioni di urina per evitare variazioni preanalitiche del campione.
Modificato da Nabity et al. 2007.
- Le infiammazioni settiche o non settiche del tratto urinario e le urolitiasi determinano proteinuria post-renale (PU/CU >0.4 / 0.5) così come l’ematuria iatrogena, talvolta esito della cistocentesi, può aumentare il PU/CU. È necessario pertanto escludere il sedimento attivo nella valutazione della proteinuria renale.
- Alcuni cani nefropatici proteinurici possono presentare PU/CU più alto se misurato da urine raccolte in ambiente clinico rispetto alle urine raccolte in ambiente domestico. In questi pazienti può essere utile mantenere la stessa procedura di raccolta delle urine per ridurre la variabilità preanalitica durante il monitoraggio della proteinuria.
Tabella: Variazione del PU/CU nel tempo e sua interpretazione
| Variazione del PU/CU | Interpretazione |
|---|---|
| PU/CU < 6.0 | Normale variabilità giornaliera |
| PU/CU tra 6.0 e 8.0 | Necessari 2 campioni |
| PU/CU tra 8.0 e 10.0 | Necessari 3 campioni |
| PU/CU tra 10.0 e 12.0 | Necessari 4 campioni |
| PU/CU > 12.0 | Necessari 5 campioni |
Di Marco Giraldi, Med. Vet.
Riferimenti bibliografici:
- ADJ Watson, HP Lefebvre, J Elliott. Using urine specific gravity (revised 2015).
- Aresu L, Martini V, Benali SL, et al. European Veterinary Renal Pathology Service: A Survey Over a 7-Year Period (2008-2015). J Vet Intern Med.
- Bertieri M-B, Lapointe C, Conversy B, Gara-Boivin C. Effect of castration on the urinary protein-to-creatinine ratio of male dogs. Am J Vet Res.
- Chakrabarti S, Syme HM, Brown CA, Elliott J. Histomorphometry of feline chronic kidney disease and correlation with markers of renal dysfunction. Veterinary Pathology.
- D. Chew, S. DiBartola, P. Schenck. Canine and Feline Nephrology and Urology.
- Duffy ME, Specht A, Hill RC. Comparison between Urine Protein: Creatinine Ratios of Samples Obtained from Dogs in Home and Hospital Settings. J Vet Intern Med.
- Giraldi M, Rossi G, Bertazzolo W, et al. Evaluation of the analytical variability of urine protein-to-creatinine ratio in cats. Vet Clin Pathol.
- Jacob F, Polzin DJ, Osborne CA, et al. Evaluation of the association between initial proteinuria and morbidity rate or death in dogs with naturally occurring chronic renal failure. J Am Vet Med Assoc.
- Nabity MB, Boggess MM, Kashtan CE, Lees GE. Day-to-Day variation of the urine protein: creatinine ratio in female dogs with stable glomerular proteinuria caused by X-linked hereditary nephropathy. J Vet Intern Med.
- Rossi G, Giori L, Campagnola S, et al. Evaluation of factors that affect analytic variability of urine protein-to-creatinine ratio determination in dogs. Am J Vet Res.
- Rossi G, Bertazzolo W, Binnella M, et al. Measurement of proteinuria in dogs: analytic and diagnostic differences using 2 laboratory methods. Vet Clin Pathol.
- Rudinsky A, Cortright C, Purcell S, et al. Variability of first morning urine specific gravity in 103 healthy dogs.
- Syme HM, Markwell PJ, Pfeiffer D, Elliott J. Survival of cats with naturally occurring chronic renal failure is related to severity of proteinuria. J Vet Intern Med.
- Vilhena HCR, Santos RR, Sargo TJ, et al. Urine protein-to-creatinine concentration ratio in samples collected by means of cystocentesis versus manual compression in cats. J Am Vet Med Assoc.
leggi anche:
- Esame delle Urine nel Cane: Guida Completa per Interpretare i Risultati e Proteggere la Salute del Tuo Amico a Quattro Zampe
- Esame delle Urine nella Cagna: Guida Completa alla Raccolta e Interpretazione Facile
- Esame delle Urine nel Cane: Scopri Costi, Preparazione e Come Interpretare i Risultati
- Cobalamina Alta/Bassa: Valori Normali e Cosa Significa nell'Esame del Sangue
- Ecografia Addominale Completa: Scopri Cosa Rivela e Perché È Fondamentale per la Tua Salute!
- Artrosi: Scopri Gli Esami del Sangue Essenziali per una Diagnosi Precisa
