L'esame delle urine è uno strumento diagnostico fondamentale nella medicina veterinaria, utilizzato per valutare lo stato di salute generale del cane, diagnosticare malattie, monitorare condizioni esistenti e supportare la pianificazione di interventi terapeutici. Questo articolo fornisce una guida completa su come prepararsi all'esame, cosa aspettarsi in termini di costi e come interpretare i risultati.
Raccolta del Campione di Urina
Per eseguire l'esame delle urine del cane, è necessario raccogliere un campione. Ecco alcuni metodi:
- Raccolta Spontanea: Utilizzare un vassoio, una ciotola o un barattolo pulito da posizionare sotto il cane mentre urina.
- Cistocentesi: Un veterinario può eseguire la cistocentesi, ovvero il prelievo di urina direttamente dalla vescica con una siringa.
Se il campione viene prelevato a casa, conservarlo in un barattolo pulito o una provetta ben chiusi, in frigorifero. La conservazione al freddo impedisce la proliferazione di batteri.
Tipi di Analisi delle Urine
Le urine possono essere analizzate in vari modi. Talvolta sono necessarie più analisi e colture batteriche delle urine. Ci possono volere diversi giorni e fino a una settimana prima che queste analisi siano pronte.
- Esame Chimico-Fisico: Utilizzo di strisce reattive per la determinazione qualitativa e semi-quantitativa di vari analiti come acido ascorbico, glucosio, bilirubina, chetone, gravità specifica, sangue, pH, proteina, urobilinogeno, nitrito e leucociti.
- Esame Microscopico: Per analizzare il contenuto di cellule, cristalli di sale e altre formazioni nelle urine, il campione può venire centrifugato.
- Coltura Batterica: Una piccola quantità di urina viene applicata su un substrato di coltura, che poi rimane in incubatrice per uno o due giorni. Se vi sono batteri, questi aumentano di quantità e possono essere rilevati e studiati.
Esami del Sangue Correlati
Le analisi del sangue sono esami fondamentali sia per normali controlli periodici, sia per approfondimenti diagnostici. Gli esami del sangue, oppure analisi del sangue, sono esami di laboratorio che per mezzo di un prelievo di sangue venoso permettono di conoscere i principali componenti ematici. Le analisi sono richieste dai medici curanti o dai medici specialisti. Il sangue infatti permette di ottenere informazioni di rilievo sulla salute del soggetto e sulle condizioni del suo organismo.
Prelievo di Sangue
Viene prelevata una piccola quantità di sangue da una vena del braccio. L’operazione dura pochi secondi ed è svolta da un infermiere. Si disinfetta il punto dove viene inserito l’ago, si applica un laccio emostatico all’inizio del braccio e l’ago viene infilato. Inizia quindi il trasferimento del sangue in una o più provette. Terminato il prelievo, al paziente è richiesto di tenere sul buchino lasciato dall’ago un piccolo batuffolo di cotone, e dopo qualche minuto la ferita si rimargina.
Quando Fare gli Esami del Sangue
Gli esami del sangue sono strumenti diagnostici cruciali utilizzati per valutare lo stato generale di salute, diagnosticare malattie, monitorare condizioni esistenti e aiutare nella pianificazione di interventi terapeutici. Spesso è necessario sottoporsi alle analisi prima di interventi chirurgici. È sempre meglio consultare il proprio medico per determinare la frequenza e il tipo di esami del sangue appropriati per la situazione personale. Le analisi del sangue sono utilizzate per valutare lo stato di salute del paziente.
Interpretazione dei Risultati e Rapporto Proteine/Creatinina Urinaria (PU/CU)
La misurazione del rapporto tra la quantità di proteine e quello della creatinina in un campione urinario random, è stato dimostrato essere correlato in maniera accettabile con la raccolta nelle 24 ore. La misurazione del rapporto PU/CU nel paziente nefropatico permette di determinare la gravità della proteinuria.
In accordo con le linee guida IRIS, cani con valori di PUCU >0.5 sono considerati proteinurici e necessitano di trattamento specifico mentre, per entrambe le specie, un PU/CU <0.2 è ritenuto fisiologico. Il PU/CU correla con la gravità del danno renale sia glomerulare che tubulo-interstiziale. Solo nelle fasi terminali il PU/CU tende a ridursi nonostante la gravità della patologia, per la drammatica riduzione di glomeruli e tubuli funzionali dai quali le proteine possono essere perse nelle urine.
Il PU/CU >2.0 è suggestivo di danno glomerulare e, nel cane, i valori più alti sono descritti nelle glomerulopatie da immunocomplessi (PU/CU medio di circa 9.0) e nella amiloidosi (PU/CU medio circa 7.0). L’entità della proteinuria fornisce anche informazioni prognostiche: nel cane con nefropatia cronica un PU/CU >1.0 è associato ad un rischio di crisi uremica 3 volte maggiore rispetto ai cani con PU/CU <1.0.
È importante quantificare periodicamente la proteinuria nei pazienti nefropatici per due motivi principali. In primo luogo perché i metodi analitici di chimica liquida utilizzati per misurare le proteine totali urinarie (quali il rosso pirogallolo, blu coomassie e benzetonio cloruro) sono più accurati rispetto ai metodi semiquantitativi (dipstick e acido solfosalicilico), soprattutto nelle fasi inziali della proteinuria e in caso di peso specifico urinario ridotto. Inoltre, è fondamentale avere un valore basale con il quale confrontare i successivi PU/CU e poter valutare eventuali progressioni della proteinuria.
Riguardo quest’ultimo aspetto, nel cane è stato proposto uno schema (riportato nella tabella sottostante) con il quale è possibile determinare se la variazione del PU/CU nel tempo sia l’esito dell’evoluzione della proteinuria o se sia da attribuirsi alla normale variabilità giornaliera, dato che anche nei pazienti stabili il PU/CU può oscillare.
Visto che la variabilità giornaliera del PU/CU aumenta, in valore assoluto, all’aumentare della proteinuria, è stato proposto di utilizzare la media artimetica ottenuta da più campioni raccolti in giorni consecutivi, in modo da avere un valore più prossimo al reale. Ciò è necessario per PU/CU >6.0: in particolare, per PU/CU compresi tra 6.0 e 8.0 sono necessari 2 campioni, 3 campioni se tra 8.0 e 10.0, 4 campioni tra 10.0 e 12.0 e 5 campioni per PU/CU >12.0.
Per evitare eccessive spese per il proprietario, è possibile determinare un unico PU/CU su pool di surnatante urinario, avendo cura di refrigerare o congelare i campioni di urina per evitare variazioni preanalitiche del campione.
Tabella: Variazione del PU/CU nel tempo e interpretazione
| PU/CU Basale | Variazione Considerata Significativa |
|---|---|
| < 0.5 | > 0.2 |
| 0.5 - 1.0 | > 0.3 |
| > 1.0 | > 0.5 |
È necessario pertanto escludere il sedimento attivo nella valutazione della proteinuria renale. Alcuni cani nefropatici proteinurici possono presentare PU/CU più alto se misurato da urine raccolte in ambiente clinico rispetto alle urine raccolte in ambiente domestico. In questi pazienti può essere utile mantenere la stessa procedura di raccolta delle urine per ridurre la variabilità preanalitica durante il monitoraggio della proteinuria.
leggi anche:
- Cobalamina Alta/Bassa: Valori Normali e Cosa Significa nell'Esame del Sangue
- Esame Spermiogramma: Quanto Tempo di Astinenza è Necessario?
- Interleuchine e Esami del Sangue: Cosa Rivelano?
- Differenza Ecografia Transanale e Transrettale: Quali Sono le Specifiche e Quando Scegliere
- Laboratorio Analisi Fonte Nuova: Servizi, Orari e Contatti Utili
