Rispetto all’esame delle feci, l’esame delle urine può risultare più laborioso nella raccolta dei campioni. Per i cani maschi, è utile avere sempre con sé un raccoglitore sterile per le urine (il classico barattolino che si compra in farmacia). Più complessa è la raccolta delle urine di cagne.
Per prelevare le urine si può utilizzare un piccolo contenitore sterile nell’atto della minzione evitando che le urine si possano contaminare con agenti microbici esterni. Per eseguire l'esame delle urine del cane è necessario avere un vassoio, una ciotola o un barattolo da mettere sotto il cane quando questo urina. Dal veterinario può essere effettuata la cistocentesi, cioè il prelievo di urina direttamente dalla vescica con una siringa. Se il campione di urine viene prelevato a casa, conservarlo in un barattolo pulito o una provetta ben chiusi, in frigorifero. La conservazione al freddo impedisce il proliferare di batteri. Le urine possono essere analizzate in vario modo. Talvolta sono necessarie più analisi e colture batteriche delle urine. Ci possono volere diversi giorni e fino a una settimana prima che queste analisi siano pronte. Per analizzare il contenuto di cellule, cristalli di sale e altre formazioni nelle urine, il campione può venire centrifugato. Con la coltura invece, una piccola quantità di urina viene applicata su un substrato di coltura, che poi rimane in incubatrice per uno o due giorni. Se vi sono batteri, questi aumentano di quantità e possono essere rilevati e studiati. Questo perché alcune sostanze presenti come i cristalli o i batteri potrebbero subire delle variazioni.
Il test delle urine si realizza attraverso l’analisi di tre aspetti: l’esame fisico, l’esame chimico e l’esame dei sedimenti urinari. Per ognuno di questi aspetti, si valutano delle specificità che possono diventare indicatori di disturbi in atto nel cane.
Esame Fisico
L’esame fisico include la valutazione del colore e dell'aspetto delle urine.
- COLORE: Normalmente le urine sono giallo chiaro per i cani.
- ASPETTO: In controluce, dovrebbero essere trasparenti e limpide.
Esame Chimico
L'esame chimico valuta vari parametri, tra cui:
- PESO SPECIFICO e DENSITÁ: Indicano la capacità dei reni dell’animale di concentrare e diluire le urine. Il peso specifico urinario è un parametro usato in medicina veterinaria per valutare la funzione renale in relazione al bilancio idrico di un paziente. Il peso specifico può essere utile nell’iter diagnostico di poliuria del cane. In un cane normalmente idratato, ed in assenza di malattia renale, malattie metaboliche e disordini elettrolitici, i valori di peso specifico urinario si aggirano tipicamente tra 1030 e 1035 nel cane. Ovviamente, qualsiasi valore di peso specifico urinario può essere giudicato “normale” in relazione allo stato idrico del paziente ed a eventuali disordini elettrolitici. Un paziente sovraidratato e con funzionalità renale normale, tenderà ad avere un peso specifico urinario inferiore, dovendo eliminare acqua libera per riportare l’organismo in una situazione di omeostasi. Si basa su un intervallo numerico compreso tra 1.000 e 1.040 o superiore. Un peso specifico delle urine di 1.001 è molto diluito.
- Urine concentrate: peso specifico >1.030 (cane). Le urine con questo peso specifico hanno subito una significativa modificazione dell’ultrafiltrato glomerulare (che si assesta su valori di 1008-1012) ad opera di processi di riassorbimento attivo a livello dei tubuli renali. In presenza di urine concentrate, il riscontro di iperazotemia potrà essere più facilmente riconducibile ad una problematica pre-renale, che determini una ridotta perfusione d’organo.
- Urine moderatamente concentrate: peso specifico 1.013-1.029 (cane): pesi specifici urinari all’interno di questi valori sono spesso associati a una funzionalità renale conservata, benchè questi valori possano anche essere rilevati in pazienti con malattia renale così come in presenza di altri fattori che inibiscono la capacità di trattenere acqua, come una deficienza parziale o un’inibizione della risposta tubulare all’ADH. È importante sottolineare che, in caso di disidratazione clinicamente evidente, urine moderatamente concentrate possono essere definite come “inappropriate”, suggerendo di investigarne la causa sottostante. Se, al contrario, lo stato di idratazione è normale, e non vi sono altri rilievi clinici compatibili con malattia renale, può essere il caso di ripetere il peso specifico urinario in diverse occasioni prima di procedere con l’iter diagnostico.
- pH: Indica il livello di equilibrio acido-basico dell’organismo. Il pH dell’urina varia con la dieta e l’equilibrio acido-basico. Alcalosi in caso di vomito ripetuto, cistiti, infezioni urinarie, iperventilazione polmonare. Quando il pH dell'urina si discosta dall'intervallo normale, è possibile che in sali minerali che sono naturalmente sospesi nell'urina si aggreghino insieme per formare cristalli o calcoli.
- GLUCOSIO: Non dovrebbe essere presente nelle urine. La soglia renale è di 180 mg/dl nel cane. Valori superiori si osservano in caso di iperglicemia e glicosuria, diabete mellito, ipertiroidismo e altri disturbi. Anche il glucosio, detto zucchero non dovrebbe essere rilevato nelle urine.
- SANGUE: Non dovrebbe essere presente nelle urine. La presenza di sangue (emazie) nelle urine può essere indicativa di varie problematiche: calcoli e cristalli, cistiti infiammatorie. La striscetta urinaria può segnare la presenza di globuli rossi o altri componenti del sangue, come l’emoglobina.
- BILIRUBINA: Quando presente nelle urine, può indicare problemi epatici oppure un’anemia emolitica. Se presente può indicare epatiti, intossicazioni, cirrosi epatica, neoplasie, leptospirosi, ostruzione da calcoli. Falsi negativi si verificano spesso per l’ossidazione della bilirubina dopo una lunga conservazione delle urine e per la presenza nell’urina di acido ascorbico.
- CORPI CHETONICI: Vengono prodotti durante la scomposizione dei grassi. Servono a riconoscere uno stato di scompenso metabolico come quello che si manifesta nella chetoacidosi diabetica, aggravamento del diabete felino. Possono inoltre indicare digiuno prolungato o diete povere di zuccheri e ricche di proteine (diete dimagranti), danno epatico, iperemesi gravidica.
- PROTEINE: Normalmente le proteine sono presenti nelle urine in piccole quantità. La proteinuria indica la presenza nell’urina sia di albumine che di globuline. Si possono avere falsi positivi nelle urine molto alcaline o in presenza di composti di ammonio quaternario usati come disinfettanti.
Esame dei Sedimenti Urinari
L'esame dei sedimenti urinari include la valutazione di:
- ERITROCITI: La presenza degli ERITROCITI, cioè dei globuli rossi, è in correlazione con il peso specifico o un pH alcalino. La striscetta urinaria può segnare la presenza di globuli rossi o altri componenti del sangue, come l’emoglobina. Possono essere un'indicazione di un'infezione.
- CILINDRI: Sono di diversi tipi e possono indicare la presenza di infiammazione del tratto urinario. I cilindri trovati nelle urine indicano che c'è una sorta di insulto ai reni. Può essere infettivo, infiammatorio o il risultato di una tossina ingerita. Cilindri: si dissolvono nell’urina neutra o alcalina. La loro presenza indica una patologia renale acuta, se i cilindri sono numerosi, cronica se i cilindri sono pochi per diluizione dell’urina.
- CRISTALLI: Sono di diversi tipi e variano a seconda che le urine siano acide o basiche. Cristalli: spesso sono composti da normali costituenti dell’urina o dalla somministrazione di alcuni farmaci. In caso di urine basiche con PH superiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di struvite, di fosfato di calcio o carbonato di calcio. In urine acide con Ph inferiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di ossalato di calcio o urati amorfi. Quando il pH dell'urina si discosta dall'intervallo normale, è possibile che in sali minerali che sono naturalmente sospesi nell'urina si aggreghino insieme per formare cristalli o calcoli.
Rapporto Proteinuria/Creatinuria (PU/CU)
Rapporto PU/CU: ovvero tra proteinuria e creatinuria. Serve a valutare la presenza di un danno renale in caso di infezioni alle vie urinarie o di un’alterata funzionalità renale riscontrate con esame del sangue. Il metodo migliore per la valutazione dell’escrezione quantitativa di un soluto qualsiasi nelle urine, sarebbe quello di quantificarla nelle 24 ore. Tuttavia questa procedura richiederebbe la raccolta di tutte le urine nell’arco della giornata, poco praticabile in medicina veterinaria. La misurazione del rapporto tra la quantità di proteine e quello della creatinina in un campione urinario random, è stato dimostrato essere correlato in maniera accettabile con la raccolta nelle 24 ore.
La misurazione del rapporto PU/CU nel paziente nefropatico permette di determinare la gravità della proteinuria. In accordo con le linee guida IRIS, cani con valori di PUCU >0.5 sono considerati proteinurici e necessitano di trattamento specifico mentre, per entrambe le specie, un PU/CU <0.2 è ritenuto fisiologico. Il PU/CU correla con la gravità del danno renale sia glomerulare che tubulo-interstiziale. Solo nelle fasi terminali il PU/CU tende a ridursi nonostante la gravità della patologia, per la drammatica riduzione di glomeruli e tubuli funzionali dai quali le proteine possono essere perse nelle urine.
Il PU/CU >2.0 è suggestivo di danno glomerulare e, nel cane, i valori più alti sono descritti nelle glomerulopatie da immunocomplessi (PU/CU medio di circa 9.0) e nella amiloidosi (PU/CU medio circa 7.0). L’entità della proteinuria fornisce anche informazioni prognostiche: nel cane con nefropatia cronica un PU/CU >1.0 è associato ad un rischio di crisi uremica 3 volte maggiore rispetto ai cani con PU/CU <1.0.
È importante quantificare periodicamente la proteinuria nei pazienti nefropatici per due motivi principali. In primo luogo perché i metodi analitici di chimica liquida utilizzati per misurare le proteine totali urinarie (quali il rosso pirogallolo, blu coomassie e benzetonio cloruro) sono più accurati rispetto ai metodi semiquantitativi (dipstick e acido solfosalicilico), soprattutto nelle fasi inziali della proteinuria e in caso di peso specifico urinario ridotto. Inoltre, è fondamentale avere un valore basale con il quale confrontare i successivi PU/CU e poter valutare eventuali progressioni della proteinuria.
Visto che la variabilità giornaliera del PU/CU aumenta, in valore assoluto, all’aumentare della proteinuria, è stato proposto di utilizzare la media artimetica ottenuta da più campioni raccolti in giorni consecutivi, in modo da avere un valore più prossimo al reale. Ciò è necessario per PU/CU >6.0: in particolare, per PU/CU compresi tra 6.0 e 8.0 sono necessari 2 campioni, 3 campioni se tra 8.0 e 10.0, 4 campioni tra 10.0 e 12.0 e 5 campioni per PU/CU >12.0. Per evitare eccessive spese per il proprietario, è possibile determinare un unico PU/CU su pool di surnatante urinario, avendo cura di refrigerare o congelare i campioni di urina per evitare variazioni preanalitiche del campione. Modificato da Nabity et al. 2007.
Le infiammazioni settiche o non settiche del tratto urinario e le urolitiasi determinano proteinuria post-renale (PU/CU >0.5) così come l’ematuria iatrogena, talvolta esito della cistocentesi, può aumentare il PU/CU. È necessario pertanto escludere il sedimento attivo nella valutazione della proteinuria renale. Alcuni cani nefropatici proteinurici possono presentare PU/CU più alto se misurato da urine raccolte in ambiente clinico rispetto alle urine raccolte in ambiente domestico. In questi pazienti può essere utile mantenere la stessa procedura di raccolta delle urine per ridurre la variabilità preanalitica durante il monitoraggio della proteinuria.
Nel caso in cui il paziente normoazotemico non producesse urine adeguatamente concentrate, l’iter diagnostico iniziale prevede valutazione dell’SDMA, ecografia addominale con particolare attenzione allo studio dell’apparato urinario.
Un ultimo aspetto degno di nota è rappresentato dalla giornaliera fluttuazione del peso specifico urinario riportata in letteratura e che può variare in base alla quantità e qualità di cibo e alla quantità di acqua assunti. Per questo motivo, solitamente si consiglia di raccogliere le prime urine del mattino, poiché sono quelle che riflettono meglio la capacità di concentrazione del paziente.
Quale che sia ad ogni modo il referto, credo fermamente che un proprietario informato sia la più grande fortuna che un peloso possa desiderare.
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